Buca Magnavento

 
VAI all'elenco delle grotte
 
 
BUCA MAGNAVENTO 855 UPG

 

 

Monte Cucco; comune Costacciaro; quota s.l.m. m 1260; carta IGM 116 II SO Costacciaro, long. 0°18’00” Est, lat. 43°22’12” Nord; sviluppo spaziale m22; sviluppo in pianta m20; dislivello m4 (+2, -2).

Correzione GPS 20\01\08: 12°45’057” Est, 43°22’056” Nord.

 

 

 

TOPONIMIA.

Raggiunta in un ventoso pomeriggio sul finire della primavera, la Buca Magnavento illudeva gli avidi esploratori soffiando loro in faccia con impeto foriero di profondi abissi. Altro non era che il perfido gioco del vento, che percorreva quell’angusto sotterraneo vicoletto entrando da vicini ma nascosti ingressi.

 

 

STORIA.

Segnalata da Euro Puletti, la grotta era esplorata dal GSGT il 04.06.1991 (Euro Puletti, Mara Loreti, Vittorio Carini, Fabio Ippoliti). Il rilievo era effettuato il 27.03.1994 da Mirko Puletti, Enzo Bozzi, Vittorio Carini. Il corretto posizionamento con strumentazione GPS è del 20.01.2008, a cura di Renato, Elettra, Vittorio Carini.

 

 

ACCESSO.

Da Sigillo (PG) si sale per il monte Cucco fino a Pian del Monte, da cui a piedi si raggiunge la Valcella. Si scende poi sotto la strada e si prosegue per tracce di sentieri fino alle balze situate sopra il gran prato detto il “Cesone”. Subito dopo aver attraversato uno scosceso boschetto, si nota l’evidente apertura della grotta. Proseguendo poche decine di metri più avanti e più in alto, si giunge alla Buca del Diàntene.

 

 

DESCRIZIONE.

La condotta iniziale, dopo pochi metri, piega in direzione sud e, scendendo, si riduce ad un basso cunicolo che, faticosamente, porta in una minuscola sala. Un breve tratto ascendente ed un impraticabile cunicolo che ricondurrebbe all’esterno (è visibile la luce di un paio d’ingressi non transitabili) concludono la cavità. Non sono necessarie corde.

 

 

OSSERVAZIONI.

Alcune ossa di animali (presumibilmente lagomorfi e tassi) sono visibili in alcuni recessi della grotta e sono stati lasciati in loco. Modesta la fauna ipogea (tricotteri). La grotta si sviluppa nel Calcare Massiccio e non presenta difficoltà se non per le strettoie.

 

CLIMATOLOGIA.

Temperatura media annuale locale teorica (Tmed)  6,8° C.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA.

PULETTI EURO (1999), “Scoperte nuove grotte dagli speleologi gualdesi”, L’Eco del Serrasanta, Gualdo Tadino, anno XII n.4, pag. 12

 

 

 

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – anno 2008