GRADUATORIE: tutto ciò che è necessario sapere...

21 Agosto 2011

Articolo di cui ne consigliamo vivamente la lettura ad ognuno. Non solo è spiegato in modo chiaro e semplice il complesso meccanismo delle graduatorie, ma sono messi in evidenza tutti gli aspetti negativi che la gestione scellerata del Governo ha provocato su di noi. L'articolo fa inoltre luce su alcune questioni di certo eclatanti e rimaste inspiegabilmente per anni nascoste che hanno gravato sulla ns. questione finendo inesorabilmente per danneggiarci grandemente... 



NB: nella rappresentazione sottostante NON sono state inserite le Graduatorie Prioritarie del Salvaprecari. Clicca qui per vederle inserite nello schema.
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A. PREMESSE:

L´Italia, probabilmente unica fra gli stati Europei, dispone di un sistema per il reclutamento dei docenti se non contorto e bizantino, senz’altro oltremodo complesso e, per dir così dire  ‘originale’. Esso Si fonda infatti sulla costituzione di una molteplicità di graduatorie, ulteriormente suddivise al loro interno in più fasce, ognuna delle quali articolata in una miriade di classi di concorso e, talvolta ulteriormente frazionate in più scaglioni. Ogni aspirante può conseguentemente trovarsi inserito in una o più graduatorie, fasce, classi di concorso e/o sottocategorie, con punteggi differenti: la valutazione del merito non è infatti sempre uniforme e l´accesso all´una o all´altra graduatoria o fascia anche per una medesima classe di concorso comporta spesso il riconoscimento di punteggi differenti. Un argomento di non facile comprensione se non si è del ‘mestire’, spesso controverso perché frutto di provvedimenti legislativi che si sono andati stratificando nel corso degli anni senza ricevere una adeguata armonizzazione. In ogni caso, tracciamo qui di seguito un breve compendio. 

CONFERIMENTO RUOLI:

Ai sensi dell´art. 399 del dlgs. 297/94 "l´accesso ai ruoli del personale docente [...] ha luogo, per il 50% dei posti annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50%, attingendo alle Graduatorie Permanenti.  

Da tale testo si evince quindi che esistono due graduatorie, una di merito riservata ai vincitori di concorso e/o a chi ha ottenuto una idoneità concorsuale, e una permanente. Le immissioni in ruolo sono suddivise equamente al 50% tra gli appartenenti alle due graduatorie. Il sistema prevede inoltre che in caso di esaurimento delle suddette graduatorie, i posti disponibili a tempo indeterminato debbano essere trasformati in cattedre annuali e resi disponibili per le supplenze da conferirsi dalle subordinate Graduatorie di Circolo e d'Istituto.

CONFERIMENTO CATTEDRE ANNUALI:

Ai sensi dell´art. 4 della L. 124/99 "Per il conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche si utilizzano le graduatorie permanenti". In caso di esaurimento delle Graduatorie Permanenti le relative supplenze annuali vengono rinviate alle scuole che scorreranno le sottostanti Graduatorie d´Istituto ai fini della loro attribuzione.

CONFERIMENTO SUPPLENZE TEMPORANEE:

Ai sensi della L. 124/99 "Per il conferimento delle supplenze temporanee si utilizzano le Graduatorie di Circolo e d´Istituto".

B. LA RIFORMA SCOLASTICA OPERATA DALLA LEGGE 124/1999:

Esistono, dunque, almeno tre graduatorie di merito, le graduatorie di concorso, le graduatorie permanenti e le graduatorie d´Istituto, ognuna della quali istituite con precise finalità. Sennonché, a seguito della riforma introdotta dalla L. 124/1999 e dei relativi decreti attuativi, queste tre graduatorie con le procedure di nomina dei docenti ad esse connesse, subirono dei cambiamenti non meramente formali, su cui è opportuno soffermarsi.

