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a Domenica 13 APRILE 2014

















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MEDIASET Mux 4
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LE TV A TORINO
LE TV A PESCARA
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Le RADIO a MILANOLe RADIO a TORINOLe RADIO a PESCARA

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https://lh6.googleusercontent.com/-pbWiqyb-MWI/Uy615CQvIEI/AAAAAAAFUEg/3fje_5yah8o/s1600/MILANO%25202.jpg
LISTA LCN A PESCARA

LCN NAZIONALE


Clicca sulle immagini per vederle ingrandite


 13 APRILE 2014 - Domenica 

Ore 16.25 -  SICILIA  - MUX ANTENNA SICILIA (B): VA VIA TELETNA, ARRIVA SICILIA CHANNEL, AGGIORNATO LO Z@PPING TV.
UHF 41 Mux ANTENNA SICILIA (B)
https://lh5.googleusercontent.com/-RRp9a--f_2w/U0axN2tnLlI/AAAAAAAFY6E/sw3XA6mzId4/s1600/SICILIA%2520CHANNEL%252052.jpg
Aggiorniamo la composizione della versione "B" del mux ANTENNA SICILIA, segnalando che, rispetto alla nostra ultima rilevazione, è stata eliminata l'emittente Teletna dalla numerazione LCN 290 e al suo posto è subentrata nella stessa posizione Sicilia Channel. Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV con le nuove immagini del mux ANTENNA SICILIA (B).
https://lh4.googleusercontent.com/-I3AhJlt4rWI/UpRsg-3MMJI/AAAAAAAEM4Y/YxlYA35_yI8/s1600/ANTENNA%2520SICILIA.png
https://lh6.googleusercontent.com/-JW3DDB4Xzek/U0a0-wSwi7I/AAAAAAAFZBM/Vh3R8B-TDlY/s1600/00%2520B%2520%25283%2529.jpg
https://lh3.googleusercontent.com/-XaozYX63tzA/U0a0-BPM8OI/AAAAAAAFZBE/A0JUfN4-epY/s1600/290%2520A.jpg
https://lh4.googleusercontent.com/-9-Z8I3EFka8/U0a09On5_XI/AAAAAAAFZA8/FvbpTJoielc/s1600/290%2520B.jpg

Mux ANTENNA SICILIA (B) - Z@pping TV


Ore 09.25 -  MUX NAZIONALI  - TIMB MUX 1: RESTYLING GRAFICO PER GIALLO, INSERITO IL NUOVO LOGO.
UHF 47-56 TIMB Mux 1
https://lh5.googleusercontent.com/-I2W1RadyeXM/U0BtkJjM9PI/AAAAAAAFXbQ/AFev79pG5b0/s1600/GIALLO%25202%252052.jpg
Da oggi rinnovamento della grafica per il canale GIALLO (LCN 38) con l'inserimento del nuovo logo di stazione, che già aveva fatto una breve apparizione lo scorso 5 aprile come vi avevamo comunicato con una precedente news. Ricordiamo che GIALLO dal 9 aprile è visibile anche su sky alla posizione 144. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del TIMB Mux 1.
https://lh3.googleusercontent.com/-WHX_LSbk4ek/U0o1kOeYU3I/AAAAAAAFZY0/CkbwZTyoGKY/s1600/38%2520A%2520%25284%2529.jpg
https://lh5.googleusercontent.com/-l9Uvydp4qqQ/U0o1lLv69iI/AAAAAAAFZY8/Wiok3ziS4sE/s1600/38%2520B%2520%25284%2529.jpg

https://lh5.googleusercontent.com/-okAUoPbeefQ/U0o1i6hLpdI/AAAAAAAFZYs/BHS2Owba6C0/s1600/38%2520C.jpg
https://lh5.googleusercontent.com/-n1qNXHJa8CI/U0o5hfMJPjI/AAAAAAAFZaU/BVhU3mLYgpU/s1600/GIALLO%2520-%252013%2520aprile%2520-%252009.15.01.jpg

https://lh3.googleusercontent.com/-rmXjxNqON3g/U0o4Wxjpr0I/AAAAAAAFZaI/kt1BsCxL42g/s1600/GIALLO.jpg

https://lh3.googleusercontent.com/-VvnHxfRbNdA/U0o3deNnLcI/AAAAAAAFZZ8/E03TBqtXGGk/s1600/GIALLO%2520-%252013%2520aprile%2520-%252009.06.10.jpg
https://lh5.googleusercontent.com/-fdAymXrK8g8/U0o2o2ebAbI/AAAAAAAFZZg/lE45x_fqRD0/s1600/GIALLO%2520-%252013%2520aprile%2520-%252009.01.16.jpg

https://lh5.googleusercontent.com/-z21DPsvDA40/U0o2qHoejQI/AAAAAAAFZZo/7wa6ifoSU5E/s1600/GIALLO%2520-%252013%2520aprile%2520-%252009.01.21.jpg
https://lh5.googleusercontent.com/-v8Qp1kiiJo8/U0o2rfX9T4I/AAAAAAAFZZw/dbr1rWjH6O4/s1600/GIALLO%2520-%252013%2520aprile%2520-%252009.01.45.jpg


 12 APRILE 2014 - Sabato 

Ore 11.00 -  SPAGNA  - L'ITALIA IN DIGITALE PRESENTA: SPAGNA IN DIGITALE (1°PUNTATA), LE TV A VALENCIA.
L'ITALIA IN DIGITALE amplia i suoi orizzonti e dopo le sezioni FRANCIA IN DIGITALE, SVIZZERA IN DIGITALE, CROAZIA IN DIGITALE e MALTA IN DIGITALE (oltre alla sezione SPECIALE PROPAGAZIONE) arriva fino nella penisola Iberica e realizza anche SPAGNA IN DIGITALE.
Qualche tempo fa infatti abbiamo effettuato una rilevazione TV A VALENCIA dove ci è stato possibile sintonizzare 23 provider tra mux nazionali e locali.
Per ora nella lista delle
TV A VALENCIA sono presenti le griglie con tutti i dati di trasmissione dei canali veicolati da questi 23 multiplex, ma nei prossimi giorni inseriremo anche tutte le immagini delle emittenti trasmesse con gli z@pping TV.

