Buca del diavolo D'Asciano

 
vai all'elenco delle grotte
 
 
BUCO DEL DIAVOLO AL MONTE D’ASCIANO 171 UPG

 

 

Loc. Monte d’Ansciano; comune Gubbio (PG); quota s.l.m. m 685; carta IGM 116 III SE Gubbio, long. 0°08’53” Est, lat. 43°20’59” Nord; sviluppo in pianta m 26, dislivello m –44.

 

 

TOPONIMIA.

Si apre nei pressi del toponimo “Buca d’Ansciano”.

 

STORIA.

Esplorata e rilevata nei primi anni ‘70 dallo Speleo Club Gubbio. Rivisitata dal CENS di Costacciaro nel 2005, che tenta invano di superare i cunicoli terminali.

 

ACCESSO.

Da Gubbio seguire la strada per Scheggia (o del Bottaccione) e poi per la Basilica di S. Ubaldo, al bivio per il Parco del Coppo proseguire fino al medesimo. Lasciata l’auto nei pressi del bar, a destra dello stesso una strada sterrata, chiusa da una sbarra, scende fino ad un rifugio del CAI. Qui c’è un sentiero sulla destra, prima in piano fino ad un recinto, superato il quale si sale, proseguendo a sinistra al primo bivio. Entrati in una pineta, un’altra recinzione può essere superata per un buco, oltre il quale si scende per poche decine di metri fino al primo sentiero a destra, inizialmente in piano. Questo prosegue scendendo, anche con tratti esposti e stretti tornanti, per balze e dirupi. Giunti ad un evidente “belvedere” (alle spalle una nicchia nella roccia mostra tracce di un paleoconcrezionamento), proseguire per altri cinquanta metri, poi abbandonare il sentiero e scendere per ripe scoscese, traversare per tracce di sentiero fino a tornare sotto la verticale del “belvedere” e cercare, con molta fortuna, la fessura d’ingresso.

 

DESCRIZIONE.

Grotta a prevalente sviluppo verticale, dopo uno stretto ingresso ed un terrazzino si fa ampia, si fraziona e si scende in un bel pozzo fino ad uno scivolo, che costringe ancora a frazionare per un’ultima verticale che porta alla scoscesa frana finale. Un masso sul fondo arresta la frana e permette una continuazione, assicurata da due vecchi chiodi: si scende in un passaggio stretto ma non troppo, fino al sommo di un pozzo di una decina di metri che, per ora con il pericoloso ausilio di un terzo chiodo (che non evita nocivi sfregamenti della corda) porta in una saletta. Qui la grotta si perde in cunicoli di problematica – impossibile prosecuzione.

 

ARMO.

All’esterno attacco su leccio, necessità di proteggere la corda all’ingresso.

Primo Pozzo (P30) – Corda m 50

Al primo terrazzino frazionamento doppio su due spit.

Subito sotto, a sinistra, frazionamento su spit (evitare lo spit di destra poco più in alto).

Frazionamento su spit alla fine di uno scivolo a due terzi del pozzo.

Secondo pozzo (P10) – Corda m 20

Attacco su due chiodi da roccia.

Frazionamento su chiodo da roccia (nella prossima discesa evitarlo e mettere un nuovo spit dopo la strettoia, in alto a sinistra)

 

CLIMATOLOGIA.

Temperatura media annuale locale teorica (Tmed) 10,5° C.

 

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – anno 2006