Le graduatorie di merito riservate ai vincitori di concorso diventarono a termine, precisamente la loro validità fu ridotta ad un solo triennio, corrispondente al periodo che ai sensi del dlgs. 297/94, così come modificato dalla L. 124/1999, avrebbe dovuto intercorrere tra un concorso e l´altro. I vincitori di concorso avrebbero avuto accesso diretto ed immediato ai ruoli, mentre chi, partecipando al concorso, non fosse risultato vincitore, ma solo idoneo, sarebbe stato incluso in una graduatoria di idonei, in attesa che nei tre anni successivi si rendessero disponibili delle cattedre a tempo indeterminato. Dopo tale periodo, la loro ‘idoneità’ sarebbe scaduta, e per garantirsi la permanenza per altri tre anni avrebbero dovuto partecipare ad un nuovo concorso e risultare nuovamente idonei.

Ci fu comunque una ‘fase transitoria’ durante la quale tutti coloro che risultarono idonei nei precedenti concorsi, tutti coloro che per un motivo o per un altro (motivi spesso non sempre ‘limpidi’) avevano avuto accesso in passato alle graduatorie permanenti, assieme a tutti i docenti precari ‘non abilitati’, ma con un´anzianità di servizio di almeno 360gg. (su due anni scolastici) maturata entro la data di entrata in vigore della L.124/99, poterono accedere alle Graduatorie permanenti, il cui accesso in futuro avrebbe dovuto essere consentito ai SOLI docenti risultati idonei ad una procedura concorsuale (in questo caso la permanenza e l'accesso in tali graduatorie erano garantita per sempre e non solo per un periodo limitato di 3 anni).

Anche le Graduatorie di Circolo e d´Istituto subirono un radicale mutamento; con la pubblicazione del D.M. 201/2000, attuativo della L. 124/1999, ne venne predisposta la suddivisione in tre distinte fasce. La I fascia era il risultato dell´esatta trasposizione delle corrispondenti Graduatorie Permanenti; la II fascia era invece destinata a tutti i possessori di ‘valida abilitazione’ che non risultassero però iscritti nella corrispondente Graduatoria permanente; la III fascia venne invece riservata ai possessori di Diploma magistrale, purché conseguito entro l´a.s. 2001/2002, nonché a tutti i possessori di valido titolo di accesso all´insegnamento, che per le cattedre di scuola secondaria di I e II grado, deve prevedere un piano di studi conforme ai DDMM n. 39 del 30 gennaio 1998 e n. 22 del 9 febbraio 2005.

È esattamente in questa fascia e specifica graduatoria che sono inseriti i cosiddetti "Precari non abilitati" (nel senso inteso dal MIUR).

Risulta abbastanza evidente che i docenti aventi titolo all´inserimento in III fascia non solo non possono in alcun caso ambire alla stabilizzazione[1], ma anche che, pure nei casi (invero non rari) in cui questi siano in possesso di una anzianità di servizio più alta rispetto ad altri loro colleghi inseriti in altre graduatorie, essi accedono sempre per ultimi agli incarichi a tempo determinato. Un altro dato, forse meno evidente, ma di certo altrettanto importante è la questione dei concorsi che avrebbero dovuto essere banditi con cadenza triennale. A tale scopo è bene precisare che l´ultimo concorso bandito risale al lontano 1999, e da allora non ve ne sono più stati.

Non sfuggirà al lettore attento che aver stabilito per i concorsi una cadenza triennale, avrebbe dovuto scongiurare definitivamente il rischio del riformarsi del precariato storico di III fascia, in quanto se tale principio fosse stato rispettato il numero dei precari in possesso di idoneità concorsuale avrebbe dovuto essere sufficiente a coprire qualsiasi carenza di organico.