Buona lettura con SPAGNA IN DIGITALE e come sempre attendiamo i vostri commenti su Facebook e Twitter de L'ITALIA IN DIGITALE.



 LE TV A VALENCIA
         




Ore 10.20 -  LAZIO  - MUX TELEDONNA: NUOVO LOGO PER TELEDONNA.
https://lh6.googleusercontent.com/-hsmGIrf3pyA/U0jv1Ia9rOI/AAAAAAAFZHU/-E0WFZI-LSs/s1600/Teledonna%25202%252060.jpg
VHF 05 Mux TELEDONNA
Nuovo logo di stazione per l'emittente Teledonna (LCN 98), ora è più piccolo e non è più in corsivo.


https://lh3.googleusercontent.com/-a-Xx3TJ2AJ0/U0jw8Lp6GPI/AAAAAAAFZLc/e91LgsM5gHk/s1600/Teledonna.png
https://lh4.googleusercontent.com/-u-mF_jsrPx8/U0jv6Klfm0I/AAAAAAAFZHk/fDQzlu9Rv9w/s1600/98%2520A.jpg
https://lh6.googleusercontent.com/-a-vhbyPh9CM/U0jv7MVdW2I/AAAAAAAFZHs/UCosKbNrh2w/s1600/98%2520B.jpg

https://lh6.googleusercontent.com/-rtVeYDkTuNw/U0jv73kuLqI/AAAAAAAFZH0/VQst3piRE7c/s1600/98%2520C.jpg
https://lh4.googleusercontent.com/-csRoRzQ6tn4/U0jv82RgDUI/AAAAAAAFZM4/Wx1GiVNmPyc/s1600/98%2520D.jpg

Logo di Teledonna precedentemente usato.

https://lh3.googleusercontent.com/-5x1OiJX9DCg/UiXpJcK8uRI/AAAAAAADblk/wdUHK7o4vw0/s1600/TO2%252052.jpg

Modificato leggermente anche il logo di TO2 (LCN 118), non è più in onda con un riquadro nero come sfondo.



https://lh6.googleusercontent.com/-PMQvx_X1SWA/U0jv_zS2nzI/AAAAAAAFZIc/FB6KpBtZOZ4/s1600/118%2520A%2520%25282%2529.jpg
https://lh6.googleusercontent.com/-lZzzAW9QLQM/U0jwAj83y0I/AAAAAAAFZIk/bNiVaM5yZBk/s1600/118%2520B%2520%25282%2529.jpg

https://lh3.googleusercontent.com/-kTXrDs7RFs8/U0jv9pBk67I/AAAAAAAFZIE/ET1i9qo-Tjw/s1600/118%2520C.jpg
https://lh3.googleusercontent.com/-y_1kXFKkDh0/U0jv-Z8VxgI/AAAAAAAFZNA/37xj2OA0AHY/s1600/118%2520D.jpg

Logo di TO2 precedentemente in onda con il riquadro nero.

https://lh3.googleusercontent.com/-ASKAeHhF-_8/UwT2SxWD7NI/AAAAAAAFKAs/JYHmJOd7VPM/s1600/118%2520A.jpg
https://lh3.googleusercontent.com/-etA1i3ic92A/UwT2Tjo8izI/AAAAAAAFKA0/rIoSsOFuQBI/s1600/118%2520B.jpg

Segnaliamo inoltre che i canali CODACONS TV (LCN 695) e test 2 (senza LCN) sono sempre a schermo nero. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELEDONNA.

https://lh5.googleusercontent.com/-NwCXb0UiKc4/U0jwQSM7QPI/AAAAAAAFZKc/T1RetC3SBcs/s1600/00%2520B%2520%252810%2529.jpg


 11 APRILE 2014 - Venerdì 

Ore 22.25 -  VENETO  - ROVIGO: TRASMETTEVA ABUSIVAMENTE SULL' FM 103.4.
Da due mesi trasmetteva del tutto abusivamente sui 103.4: scoperto, un rodigino di 60 anni, è stato denunciato. In passato aveva provato, senza riuscirci, ad ottenere i permessi relativi
ROVIGO - Aveva messo in piedi una vera e propria emittente radiofonica ma del tutto abusiva. Un rodigino di 60 anni, F. C., è stato denunciato a seguito di una verifica condotta da parte della sezione cittadina della polizia postale e delle comunicazione che si è avvalsa della collaborazione di personale del Ccerf, ovvero l'ispettorato regionale di controllo delle emissioni radio elettriche, che fa capo al Ministero dello sviluppo economico.
L'uomo, che trasmetteva da un paio di mesi musica per lo più anni Ottanta sui 103.4, aveva messo in piedi nella cantina della propria abitazione una radio con tanto di apparecchio trasmittente realizzato da sè e una potente antenna piazzata sul tetto di casa.

Non un semplice radioamatore stando agli inquirenti, visto che il soggetto era in possesso di nozioni e strumentazioni da vero e proprio esperto, in grado persino di eludere i controlli per almeno un paio di mesi. La potenza del segnale, circa 200 watt, era invece tale da coprire a mala pena il centro cittadino anche se a quanto pare il segnale in ogni caso era buono e la "radio", in cui non erano previsti interventi parlati o pubblicità, mandava per buona parte del giorno solo musica.
Incensurato, è risultati però come l'uomo avesse più volte chiesto in passato, senza ottenerla, l'autorizzazione a occupare una frequenza. Diniego che però di fronte alla legge non può scusarlo di quanto commesso in seguito, reato che configura risvolti penali in quanto non è consentito occupare frequenze già assegnate.

