Da Lunedì 30 LUGLIO a Domenica 05 AGOSTO 2012



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 05 AGOSTO 2012 - Domenica 

Ore 17.25 -  TRENTINO  - MUX TELEPACE TRENTINO: ARRIVA AFRI RADIO.
UHF 42 mux TELEPACE:
E' stato inserito in questo mux un nuovo canale radiofonico, Afri Radio, senza numerazione LCN. L'emittente, con sede a Verona, dedica la sua programmazione al continente africano ed è stata fondata dai Missionari Comboniani. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping tv del multiplex TELEPACE TRENTNO.



Ore 10.25 -  VENETO  - SCIOPERO AD ANTENNA 3 NORDEST.
TREVISO – Sciopero ad Antennatre Nordest, dallo scorso venerdì 3 agosto fino a lunedì 6 agosto, “alla luce della mancata erogazione delle retribuzioni, del saldo degli stipendi 2011, dei buoni pasto e del mancato rispetto dell’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro”.
Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori, riunita a San Biagio di Callalta, 
che, esaminata la situazione aziendale, ha affidato a larghissima maggioranza alle Rsu e al Cdr un pacchetto di 3 giorni di sciopero. I lavoratori effettueranno l’astensione dal lavoro in coincidenza con i propri turni; pertanto chi è assente dal lavoro nelle giornate di lotta effettuerà lo sciopero al momento del rientro.
L’editore di AntennaTre Nordest, Thomas Panto, ha replicato all’annuncio, con una nota all’Ansa, ritenendo “già paradossale che un’azienda privata debba sostituirsi alle responsabilità delle amministrazioni pubbliche” aggiungendo che “non è accettabile la mancanza di collaborazione dimostrata di fronte ad una proposta che risolve i problemi di liquidità lamentati dai lavoratori”.
Ricordando che il bilancio di “Antennatre” nel 2011 ha evidenziato un Ebitda positivo per l’8,5%, Panto rileva che, tuttavia, “la grave lentezza delle amministrazioni pubbliche nel saldare i crediti che l’azienda vanta ha creato un problema di liquidità che l’azienda si è resa disponibile a risolvere con una linea di credito gratuita e garantita dall’azienda a favore di ciascun dipendente”.
“Questa soluzione – spiega l’editore – apprezzata e sottoscritta il 30 luglio nella sede della Provincia di Treviso, presenti i rappresentanti sindacali e l’assessore al lavoro, a distanza di soli 2 giorni viene ora rifiutata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. Peraltro anche l’assessore al lavoro aveva commentato che la proposta di Antennatre era innovativa”.
Alla replica di Thomas Panto è seguita una “lettera aperta” del Sindacato giornalisti del Veneto, guidato dal segretario Daniele Carlon, di 
Slc-Cgil 
Rsu e del Cdr di Antennatre Nordest-Free, con la quale i sindacati ritengono “ci sia stato un difetto nella comunicazione” sull’esito effettivo dell’incontro alla Provincia.
“
Nel verbale di riunione e non di accordo, le parti – sottolineano le rappresentanze sindacali – hanno sottoscritto le dichiarazioni fatte in sede istituzionale. Ribadiamo che nessun accordo tra le parti poteva essere sottoscritto in quella sede!”.
Le organizzazioni sindacali, infatti, “si sono impegnate a esporre ai lavoratori le condizioni della proposta chiedendo che l’azienda inviasse preventivamente un comunicato scritto a tutti i dipendenti. Così è stato, se non fosse che la comunicazione dell’amministratore delegato si è rivelata insufficiente al punto da costringere i lavoratori, singolarmente, a fare quella che lei ha definito «dietrologia finanziaria». Nella mail del dott. Barcella e nella successiva dell’ufficio del personale non è stata allegata alcuna proposta, non ci sono i termini (neppure accennati), non c’è alcun riferimento sulla garanzia prestata dall’azienda”.
“
Il punto della questione – aggiungono i sindacati – è semplice: per risolvere la mancata erogazione degli stipendi, l’azienda dice di garantire ai 78 dipendenti una linea di fido fino a un massimo di 10.000 euro, ovvero fino a concorrenza del credito vantato nei confronti dell’azienda. Per ottenere ciò i 78 dipendenti dovrebbero aprire un conto corrente presso la Banca di Treviso la quale esclude la possibilità di inserire nel contratto la clausola di non rivalsa nei confronti del correntista”.
“Tale circostanza – si fa rilevare nella lettera aperta – non può essere accettata dai lavoratori né tanto meno dalle organizzazioni sindacali. 
Nessun dubbio sul fatto che l’operazione possa essere gratuita per i lavoratori; al contrario dubitiamo che la linea di credito possa essere garantita dall’azienda. Così fosse l’Azienda non avrebbe bisogno di farsi «sostituire» dai lavoratori.
 E’ per questo motivo che i lavoratori a larghissima maggioranza rifiutano la proposta che non può essere avallata dalle organizzazioni sindacali”.
All’editore di Antennatre Nordest, il quale sostiene che “è già paradossale che un’azienda privata debba sostituirsi alle responsabilità delle amministrazioni pubbliche”; i lavoratori rispondono: “per noi è paradossale il fatto che l’azienda intenta risolvere la sua questione di liquidità scaricando il debito sui lavoratori”.
Quanto alla presunta mancanza di collaborazione, i rappresentanti sindacali ricordano a Thomas Panto “le innumerevoli occasioni in cui è stato sollecitato a confrontarsi con i lavoratori. Ci ha chiesto di «remare» assieme a lei e lo abbiamo fatto. Ora, però, è stato superato un limite: quello del rispetto per i suoi lavoratori che si sono rimboccati le maniche e che fino ad oggi non hanno mai fatto mancare il loro apporto. Questo sì, per lei, a costo zero”.
Piena solidarietà ai lavoratori di Antennatre Nordest è stata espressa, infine, dall’Ordine regionale dei giornalisti del Veneto, fortemente preoccupato per la situazione e il futuro dei lavoratori. L’Ordine dei giornalisti presieduto da Gianluca Amadori “assicura il proprio costante e attivo interessamento agli sviluppi della vertenza e 
auspica che l’astensione dal lavoro porti al più presto alla ripresa della trattativa e a un esito che risponda pienamente alle giuste richieste dei lavoratori”.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/08/03/tre-giorni-di-sciopero-ad-%E2%80%9Cantenna-tre-nordest