Insomma, la III fascia avrebbe forse continuato ad esistere, ma sarebbe stata residuale e i docenti ivi inseriti avrebbero potuto al massimo ambire a qualche supplenza breve e saltuaria e il loro numero non avrebbe potuto raggiungere l’enorme cifra di circa 40.000 unità, molti di questi, non è inutile sottolinearlo, assunti su cattedre annuali vacanti. Si ricorda inoltre che con la Legge. 124/1999, il legislatore dimostrò di volersi occupare di tutto il precariato all´epoca esistente, concedendo l´accesso alle Graduatorie permanenti ad ogni tipologia di precari, abilitati e no, in possesso di una certa anzianità di servizio (360gg. su due anni scolastici).

Nonostante si consideri la Legge 124/1999 ancora punto di riferimento dell´attuale sistema scolastico, è bene precisare che molte delle disposizioni ivi contenute rimasero in vigore per appena un anno. Già a partire dal 2000 infatti, l´avvio delle SSIS (Scuole di specializzazione per l´insegnamento secondario) portò alcuni sindacati/enti (tra cui la CGIL) a operare pressioni di tipo politico affinché venisse promossa una normativa che valorizzasse questo titolo specializzante per l’insegnamento. Le pressioni furono davvero forti, al punto che nell´ottobre del 2000, la L. 306 denominata Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240 [...], aggiungendo un ulteriore comma al succitato decreto, stabilì che: "L'esame di Stato che si sostiene al termine del corso svolto dalle scuole di specializzazione [...] ha valore di prova concorsuale ai fini dell'inserimento nelle graduatorie permanenti".

Precisando che l´ammissione ad una qualsiasi graduatoria di merito attraverso criteri selettivi, imparziali e che promuovano il merito, è sempre e comunque da considerarsi una pratica concorsuale, ciò che si ritiene grave è che tale misura abbia scardinato fin da subito il nuovo sistema di reclutamento appena avviato. Il concorso per titoli ed esami viene accantonato e sostituito con le SSIS (Scuole di specializzazione per l´insegnamento secondario). Un paio di anni più tardi, accadrà altrettanto ai docenti delle scuole Primarie e dell´infanzia: l´accesso alle Graduatorie permanenti verrà concesso infatti solo ai nuovi laureati di Scienze della formazione primaria. I docenti precari di III fascia che avrebbero dovuto trovarsi a gareggiare ad armi pari con quest'ultimi nei concorsi per titoli ed esami, e che quindi formalmente risultavano giuridicamente equiparati in quanto possessori di titoli aventi la medesima valenza, si vedono inesorabilmente e inaccettabilmente scavalcati e discriminati! 

I sindacati, tutti, accolsero favorevolmente questa nuova modifica, ma i diplomati di Scuola e Istituto magistrale furono enormemente danneggiati. Il loro titolo infatti avrebbe già di per sé dovuto considerarsi abilitante all´insegnamento, a differenza dei docenti laureati e diplomati delle scuole secondarie, il percorso per loro "ri-abilitante" prevede la frequenza di un corso universitario di durata quadriennale/quinquennale anziché biennale.

C. VIOLAZIONI DURANTE IL REGIME DELLE SSIS:

E´ difficile riassumere in poche righe le violazioni e le numerose irregolarità che hanno accompagnato l’istituzione dei corsi abilitanti a numero chiuso (comunemente denominate SSIS) e con obbligo di frequenza, in conseguenza dei quali non sono più stati banditi i concorsi per esami e titoli, nonostante la normativa lo prevedesse. I docenti precari di III fascia, che lavorando non hanno in molti casi potuto scegliere la strada obbligata delle SSIS, sono stati fortemente penalizzati da una gestione iniqua e discriminate dei percorsi abilitanti.   

Alcune categorie di aspiranti docenti, inoltre, hanno subito ulteriori penalizzazioni: ai sensi del Decreto Interministeriale n° 460/98, del Decreto Interministeriale 10 Marzo 1997 e del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, infatti, tutti i diplomati Magistrali, dei Conservatori, delle Accademie di Belle arti e degli Istituti Superiori per  le industrie artistiche, i diplomati ISEF, nonché i possessori di diploma di laurea conseguito entro il 2004[2] avrebbero dovuto conseguire l´abilitazione e/o l´immissione in ruolo attraverso un concorso e non a seguito di un corso. 