Tratto da: www.rovigooggi.it/articolo/2014-04-11/103-4-addio-la-radio-non-poteva-trasmettere

http://www.rovigooggi.it/files/2014/04/polizia-postale-rovigo-1-4-2.jpg

Ore 17.45 - SCATTA L'ORA X PER LE FREQUENZE: DA LUNEDI' I TERMINI DELL'ASTA.
(Adnkronos.it) - Sta per scattare l'ora X per l'asta delle frequenze televisive, che mettendo a gara nuovi multiplex digitali spiana la strada a possibili new entry nel mercato italiano. Sono infatti in scadenza lunedi' prossimo i termini dell'asta che ha sostituito il beauty contest e il cui regolamento di gara,messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico sulla base delle indicazioni dell'Agcom, e' stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 14 febbraio. I possibili pretendenti hanno avuto 60 giorni di tempo per inviare le domande di partecipazione. L'asta si terra' dunque entro l'estate anche se il rischio che vada deserta c'e'. E questo nonostante il prezzo delle frequenze sia considerato dagli addetti ai lavori abbastanza 'accessibile' visto che si aggira sui 30 milioni a multiplex che corrisponde a una rete.
Considerato come altamente improbabile che scenda in campo Sky, le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi hanno riguardato l'editore de La7, Urbano Cairo, anche se molti ritengono irrealistico che voglia aggiungere altri canali alla sua La7 e a La7D e possibili acquirenti internazionali (come in altre occasioni e' circolato il nome della statunitense Discovery).
Praticamente esclusa, come spiega il presidente dell'Associazione Tv locali aderenti a Confindustria Radio Tv Maurizio Giunco, anche la partecipazione di emittenti locali magari riuniti in circuito per l'occasione. "L'impressione e' che l'asta potrebbe addirittura andare deserta", spiega Giunco all'Adnkronos.
Il presidente dell'Associazione Tv locali spiega le ragioni del rischio flop. "Anche se la cifra di 30 milioni a multiplex e' in se' una cifra bassa, va innanzitutto considerato che vanno aggiunti i costi di implementazione della rete, circa altri 50 milioni. Ed e' vero che su questo terreno le emittenti gia' presenti sul territorio potrebbero realizzare significativi risparmi: ma la questione e' la crisi del mercato della comunicazione da cui ad oggi non si vede la fine", osserva.
Sull'ipotesi di possibile discesa in campo di societa' straniere Giunco si mostra scettico: "in Italia ci sono gia' soggetti molto forti, senza una vera ripresa mi sembrerebbe singolare l'arrivo di societa' straniere in un mercato saturo", afferma Giunco che e' vicepresidente di Confindustria Radio Tv cui aderiscono oltre alle emittenti locali tutti i big del settore.
La gara consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o operatori che detengono un solo multiplex; per due lotti la gara e' aperta agli operatori gia' in possesso di due multiplex; mentre limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento(e' il caso di Sky Italia). L'asta esclude dalla partecipazione gli operatori che detengono tre o piu' multiplex, ovvero Rai, Mediaset e Telecom Italia. La base d'asta e' pari a 29.300.759,42 euro, 29.824.571,88 euro, 31.625.177,20 euro rispettivamente per i tre lotti.
Il Lotto 3, il terzo di quelli messi all'asta nell'ambito dell'ex beauty contest,, si compone di due canali che, abbinati, realizzano una rete nazionale che e' ritenuta alla stregua di quelle dei grandi broadcasters. La copertura nominale stimata di popolazione e' infatti pari al 96,6%.
C'e' chi fa notare che uno dei due canali del Lotto ritenuto il 'gioiello' dell'asta, il canale 59, ricade in una fetta dello spettro frequenziale (la banda 700) che comprende tutti i canali dal 49 al 60. A partire dal 2015 la banda 700 sara' destinata alla banda larga in mobilita' acquistando piu' valore visto che su quella banda viaggeranno i dati di tablet e smartphone.
Chi compra il Lotto 3 dovra' tuttavia rendere allo Stato il canale 59 nel 2015 e ricevera' in cambio un canale equivalente: "l'aggiudicatario, all'atto della liberazione del canale 59, avra' diritto a una frequenza di analoga copertura e per una durata equivalente del diritto d'uso", si legge nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La sostituzione dovrebbe avvenire senza esborso per le casse dello Stato. Ma e' comunque difficile che chi si aggiudica questo mux punti solo a fare una speculazione: secondo le regole chi si aggiudica una rete dovra' 'accenderla'.



 10 APRILE 2014 - Giovedì 

Ore 23.00 - VINCENZO VITA SU IL MANIFESTO: "FREQUENZE STREGATE".
ROMA – Vincenzo Vita, per il Manifesto del 9 aprile, ha scritto questo articolo dal titolo “Frequenze stregate”:
“L’aria serena dell’ovest” è un film di Silvio Soldini, che ben rappresenta l’atmosfera della Milano da bere degli ultimi anni ottanta. Quelli, in controluce, della (ir)resistibile ascesa di Mr. Berlusconi. E’ passata una vera e propria era geologica da quel tempo. Il mondo si è globalizzato e la rete ha più utenti della vecchia televisione. Persino l’Italia è assai diversa.La tv no, lì si respira ancora quel clima. Appunto, il berlusconismo persino senza il caposcuola.
E’ fresco l’orientamento – non ancora una decisione, augurabilmente – dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di rivedere i canoni di concessione (il termine ormai è desueto, in verità) delle emittenti radiotelevisive. Dio solo sa quale fatica ci volle per introdurre nella legge finanziaria del 2000 il criterio del pagamento allo stato di una quota corrispondente all’1% del fatturato. Prima il contributo dei grandi network era irrisorio: 400 milioni delle vecchie lire per rete. Come ben descrive lo studio al riguardo di Carlo Cambini e di Tommaso Valletti, il costo in Italia per utilizzare un bene comune è molto basso rispetto agli altri paesi. Del resto, storicamente nel settore poco esistono sia lo stato sia il mercato, mentre imperano satrapie e conflitti di interesse.
Ma vediamo se la normativa di riferimento ha davvero obbligato l’Agcom a cambiare, abbassandoli sensibilmente, i canoni. I nuovi criteri di calcolo sarebbero tratti dal decreto legge n.16 del marzo 2012, convertito nella l.44 il successivo aprile. L’articolo 3-quinquies, al comma 4, recita che “Il Ministero dello sviluppo economico applica i contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive stabiliti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ….secondo le procedure del codice delle comunicazioni elettroniche…al fine di promuovere il pluralismo nonché l’uso efficiente e la valorizzazione dello spettro frequenziale secondo i principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione…Saranno gli operatori di rete –come nelle telecomunicazioni, si aggiunge- e non i canali storicamente determinati a dover pagare. Quindi, non Rai ma Rai-Way, non Mediaset bensì Elettronica industriale, e così via. In concreto, quel timido tetto dell’1% del fatturati va a farsi benedire e il mitico “duopolio” risparmierà 40 milioni di euro. Pagheranno molto, al contrario, le emittenti locali, che erano fin qui legate ad una tariffa standard di 17.776 euro. Tuttavia, nella legge citata, varata nell’era del governo Monti e volta –tra l’altro- ad abrogare il contestatissimo “beauty contest” per introdurre l’asta onerosa delle frequenze digitali, si parla esplicitamnente di televisione e si fa riferimento al codice delle comunicazioni elettroniche solo per ciò che attiene alle procedure. Eppoi, il riferimento esplicito al pluralismo. Insomma, c’è materia per un approfondimento ulteriore, onde evitare quello che apparirebbe inesorabilmente un bel regalo alla concentrazione. Che senso ha ridurre i contributi di chi ha potuto giovarsi in questi anni di evidenti privilegi, mentre la mannaia dei tagli si aggira pesante per l’Italia?
E’ urgente avviare una seria e rigorosa “spectrum review”, per introdurre criteri democratici volti a catalogare e a valorizzare l’utilizzo delle risorse tecniche. Gestite impropriamente con logiche proprietarie. Se si facesse simile indagine, verrebbero probabilmente alla luce contraddizioni e sprechi, figli dell’anomalia televisiva. In passato, i piani delle frequenze finirono alla magistratura. Fino a quando la materia rimarrà stregata e non diverrà davvero digitale?

