Maschere dell'Africa Orientale

 

Le maschere dell'Africa Orientale.

Poche tribù in Africa Orientale producono maschere, tuttavia fra esse la più conosciuta è quella dei Makonde, che abitano la zona lungo il confine tra la Tanzania e il Mozambico. Essi usano maschere ad elmetto e altre per il volto nei riti di iniziazione. Le maschere ad elmetto sono usate solo dai Makonde del Sud che vivono in Mozambico. La maggior parte di queste opere evidenzia un alto grado di realismo, alcune hanno anche elementi caricaturali. I segni dei rituali sacrificali sul volto erano originariamente prodotti con della cera d'api nera, in seguito furono intagliati in rilievo, poi incisi. Su alcuni esemplari molto antichi i segni sacrificali sono elaborati in pirografia.

Le maschere del volto sono in genere più stilizzate di quelle ad elmetto, ma i segni sacrificali sono realizzati in cera d'api e i cappelli, umani aggiungono un dettaglio realistico.

Le maschere zoomorfe sono usate per certe danze particolari, così come i travestimenti che combinano caratteristiche umane e animali.

Nell'isola del Madagascar e sulla costa orientale dell'Africa è esistita un'antica civiltà di maschere, probabilmente di origine totemica, come ricordano i numerosi pali trovati in queste regioni: un troncho d'albero sormontato da una testa di antilope con, nella parte superiore, delle immagini di donne, fanciulli e uccelli.

 

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