Qualsiasi altra scelta sia stata operata successivamente all’acquisizione di questi titoli, quindi, ha assunto un valore “retroattivo” ed arbitrario, imponendo che, per aspirare alla professione di docente, si dovesse “allungare” di altri due/quattro anni il proprio corso di studi.

E´ inoltre innegabile che, per tutti i docenti precari di III fascia assunti dalle istituzioni scolastiche, anche se a tempo determinato (si sta parlando cioè di docenti lavoratori e non di aspiranti tali che vogliono accedere alla professione) l´istituzione del numero chiuso fosse in aperta violazione con il diritto alla formazione del lavoratore sancito dall´art. 35 della Costituzione; dal dlgs 165/01, art. 1, art. 7 c. 4 e 7 bis; dal Dlgs 368/01, art. 7 comma 1, nonché con quanto stabilito dallo stesso Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola, sottoscritto anche dai precari di III fascia, che, al capo VI, non solo ribadisce tale diritto ma stabilisce in modo inequivocabile che i docenti in servizio presso le scuole debbano avere accesso diretto alla formazione, che essa debba essere impartita gratuitamente, nonché che sia riconosciuta la retribuzione delle ore ad essa dedicata ed il rimborso di tutte le eventuali spese di viaggio. Tutte misure che è bene ricordare NON sono MAI STATE ATTUATE!

Le onerose tasse di frequenza, interamente a carico degli studenti, erano quindi in contrasto con quanto stabilito la CCNL del comparto scuola ma anche con il DPR 306/97, secondo cui "la contribuzione studentesca nei corsi universitari ordinari non può eccedere il 20 per cento dell´importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato".

L´alto numero delle ore di lezione imposto da tali corsi e gli obblighi di frequenza erano, inoltre, in aperta violazione non solo con quanto stabilito dal sopracitato capo VI del CCNL del comparto scuola, ma anche con la Legge 19 Novembre 1990 n. 341 Art 11 comma 2 e con il D. 3 novembre 1999, n° 509.

Riassumendo, l´istituzione dei corsi abilitanti, l’assenza di concorsi, l’istituzione delle Graduatorie permanenti (trasformate poi ad Esaurimento) per chi ha conseguito l’abilitazione attraverso quei percorsi, ha portato i precari di III fascia a subire gravi conseguenze.

Infine, decine di migliaia di docenti di III fascia, sono stati penalizzati da fattori altamente discriminanti tra cui, ricordiamolo:

appartenere ad una delle circa 60 classi di concorso per cui non è stato bandito alcun corso abilitante,

- essere residente in una regione/provincia in cui non sono mai stati attivati percorsi abilitanti nella propria classe di concorso e, per motivi personali e familiari, non potersi permettersi i grandi e numerosi spostamenti richiesti dalla frequenza dei corsi.

- essere esclusi “per legge” dalla frequenza di tali corsi. È quanto è accaduto, ad esempio ai dottorandi, i quali non hanno potuto abilitarsi in quanto la loro attività universitaria era incompatibile con la frequenza delle SSIS, anche se, paradossalmente, non con l’attività di formazione: Molti Dottori di ricerca e dottorandi hanno infatti avuto ruoli attivi nelle SSIS ma, pur possedendo tale esperienza ed alti titoli accademici e scientifici sono tutt´ora in III fascia. 

D. CHIUSURA DELLE GRADUATORIE PERMANENTI E D.M. N. 27 DEL 15 MARZO 2007:

Con la pubblicazione della Legge n. 296/2006, che all´art. 1, comma 605 ha decretato la chiusura delle Graduatorie permanenti e la relativa trasformazione di queste in Graduatorie ad esaurimento (GAE), la questione III fascia si è ulteriormente aggravata. Nonostante l´innegabile iniquità dei corsi abilitanti e delle modalità di attuazione, era il solo modo per acquisire "formale titolo abilitante" che permetteva l´accesso alle Graduatorie ad esaurimento e quindi l´immissione in ruolo. La chiusura delle suddette graduatorie operata al “fine di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più' funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l'età media del personale”, ma ancor di più la definitiva chiusura delle SSIS a partire dal 2007, hanno reso impossibile ai precari di III fascia qualsiasi possibilità di poter ambire alla stabilizzazione.