Tratto da: www.blitzquotidiano.it/opinioni/vincenzo-vita-opinioni/vincenzo-vita-sul-manifesto-frequenze-stregate

Ore 22.25 - TELECOM ITALIA MEDIA NEL 2013 ROSSO A 132 MLN EURO, LA 7? "NON ERA IL NOSTRO MESTIERE", I DETTAGLI DELL'ACCORDO CON L'ESPRESSO.
Adnkronos.it - Telecom Italia Media chiude il 2013 con un risultato netto a -132 milioni di euro rispetto a -240,9 milioni di euro dell'esercizio 2012. E' quanto emerge dai dati di esercizio approvati oggi dall'assemblea. A livello consolidato i ricavi dell'esercizio 2013 ammontano a 72,2 milioni di euro, in diminuzione di 3milioni di euro rispetto all'esercizio 2012 (75,2 milioni di euro).
Tale riduzione e' sostanzialmente attribuibile alla cessazione, da parte dell'Operatore di Rete, delle attivita' al servizio delle reti analogiche di La7 e Mtv a seguito dello switch off nazionale completato nel 2012. L'Ebitda e' pari a 30,2 milioni di euro, in riduzione di 2,8 milioni di euro rispetto all'esercizio 2012 (33,0 milioni di euro). Su tale risultato ha influito principalmente la riduzione dei ricavi.
L'Ebit e' pari a 1,8 milioni di euro rispetto a -64 milioni di euro del 2012; in termini comparabili, escludendo la svalutazione dell'avviamento dell'esercizio 2012 pari a 70,0 milioni di euro, la variazione dell'Ebit 2013 rispetto all'esercizio precedente e' di -4,2milioni di euro.

AGI.it - Il presidente di Telecom Italia Media, Severino Salvemini, ritorna nel corso dell'assemblea della societa', sollecitato da un piccolo azionista, sulla vendita di La7 al gruppo Cairo, sostenendo che si sia trattata di una scelta "ben presa". Adesso, ha spiegato Salvemini, a "Ti Media rimangono i mux, la parte piu' interessante e gestita meglio", segno che "la societa' sa fare bene questo mestiere", al contrario "la parte televisiva evidentemente non lo era e quindi la societa' ha fatto bene a dismetterla". Salvemini, inoltre, ha ricordato che "nel quinquennio 2009-2013 Ti Media ha registrato perdite cumulate per oltre 600 milioni di euro, largamente riconducibili al settore televisivo", e pertanto "rivendico di aver operato nell'interesse della societa' tenendo conto delle indicazioni dell'azionista di riferimento di non voler piu' sostenere il settore televisivo".

Ansa.it - "L'operazione di integrazione con il gruppo editoriale L'Espresso ha una forte valenza industriale che consentira' di valorizzare al meglio la nuova realta' derivante dall'integrazione". Cosi' il presidente di Ti Media, Severino Salvemini, aprendo i lavori dell'assemblea del gruppo controllato da Telecom Italia, commenta l'accordo siglato ieri tra Ti Media e L'Espresso per l'integrazione dei multiplex in un'unica societa' (Timb). "A Ti Media rimangono i mux (multiplex,infrastrutture di rete ndr), che rappresentano la parte piu' interessante e gestita meglio in questo momento. La societa' sa far bene questo mestiere, mentre la parte televisiva evidentemente non lo era e ha fatto bene a dismetterla". Cosi' il presidente, Severino Salvemini, risponde agli azionisti che si interrogano sul futuro della societa' controllata da Telecom, dopo la cessione di La7 e di Mtv, e "Timb, l'asset rimasto, ha un reddito positivo", ha spiegato Salvemini, sottolineando che "le aspettative di chiusura delle perdite dovrebbero vedere risultati concreti nel bilancio 2014". Salvemini ha ribadito che l'operazione di integrazione "dovrebbe, sulla base di un piano industriale pensato, aumentare la redditivita' perche' aumenta competitivita' e migliorano le sinergie di costo e di investimenti".

