Quartiere Prè

Quartiere Prè

S. Giorgio (chiesa) sec. X

Originaria cappella bassanese anteriore al mille, passata in fase di separazione di Cartigliano da Bassano, alla nuova parrocchia dei Santi Simone e Giuda di Cartigliano. L'oratorio, infatti, sarebbe venuto a trovarsi al margine superiore della strada comunale di San Giorgio che fa da confine fra i due comuni contermini. Dal medioevo fino ai giorni nostri essa è rimasta una chiesetta campestre, posseduta ora da una -ora da un'altra famiglia. Verso la fine del 1800 la chiesetta, passata in mano ai Sartor e ormai in completo abbandono, veniva trasformata in un Lazzaretto per ammalati di colera.

centrale elettrica dell'ex Setificio Stella (1938)

Azienda Agricola della famiglia Battistella

“Parco Rurale delle Rogge”

L’area del parco: caratteristiche

Valore storico-culturale

L’area mostra segni di grande rilevanza collettiva: il tracciato (sterrato) del decumano DD XI della via Postumia, detto “Cavinon”; una chiesetta longobarda dedicata a S.Giorgio; antiche rogge, una delle quali medioevale; un paleoaveo del fiume Brenta; una rara integrità paesaggistica fortemente caratterizzata dalle rogge che portavano acqua del Brenta ed energia alle grandi proprietà patrizie, a ville, opifici: roggia Rosà, originariamente “Flumen Rosatem”, costruita a partire dal 1365 sotto Francesco da Carrara nel ‘500 ha dato il nome l paese; Dolfina, o “Roston”, scavata nel 1603; Bernarda, documentata già nel 1466 alimentava opifici dei Morosini. La Morosina, anteriore alla Dolfina, adacquava le terre dei Morosini anche nell’area del Parco ed alimentava la Cartigliana, Comunella, Cappella, Morosina Piccola, e Munara.

Integrità

Il Parco Rurale è fortemente caratterizzato dalla integrità di area agricola vasta, non comune nelle fasce periurbane della città diffusa veneta, ed è riconosciuto negli atti amministrativi come “una delle poche aree libere lungo l'intera fascia urbanizzata della pedemontana veneta”.

Il suo valore è accentuato dalla memoria del latifondo dei nobili Morosini (da una denuncia d’estimo del 1462 , disponevano di 639 campi tra Cartigliano e Granella, a sud di Travettore e da un censimento del 1669, di 1050 campi in gran parte al Travettore ed anche nella zona del Parco servita dalla roggia Morosina e dalle sue derivate.

Ultimo latifondista è stato il barone Sturm, proprietario di villa Morosini (ora Gioia-Sandri) in località Baggi, scomparso nel gennaio 1943 e, per una ventina d’anni, gli eredi suoi.

Fragilità

Nel sottosuolo è presente uno dei corpi idrici sotterranei indifferenziati più estesi d’Europa fortemente vulnerabile e pericolosamente minacciato dalla antropizzazione del territorio a causa della elevata permeabilità dei terreni alluvionali che favoriscono una rapida penetrazione delle acque di superficie ed una elevate velocità di deflusso sotterraneo. La fragilità dell’acquifero ed il suo inquinamento, oltre ad essere tristemente noti alle cronache per i fatti di Tezze, sono stati messa in drammatica luce da tre successive ricerche del CNR.Il parco rurale può educare al rispetto delle risorse ed alla loro salvaguardia. Costituisce inoltre area privilegiata nell’assegnazione delle risorse agro ambientali comunitarie in quanto appartiene sia al “Bacino Scolante” nella Laguna di Venezia, all’ ”Area di Ricarica delle risorgive dei principali corsi d’acqua settentrionali del bacino scolante” e alla “Fascia di ricarica degli acquiferi” classificata tra le “aree sensibili” di cui all’allegato D della LR 10/99.

Lembo ancora intatto di paesaggio rurale a cavallo dei comuni di Bassano - Rosà e Cartigliano, che conserva immutata nel tempo la sua autentica vocazione agricola.

Il Parco sta subendo attacchi sempre più gravi, da più parti: Amministrazioni di Bassano e Rosà, Presidenza della Regione e del Consiglio dei Ministri, Commissario delegato per l'emergenza, Associazioni industriali.

Con una campagna di disinformazione su mobilità, traffico e viabilità e con atti amministrativi illegittimi, viene perseguita la distruzione della parte bassanese del parco per aprire la strada alla speculazione nelle storiche campagne dei Morosini.