BUCA DEL DIANTENE

 
 
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  BUCA DEL DIANTENE 857 UPG

 

 

Monte Cucco; comune Costacciaro; quota s.l.m. m 1275; carta IGM 116 II SO Costacciaro, long. 0°18’00” Est, lat. 43°22’13” Nord; sviluppo spaziale m 31, sviluppo in pianta m 29, dislivello m –7.

Correzione GPS 20\01\08: 12°45’077” Est, 43°22’060” Nord.

 

 

TOPONIMIA.

Diàntene: nome locale del diavolo. E’ stato proposto dagli esploratori.

 

 

STORIA.

Segnalata da Euro Puletti, la grotta era esplorata, per i pochi metri praticabili, dal GSGT il 04.06.1991 (Vittorio Carini, Fabio Ippoliti, Mara Loreti, Euro Puletti). La condotta, ostruita quasi completamente da terra e fango, era sottoposta a scavi dal GSGT per circa m 15 dall’ingresso nel primo anno (giugno-settembre 1991), poi fino a m 25 nella campagna scavi del 1992, per raggiungere m 31 dall’ingresso il 18.09.1993. Complessivamente sono stati impiegati 33 giorni di scavo con 164 presenze di 34 soci ed eventuali ospiti del GSGT, tra cui: Euro Puletti, Vittorio Carini, Celestino Petrelli, Massimo Passeri, Enzo Bozzi, Simone Graziosi, Mara Loreti, Andrea Micheletti, Maurizio Bazzucchi, Enrico Bazzucchi, Fabio Ippoliti, Sergio Garofoli, Barbara Barberini, Giuseppe Venarucci, Roberto Marcellini, Marzia Cecconi, Mirko Puletti, Francesco Fioriti, Danilo. Il rilievo è stato effettuato il 04.08.1994 da Vittorio Carini ed Euro Puletti. Il corretto posizionamento con strumentazione GPS è del 20.01.2008, a cura di Renato, Elettra, Vittorio Carini.

 

 

ACCESSO.

Da Sigillo (PG) si sale per il monte Cucco fino a Pian del Monte. Si continua a piedi fino alla Valcella, dove si devia sotto la strada per proseguire, per tracce di sentieri, fino alle balze situate sopra il prato del Cesone. Attraversato uno scosceso boschetto, si segue una larga cengia in salita per inoltrarsi infine tra gli arbusti di un ripiano dove si apre la grotta, di difficile reperimento.

 

 

DESCRIZIONE.

Una larga condotta discendente era ostruita fino a pochi metri dall’ingresso ed a pochi centimetri dal soffitto: scavato un cunicolo che la rende percorribile, a circa m 20 dall’imbocco, ormai a m –7 di profondità (punto 3 del rilievo), si prosegue in orizzontale per minuscole cupolette, da cui attraverso un diaframma di roccia si accede in una condotta ben presto tappata dal fango, tratto questo trovato sommerso da un metro d’acqua nell’ottobre 1993, forse un sifone temporaneo. Prosegue inaccessibile con un condottino di volta e fessure soffianti, superabili con scavi impegnativi, perché il materiale rimosso deve essere portato fino all’esterno. Si può anche tentare di proseguire lo scavo nel punto 3 del rilievo, il punto più basso, seguendo la condotta principale.

 

 

OSSERVAZIONI.

La grotta si sviluppa nel Calcare Massiccio. Nel corso degli scavi sono affiorati numerosi e sparsi reperti ossei, massimamente di tasso ma anche di camoscio ed altre specie da determinare. Buon popolamento della cavità da parte della fauna ipogea, soprattutto ditteri e tricotteri, stagionalmente da Scoliopteryx.

 

CLIMATOLOGIA.

Temperatura media annuale locale teorica (Tmed) 6,7° C.

 

 

BIBLIOGRAFIA.

PULETTI EURO (1998), “La speleonomastica nel Parco Regionale del Monte Cucco (PG) ”, in MORETTI GIOVANNI, MELELLI ALBERTO, BATINTI ANTONIO “Studi e ricerche sui nomi di luogo”, ed. Nuova Era, Perugia, pag. 225.

PULETTI EURO (1999), “Scoperte nuove grotte dagli speleologi gualdesi”, L’Eco del Serrasanta, Gualdo Tadino, anno XII n. 4, pag. 12.

“I misteri della Buca del Diàntene”, Il Corriere dell’Umbria, mercoledì 02 agosto 2006, anno XXIV n. 211, pag. 34.

 

 

 

 

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – anno 2008