Nel Marzo del 2007, con l´emanazione del Decreto Ministeriale n° 27, si fissano i criteri di accesso alle graduatorie ad Esaurimento e viene stabilito che è necessario essere in possesso, ai fini dell’inserimento nelle GAE, di una “idoneità” all’insegnamento, requisito inequivocabilmente riconosciuto anche ai precari di III fascia, dai decreti ministeriali che hanno definito le Graduatorie di circolo e d’istituto. Soltanto pochissimi tra i docenti di III fascia fecero domanda di inserimento nelle GAE: in ogni caso tali istanze furono respinte con l’iniqua scusa della mancanza dei requisiti d’accesso.

Nel maggio del 2011 le GAE vengono definitivamente chiuse, impedendo, in assenza di nuove regole per il reclutamento, a tutti i precari di III fascia, e a tutti i nuovi abilitati, di potervi mai più accedere.

E. SITUAZIONE ATTUALE:

Va infine precisato che tutti gli aspiranti docenti inseriti a pieno titolo nella III fascia delle Graduatorie d´istituto, in virtù del loro titolo di studio associato al piano di studi fissato dal Miur, devono considerarsi idonei all´insegnamento. Se poi hanno anche all’attivo anni di servizio svolto nelle scuole pubbliche italiane (o nelle scuole parificate) sono docenti a tutti gli effetti.

Pretendere che questi, come prevederebbe l’attuale normativa, si sottopongano ad un triplice test pre-selettivo prima di accedere alla “FORMAZIONE INIZIALE", nonostante tutti gli aspiranti docenti siano già in possesso di un valido titolo professionale e già inseriti in una graduatoria da dove il Miur attinge per chiamare in servizio, e nonostante che parte di questi non siano ‘solo’ aspiranti docenti, ma docenti con esperienza che da anni esercitano la professione a pieno titolo, non è solo ingiusto e paradossale, ma del tutto illegittimo: un vero e proprio abuso di potere.

La pubblicazione dello Schema di Decreto sulla formazione iniziale docenti, concede solo formalmente un trattamento "più favorevole" ai docenti con esperienza, perché li obbliga, comunque, non solo a sottoporsi ad una formazione iniziale, in luogo di un corso di aggiornamento (al pari di tutti gli altri docenti di ruolo), ma vincola questa formazione iniziale pensata per neo-laureati (come peraltro la denominazione stessa “formazione iniziale” prova inequivocabilmente) ad una triplice prova di accesso preselettiva a crocette. Non trascurabile poi il fatto che, non essendo stata fissata la durata della fase transitoria, questo decreto pone inevitabilmente una scadenza alla validità dei titoli di studio e lauree dei precari di III fascia i quali, alla fine del periodo transitorio, non potranno più insegnare.

In mancanza di un’adeguata normativa sul reclutamento che dovrebbe definire come potranno essere spesi i titoli abilitanti conseguiti, soprattutto ai fini della stabilizzazione, la definitiva chiusura delle Graduatorie permanenti e delle Graduatorie di merito rende attualmente impossibile immaginare il destino di tutti quei docenti/lavoratori di III fascia: infatti, anche qualora riuscissimo ad vedere formalmente riconosciuta la nostra professionalità acquisita e l’abilitazione, l’unico scenario ad oggi immaginabile sarebbe quello che ci vedrebbe inseriti nella II fascia d’istituto, comunque subordinata alle GAE.

Sorgono a questo punto spontanee alcune domande:

  • Possono essere considerate valide le assunzioni avvenute dalle Graduatorie di Merito, scadute ormai da otto anni?