 04 AGOSTO 2012 - Sabato 

Ore 18.45 -  LOMBARDIA  - MILANO: SPENTA RADIO PADANIA, ARRIVANO OTTO FM E 1000NOTE.
Da un paio di giorni risultano spenti i 103.5 FM di Radio Padania dell'impianto situato sulla torre Velasca a Milano. Si ascoltano pertanto OttO FM sui 103.4 e nella zona est anche Radio 1000Note sui 103.5, entrambe con una discreta fruibilità. Sporadicamente abbiamo anche sintonizzato con difficoltà anche un debolissimo FM 103.5 di Gamma Radio.


Ore 14.20 -  ABRUZZO  - IL MUX TIMB 3 SULL' UHF 39 DA BUSSI (PESCARA) ?
Il nostro Samuele di Chieti ci ha segnalato che ieri pomeriggio ha sintonizzato stranamente un mux identificato come TIMB 3 sul canale 39 UHF, dovrebbe essere arrivato dalla postazione di Pietracorniale a Bussi (Pescara), contenente un solo canale senza nominativo che si è memorizzato nelle posizione LCN 55, come testimoniano le immagini che ci ha inviato.



Ore 14.05 - MEDIASET ATTACCA LA STAMPA: "NESSUNA CRISI, TONI INACCETTABILI SUI CONTI DEL PRIMO SEMESTRE".
Mediaset ritiene inaccettabili toni e titolazioni di molte cronache finanziarie apparse sulla stampa italiana a commento dei conti del primo semestre 2012 della società. In un comunicato ufficiale evidenzia che “il gruppo ha presentato un utile netto di 43,1 milioni di euro e tuttavia i lettori italiani hanno visto articoli in cui Mediaset è descritta come un'azienda in gravissima difficoltà”.
Un trattamento, secondo la società, opera di gruppi editoriali italiani che stanno vivendo momenti difficilissimi con conti in rosso e annunci di interventi strutturali anche sugli organici. Solo per limitarsi ai bilanci pubblici delle società quotate, indica sempre Mediaset, hanno comunicato in queste ore perdite rilevanti Rcs Mediagroup (427 milioni), Telecom Italia Media-La7 (35 milioni) e Gruppo 24 Ore (8,4 milioni)
“Mediaset - conclude la nota - respinge, quindi, vocaboli come "crisi", "crollo, "ko" usati nei resoconti giornalistici per una società che ha chiuso il semestre in attivo. E chiede al sistema editoriale italiano di non disinformare l'opinione pubblica”.

Tuttavia l’utile di 43,1 milioni di euro presentato dalla società rappresenta poco più di un quarto degli utili registrati l’anno scorso. Ovvero, più precisamente, il 73,5% in meno del 2011, con i ricavi che sono scesi a 1,999 miliardi, dai 2,253 miliardi. E le prospettive per fine anno non sono delle migliori, se lo stesso gruppo, licenziando i conti, aveva precisato che ”poiché il quadro economico generale non prospetta verosimili segnali di ripresa nei prossimi mesi, l’andamento del mercato pubblicitario difficilmente potrà vedere nel secondo semestre una radicale inversione di tendenza, sia in Italia sia in Spagna, rispetto a quella registrata nel primo semestre. Sul fronte ricavi è quindi poco probabile ipotizzare una crescita rispetto al 2011″. A proposito degli utili, poi, il gruppo aveva confermato “la previsione già annunciata al termine del primo trimestre di chiudere l’esercizio 2012 con un utile netto consolidato inferiore a quello registrato nel 2011″.

Semestrale che non piaciuta neanche agli analisti, il giorno dopo la presentazione titolo è arrivato a perdere fino all’11%. A pesare sull’andamento a Piazza Affari anche il commento di Mediobanca che ha parlato di "Una fredda, fredda estate" per il Biscione.

Questo va ad aggiungersi alla conferma del piano di 250 milioni di risparmi nel triennio, rimandando a novembre per un eventuale aggiornamento.

Il gruppo televisivo non ha, infatti, fatto cenno all'ulteriore taglio di circa 150 milioni, costi che sarebbero stati anticipati a un tavolo sindacale in aggiunta ai 250 milioni già annunciati per il triennio.
Sul tema il CFO Marco Giordani si è limitato a spiegare che “quella di 400 milioni di tagli complessivi non è un'indicazione della società alla comunità finanziaria: quella per noi rimane di 250 milioni, mentre la cifra di 400 milioni dipende anche dalla base che si considera per i calcoli”.

Il tavolo sindacale in questione riguardava anche la cessione delle sedi regionali di Videotime, escluse quelle di Milano e Roma, che coinvolge 74 dipendenti specializzati nel settore delle riprese e del montaggio e che secondo Mediaset dovrebbe portare a regime risparmi per circa 2 milioni di euro l'anno.