Ansa.it - Telecom Italia Media e L'Espresso si alleano e danno vita a un operatore di rete indipendente che, con i suoi 5 multiplex, tiene testa a Rai e Mediaset. I due gruppi hanno firmato ieri gli accordi per l'integrazione delle attivita' di Telecom Italia Media Broadcasting e Rete A, e gia' ci sarebbero, secondo le voci raccolte in ambienti finanziari, fondi interessati ad entrare nella societa' anche se non risultano ancora concrete manifestazioni di interesse.
L'accordo peraltro prevede "che, una volta compiuta l'integrazione, venga avviato un processo di valorizzazione con la ricerca di investitori interessati alla combined entity". Il nuovo gruppo, che secondo stime non ufficiali ha un valore di 500 milioni di euro, potra' contare su un giro d'affari annuale di circa 100 milioni di euro, un risultato economico positivo ed una robusta generazione di cassa.
I multiplex conferiti sono cinque ma Ti Media ha un'opzione d'acquisto del diritto d'uso, esclusa l'infrastruttura e i clienti, di una delle cinque frequenze (canale 55) che faranno capo alla nuova entita'. E' una frequenza che potrebbe essere in futuro destinata alla telefonia e Telecom Italia Media vuole lasciarsi aperta la possibilita' di rimettersela in pancia. E' stato cosi' studiato un contratto a tre anni per un corrispettivo di 5 milioni di euro o l'opzione di acquisto dell'intero capitale della societa' di nuova costituzione alla quale questo diritto dovesse essere conferito per 50 milioni di euro (da rettificarsi in funzione della posizione finanziaria netta della societa'). Nel caso il diritto d'uso di canale 55 venisse conferito alla newco e' prevista inoltre la sottoscrizione con Timb di un contratto di affitto, a 10 anni con un canone annuo di 2,5 milioni, e un diritto di recesso da parte del locatore a partire da meta' 2016.
L'intesa, studiata con la consulenza di Mediobanca e Banca IMI, prevede che L'Espresso conferisca il 100% delle azioni di Rete A in Timb, venendo a detenere il 30% di quella stessa mentre a Ti Media fara' capo il restante 70 per cento. Gli accordi di governance sono ancora da definire nel dettaglio ma Ti Media avra' il diritto di nominare la maggioranza dei consiglieri ivi incluso l'amministratore delegato mentre L'Espresso indichera' il presidente. Stante il via libera dell'Agcom, l'operazione dovrebbe essere perfezionata a giugno.

Ore 22.15 - MEDIASET ESPANA: PRISA VENDE, SBLOCCO PARTITA PAY TV.
Ansa.it - MILANO - Qualcosa si comincia a muovere nella complessa partita per la valorizzazione delle attivita' di Mediaset nella pay tv: mentre Telecom e Sky firmano un'alleanza nel web, la casa editrice iberica Prisa sta vendendo il 3,7% di Mediaset Espana, della quale detiene oltre 17%.
La notizia e' trapelata a Borsa chiusa e sui mercati azionari i titoli coinvolti non si sono mossi. Tranne Mediaset in Italia, che ha ceduto oltre il 3% lasciando i massimi recenti degli ultimi tre anni, ma guardando soprattutto alla politica e all'accordo tra il concorrente gruppo di Murdoch e Telecom Italia. Anche perche' gli analisti finanziari da tempo guardano alla Spagna come il laboratorio delle alleanze future.
La questione e' questa: il Biscione ha deciso di creare un 'veicolo' che contenga Mediaset Premium e il 22% detenuto nell'iberica Digital plus, la stessa quota di Telefonica. I due gruppi hanno una prelazione sul 56% della pay tv spagnola, che intende vendere al piu' presto. In questo contesto si inserisce la cessione sul mercato del 3,7% di Mediaset Espana, visto come il primo segnale che si muove sul dossier.
Ora si attendono le scelte del Biscione e Telefonica, con entrambi i gruppi che non commentano trattative che stanno andando avanti da piu' settimane. Finora si pensava che l'oggetto potesse anche essere l'ingresso di Telefonica nella nuova societa' 'pay' che Mediaset sta studiando, un passo che puo' aprire prospettive per la fornitura di contenuti alla Telecom Italia del futuro. Ora il gruppo delle Tlc italiano si accorda con Sky ed e' remotissima l'ipotesi che primo azionista ne fosse all'oscuro. E contemporaneamente Prisa, in realta' in acque molto difficili, vende un pezzo del Biscione spagnolo.
Potrebbe essere confronto aperto, con Mediaset - accreditata comunque di contatti per Premium con i tedeschi di Rtl, i francesi di Canal+ e l'araba Al Jazeera, oltre alla stessa Sky - forse un po' piu' sola. Ma abbastanza ricca: i diritti per la Champions sono stati coperti da un anticipo bancario e dalla cessione del 25% di Ei towers, che ha aperto all'ingresso di Blackrock, ha incassato 283 milioni di munizioni.


Ore 13.15 -  LIGURIA  - IMPERIA: DISSEQUESTRATI GLI APPARATI DI RADIO 103 SUL MONTE FAUDO, RIACCESE ANCHE LE ALTRE EMITTENTI.
Tutte le radio hanno acquistato nuovi apparati e riacceso le frequenze ad eccezione di Radio Amicizia.
E' arrivato il primo provvedimento di dissequestro dei ponti radio, 'spenti' dalla Polizia Postale il 21 marzo scorso sul Monte Faudo, alle spalle di Imperia, a seguito di una querela per 'violazione di domicilio', presentata dalla Curia di Albenga, proprietaria della chiesetta dove sono sistemati gli apparati trasmittenti.
Nove le emittenti radiofoniche coinvolte, tra network nazionali e radio locali, oltre ai ponti ripetitori di alcune società che si occupano di sicurezza. A seguito di una serie di esposti presentati, tra cui una serie di associazioni della Val Prino, gli agenti della Postale hanno sequestrato gli impianti, ordinandone il relativo spegnimento. Nell'ambito dell'inchieste c'era anche una denuncia della Curia per occupazione abusiva ed erano state spente le emissioni in Fm di Radio Amicizia, Rtl 102.5, Radio Valle Belbo e Radio Kiss Kiss oltre ai ponti di trasferimento di Radio 103.
Da diversi giorni tutte le emittenti hanno riacceso i propri ponti radio da un'altra postazione e con altri apparati, ad eccezione di Radio Amicizia ma il dissequestro degli apparati di Radio 103 potrebbe portare ad una ulteriore serie di dissequestri anche per le altre emittenti.

Tratto da: www.sanremonews.it

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 9 APRILE 2014 - Mercoledì 

Ore 22.50 -  LOMBARDIA  - MUX VIDEOSTAR (B): ELIMINATA AB CHANNEL, RITORNA BAZAR.
UHF 54 Mux VIDEOSTAR (B)
Rispetto alla nostra precedente rilevevazione del mux VIDEOSTAR (B), trasmesso sull' UHF 54, segnaliamo che è stata eliminata AB Channel dalla LCN 219. Quest'ultima è ora veicolata in digitale terrestre in Lombardia dal mux STUDIO 1 identificata STUDIO STORE (LCN 622). Proprio sulla LCN 219 è stata reinserita la tv commerciale Bazar. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux VIDEOSTAR (B).


