Maschere dei Salish e dei Kwakiutl

Le maschere dei Salish e dei Kwakiutl.

Le maschere dei Salish e dei Kuakiutlfurono oggetto di studio da parte di Levi-Strauss, che descrisse e analizzò le creazioni artistiche degli indiani dell'America Nord-Occidentale. Le maschere sono legate ai miti e come questi acquistano un senso solo cogliendone l'interazione e la graduale evoluzione nel tempo e nello spazio.
La maschera propria dei Salish (isola Vancouver) chiamata swaihwe (fig.6) è stata ripresa dai Kwalkiutl con il nome xwerxwe. Lo stile e la forma delle maschere swaihwee xwerxwe è simile: sono incise a fondo dallo scalpello dello scultore e munite di parti aggiunte. Il naso è per lo più sostituito dalla testa di un uccello assai rilevata, col becco semiaperto o chiuso. In tutti i tipi la forma generale resta la stessa e così pure quella degli occhi, costituiti da due cilindri di legno ricavati dalla massa o aggiunti, che sporgono fuori dalle orbite. Il colore dominante della maschera e dell'intero costume è il bianco.
Il diritto di possedere le maschere swaihwe e di portarle nelle cerimonie apparteneva esclusivamente ad alcune linee di discendenza e di rango. Questi privilegi si trasmettono ereditariamente o attraverso il matrimonio.
Le maschere swaihwe e le maschere xwerxwe presentano, come si è già detto, una struttura simile, alla quale, tuttavia, si contrappone un significato opposto. Il ritrovamento della maschera swaihwe (spesso pescata in un lago o donata dagli spiriti acquatici) procura al protagonista la risoluzione dei suoi problemi: la maschera ha infatti il potere di guarire le malattie, di favorire l'arricchimento e di dare prestigio sociale a chi la possiede. Sotto l'aspetto semantico traspare dai miti delle maschere swaihwe una duplice affinità, da una parte con i pesci (come i pesci le maschere vengono pescate), dall'altra con il rame (che spesso, nei miti, sostituisce la maschera stessa).
Anche le maschere xwerxwe, in base ai miti, risultano collegate ai pesci, ma in questo caso si tratta dello scorpenide rosso, notevole per le natatorie e le scaglie spinose e per avere una carne magra e asciutta.
Mentre le maschere swaihwe sono messe dai Salish in relazione con l'arricchimento, le xwerxwe dei Kwalkiutl sono in relazione con spiriti acquatici tutt'altro che generosi.
Dall'analisi della maschera dzonokwa dei Kwalkiutl, che rappresenta un'orchessa rapitrice dei bambini, emerge invece un'affinità di significato con la maschera swaihwe, ma uno stile e una forma opposta. Infatti, per quanto riguarda la forma, gli occhi delle maschere dzonokwa non sono spalancati e protuberanti come quelli delle swaihwe, ma forati in fondo alle orbite profonde o semichiusi. La bocca di queste maschere non è aperta, anzi, è contratta dalla smorfia che il mostro fa quando emette il suo grido caratteristico “uh! uh!”. Questa contrazione delle labbra impedisce che la lingua fuoriesca o che addirittura si possa vedere. Mentre le maschere swaihwe provengono dal cielo o dal fondo del mare, cioè dall'alto o dal basso; le orchesse dzonokwa provengono, invece, dalle montagne o dalla foresta, (da lontano, ma sempre dalla terra). Le maschere swaihwe rappresentano i capostipiti dei lignaggi più alti, al contrario le dzonokwa sono esseri asociali e rapitori di bambini.
Tuttavia, anche le maschere dzonokwa sono legate all'arricchimento: i miti relativi alla dzonokwa la mostrano come una detentrice di ricchezze favolose che lei offre spontaneamente ai suoi protetti o di cui gli uomini si impadroniscono dopo averla uccisa o messa in fuga.
 
Kwalkiutl - xwerxwe
 
 
Kwalkiutl - dzonokwa
 
 Salish (isola Vancouver) - swaihwe
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