In ogni caso la portata del progetto Videotime (con il conferimento a una newco che verrebbe poi ceduta) sembra contenuta rispetto al piano complessivo dei tagli previsto da Mediaset e in rapporto alle dimensioni degli asset italiani del gruppo di Cologno Monzese, in quanto coinvolgerebbe l'1,3% della forza lavoro attuale.
Tratto da: http://www.key4biz.it/News/2012/08/03/TV_generalista/Mediaset_semestrale_Videotime_marco_giordani

Ore 11.30 -  BASILICATA  - MATERA: ANCORA TROPPI DISAGI NELLA RICEZIONE DEI CANALI RAI.
“A distanza di quasi due mesi – ha affermato Marina Festa, segretaria della sezione della provincia di Matera dell’Adiconsum - dallo spegnimento della tv analogica e il passaggio alla tv digitale terrestre sono troppi i cittadini di Matera e dei comuni di Tursi, Policoro, Bernalda e di altri paesi limitrofi che si lamentano per la cattiva ricezione, principalmente, dei programmi della Rai.
Si riscontrano, quindi, gravi problemi di copertura dei segnali televisivi.
I cittadini – ha commentato Marina Festa – non sanno più cosa fare e, avendo fatto verificare i loro impianti, ritengono che gli inconvenienti derivano esclusivamente dalla cattiva trasmissione del segnale Rai.
L’Adiconsum invita l’Amministrazione Comunale e Provinciale di Matera e il Corecom ad intervenire per appurare le cause della cattiva ricezione dei programmi e a prendere gli opportuni provvedimenti considerato anche che la Rai svolge un servizio pubblico”.
Sui disagi legati allo switch off interviene con una nota anche il Corecom Basilicata, che evidenzia come numerose siano le segnalazioni che arrivano quotidianamente alla sede di Potenza.
Il passaggio – spiega il presidente del Corecom. Ercole Trerotola - ha determinato tutta una serie di inconvenienti tecnici che hanno compromesso l’esatta ricezione del segnale da parte dell’utenza, soprattutto nelle zone di confine e anche a causa della particolare conformazione orografica del territorio lucano.
Il Corecom, fin dall’inizio dello switch-off, si è sempre prodigato per fornire una corretta informazione a tutela e supporto di tutti i cittadini e, soprattutto, delle fasce più deboli e meno esperte, come gli anziani”.


“Abbiamo messo in campo tutte le iniziative necessarie al fine di garantire una buona qualità tecnica del nuovo servizio – afferma Trerotola - grazie anche al lavoro del tavolo tecnico istituito dal Corecom di Basilicata e composto da esperti e rappresentanti delle istituzioni.
E’ stato predisposto un sito
web www.digitaleterrestre.basilicata.it dove sono pubblicate tutte le notizie necessarie ed è stato definito un codice etico degli antennisti per garantire un trattamento equo nell’intervento per la sistemazione delle antenne e per la sintonizzazione dei canali.
Il Corecom è sempre stato dalla parte dei cittadini raccogliendone le segnalazioni, ascoltandone i problemi e rappresentando gli stessi alle strutture competenti, investendo la Rai e le emittenti locali dei disagi che stanno interessando i cittadini lucani.”


Il Corecom, quale organo di garanzia per i cittadini nel campo delle telecomunicazioni, - conclude Trerotola - ha anche svolto una serie di audizioni con gli operatori delle telecomunicazioni e con le associazioni dei consumatori e continuerà a mettere in campo ogni forma di collaborazione per avviare iniziative risolutive finalizzate ad ottenere i necessari interventi per il miglioramento della ricezione del segnale, precisando che ciascun soggetto interessato a questa importante fase di cambiamento dovrà mettere a disposizione risorse e strumenti volti ad offrire un servizio di qualità al cittadino-utente”.

Tratto da: http://emmenews.blogspot.it/2012/08/ancora-troppi-disagi-nella-ricezione

Ore 10.30 -  ABRUZZO  - MUX TVQ: PROBLEMI TECNICI PER GENIO TV.
UHF 28 Mux TVQ:
Da ieri sera ci sono problemi tecnici per il canale Genio TV (TVQ provider), con LCN 172, del mux mux TVQ. Come potete vedere dal video realizzato da Samuele di Chieti ecco cosa andava in onda, poi hanno inserito il cartello che vedete nelle immagini successive. Il problema continua anche questa mattina, come testimoniano gli ultimi scatti che abbiamo realizzato alcuni istanti fa.