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Ore 19.35 - TIMEDIA: ACCORDO CON L'ESPRESSO SUL DIGITALE, I 5 MULTIPLEX IN TIMB.
https://lh4.googleusercontent.com/-mXHmCG_UBGg/UqXNYlqQAmI/AAAAAAAEZTc/uyBTUZaVQOA/s1600/TIMB%25202%2520133.pngA TiMedia il 70% della controllata a L'Espresso il 30% (Il Sole 24 Ore Radiocor)
MILANO - Telecom Italia Media e il gruppo L'Espresso hanno sottoscritto contratti che prevedono l'integrazione delle attivita' di operatore di rete per la televisione digitale terrestre (Dttv) facenti capo rispettivamente a Telecom Italia Media Broadcasting (Timb) e Rete A. L'integrazione da' luogo al principale operatore di rete indipendente in Italia, dotato di cinque multiplex digitali con un'infrastruttura a copertura nazionale. Il gruppo sara' il fornitore di riferimento dei principali editori televisivi non integrati nazionali ed esteri operanti sul mercato italiano. L'operazione consentira' di conseguire rilevanti sinergie industriali. Il nuovo gruppo potra' contare su un giro d'affari di circa 100 milioni l'anno, un risultato economico positivo e una robusta generazione di cassa. L'integrazione verra' realizzata con conferimento da parte dell'Espresso del 100% delle azioni di Rete A in Timb. Ad esito del conferimento, TiMedia deterra' il 70% di Timb e L'Espresso il 30%. La partecipazione in All Music rimarra' a L'Espresso.

Tratto da: www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/nRC_09042014_1851_525462410

Ore 08.25 -  TOSCANA  - CANALE 10 FIRENZE SARA' GESTITA DA TVR TELEITALIA.
Da giovedì 10 aprile sarà Tvr TeleItaila, emittente regionale toscana, gestirà la programmazione della storica etv Canale 10, fondata da Cecchi Gori e visibile sul canale 13 del digitale terrestre.
Tvr si occuperà della programmazione di tre fasce orarie: dalle 6 alle 8 di mattina, dalle 13 alle 14.30 e la sera dalle 19 in poi. Il tg andrà in onda alle 20.40 col titolo "Oggi in Toscana".
Molte trasmissioni saranno dedicate alla Fiorentina e al calcio, ci saranno rubriche di medicina anche con ospiti in studio e approfondimenti sul mondo del cinema con interviste in diretta.
Insieme al marchio Canale 10 sullo schermo apparirà anche quello di Tvr Più.

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 8 APRILE 2014 -Martedì 

Ore 08.55 -  LAZIO  - MUX TELE IN: RITORNANO LE TRASMISSIONI DI TELE IN +PLUS E TELE IN SPORT.
VHF 10 - UHF 45 Mux TELE IN
Sui canali TELE IN +PLUS (LCN 626) e TELE IN SPORT (LCN 692) non è più presente il segnale della regia di TELE IN ma sono tornate in onda le loro rispettive programmazioni. TELE IN MUSIC (LCN 691) invece continua ad essere a schermo nero. Abbiamo aggiornato lo z@pping TV del mux TELE IN.


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 7 APRILE 2014 - Lunedì 

Ore 21.35 - SCREEN SERVICE: CONCESSA PROROGA 60 GIORNI PER PRESENTAZIONE DOMANDA.
COMUNICATO STAMPA - SCREEN SERVICE: Il Tribunale di Brescia emette provvedimento di proroga del termine ai sensi dell'art 161, c6 lf. Brescia, 4 aprile 2014.
Screen Service comunica che in data odierna il Tribunale di Brescia ha accolto l'istanza per la concessione della proroga depositata da Tivuitalia nei giorni scorsi ed integrata il 2 aprile, ai sensi dell'art. 161, comma, 10 L.F., per l'ottenimento di ulteriori sessanta giorni rispetto al termine assegnato dal Tribunale (scadente il 29 marzo u.s.) per la presentazione della domanda di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti ovvero della proposta concordataria. L'istanza si inserisce nell'Accordo di Ristrutturazione ex. art 182 bis l.f. della controllante Screen Service in corso di omologazione ed e' finalizzato al mantenimento del valore patrimoniale delle attivita' possedute da Tivuitalia. Il provvedimento e' stato accolto anche in considerazione degli elementi di correlazione tra la procedura di Tivuitalia e il citato accordo di Ristrutturazione di Screen Service e tenuto conto del sostegno finanziario previsto nel Piano stesso a favore della controllata Tivuitalia. Tali assunzioni consentono di rendere sostenibile il "concordato in continuita'" che Tivuitalia si apprestera' a proporre ai creditori entro il 28 maggio 2014. Il provvedimento prevede anche la nomina del commissario giudiziale, dott. Valter Seddio, professionista esperto in materia fallimentare di Brescia. Il provvedimento conseguentemente conferma la sospensiva dell'esame dell'istanza fallimentare contro Tivuitalia promossa da due creditori.
Tratto da: www.agi.it/borsa/comunicati/notizie/201404070829-fta-rt10019-screen_service_concessa_proroga_60_gg_per_presentazione_domanda

Ore 19.55 -  PIEMONTE  - MUX SESTA RETE (PIEMONTE): MODIFICATA LA COMPOSIZIONE DEI CANALI, NUOVI LOGHI PER RETE 182 E TELETIME.
UHF 46 Mux SESTA RETE (PIEMONTE)
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Ancora novità nel mux SESTA RETE (PIEMONTE). E' stata reinserita Malpensa TV sulla LCN 173 che trasmette la programmazione di AITV, mentre sulla LCN 237 è stata eliminata TELEFANTO. Sesta Rete HD che si posizionava sulla LCN 585 trasmette ora priva di numerazione automatica, mentre sulla LCN 605 è stata eliminata Vetrina Italia (che trasmetteva l'ennesima copia di AITV) al suo posto fa il suo ingresso la tv religiosa Anime per Cristo.
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RETE 182 (LCN 182) e TELETIME (LCN 687) hanno adottato nuovi loghi di stazione: RETE 182 è stato sensibilmente rimpicciolito nelle dimensioni con alcune differenti forme all'interno dello stesso, mentre il logo di TELETIME è ora bicolore, azzurro e bianco. Ricordiamo che RETE 182 e TELETIME trasmettono sia sulla LCN 182 sia sulla 687 la stessa programmazione, con il logo di RETE 182 posizionato in basso a sinistra e con quello di TELETIME posizionato in basso a destra (in precedenza quello di RETE 182 era sito in basso a destra e quello di TELETIME in basso a sinistra).








