Imparare a pregare

Alcuni consigli pratici

per dare inizio ad una scuola di preghiera:
• chi vuoi fondare una piccola scuola di preghiera deve prima di tutto impegnarsi a diventare uomo o donna di preghiera. Insegnare a pregare non è dar nozioni sulla preghiera, per far questo bastano i libri. Ce ne sono tanti. Insegnare a pregare è un’altra cosa, è trasmettere una vita. Ce la fa solo chi prega con passione e con costanza.

• E’ importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentane. Se non li fate pregare — molto e con costanza — state perdendo tempo, non insegnerete a pregare.

• E’ importante partire in gruppo, non molto numeroso, perché il cammino della preghiera stanca. Se si cammina in cordata, quando uno cede l’altro tira, e la marcia non si arresta. La forza di uno rimedia alla debolezza dell’altro e si resiste.

• E’ importante che il gruppo si fissi delle mete precise: un quarto d’ora di preghiera quotidiana individuale, poi mezz’ora, poi anche un’ora. Le mete precise prese insieme fanno progredire e servono a tutti, ai forti e ai deboli.

• E’ necessaria una verifica di gruppo (o revisione di vita) sul cammino che si fa. Condividere le difficoltà e trovare insieme le soluzioni. E’ utile in queste verifiche periodiche (ogni due, tre settimane) imporsi di non trattare di altro che di preghiera.

• E’ importante dare uno spazio ai quesiti sulla preghiera. Non basta istruire sul modo di pregare, bisogna che i giovani possano presentare le loro difficoltà e che il responsabile tenti di dare una risposta ai loro intoppi.
Se c’è questo, c’è veramente scuola di preghiera, perchè c’è scambio e c’è concretezza.

• La preghiera è dono dello Spirito: chi dà inizio ad una scuola di preghiera deve prendere in carica uno per uno i giovani e su ognuno deve implorare con grande costanza la luce dello Spirito Santo.