GENIO TV PROBLEMI TECNICI







 03 AGOSTO 2012 - Venerdì 

Ore 22.05 - FREQUENZE EUROPA 7: IL TAR NOMINA UN COMMISSARIO AD HOC.
Sarà il direttore dell'Ispettorato della Liguria del ministero dello Sviluppo economico ad assegnare ad Europa 7 le frequenze integrative che le spettano in forza dell'accordo ministeriale concluso nel 2010; e tutto questo, proprio perché il ministero finora non l'ha fatto (e per questo e' stato condannato a pagare 1500 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo). Lo ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo le richieste dell'avvocato Ottavio Grandinetti: è l'ennesimo passaggio di una 'battaglia' iniziata 12 anni fa.
Con il ricorso, Centro Europa 7 chiedeva al Tar di accertare l'inadempimento del ministero agli obblighi discendenti dall'accordo stipulato nel febbraio 2010, secondo il quale alla società televisiva dovevano essere assegnate frequenze integrative, in particolare dall'impianto di Monte Penice. L'8 giugno scorso, i giudici ritennero condivisibili le richieste e ordinarono al ministero di assegnare provvisoriamente alla ricorrente, entro 30 giorni, le frequenze libere. Ordine non eseguito, e nuova richiesta al Tar, davanti al quale Centro Europa 7 ha rilevato - ne danno conto nell'ordinanza i giudici - che il protrarsi dell'inadempimento comporti una notevolissima limitazione all'irradiazione delle trasmissioni su scala nazionale e che la mancata assegnazione della frequenza da Monte Penice sottragga oltre 11 milioni di utenti, vanificando gli ingenti investimenti fatti e mettendo in pericolo l'equilibrio finanziario aziendale.
Il Tar ha condiviso queste tesi, tant'è che ha nominato l'attuale direttore dell'Ispettorato territoriale della Liguria del ministero come 'commissario ad acta'. Sara' lui, entro dieci giorni, ad assumere 'tutti gli atti e i provvedimenti necessari' per consentire l'operativita' dell'emittente, 'anche con la sospensione ovvero con limitazioni, ove occorra e nei limiti strettamente necessari, di tutte le emittenti che, sul territorio nazionale, disturbino le emissioni di Centro Europa 7 sui canali di pertinenza'. Fissata nei confronti del ministero una penalita' di mora pari a 1500 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dell'ordinanza.

Tratto da: http://www.corrierecomunicazioni.it/media/16825_frequenze-europa-7-il-tar-nomina-un-commissario-ad-hoc

Ore 11.50 -  PUGLIA  - ACCESO IL MUX 1 RAI DA SCIALE DEGLI ZINGARI A MANFREDONIA.
PROBLEMI digitale a Manfredonia: “acceso ieri mattina in via sperimentale, dalla postazione Mediaset di Sciale degli Zingari, il Mux 1 RAI, sul ch 32″. A dirlo gli esperti del sito digitale terrestre Manfredonia.
“Dopo mesi di misure prove e vari disservizi, la RAI ha deciso di trovare la soluzione, probabilmente la più ottimale, installando un Gap filler, mini ripetitore, nelle vicinanze, per coprire Manfredonia in modo uniforme ed evitare quelle fastidiose assenze di segnale, che tanto in questi mesi hanno fatto irritare i sipontini”.

“Aveva visto bene Mediaset, che fin dal 24 Maggio, per evitare problemi di copertura su Manfredonia, aveva installato spendendo non poco, il mini ripetitore a Sciale degli Zingari, che ad oggi dopo vari aggiustamenti, copre perfettamente Manfredonia, tutti i giorni interrottamente senza problemi. Ora arriva anche la RAI, che per evitare ulteriori spese, a tempo di record è riuscita a farsi ospitare proprio sul quel ripetitore, col il suo MUX 1 ch 32, quello per cui ha l’obbligo di copertura, quasi totale dell’intero territorio italiano”.
Se la sperimentazione avrà esito positivo l’intervento dovrebbe rimanere stabile; in caso contrario “si cercheranno altre soluzioni”, chiudono gli esperti di digitale terrestre a Manfredonia, i quali ricordano che “per avere una visione ottimale dei canali Mediaset e da oggi anche del Mux 1 RAI, bisogna puntare, con strumentazione opportuna, un antenna direttiva sul sciale degli Zingari a 180 gradi, altrimenti ci potrebbero essere dei disservizi e la colpa di certo non sarà più della cara Mamma RAI”.

Tratto da: http://www.statoquotidiano.it/02/08/2012/problemi-digitale-acceso-il-mux1-rai-da-sciale-degli-zingari-focus

Ore 10.30 -  MUX NAZIONALI   ABRUZZO  - RAI MUX 1 ABRUZZO: RAI 3 TGR ABRUZZO A SCHERMO NERO.
VHF 05-09 / UHF 35-39 RAI Mux 1 - ABRUZZO:
Da questa mattina il canale Rai 3 TGR Abruzzo (LCN 3) risulta stranamente a schermo nero. Stiamo monitorando sia il canale 05 VHF da San Silvestro a Pescara e sia il canale 35 UHF da Pietracorniale a Bussi sul Tirino (PE). Nel momento che stiamo pubblicando questa news continua la non visione della terzo canale della tv pubblica.



Update ore 12.45: Da alcuni minuti è tornato in onda Rai 3 TGR Abruzzo.



 02 AGOSTO 2012 - Giovedì 

Ore 18.20 -  ABRUZZO  - MUX RTVA: AGGIORNATO LO Z@PPING TV.
UHF 33 Mux RTVA:
Dopo l'inizio della programmazione del nuovo canale RETE AZZURRA (LCN 87) abbiamo aggiornato lo z@pping TV del mux RTVA. Trasmette regolarmente anche RTVA (LCN 95), e sono in onda le due copie di TELE 9 su TELE 9 canale 2 (LCN 186) e su TELE 9 CANALE 3 (LCN 296).





Mux RTVA - Z@pping TV


Ore 10.55 -  ABRUZZO  - MUX ANTENNA 10: INIZIATE LE TRASMISSIONI DI 10 INFORMA, ABRUZZO INFORMA E DAN PRODUCTION.
UHF 46 Mux ANTENNA 10:
Sono inziate le trasmissioni dei tre nuovi canali del mux ANTENNA 10. Hanno una loro programmazione, con nuovi loghi inseriti, 10 Informa (LCN 115) che in alto a sinistra riporta la scritta PROVE TECNICHE, Abruzzo Informa (LCN 286), e Dan Production (LCN 631). Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del multiplex ANTENNA 10.







