Morale cattolica‎ > ‎

La speranza

 1. Eccellenza e ricchezza della speranza.
 2. La speranza fortifica.
 3. La speranza procura la gioia e la felicità.
 4. La speranza è accompagnata dalla misericordia.
 5. Si deve sperare in Dio solo, con fermezza: e con perseveranza. 

 

1. ECCELLENZA E RICCHEZZA DELLA SPERANZA. - «Benedetto Iddio, il quale per sua grande misericordia ci ha rigenerati ad una speranza viva» (l PETR. I, 3). S. Pietro dà qui alla speranza il nome di viva, perché 1° essa attende la vita eterna; 2° perché la speranza cristiana non è fallace, ma vera e certa; 3° perché non muore fino a tanto che non ci abbia condotti alla cosa sperata che è il cielo; 4° perché sostiene la vita; 5° perché dà forza e vigore; 6° perché ci porta ad azioni eroiche; 7° perché reca la vita della grazia e della gloria...
«Il Signore è mia porzione, disse l'anima mia: perciò l'aspetterò» (Lament. III, 24). «Il Signore è buono per quelli che sperano in lui, per l'anima che lo cerca» (Ibid. 25). Geremia dice che la ragione per cui egli ha scelto Iddio per sua eredità, e lo sta attendendo, si è ch'egli è buono. Perciò: 1° per la speranza l'uomo trova un Dio buono, pronto a fargli del bene; 2° per la speranza l'uomo aspetta da Dio la sua liberazione e salute; 3° la speranza avvezza di buon'ora il ragazzo al giogo della disciplina e della pazienza; 4° reca all'anima il riposo e la tranquillità; 5° piega l'uomo all'umiltà, lo rende dolce, benigno, allegro anche in mezzo ai patimenti ed agli insulti; 6° dà la rassegnazione; 7° eccita ad un serio esame ed al cambiamento di vita; 8° fa pregare, gemere, implorare il soccorso e la clemenza di Dio... La speranza rende l'uomo pio, perché attende la ricompensa dei suoi lavori... La disperazione al contrario lo rende empio. O quanto sono grandi, Signore, i beni che avete preparato e riservato per quelli che sperano in voi! (Psalm. XXX, 20).
«Sperate nel Signore, esclama il Salmista, ed egli vi colmerà di sue ricchezze» (Psalm. XXXVI, 3). «In quanto a me, sono come olivo carico di frutti nella casa del Signore; (perché) ho sperato nella misericordia del Signore in eterno. Io ho detto: Voi siete, mio Dio, la mia speranza e la mia porzione nella terra dei viventi» (Psalm. LI, 10); (Psalm. CXLI, 6). Il re Ezechia sperò nel Signore, Dio d'Israele; quindi non vi fu, dopo di lui, tra i re di Giuda, chi gli stesse a petto, come non ve n'era stato nessuno prima; perciò il Signore era con lui ed egli si regolò saviamente in ogni impresa (IV Reg. XVIII). Dio è il tutore e la provvidenza di quelli che sperano in lui; a loro non manca nulla...


