Maschere del Nord America

Nel Nord America la tradizione del travestimento risale ad un passato antecedente la venuta dei primi europei (XV-XVI secolo).

I popoli del Nord hanno sviluppato nel campo dell'intaglio del legno finalizzato alla realizzazione delle maschere un alto grado artistico, del quale possiamo apprezzare la combinazione tra realismo, immaginazione e qualità soprannaturale, assai rara in altri contesti artistici. La pittura gioca un ruolo importante: le maschere, infatti, non sono solo magnificamente incise ma anche dipinte in maniera molto accurata.

Le maschere della costa Nord-Occidentale sono intagliate in una grande varietà di forme e dipinte con colori brillanti. Le principali tribù di questa area, i Tlingit, gli Haida, i Bella Bella, i Bella Coola, i Kwakiutl e i Nootka, vivono lungo la costa dal fiume Columbia nello stato di Washington alla Baia Yakutat in Alaska. Benché parlino lingue diverse, le tribù del luogo hanno una cultura comune e maschere simili, che, anche se prodotte in comunità ampiamente separate, hanno le stesse peculiarità, quali ad esempio i disegni asimmetrici dipinti, che rappresentano i tratti stilizzati degli spiriti.

In generale le maschere del Nord tendono ad essere più piccole e più naturalistiche, mentre quelle delle tribù del Sud sono più grandi, molto fantasiose e brillantemente colorate, con predominanza del rosso, del bianco e del blu.

Dell'Est vale la pena citare le maschere della società dei Falsi Volti, menzionati per la prime volta nel 1687, quando i primi europei visitarono la zona meridionale dei Grandi Laghi, ma non si hanno informazioni che consentano di stabilire da quanto tempo esistesse la società.

L'area Sud-Occidentale, in particolare gli stati dell'Arizona e del New Mexico, è famosa per la produzione di maschere presso gli indiani della zona del Rio Grande conosciuti come Pueblos, nome che si da anche ai loro villaggi costruiti con il fango.

Nelle regioni artiche esistono sofisticate tradizioni legate alle maschere degli  Inuit.

Lo scopo degli artisti indiani non è semplicemente quello di ottenere una rappresentazione reale, poiché essi hanno intuito l'impossibilità di poter rappresentare la natura in maniera perfetta; hanno invece cercato di riportarne nell'opera d'arte lo spirito o l'essenza.

Il valore magico-religioso attribuito all'arte vede la sua origine nel mondo dei sogni dell'artista, visto dagli indiani come una terra sconosciuta, dove l'anima, lasciato il corpo, partecipa a molte attività soprannaturali. L'individuo cerca così di ricreare accuratamente nell'arte la propria esperienza onirica, concepita come il dono di una creatura soprannaturale e come guida e protezione nel mondo terrestre


 
 

Le maschere degli Haida

Le maschere dei Salish e dei Kwakiutl

Le maschere delle società dei Falsi Volti presso gli Irochesi

Le maschere dei Pueblo

Le maschere degli Inuit