Ore 09.15 - VARI MUX LOCALI: ELIMINATA VIRGIN RADIO TV.
In tutti i mux locali delle regioni dove era presente il canale musicale Virgin Radio TV è stato definitivamente eliminato, abbandonando la numerazione LCN 69.



Ore 01.00 - FREQUENZE, PROPOSTA CHOC DEI LORD: "LA TV ABBANDONI L'ETERE".
La House of Lords mette sotto accusa la strategia anti digital divide del governo e propone un secondo mega-switch off: "Spettro radio più adatto al broadband mobile. Pianificare da subito".
La strategia broadband del governo britannico sotto attacco della House of Lords per "aver fallito" l'abbattimento del digital divide nel Paese. Un report pubblicato dalla Communications Committee guidata da Lord Alphonse Inglewood accusa il governo di puntare più sulla fornitura di velocità di accesso a chi già è collegato a Internet piuttosto che sull'allargamento dell'accesso e su una rete nazionale "future proof".
Il report "Broadband per tutti - una visione alternativa" contiene una serie di raccomandazioni al governo per connettere a Internet tutta la popolazione così da evitare che "aziende e cittadini rischino di rimanere indietro" rispetto all'evoluzione tecnologica. Secondo il presidente della Commissione è giusto che il broadband venga considerato una priorità, a patto però che "si punti più sul suo accesso che sulla sua velocità". Secondo il report la fornitura di banda larga dev'essere considerata parte dei piani per l'infrastruttura nazionale e propone una nuova visione che abiliti l'accesso e la riduzione del digital divide. La realizzazione di un piano del genere si basa sulla creazione di una robusta rete nazionale resiliente che permetta l'accesso open alla fibra ottica in grado di fornire piattaforme per comunità locali e aziende.
Tra i suggerimenti chiave del report anche un secondo switch off televisivo che trasferisca la trasmissione di contenuti a Internet lasciando lo spettro radio libero per un "più vantaggioso" utilizzo del broadband mobile. Il governo, secondo il report, potrebbe mettere a punto un piano per collocare nel giro di qualche anno ogni canale tv, inclusa la Bbc, su Internet liberando frequenze per altri usi. Le frequenze radio sono infatti "più adatte al mobile", e il loro utilizzo per la trasmissione televisiva è da considerarsi "uno spreco". Il nuovo switch off potrebbe avvenire tra qualche anno, ma governo, autorità di regolamentazione e industria potrebbe cominciare a pianificare il passaggio già da oggi.
La raccomandazione arriva a pochi mesi dallo switch off britannico (non ancora totale: mancano all'appello nord-est e Irlanda del Nord) che ha moltiplicato l'offerta televisiva britannica. Già BT, TalkTalk, Sky e Virgin Media stanno muovendosi rapidamente per offrire più contenuti on demand via Internet.

Tratto da:
http://www.corrierecomunicazioni.it/media/16789_frequenze-proposta-choc-dei-lords-la-tv-abbandoni-l-etere.htm

Ore 00.30 - NEL 2015 IL NUOVO DIGITALE TERRESTRE, MA IL VECCHIO POTRA' ESSERE ANCORA USATO.
E' in arrivo il digitale terrestre di seconda generazione. Ma che fine faranno quelli vecchi? Nessuna, andranno bene lo stesso, e la decisione di comprare un apparecchio di ultima generazione e' a totale discrezione dell'utente. Lo sottolinea Codici, il Centro per i diritti del consumatore che ricorda che dal 2015 le trasmissioni saranno in Dvb T2, una tecnologia che permettera' una migliore ricezione e qualita' del segnale, oltre a un maggior numero di canali. Nei negozi, quindi, si troveranno in vendita esclusivamente gli apparecchi dotati di Dvb T2, capaci di ospitare un maggior numero di canali su un unico multiplex, ma chi ha i vecchi apparecchi, sottolinea Codici, ovvero i Dvb T1, non dovra' per forza buttarli via, perche' potra' continuare a ricevere il segnale televisivo con la qualita' che ha sempre avuto. L'unica differenza e' che non potra' vedere i nuovi canali trasmessi con la nuova tecnologia. L'informazione ai cittadini e' molto importante per garantire che la scelta di acquistare o meno un nuovo apparecchio sia totalmente consapevole: il Dvb T1 continuera' a garantire le trasmissioni televisive attuali. Codici segnala inoltre il progetto dell'Agcom per la divulgazione di notizie utili e specifiche, che riguardano le caratteristiche tecniche dei prodotti, il rapporto qualita'-prezzo e le diverse tipologie di apparecchi esistenti. Per semplificare il riconoscimento da parte degli utenti delle diverse tecnologie saranno stabiliti degli appositi bollini identificativi che indicheranno con chiarezza una specifica classe di prodotto. ''Ai consumatori - commenta Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici - diciamo solamente di fare attenzione, in quanto non e' obbligatorio comprare un nuovo apparecchio, visto che quelli vecchi permetteranno comunque la ricezione del segnale televisivo''.
Tratto da: http://www.iltempo.it/adnkronos


 01 AGOSTO 2012 - Mercoledì 

Ore 09.55 - CHIUDE VIRGIN RADIO TV?
Dopo l'arrivo nella numerazione LCN 69 del nuovo canale musicale Vintage su RETE A Mux 2 risulta a schermo nero l'altra emittente musicale Virgin Radio TV, che occupa la stessa posizione LCN ed è sintonizzabile in alcune regione italiane tramite mux locali. Chiuderà e lascerà il posto a Vintage? Per il momento è a schermo nero anche sul satellite ma continua a trasmette via web.



