Maschere dell'Indonesia

Le maschere dell'Indonesia.

La Repubblica indonesiana comprende più di tredicimila isole (la metà delle quali è disabitata), che si estendono fra gli oceani Indiano e Pacifico. Sumatra Borneo e Giava sono le isole più grandi dell'Indonesia e Bali, anche se piccola, è una delle più famose e belle.
Nella zona settentrionale dell'isola di Sumatra i Batak, un tempo noti per la loro ferocia (pare praticassero l'antropofagia), vengono oggi apprezzati per la loro varia produzione di maschere, tra le quali sono note le sina che adornano e proteggono le case e quella che viene indossata durante le cerimonie funebri dei membri più influenti del villaggio. Si tramanda che nei tempi passati i portatori di maschere, una volta giunti nel luogo della sepoltura, venissero sacrificati affinché i loro spiriti accompagnassero il defunto nel suo viaggio nell'oltretomba. Nel Borneo le maschere dei Dayaks sono protagoniste delle cerimonie connesse al rito del ciclo delle stagioni. Dopo la semina compare la maschera hudo che si ritiene protegga le piante di riso dagli influssi malefici. L'immagine umana o animale impressa nelle maschere è caratterizz ata da occhi sporgenti e da grandi orecchie simili ad ali di farfalla (fig.4). Danno risalto alla superficie una serie di strisce dipinte, alcune macchie di colore e degli arabeschi in rosso, bianco e nero.
Nell'aspetto e nella funzione le maschere di Bali e Giava si differenziano da quelle delle tribù del Borneo per l'influsso che esse accolgono dalla tradizione indiana. Le maschere di Giava, infatti, concernono le rappresentazioni drammatiche ispirate ai grandi poemi epici indiani, quali il Ramayana e il Mahabrarata.
 
Giava
 Borneo - maschera Hudo
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