2. LA SPERANZA FORTIFICA. - Signore, diceva S. Bernardo, voi siete la mia speranza in tutto ciò che debbo fare, in tutto ciò che debbo evitare, in tutto ciò che devo sopportare e intraprendere... Se il demonio freme, se il mondo e la carne mi fanno guerra, io spererò in voi, secondo quello che sta scritto: Deponete in lui ogni vostro pensiero, ed egli si prenderà cura di voi. Se così pensiamo, perché indugiare a volgere le spalle a tutte le speranze miserabili, vane, inutili, seducenti, e ad appigliarci con tutto l'animo alla speranza vera solida e certa? Quando mai ha Dio abbandonato uno che abbia sperato in lui dal momento che ci comanda di sperare? No, egli non lascia mai deluso chi spera in lui. Egli l'aiuterà, dice il Salmista, e lo strapperà dalle mani dei suoi nemici. Per qual merito? perché ha sperato in lui (Serm. IX, in Psalm.).
Dalla speranza l'uomo prende coraggio e costanza per sobbarcarsi a qualunque lavoro, per durarla in ogni magnanima impresa, per affrontare qualunque sacrifizio. La speranza ha formato gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, i missionari, i santi. I quali tutti dicono con S. Paolo: «Noi ci rifugiamo nel possesso della speranza la quale è per noi àncora sicura e ferma e penetrante sino nell'interno, che a noi nasconde il velo», cioè fino al cielo e a Dio stesso (Hebr. VI, 18-19).
Così parla Davide del potere della speranza: «Perché egli ha posto la sua confidenza nel Signore, starà irremovibile nella misericordia dell'Altissimo» (Psalm. XX, 8). «Signore, io non sarò mai confuso, perché ho sperato in voi; sperando nel Signore, io non conoscerò debolezza» (XXIV, 20 - XXV, 1). «Io porrò la mia fiducia nel Signore, e non temerò di quanto possa farmi di male l'uomo il quale non è che carne» (LV, 5). «Voi siete divenuto la mia speranza, o Signore, ed io vi ho sperimentato come torre ben gagliarda e munita a mia difesa contro gli assalti del nemico» (LX, 4). «In voi sperarono, o Signore, i padri nostri; si affidarono a voi e li avete liberati; avendo voi detto di vostra propria bocca: perché in me ha sperato, io lo libererò» (XXI, 5 - XC, 14). «Su via dunque, diportatevi da uomini, voi tutti che sperate nel Signore, ed il vostro cuore si rassicuri» (XXX, 25). «Israele speri nel Signore, ed egli sarà suo aiuto e protettore. Quelli che temono il Signore sperarono in lui, egli è loro sostegno e scudo» (CXIII, 17-19). Ricordatevi che il cuore di colui il quale è pronto a sperare nel Signore riceverà tale saldezza e tale vigore, che vedrà rovesciati tutti i suoi nemici, prima che egli possa essere smosso di un punto (CXI, 7-8).
«Il Signore è buono, dice il profeta Naum, egli conosce quelli che sperano in lui, e li conforta nel giorno della tribolazione» (NAHUM, I, 7). «Quelli che sperano nel Signore, dice Isaia, acquisteranno un vigore sempre nuovo, si leveranno su le ali come aquile; correranno senza mai stancarsi, cammineranno senza venir mai meno» (ISAI. XL, 31). «Considerate, figli miei, diceva l'Ecclesiastico, tutte le nazioni della terra, e sappiate che nessuno di coloro i quali sperarono nel Signore, si vide confuso» (Eccl. II, 11).
Perciò con tutta ragione S. Giovanni Crisostomo afferma non esservi cosa che tanto alimenti e rinvigorisca l'anima, quanto la speranza (Homil ad pop.). Questa non solo dà sostegno ai giusti, ma, mirabile a dirsi! anche ai peccatori comunica tale forza e saldezza, che diventano invincibili (In Psalm. CXVII). E S. Lorenzo Giustiniani lasciò scritto: «La speranza è come una colonna su cui poggia tutto l'edifizio spirituale; mancando essa, l'edifizio si sfascia, e cade sepolto nel baratro della disperazione. Essa è l'àncora dell'anima che la tiene salda e custodita tra le infurianti tempeste delle tentazioni (De ligno vitae, c, II)»... Sì, la speranza è quella che forma gli uomini laboriosi, gli operai industriosi, i negozianti attivi, i soldati intrepidi... La speranza di conquistare un premio, di arrivare a più alto grado, di guadagnare più vistosa mercede li sprona, li anima, li conforta, li regge.
Se mai a persona Dio rivolge quelle parole di Isaia: Non vi prenda timore, io sono con voi; non vi lasciate abbattere, io sono il vostro Dio, la vostra forza, io vi soccorrerò (ISAI. XLI, 10), è certamente a coloro che pongono in lui la loro speranza; da questa essi restano così ringagliarditi e forti, che diventano, starei per dire col Salmista, impeccabili (Psalm. XXXIII, 23). E ciò, 1° perché Dio li sorregge; 2° perché distruggerebbe la loro speranza se offendessero Dio; 3° perché aspettano e desiderano il paradiso, dove non entra nulla d'immondo.


3. LA SPERANZA PROCURA LA GIOIA E LA FELICITÀ. - «Noi rallegriamoci nella speranza », dice San Paolo ai Romani (XII, 12); come se volesse dire: si contristino i mondani e i peccatori che cercano la speranza dove non si trova; ma noi che abbiamo la speranza della gloria celeste, come non staremo in gioia grande e continua? «Il Dio della speranza vi riempia dunque di ogni gioia e di ogni pace, nel credere, affinché abbondiate in speranza e nella virtù dello Spirito Santo» (Ibid. XV, 13). La speranza è la gioia, la consolazione, la felicità dell'anima; è l'inizio della gioia eterna. «Signore, esclamava il profeta Baruch, io ho sempre sperato la salute da voi, e mi è venuta la gioia dal vostro santo» (BARUCH. IV, 22). «Si rallegrino tutti quelli che sperano in voi, o Signore, canta il Salmista; e rapiti di letizia all'ombra delle vostre ali, trovino in voi la loro gloria» (Psalm. V, 3). «Io ho sperato nel Signore, esulterò e mi rallegrerò» (Psalm. XXX, 7-8).
«Se la nostra speranza, dice il grande Apostolo, soltanto si estendesse a questa vita, noi saremmo i più infelici degli uomini» (I Cor XV, 19). Ma buon per noi, che la nostra vita è quella della città dei cieli, donde aspettiamo il Signor nostro Gesù Cristo che trasformerà l'infermo nostro corpo, rendendolo conforme al suo corpo glorioso, per la forza con cui può sottomettersi ogni cosa (Philipp. III, 20-21). «Chi spera nel Signore, è felice», leggiamo nel Proverbi (Prov. XVI, 20).
Beni immensi e incomprensibili sono preparati da Dio ai servi, dice la fede: a me stanno riservati, dice la speranza; ad essi io corro, soggiunge la carità (S. BERNARD. Serm. in Psalm. CX). Senza speranza non vi è quaggiù nessuna felicità, come non vi è paradiso senza carità. La speranza fa vivere nel tempo, l'amore fa vivere nell'eternità. La speranza dell'eterna beatitudine è quella che vi ci conduce; e conducendovici; la speranza forma la felicità dell'uomo su la terra... Nella speranza è riposta tutta la felicità, tanto delle cose temporali, quanto delle spirituali... Perché l'inferno è tanto terribile? Perché non vi è la speranza; che se questa potesse entrarvi, l'inferno più non sarebbe inferno, ma paradiso.
E non vi è nulla né d'incredibile né di sorprendente in ciò, che chi spera in Dio goda soavi gioie e vera felicità, perché in costui abita Dio. «Il Cristo, scrive S. Paolo, è come un figlio in casa sua; e questa casa siamo noi, se manteniamo ferma la nostra confidenza e la gloria della speranza fino alla fine» (Hebr. III, 6).