 31 LUGLIO 2012 - Martedì 

Ore 23.25 -  PUGLIA  - TELEBLU: LICENZIATO UN GIORNALISTA.
FOGGIA – Il giornalista Piero Russo rifiuta la riduzione del 30 percento dello stipendio, proposta dall’editore di Teleblu, Potito Salatto, e viene licenziato in tronco.
A denunciare “il comportamento dell’editore di Teleblu, che dopo aver cercato invano di convincere il sindacato dei giornalisti a sottoscrivere una deroga al contratto nazionale di lavoro che avrebbe peggiorato il trattamento economico dei giornalisti, ha licenziato in maniera illegittima e arbitraria il collega Piero Russo” è l’Associazione della Stampa di Puglia presieduta da Raffaele Lorusso.
“Interrotta la trattativa – ricorda Lorusso – l’editore ha deciso di testa propria, senza neanche fare ricorso agli ammortizzatori sociali già utilizzati da altre emittenti in difficoltà”.
“Evidentemente – afferma il presidente dell’Assostampa – il signor Salatto crede di essere il padrone delle ferriere, ma scoprirà presto che si sbaglia. Del suo comportamento e di un licenziamento chiaramente illegittimo risponderà infatti nelle sedi competenti”.
Il sindacato dei giornalisti sosterrà, infatti, “ogni azione a tutela dei diritti e della dignità professionale del collega Piero Russo e degli altri giornalisti di Teleblu, denunciando in ogni sede l’atteggiamento prevaricatore dell’editore”.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/07/28/%E2%80%9Cillegittimo-licenziamento-del-giornalista-piero-russo

Ore 22.35 -  LOMBARDIA  - MUX TELESTAR: ADDIO ANIME GOLD?
UHF 41 Mux TELESTAR LOMBARDIA:
Da qualche giorno non sono più in onda i cartoni animati di Telestar 1 Anime Gold (LCN 285), in video è presente solo il logo in basso a destra di Telestar, la programmazione è composta da televendite e chat line. Abbiamo aggiornato la griglia canali e lo z@pping TV del mux TELESTAR LOMBARDIA.

Mux TELESTAR LOMBARDIA - Z@pping TV


Ore 21.50 -  MUX NAZIONALI  - RETE A MUX 2: ARRIVA UN NUOVO CANALE MUSICALE, 'VINTAGE'.
UHF 27-33 RETE A Mux 2:
E' stato attivato in questo mux un nuovo canale di musica degli anni 70'/'80 Vintage, con numerazione LCN 69, in conflitto in alcune regioni con l'altro canale musicale presente in vari mux locali Virgin Radio TV.
Sembrerebbe simile all'altro canale musicale, che è sintonizzabile sempre in questo multiplex, RadioCapitalTivù (LCN 158). Al momento ci sono in onda solo spezzoni di video classici intervallati da uno schermo nero con la scritta PROSSIMAMENTE.





Ore 20.15 -  SICILIA  - TELECOLOR A RISCHIO CHIUSURA: INSORGONO I SINDACATI.
Crisi economica a causa del passaggio al digitale terrestre. Così l'emittente Telecolor, denunciano Cgil e Cisl, rischia di sparire. Secondo indiscrezioni il piano sarebbe quello di una "fusione" giornalistica con Antenna Sicilia. Ecco cosa accade alla tv all'ombra dell'Etna.
Riduzione del 50 per cento dell'orario di lavoro, contratti di solidarietà e “l'indisponibilità” del gruppo Ciancio ad “avviare un concreto e costruttivo negoziato”. I sindacati si mettono sul piede di guerra denunciando la mancanza di dialogo con il noto editore catanese sul rischio licenziamenti a Telecolor.
Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, Antenna Sicilia, prima emittente regionale per ascolti e Telecolor, terza dopo la Rai, entrambe del gruppo Ciancio, dovrebbero avere un telegiornale a reti unificate e un'unica regia giornalistica: quella di Michela Giuffrida, ex direttore di Telecolor che recentemente ha assunto la direzione di Antenna Sicilia.
La sua promozione ai piani alti del viale Odorico da Pordenone rappresenta l'unico dato certo di questa fase di transizione che separa il licenziamento di massa della vecchia redazione, avvenuto nel 2006, dalla nuova mannaia che potrebbe cadere sulle teste di decine e decine di professionisti entro l'estate.
La motivazione ufficiale del nuovo giro di vite su giornalisti e tecnici, da parte del gruppo Ciancio, è quella della crisi economica scaturita dal passaggio al digitale terrestre, crisi annunciata da un filmato che da mesi viene proiettato su tutte le emittenti regionali attaccando il governo Lombardo, “disattento” nel passaggio al digitale terrestre.

Il Caso Catania. Per comprendere il dramma che stanno vivendo giornalisti, tecnici e dipendenti di Telecolor è necessario prestare attenzione al contesto catanese. Telecolor non è in vendita, Mario Ciancio non può rischiare di avere sul mercato un'emittente alternativa ad Antenna Sicilia che potrebbe fare concorrenza. Un'emittente che è già terza per ascolti a livello regionale e che, fuori dalla cappa del monopolio catanese, potrebbe dare il via a una nuova primavera dell'informazione, preferendo magari le inchieste agli inchini, come hanno dimostrato di saper fare le decine di dipendenti che adesso rischiano il posto. Solo che le aziende non si alimentano con le belle parole, ma con i soldi e a Catania non ci sono imprenditori che oserebbero acquistare Telecolor e investire nel settore dominato da Mario Ciancio.

