Divulgazione‎ > ‎Minerali al Museo‎ > ‎

"Le ricchezze minerarie della Toscana"

Mostra temporanea al Museo di Storia Naturale e del Territorio dell'Università di Pisa









“Se vi ha paese, che offra copia e varietà di minerali,
egli è senza dubbio nella nostra Italia questa prediletta Toscana, 
nella quale ogni sorta di fenomeno naturale sembra abbia fatto a gara per accrescerne le meraviglie, 
e ove insieme a quelle che la natura oggi ci schiude, 
altre e non minori ce ne svelano le reliquie dei tempi che furono.”
(
Antonio D’Achiardi, 1872-73)

Un po' di storia

Non è noto chi siano stati i primi minatori toscani, ma è certo che Etruschi e Romani già conoscevano e coltivavano alcune importanti mineralizzazioni della regione.

Dopo i secoli bui delle invasioni barbariche, una nuova spinta allo scavo dei depositi minerari toscani si ha a partire dal X-XI secolo.

Nel Duecento, in Toscana, viene emanato il primo statuto minerario, nella città di Massa Marittima, l’antica Massa Metallorum.

Ad un autore toscano si deve anche uno dei primi trattati di metallurgia, De la Pirotechnia (1540) del senese Vannoccio Biringuccio.

La storia delle coltivazioni minerarie in Toscana, fra grandi speranze e cocenti delusioni, ha accompagnato lo sviluppo economico della regione durante tutta la sua storia.

Lo studio dei minerali toscani seguì lo sviluppo dell’arte mineraria e contribuì allo sviluppo delle discipline mineralogiche e cristallografiche. Ad esempio, le osservazioni del naturalista danese Nicolò Stenone, nella Firenze dei Medici del XVII secolo, condussero alla formulazione delle idee alla base del principio della costanza dell’angolo diedro nei solidi cristallini.

Le conoscenze naturalistiche toscane si arricchirono grazie ai viaggi del naturalista Giovanni Targioni Tozzetti (XVIII).

L’opera di Leopoldo Pilla, Breve Saggio sulla Ricchezza minerale della Toscana, mise in risalto l’utilità degli studi geologici per la coltivazione dei depositi minerari toscani.

La nascita della Scuola pisana di mineralogia si deve infine all’attività di Antonio D’Achiardi, autore della Mineralogia della Toscana (1872-73).

Ad oggi, fra le oltre 550 specie mineralogiche differenti descritte nella regione, 60 sono state scoperte per la prima volta al mondo proprio in Toscana.

Sfruttamento delle risorse minerarie in Toscana attraverso i secoli
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)






La Chimera di Arezzo, scultura etrusca in bronzo, fine V - inizio IV secolo a.C. E' conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.


"De la Pirotechnia"


Nicolò Stenone




Antonio D'Achiardi, autore del libro "Mineralogia della Toscana"

Minerali toscani (al 2011)
(cliccare per ingrandire)