Maschere dei Dogon

 

Le maschere dei Dogon.


Fra i diversi tipi di maschere africane certamente le più note sono quelle dei Dogon (Mali centrale). Alla loro cultura appartiene una mitologia particolarmente complessa, al centro della quale vi è il culto degli antenati intimamente connesso alla celebrazione dei riti. In questo contesto il ruolo delle maschere è di grande rilievo, specie durante le cerimonie agrarie.

Nelle cerimonie religiose rivolte agli spiriti degli avi tutti gli uomini diventano membri della società mascherata chiamata Awa. Si anima così la fantasia degli artisti che danno prova di particolare abilità nelle rappresentazioni zoomorfe delle maschere prevalentemente di forma rettangolare, con i buchi per gli occhi, quadrati o oblunghi.

Attraverso i riti Awa l'energia spirituale (nyama) posseduta in tutte le cose viene intrappolata nella maschera e indirizzata a beneficio della società.

Una delle maschere più caratteristiche dei Dogon è quella chiamata Kanaga, relativa ai miti della creazione che vengono rivelati progressivamente agli iniziati.

Altre maschere di un certo interesse sono quella Sim (rappresentante un'antilope) e quella denominata Imina Na o “madre delle maschere”. Quest'ultima è alta circa sei metri ed è costituita da una figura giacente, che rappresenta il quarto antenato mitico giunto sulla terra. Viene intagliata ogni sessanta anni in occasione della festa sigi, in cui si commemora nello stesso tempo la rivelazione del Verbo agli uomini, la morte e i funerali dell'antenato.

 

 
Mali - Dogon: gomintogo
 
 
Malì - Dogon: Kanaga
 
Malì - Dogon: Santimbe
 
Malì - Dogon: Walu

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