Ecco perché sostanzialmente Cgil e Cisl prendono atto del fatto che non ci sono margini di trattativa nella nuova vertenza in corso e che non ci sono prospettive: Telecolor rischia di finire imbalsamata. Non può essere soppressa, non può essere venduta, deve essere tenuta “in vita” per proiettare un unico telegiornale e al massimo preparare qualche speciale, possibilmente redazionale.

Il comunicato diffuso dagli organismi sindacali più che una vertenza descrive un calvario. “Le Rsa/Rsu - si legge nel documento - nel corso dei diversi incontri, attraverso il dialogo e la costante disponibilità propositiva, hanno incessantemente avanzato proposte, e sottolineato la necessità di arrivare a un accordo che riducesse al minimo le difficoltà per i lavoratori e le loro famiglie, e per le aziende interessate”. Consapevoli delle difficoltà dovute al passaggio al digitale terrestre, le organizzazioni sindacali “hanno dal primo momento offerto la loro disponibilità ad avviare un vero negoziato per mantenere inalterati i livelli occupazionali e si sono dichiarate disponibili a procedere al confronto sulla cessione di ramo d’azienda. A tale scopo - aggiungono Cgil e Cisl - è stato richiesto un piano delle attività industriali, di quale strategia l’azienda si volesse dotare per la fuoriuscita dalla crisi, immediatamente dopo la cessione di ramo di azienda, e l’avvio del contratto di solidarietà con i lavoratori. Così come è stato chiesto di effettuare un’attenta verifica di tutte le economie interne attuabili”. E ancora, il sindacato ha richiesto all'editore “di prevedere un calendario di incontri con lo scopo di poter giungere attraverso una maggiore partecipazione e condivisione del progetto e degli obiettivi comuni ad una maggiore progettualità mirata pure alla produzione di nuovi servizi, attraverso una maggiore valorizzazione delle professionalità, così da favorire l’offerta e anche la ricerca di nuovi spazi di mercato”.

Fatte queste premesse Cgil e Cisl arrivano al nocciolo della questione: “A queste precise richieste - insistono i sindacati - non sono seguite rassicurazioni precise né elementi concreti e valutabili; nonostante un’apertura nell’accogliere i suggerimenti e le proposte, concretamente le aziende hanno proceduto ad una non esaustiva esposizione dei tagli”.

Le conclusioni. Cgil e Cisl si sono dichiarate contrarie alla riduzione - proposta dall'editore - dell'orario di lavoro del 50 per cento, ma l'azienda ha confermato la propria scelta considerando “non negoziabile” la riduzione dell'orario di lavoro attraverso i contratti di solidarietà. Le organizzazioni sindacali concludono sottolineando il “rammarico” per “l'indisponibilità ad avviare un concreto e costruttivo negoziato”. Quindi chiedono ancora una volta, alle aziende, di “valutare e rivedere la decisione di procedere sulla strada del taglio lineare delle professionalità”.

Tratto da:  http://livesicilia.it/2012/07/31/telecolor-a-rischio-chiusura-insorgono-i-sindacati

Ore 06.05 -  CALABRIA  - DIGITALE, ACCORDO PER VEDERCI MEGLIO.
Una importante sinergia per gestire al meglio anche le difficoltà legate alla transizione dall’analogico al digitale. Manganaro “Il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, in Calabria come altrove, ha presentato tutta una serie di inconvenienti tecnici che hanno talvolta compromesso l’esatta ricezione del segnale da parte dell’utenza.
Monitorare l’ubicazione e la tipologia degli impianti televisivi previsti nel documento di pianificazione delle frequenze in digitale, adottate dall’Ag.Com.

E’ questo uno degli obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto a Palazzo Campanella dal Corecom - Comitato regionale per le Comunicazioni della Calabria e dall’Ispettorato Territoriale della Calabria - Dipartimento per le Comunicazioni, una importante sinergia per gestire al meglio anche le difficoltà legate alla transizione dall’analogico al digitale.
I partner del protocollo s’impegnano, ciascuno per le proprie competenze, a porre le basi di una cooperazione, mettendo a disposizione risorse e strumenti secondo una logica comune di ottimizzazione dei risultati. Come ha spiegato il Presidente del Corecom, Manganaro “Il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, in Calabria come altrove, ha presentato tutta una serie di inconvenienti tecnici che hanno talvolta compromesso l’esatta ricezione del segnale da parte dell’utenza. Oggi, grazie anche a questa nuova sinergia con l’Ispettorato che va ad aggiungersi ad altre intese già siglate in questi sette mesi (con l’ANACI, la Commissione regionale per le Pari Opportunità, il Sindacato dei giornalisti della Calabria ed alcune Amministrazioni Provinciali), è stato posto un ulteriore tassello a garanzia e tutela delle emittenti tv e degli stessi utenti”.

Tratto da:
  http://www.gazzettadelsud.it/news/calabria/5334/Digitale--accordo-per--vederci-meglio

