Maschere dello Zaire

 

Le maschere delle tribù dello Zaire

Gli Wojo, che abitano la costa occidentale a Nord dell'estuario dello Zaire, usavano maschere conosciute come ndunga e connesse ai riti d'iniziazione. 
Presso gli Yaka del Nord è prodotta una serie di maschere che rappresenta gli anziani defunti, la forma più elaborata è chiamata kholuka. La maschera degli Yaka denominata ndeemba viene utilizzata nei riti d'iniziazione dei giovani.  .
I Pende dell'Ovest, a Est dei Suku nella zona dell'alto fiume Kwilu nello Zaire, vivono separati in diversi regni di varia grandezza. Il culto degli antenati, che costituisce il fondamento della religione Pende, si esprime nell'adorazione dei reliquari che rendono visibili gli avi durante le mascherate. Ci sono dunque due tipi di maschere: la minganji, più potente, che rappresenta gli antenati e la mbuya che raffigura diversi “tipi” umani quali il il capo, il guerriero, il pazzo, la prostituta ecc.

Nel punto di incontro dei fiumi Kasai e Sankuru si è stanziato il regno dei Kuba che comprende circa venti tribù diverse. Una di queste tribù è quella dei Bushoong che producono la maschera chiamata mochambwooy, che ha origini leggendarie e che rappresenta uno spirito dell'acqua. I volti delle maschere sono solitamente di pelle di leopardo o di antilope, a cui sono stati attaccati la bocca e il naso di legno. Gli occhi di conchiglie di ciprea sono circondati da perline di vetro ed una struttura ornamentale di perline con modanatura a zig-zag scende nel centro del viso.

Numerose maschere sono somiglianti in apparenza alla mochambwooy. La makyun differisce dalla mochambwooy per una sporgenza simile a una proboscide, che si sviluppa dalla cima della testa, si tratta di una caratteristica derivata dall'elefante, simbolo del potere.

Accoppiata alla mochambwooy a volte appare la maschera conosciuta come bwoom, di cui non si conosce l'origine. Alcuni sostengono che rappresenta un pigmeo.

Molte maschere dei Kuba sono costituite interamente da conchiglie:

- Il valore monetario delle conchiglie investe l'oggetto di ricchezza, di valore economico e di potere.

- La metafora del sesso femminile, associata alla nozione della fertilità e della fecondità.

Più a Sud, i Salampasu costruiscono maschere di legno e fibre. Quelle di legno hanno la fronte rigonfia e prominente, il mento a punta, grandi aperture per gli occhi, la bocca rettangolare con bianchi denti intagliati e appuntiti. Alcune maschere sono ricoperte di pezzi di rame come un piccolo mosaico. Le maschere di fibra hanno a volte le acconciature di canna o sono decorate sul capo con altre fibre o piume.

I Lwalwa sono correlati ai Salampasu e una volta hanno subito la loro dominazione. Essi producono quattro tipi di maschere simili con il volto concavo, quasi a forma di losanga, rivestite da una patina rossa a volte abbellita con il bianco. Gli occhi sono aperture rettangolari, le bocche piccole sono sporgenti all'infuori. La maschera maschile ukaki ha il naso lungo, sottile e prominente, che parte dal centro della fronte.
Ci sono tre categorie di maschere usate presso i Chokwe, che vivono sul confine con l'Angola. La più importante è costituita da un travestimento sacro che si chiama cikungu e viene indossato dai capi al momento del loro insediamento nel trono. Esso è fatto di resina nera contornata da una cornice di legno, ha grandi orecchie a disco e il mento stilizzato. Secondo la tradizione le maschere in resina corrisponde ad un'usanza più antica rispetto a quella delle maschere in legno.

Altre maschere dei Chokwe sono quelle usate per la danza da ballerini professionisti, i quali sono anche incaricati di distruggerle quando sono rovinate. Esistono due tipi principali di maschere della danza: la maschera maschile cihongo e quella femminile pwo. Il primo tipo ha una grandezza che rispetta quella naturale, ha i tagli degli occhi “a mandorla” e le orbite incavate, la bocca intagliata è ampia con i denti bianchi, il mento è stilizzato e raffigurato da un disco sporgente. La fronte è solitamente incisa col marchio sacrificale chiamato cingelyengelye a forma di croce maltese. La maschera rappresenta l'antenato maschio e simboleggia il potere e la ricchezza.

Quella femminile di nome pwo o nwana pwo (che significa “giovane donna” rappresenta l'antenato donna che augura fertilità alle terre e fecondità alle donne. Queste maschere sono più naturalistiche e, benché rappresentino lo spirito ancestrale femminile, alcune hanno l'apparenza realistica del ritratto.
Forse le maschere dello Zaire più affascinanti sono le kifwebe dei Songye e dei Luba, decisamente distinguibili per la loro forma “cubista” e per le decorazioni colorate in toni brillanti.
E' difficile ancora oggi precisare la funzione esatta dell'associazione kifwebe, che impiega questo tipo di maschere. Alcune di esse sembrano rappresentare lo spirito dei morti e vengono probabilmente usate nei riti d'iniziazione.
A Oriente dei Luba, ed in stretta relazione con loro, gli Hemba producono anche maschere che rappresentano scimpanzé con gli occhi piccoli e con grandi bocche spalancate a forma di falce che sembrano emettere suoni acuti.

 

Zaire - etnia Chokwe -

 
Chokwe - maschera Pwo antenato femminile
 
Zaire - etnia Lega
 
Zaire - etnia Salampasu
 
Zaire - etnia Songye
 
Zaire - etnia Songye
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