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opo gli studi di Charles Taylor, José Casanova, Robert N. Bellah, Peter L. Berger ed altri valenti studiosi, potrebbe apparire presuntuoso presentare nuove idee che non siano in definitiva che uno status quaestionis. Noi, in questo fascicolo di OIKONOMIA, coscienti degli apporti di tali maestri, presentiamo le nostre riflessioni, certi che anche le nostre visioni sono influenzate dalle loro. Dunque: quale ruolo può avere la religione nella società moderna, dal punto di vista sociale?. Il tentativo di persone religiose di avere in quanto tali un ruolo sociale nelle nostre società occidentali è illegittimo ed irrazionale? Chi ne determina la legittimità? Intendiamo escludere qualsiasi ritorno al passato, ma senza accettare una emarginazione (anche occulta) dalle vita sociale dei valori religiosi e delle pratiche relative.

In questo senso intendiamo con “vita sociale” non solo quella regolata da leggi statuali, o comunque pubbliche, ma anche e soprattutto la cosiddetta società civile ( SC). Cioè tutta quella ampia zona di vita socialmente organizzata, non da strutture pubbliche, bensì da altre forze del consenso. Dalle imprese del mondo economico, alle associazioni sportive, a quelle di volontariato, a quelle religiose.






Statistiche

 Le religioni organizzate possono riferirsi a questo ambito di consenso, pur non volendo per principio essere escluse dai rapporti con i poteri statuali. Infatti SC è più ampia di società politicamente organizzata, cioè dello Stato. Anzi la include. In casi estremi la società civile sopravvive anche senza lo Stato. Situazione difficilissima – abbiamo l'esempio della Somalia attuale – e disastrosa ma pensabile. Mentre senza società civile non si ha nessun Stato. In questo senso il termine tedesco “Bürgergesellschaft” (società di/dei cittadini) esprime bene quello che noi intendiamo.

Di fatto oggi la SC non può prescindere minimamente, data la complessità attuale, dallo Stato. Ma è la SC che è portatrice e generatrice di valori. Ed anche plasmatrice di essi. Questo non compete allo Stato, che in quanto stato di diritto è legato alla propria Costituzione e al proprio Parlamento. Quest’ultimo poi, nei suoi membri eletti, è un legame molto forte con la società civile che li elegge ed ai quali essa delega il compito di far valere e realizzare i valori che essa vive quotidianamente nei suoi vari gruppi sociali. Gli individui, anche cittadini, molto raramente hanno influsso diretto e personale sullo Stato, ma lo possono avere attraverso le proprie organizzazioni non statali. I partiti politici, i sindacati, i gruppi di pressione, i gruppi ideologici e anche le religioni.

Dopo la Rivoluzione francese e lo stabilirsi in Occidente di Stati di diritto, o Costituzionali, si è progressivamente allargata anche la “opinione pubblica”, per raggiungere i massimi storici con i social attuali.



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Francesco Compagnoni O.P.


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