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Avere un'idea sul cinema significa avere un'idea sul mondo

(François Truffaut)

Io e te

pubblicato 14 nov 2012, 16:41 da Redazione MetaCinema




Io e te. Non è una storia d’amore, come Lui e Lei o peggio come Ioetetremetrisoprailcielo. Per fortuna. È un binomio che si ramifica ambiguamente tra il tutto e il niente. Apre spiragli, ma poi non ha il coraggio di immergersi fino al collo. Descrive traiettorie di sguardi profondi che svaniscono in dialoghi acerbi.  (leggi tutto

Di: Arianna Vergari

Fahrenheit 9/11

pubblicato 29 giu 2012, 07:24 da Redazione MetaCinema




Il cielo grigio e poi il tumulto. Le lacrime che si mischiano con la polvere di macerie su visi increduli.

Manca qualcosa rispetto alle altre volte. Manca una cornice, uno schermo che possa racchiudere quelle immagini e distanziarle da chi le guarda. Manca il regista soddisfatto della sequenza. Mancano gli attori che si rialzano a scena finita. Ma questa volta invece nessuna delle 3000 comparse tornerà a ridere, a camminare, a vivere. Nessuno potrà cambiare canale. Nessuno potrà far cessare le urla e il dolore semplicemente annerendo lo schermo del televisore.  (leggi tutto

Di: Arianna Vergari

Habemus papam

pubblicato 23 mar 2012, 02:09 da Redazione MetaCinema



Habemus Papam è un film innovativo rispetto alle precedenti produzioni di Nanni Moretti, ma allo stesso tempo riflette le ossessioni portanti del suo cinema: l'inadeguatezza, il confronto col pubblico, l'incontro-scontro tra spettacolo e realtà, la psicanalisi, la musica, lo sport. Come in molti altri suoi film, la storia del neoeletto papa Melville che ha paura del ruolo che dovrà ricoprire è tutta una mise-en-abyme della paura del regista di tornare sulle scene e di confrontarsi col pubblico (Alice, Sogni d'Oro, Il Caimano).  (leggi tutto)

Di: Raffaele Pavoni

Blindness

pubblicato 20 mar 2012, 00:29 da Redazione MetaCinema



Ci sono voluti tredici anni a convincere José Saramago a dare l'approvazione per un film sul suo Cecità. Non voleva che diventasse un film di zombie (chissà perché, poi), e ok. Voleva mantenere la coralità dell'azione, nelle sue caratteristiche aspaziali e atemporali, e ok: cast multietnico, luoghi e persone senza nomi propri, mancanza di riferimenti storici. C'è voluto molto per convincerlo ad usare una voce narrante non-onnisciente, che avrebbe potuto tradire l'intento scientifico-antropologico di base. Insomma, il film l'ha fatto Saramago e la regia è stata affidata a uno che nei suoi precedenti lavori ha dimostrato di saper adattare abilmente (o comunque in maniera accattivante) opere letterarie sul grande schermo senza troppe velleità artistiche... (leggi tutto)

Di: Raffaele Pavoni

The three of life

pubblicato 16 mar 2012, 08:42 da Redazione MetaCinema


Malick squarcia la parete dello schermo per penetrare in ogni anfratto di anima, facendo vibrare di vita pura ogni cellula di materia.

Bellezza che straborda in fiumi di immagini, colori, suoni, odori e sensazioni. Il crescendo di un canto soave come Lacrimosa scandisce il ritmo vitale della natura, protagonista che sovrasta e tesse tacita la tela su cui scivolano frammenti di esistenza di un piccolo nucleo familiare del Texas negli anni ‘50.  (leggi tutto)


Di: Arianna Vergari

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