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Qui sotto i loghi precedentementi usati e le immagini con la loro diversa posizione in sovraimpressione.









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Infine è riapparso un canale dati a schermo nero con il solo identificativo Amici Animali e Natura. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux SESTA RETE (PIEMONTE). Consulta anche la lista aggiornata delle emittenti TV A TORINO e la lista LCN TORINO.


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Mux SESTA RETE ‎‎(PIEMONTE)‎‎ - Z@pping TV


Ore 16.00 - TIMB: PRONTA ALLEANZA CON GRUPPO ESPRESSO SU FREQUENZE TV, SI FIRMA IL 9 APRILE.
https://lh4.googleusercontent.com/-mXHmCG_UBGg/UqXNYlqQAmI/AAAAAAAEZTc/uyBTUZaVQOA/s1600/TIMB%25202%2520133.png(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma - E' in dirittura d'arrivo il matrimonio tra Telecom Italia Media e il gruppo L'Espresso sulle frequenze televisive in digitale terrestre. Secondo quanto risulta a Radiocor la firma sull'accordo per l'integrazione delle quattro frequenze (due di Timb e due di Rete A, controllata da l'Espresso) e' in programma per mercoledi' 9 aprile e fara' nascere il primo operatore indipendente del settore. Per il via libera dell'accordo e' gia' in calendario, prima della firma, il cda di Telecom Italia Media. Della nuova realta' che si verra' a creare non entrera' a far parte una terza frequenza di Telecom, il canale 55 Uhf, che verrebbe comunque affidata in gestione alla nuova societa' Timb-Rete A. La scelta di escludere il terzo multiplex e' legata alla volonta' di Telecom Italia di valutare in futuro diverse opzioni per la destinazione di tale infrastruttura. La trattativa, che e' iniziata a ottobre scorso quando i due gruppi con una nota ufficiale avevano annunciato la firma di un memorandum of understanding, ha subito piu' rallentamenti anche per la successiva scelta di Telecom di mantenere la proprieta' di un mux. La nuova realta', secondo lo schema emerso nel corso della trattativa, sara' controllata al 70% da Telecom e al 30% da L'Espresso. Le valutazioni circolate per il perimetro societario comprendente tutti e cinque i multiplex ammontavano a circa 500 milioni di euro. E' molto probabile che l'operazione non passera' al vaglio dell'Antitrust visto che non vengono superate le soglie di fatturato che fanno scattare l'intervento dell'Autorita'.
Tratto da: www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_07042014_1420_323158953

Si avvicina il matrimonio tra Telecom Italia Media e il gruppo L'Espresso sulle frequenze televisive in digitale terrestre. Secondo le ultime indiscrezioni la firma sull'accordo per l'integrazione delle quattro frequenze (due di Timb e due di Rete A, controllate da l'Espresso) è in programma per mercoledì 9 aprile e farà nascere il primo operatore indipendente del settore. Per il via libera dell'accordo è già in calendario, prima della firma, il cda di Telecom Italia Media.
Della nuova realtà che si verrà a creare non verrà, almeno in un primo momento, a far parte Telecom Italia attraverso la frequenza del canale 55 Uhf, che verrebbe comunque affidata in gestione alla nuova società Timb-Rete A. La nuova realtà, secondo lo schema emerso nel corso della trattativa, sarà controllata al 70% da Telecom e al 30% da L'Espresso.
Il rumor al momento convince il mercato, visto che a inizio pomeriggio il titolo Telecom Italia Media guadagna oltre il 7% a 0,1397 euro. Soffre invece il Gruppo Editoriale L'Espresso: -1% a 1,634 euro.

Tratto da: www.firstonline.info/a/2014/04/07/borsa-vola-ti-media-in-vista-dellaccordo-con-lespr

In dirittura d'arrivo il matrimonio tra Telecom Italia Media e il gruppo L'Espresso sulle frequenze televisive in digitale terrestre. Secondo quanto risulta a Radiocor, la firma sull'accordo per l'integrazione delle quattro frequenze (due di Timb e due di Rete A, controllata da l'Espresso) è in programma per mercoledì 9 aprile e farà nascere il primo operatore indipendente del settore.
No comment di TI Media rispetto alle voci, che peraltro circolano da tempo, secondo cui della nuova realtà che si verrà a creare non entrerà a far parte una terza frequenza di Telecom Italia Media, il canale 55 Uhf, che verrebbe comunque affidata in gestione alla newco Timb-Rete A. La scelta di escludere il terzo multiplex è legata alla volontà di Telecom Italia di valutare in futuro diverse opzioni per la destinazione di tale infrastruttura.
L'idea sarebbe quella di tenere in pancia il canale 55 Uhf che verrebbe dato solo in gestione alla New Co mentre la proprietà resterebbe in capo a Telecom Italia Media.
Il segnale forte che arriva da questa scelta è che all'interno di questo accordo si dà un valore diverso a questo canale, non solo per la qualità del segnale che assicura, ma soprattutto perché cade nella banda 700 MHz che sarà liberata a favore dei servizi di banda larga mobile.
Ragione per la quale TI Media preferisce essere prudente, consapevole che da novembre 2015 quel canale cambierà natura e su quella banda di frequenza si potranno fare in modo coprimario servizi televisivi e di banda larga mobile.
La nuova realtà, secondo lo schema emerso nel corso della trattativa, sarà controllata al 70% da Telecom e al 30% da L'Espresso. Le valutazioni circolate per il perimetro societario comprendente tutti e cinque i multiplex ammontavano a circa 300 milioni di euro.