  • E´ legittimo l´inserimento in GAE di quanti hanno conseguito l’abilitazione tramite le SSIS e di chi possiede una Laurea in Scienze della Formazione Primaria, pur sapendo che l´art. della L. 124/99 stabiliva che l´accesso a tali graduatorie era riservato ai soli vincitori di concorso?

Si tratta, è evidente, di domande a cui noi sapremmo dare una risposta, ma che spetterà ai nostri legali e soprattutto ai tribunali che si pronunceranno, dare un parere definitivo.

F. CONCLUSIONI:

I precari di III fascia, quanto i precari "abilitati" con servizio, sono una risorsa che non può essere "gettata via". E' evidente che, nell'urgenza di definire un nuovo sistema sul reclutamento, anche alla luce delle nuove norme sulla formazione iniziale, si dovranno ipotizzare modalità che valorizzino l'esperienza professionale e i diritti acquisiti di chi lavora da anni, permettendo al contempo, a chi aspira alla professione di insegnante, di accedere ad un sistema equo ed equilibrato e non basato su "logiche di mercato". Un precario, abilitato o no che sia, gode della stessa considerazione che ha un "limone da spremere"... Si pensi ad esempio ai Forcom e ai "puntifici online", e a tutte quelle iniziative che proliferano rivolgendo una notevole attenzione alle tasche docenti precari, ansiosi di racimolare punti da spendere per avanzare nelle graduatorie. 

E' ora di dire basta! Se un precario non è formato, secondo quanto si sostiene volendo obbligare precari con anni di esperienza a frequentare corsi per la "formazione iniziale" allora che sia il datore a farlo, così come previsto dal vigente CCNL del comparto scuola! Inoltre, al pari di ogni altro precario della pubblica amministrazione, anche i precari di III fascia, hanno diritto di precedenza sugli altri, anche se tale diritto è attualmente stato loro negato, a partire dall'esclusione dal decreto salvaprecari.  

Quanto esposto finora, è vero, disorienta e soprattutto inquieta, ma vi invitiamo a non mollare. Come? Innanzitutto tenendovi informati, perché è innegabile che la soluzione di un qualsiasi problema nasce prima di tutto dalla conoscenza approfondita di questo. E la questione III fascia è davvero complessa. Scarsa consapevolezza e rassegnazione di certo non sono d’aiuto, mai. Tutte le irregolarità, le violazioni, le discriminazioni, le ingiustizie che abbiamo subito chiedono a gran voce un risarcimento professionale e morale ad un tempo. Ce lo devono!

[1] nemmeno agli invalidi viene concessa la riserva di posti, e ciò nonostante vi sia una sentenza della Corte Costituzionale che abbia chiaramente censurato tale Comportamento: Cassazione - sentenza n. 19030 dell´11 Settembre 2007

[2] Ai sensi del Decreto Interministeriale 460/1998 inoltre avrebbero dovuto accedere direttamente ai concorsi, e quindi SENZA la necessità di frequentare alcun corso abilitante, "coloro che alla data dell'entrata in vigore del presente decreto [fossero] già in possesso di un titolo di laurea, ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le Accademie di belle arti e gli Istituti superiori per le industrie artistiche, i Conservatori e gli Istituti musicali pareggiati, gli ISEF [...].  [La partecipazione ai concorsi era inoltre garantita a] coloro che [conseguivano] la laurea entro gli anni accademici 2001-2002, 2002-2003 e 2003-2004 se si tratta di corso di studi di durata rispettivamente quadriennale, quinquennale ed esaennale e coloro che [conseguivano] i diplomi [sopracitati] entro l'anno in cui si conclude il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall'anno accademico 1998-1999". Ai sensi del Decreto Interministeriale 10 Marzo 1997 e Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323,  I titoli conseguiti nell´esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell´istituto magistrale iniziati entro l´anno scolastico 1997/98 conservano in via permanente l´attuale valore legale e abilitante all´insegnamento nella scuola elementare. Essi consentono di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare".