Bianca Buser
Medicina popolare, laica, complementare, non convenzionale, alternativa

Bianca Buser, oltre al suo lavoro come terapista, è l'ideatrice e in gran parte anche la realizzatrice / coordinatrice delle varie iniziative di Medicina popolare

Ha pure creato un luogo di lavoro per colleghi / praticanti / apprendisti e il laboratorio di galenica.  

Si occupa della supervisione  delle conferenze e gestisce la Squadra galenica. Collabora anche come autrice / redattrice e, insieme a Nathalie, Sabrina e Mario N. porta avanti il progetto Dispense per la formazione di terapisti complementari CSA.
 

Presentazione

di Elena Rondi-Gay des Combes:

"Il suo ritratto per me era già nitido prima di scattare: mentalmente ho messo a fuoco le mani, gli occhi, il bianco che la circonda. E ora che dovrei presentarla con alcune parole, mi sembra tutto superfluo, come lo era il giorno in cui abbiamo realizzato queste foto.
Ho cercato ispirazione nel suo
curriculum, l'ho letto più di una volta. Ho guardato con attenzione la lista delle sue attività professionali, dalla fine della formazione commerciale a oggi, da quando ha deciso di realizzare il suo sogno, cioè di curare. L'ho letto anche perché mi sono resa conto, dopo tanti anni di amicizia, di non aver in fondo mai saputo con esattezza che cosa avesse studiato, e dove. E ancora una volta ho scoperto che non mi interessava molto, che tutti quei dettagli per me non erano importanti, anche se, obiettivamente, lo sono. Mi sono dunque chiesta come mai non lo fossero né lo fossero mai stati prima, quando ancora non la conoscevo bene. Ho cercato di ricordare le sensazioni provate nei nostri primi incontri, di capire come mai fosse stato del tutto naturale aprirmi con lei, parlare senza reticenze. E di nuovo è apparsa quell'immagine: gli occhi, le mani, il colore del suo nome, il bianco. Gli occhi enormi, attenti, ascoltatori, vicini senza essere inquietanti; le mani larghe, morbide, lente, sicure. La sua chiarezza, la sua semplicità e quella grande, rara capacità di dare un nome alle sensazioni, alle emozioni, ai conflitti: di nominarli, quindi definirli e chiarirli. La capacità di andare al nocciolo del problema, di indicarlo con una parola o di scovarlo con un tocco sul corpo, con pochi suggerimenti essenziali, con gesti decisi e premurosi nel contempo.
Non sono in grado di presentarla meglio: Bianca è Bianca. E se qualcuno mi fa altre domande, non racconto il suo curriculum, ma gli consiglio di andarla a trovare".

Elena Rondi-Gay des Combes,
Comano, maggio 2005

 

Il tocco, la parola, il rimedio e … l’ascolto di  Bianca e Peter

 “Alzi la mano chi non sia stato colpito, almeno una volta, dal fascino di una voce amica e complice che, di fronte a un camino o sotto l’ombra di un gelso o in un qualsiasi angolo intimo del mondo abbia sussurrato: “C’era una volta…”

Proprio a quel fascino ricorro per dare, in poche e povere righe, un quadro :
C’è una casa, al limite del bosco. No, non è fatta di biscotti e cioccolata, è una casa chiara, semplice, che non fa nulla per farsi notare, ma che riesce ad essere speciale per l’intensità che la anima. In essa si alternano, infatti, momenti di  intenso silenzio, il silenzio di un’operosità rigorosa e insieme rilassante, a momenti di altrettanto intensa vita creativa, di cicaleccio, di risate, di solidarietà e comprensione, di ascolto.
E chi ci sarà mai, nella casa del bosco? Due grossi gnomi, direbbe la fiaba: lei si chiama Bianca e lui Peter. Ma Bianca e Peter non sono gnomi e nemmeno fate: non fanno magìe, non raccontano favole, ma ascoltano le storie di chi è arrivato fin lì per chiedere aiuto, per un dolore cronico o momentaneo, del corpo o dell’anima e, se possono, suggeriscono un rimedio semplice, come quelli che - finché c’erano - ci davano i nostri nonni. E lo preparano, con l’aiuto premuroso dei loro amici: miscelano, distillano, spiegano, aiutano, sorridendo o sgridando, come fanno le persone che sanno prendesi cura degli altri.
Non tutti coloro che fanno il viaggio fino al bosco si trasformano da ranocchio in principe, né scoprono l’elisir di lunga vita, ma molti vi hanno trovato e vi trovano una ricetta preziosa: quella che il tempo dedicato agli altri, con calma, attenzione e rispetto, dà spesso frutti inattesi e meravigliosi.”

Elena Rondi-Gay des Combes
Febbraio 2007