Tratto da: www.key4biz.it/News/2014/04/07/Media/Frequenze_Multiplex_Banda_larga_Banda_Larga_Mobile_Broadcasting_TI_Media_L%27Espresso_La7

Ore 15.50 - FREQUENZE NEL CAOS, SASSANO: "PIANIFICARE LE RISORSE E' URGENTE".
Torna l'emergenza spettro. E il coordinamento con gli altri Paesi diventa determinante. Non solo: in prospettiva diventa necessario liberare risorse per la banda larga mobile. L'Lte muove i primi passi ma già si teme per la tenuta delle reti.
«Vedrete: nel corso di quest’anno scoppierà di nuovo il problema delle frequenze. Dovremo ripianificarle per coordinarci con i Paesi vicini e in prospettiva liberare risorse per la banda larga mobile”. Antonio Sassano, docente della Sapienza, torna a parlare di quello che è sempre stato il suo pane quotidiano: il piano frequenze e le scelte da fare perché l’Italia faccia un utilizzo ottimale di una risorsa scarsa e preziosa, lo spettro. Sono due le questioni sul tavolo. La prima è il destino della banda 700 MHz, adesso da noi occupata dalla televisione e che nel resto d’Europa e del mondo va sempre più verso l’assegnazione alla banda larga mobile (come indicato anche dagli organismi internazionali competenti, Itu e Commissione europea). La seconda riguarda tutti quei piccoli grandi aggiustamenti necessari, nello spettro, per dare alla banda larga mobile risorse ora utilizzate poco o male dagli attuali ufficiali assegnatari.
Il bisogno di ottimizzare l’uso dello spettro è una delle indicazioni presenti nel Rapporto Caio alla Presidenza del Consiglio (del precedente Governo Letta). Il rapporto, sulla scorta delle analisi della Fondazione Ugo Bordoni (ministero dello Sviluppo economico), a pagina 25 consiglia al Governo di approfittare di questa spinta internazionale verso l’assegnazione di risorse alla banda larga mobile. Priorità è assegnarle la banda UHF L (1452-1492 MHz), che in Italia non è assegnata e a livello internazionale è destinata a “supplemental downlink”. Cioè aiuterebbe gli operatori ad aumentare la velocità di download su rete mobile. Nel medio termine (2015-2020) il rapporto consiglia di occuparsi invece di tre bande: 700 MHz, 2.3-2.4 GHz e 3.6-3.8 GHz. Il nodo principale sono, di gran lunga, i 700 MHz, perché fortemente occupati dalla Tv in Italia. Sono inoltre anche frequenze molto pregiate. Le migliori - quanto a capacità di copertura territorialev- tra tutte quelle assegnate finora alle reti mobili.
L’Italia potrebbe essere tentata di mettere la testa sotto la sabbia, per il nodo dei 700 MHz, un po’ come ha fatto per anni per gli 800 MHz (liberati solo a fatica delle tivù, per metterli poi all’asta del 4G).
Peccato che questa volta non lo possa fare. Il motivo è semplice: “I Paesi confinanti hanno già deciso di adottare i 700 MHz per la banda larga mobile, dal 2015. In alcune regioni, le nostre Tv dovranno allora spegnere il segnale, per non causare forti interferenze alle reti mobili dei Paesi vicini”, spiega Sassano. Le emittenti televisive hanno infatti una potenza molto superiore rispetto alle antenne radiomobili. Invaderebbero quindi i Paesi confinanti, disturbando le comunicazioni mobili. In questo scenario, l’Italia sarebbe sommersa dalle proteste internazionali e comunque alla fine sarebbe costretta a rimediare (com’è avvenuto con il Destinazione Italia, che destina 20 milioni per risolvere interferenze tv con Malta, Croazia e Slovenia).
Insomma, in una zona come il Mediterraneo non possono convivere reti televisive e banda larga mobile sulle stesse frequenze. Questa impostazione, per cui i 700 MHz dovranno passare tutti alle reti mobili, si è affermata durante la conferenza internazionale Itu Wrc 2012. La prossima sarà a novembre 2015, quando l’Italia come gli altri Paesi dovrà indicare il proprio piano di riallocazione dello spettro. È un problema soprattutto per l’Italia perché più degli altri ha una banda 700 MHz occupata dalle Tv; pesa anche la vicinanza con il Nord Africa, che preme per l’assegnazione di quelle frequenze alla banda larga mobile.
Il nostro Paese subisce ora le conseguenze di non aver presenziato il Wrc 2012, dove altrimenti avrebbe potuto far passare una roadmap più graduale per la liberazione dei 700 MHz. “Adesso probabilmente è troppo tardi. Vincerà definitivamente la posizione che vuole dare i 700 MHz alle reti mobili tutti e subito”, dice Sassano. Abbiamo insomma un anno e mezzo per risolvere la cosa, che i Governi hanno totalmente ignorato negli anni precedenti, nonostante l’allarme lanciato da Sassano già dopo il Wrc 2012, anche sul nostro giornale. Già allora Sassano diceva “abbiamo solo tre anni e sono pochissimi”. Adesso si sono dimezzati. Sarà forse più facile assegnare alle reti mobili porzioni di 2.3-2.4 e 3.6-3.8 GHz, che in Italia sono utilizzati solo in scenari particolari (ad esempio per ponti radio). Bisognerà però accettare un cambio di paradigma, che si sta affermando all’estero: il licensed shared access, con cui le risorse spettrali sono condivise tra diversi assegnatari, in diverse zone. È una svolta culturale rispetto all’approccio dominante da sempre in Italia. Dove chi ha ricevuto frequenze le conserva per sempre e non deve rendere conto a nessuno, anche se e utilizza poco o per niente.
Gli operatori mobili non dovrebbero avere bisogno di nuove frequenze, nell’immediato: ma solo dal 2017 circa. Forse però vogliono solo prendere tempo per paura di dover investire subito altri milioni in un’asta. Anche a tal proposito, il Governo dovrà decidere: fare un’altra asta che massimizzi i ricavi per lo Stato indebolendo la capacità degli operatori di investire in reti e servizi? Oppure - come suggerito da vari esperti- offrire le nuove frequenze a titolo gratuito a mo’ di incentivo per l’innovazione? Su vari fronti, la questione dello spettro, sollevata dallo sviluppo tecnologico della banda larga mobile, costringe l’Italia a maturare nelle politiche digitali.

Tratto da: www.corrierecomunicazioni.it/tlc/26840_frequenze-nel-caos-sassano-pianificare-le-risorse-e-urgente