4. LA SPERANZA È ACCOMPAGNATA DALLA MISERICORDIA. - «Molti castighi stanno sospesi sul capo dell'empio, dice il profeta David, ma la misericordia cingerà colui che spera nel Signore» (Psalm. XXXI, 10). «Signore, dice ancora il medesimo Profeta, fate ch'io provi di buon mattino la vostra misericordia, perché in voi ho sperato» (Psalm. CXLII, 8). «Solo la speranza ottiene misericordia presso di voi, o Signore, diceva San Bernardo; e voi non versate l'olio della misericordia se non nel vaso della speranza (Serm. III de Annuntiat.)».
Frutto poi di questa misericordia divina, indivisibile compagna della speranza è procurare, la santità, la vita, la salute. «Carissimi, scrive l'Apostolo S. Giovanni, al presente noi siamo figli di Dio, ma quello che saremo, ancora non apparisce. Noi sappiamo che quando apparirà, saremo simili a lui, perché lo vedremo tale qual è. E chiunque ha in lui questa speranza, diviene santo, come santo è lui» (I Ioann. III, 2-3).
«La speranza della vita immortale è la vita della vita mortale», sentenzia S. Agostino (In Psalm. II 1). Infatti per mezzo della speranza noi siamo salvi, dice l'Apostolo (Rom. VIII, 24). E il Salmista già cantava: «Signore, voi salvate quelli che sperano in voi.. In voi io ho sperato, e non sarò confuso in eterno» (Psalm. XVI, 7); (Psalm. LXX, 1).


5. SI DEVE SPERARE IN DIO SOLO, CON FERMEZZA E CON PERSEVERANZA. - «Quanto a me, diceva S. Agostino, ho sperato in Dio solo. Tu che metti la tua speranza nel denaro, la metti nella vanità; tu che la metti negli onori, la metti nelle vanità; tu che l'appoggi alla potenza di amici, l'appoggi anche tu a vano sostegno. Quando tu speri in una di queste cose, o le abbandoni morendo, o le perdi ancora vivente, e in ambo i casi la tua speranza svanisce senza dare frutto (In Psalm. XXX)». E S. Bernardo così scriveva a Papa Eugenio: «Io ti dico, o Santo Padre, Dio solo non si cerca mai invano, e quando si cerca con la speranza, non avviene mai che non si trovi. Non solamente non bisogna sperare in nulla fuorché da lui, ma non bisogna cercare nulla oltre o fuori di lui (De Consider.)».
Bisogna sperare in lui e cercarlo con quella perseveranza e fermezza con cui mostrò di sperare in lui il buon vecchio Tobia, allorché ai sarcasmi dei suoi congiunti ed amici, che gli dicevano: Dov'è la tua speranza per cui hai fatto tante elemosine, e hai seppellito tanti morti? rispondeva: - «Non dite cosi, perché noi siamo figli di Santi, e aspettiamo quella vita che Dio darà a coloro che non si stancano di credere in lui» (TOB. II, 13, 18). «Non cessiamo mai di affermare la nostra speranza, scriveva San Paolo agli Ebrei, perché è fedele colui che ci ha fatto le promesse» (Hebr. X, 23). «Conservatemi, Signore, nella perseveranza, pregava il re Profeta, perché io ho sempre sperato in voi» (Psalm. XV, 1). «E spererò per sempre» (Psalm. LXX, 14). Speriamo in Dio finché avremo fiato, speriamo in Dio e in vita e in morte; diciamo con Tobia: «Io non lascerò di sperare in Dio, ancorché mi uccida» (XIII, 5).

  Fonte: Centro Diocesano Vocazioni