Ore 05.45 - AERANTI-CORALLO: GOVERNO ASSENTE SULLE CRITICITA' DEL PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE.
Pesanti accuse quelle rivolte dalle tv locali al governo e al Ministero dello sviluppo economico. Il passaggio alla tecnologia di trasmissione digitale, afferma l’associazione delle emittenti locali Aeranti-Corallo, in ambito terrestre ha imposto negli ultimi anni a tutte le tv locali enormi sacrifici finanziari e organizzativi per riuscire a proseguire la propria attività imprenditoriale, garantendo ai cittadini la continuità del servizio di informazione capillare sul territorio espletato da oltre 30 anni. La grave situazione di recessione economica, la diminuzione della raccolta pubblicitaria e le difficoltà in cui si trova il settore dell’emittenza locale non hanno, purtroppo, trovato ascolto nel mondo della politica e delle istituzioni.
In particolare, il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non ha avviato alcun confronto sulle problematiche dell’emittenza locale e il Sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Massimo Vari, pur essendosi spesso impegnato, anche pubblicamente, a cercare di risolvere alcune delle numerose criticità del settore, non è mai riuscito a mantenere alcuno degli impegni assunti.
Così, sul fronte televisivo restano irrisolte le questioni relative alla defiscalizzazione delle misure compensative per il rilascio delle frequenze della banda 800 MHz; alla definizione di norme per la stabilizzazione delle numerazioni automatiche dei canali (Lcn); non si è proceduto, inoltre, alla consultazione delle associazioni di categoria in merito alle procedure per la riassegnazioni delle frequenze nelle aree digitalizzate sino al 31 dicembre 2010; infine, in ambito più generale, non si sono risolte le problematiche dei ritardi nell’erogazione delle misure di sostegno alla radiofonia e alle tv locali.
Inoltre Aeranti-Corallo mette in risalto la situazione critica sualla lberazione delle frequenze 61-69 UHF. Si sono chiusi martedì 24 luglio i termini (riaperti a seguito di un’ordinanza del Tar Lazio) per la presentazione delle domande per le dismissioni volontarie delle frequenze tv. La Dgscer del Ministero sta ora valutando nel merito le domande pervenute e dovrebbe pubblicare gli elenchi delle domande accolte entro la prossima settimana. Successivamente, all’esito della procedura, il Ministero potrà procedere alla pubblicazione dei bandi per quelle regioni dove fosse necessario provvedere alla liberazione di ulteriori frequenze.

Tratto da:  http://www.tvdigitaldivide.it/2012/07/30/aeranti-corallo-governo-assente-sulle-criticita-del-passaggio-al-digitale-terrestre


 30 LUGLIO 2012 - Lunedì 

Ore 20.00 -  LAZIO E ROMA  - MUX TELEVITA: ARRIVANO TELEREGIONE E TV LUNA NAPOLI.
UHF 65 Mux TELEVITA:
Il canale Teleregione Color (LCN 673), non è più a schermo nero ma ora trasmette l'emittente di Barletta (BAT) TELEREGIONE. Invece il canale Lunaset (LCN 680) non trasmette più la casertana TV LUNA ma ora c'è in onda la nuova Tv Luna Napoli. Sono sempre a schermo nero TR Buonconsiglio (LCN 81) e Video Regione Sicilia (LCN 619). Abbiamo aggiornato lo z@pping TV aggiornato del mux TELEVITA.





Ore 15.20 -  FRIULI  - L'UNIVERSITA' DI UDINE STUDIERA' L'IMPATTO DEL DIGITALE TERRESTRE.
Quanto è cambiato l’approccio alla televisione, alla luce delle potenzialità offerte dal digitale terrestre? Quali sono, in particolare, gli effetti di questo cambiamento all’interno del Friuli Venezia Giulia? Sono queste alcune tra le domande cui si propone di rispondere il nuovo progetto commissionato da Informest, Centro di servizi e documentazione per la cooperazione internazionale, al Laboratorio di ricerca economica e manageriale (Larem), centro di ricerca specializzato in materia di comunicazione del Dipartimento di scienze economiche e statistiche (Dies) dell’Università di Udine.
La ricerca punta a comprendere quanto i nuovi servizi disponibili dopo la transizione al digitale terrestre siano noti ed effettivamente utilizzati a due anni di distanza dallo switch over in Friuli Venezia Giulia, nonché a valutare il livello di soddisfazione del pubblico nei confronti del servizio. L’analisi si colloca nel quadro del progetto comunitario “Digi.Tv”, finanziato dal Programma See (Sud Est Europa) per la cooperazione transnazionale, che attraverso la condivisione delle best practice vuole accelerare la digitalizzazione dei servizi televisivi e promuovere l’utilizzo dei servizi di information & communication technology su banda larga.
«I ricercatori dell’Ateneo friulano – spiega Luca Brusati, coordinatore scientifico del Laboratorio – seguiranno tutte le fasi dell’indagine in modo da offrire a Informest il massimo rigore scientifico all’analisi. Dopo aver definito il questionario e i criteri di campionamento della popolazione, procederanno alla rilevazione tramite la metodologia Cati (Computer-assisted telephone interviewing), per poi occuparsi della preparazione delle evidenze finali».
«Dopo la ricerca condotta nel 2011 sugli effetti della transizione al digitale terrestre sulle emittenti televisive, questo nuovo successo del Larem, per di più in un progetto di rilevanza europea, è per noi motivo di grande orgoglio – conclude Andrea Moretti, direttore del Dipartimento di scienze economiche e statistiche –. Ancora una volta il nostro Ateneo, grazie all’impegno dei suoi ricercatori, si dimostra in grado di proporre la sua eccellenza sul territorio».
Tratto da:  http://www.assodigitale.it/2012/07/30/luuniversita-di-udine-studiera-limpatto-del-digitale-terrestre-in-fvg

Ore 15.00 - FUNER TV: ARRIVA IL CANALE TV DEDICATO AI FUNERALI, PER ORA SOLO SUL WEB.
L'imprenditore Massimo Leoni infrange un tabù e lancia nel web "funeral". Ci sono tv – in digitale terrestre o su internet – per ogni esigenza.
E ora è attiva pure una televisione dedicata ai… funerali. E’ Funer Tv, la web-tv che è nata quest’anno, in concomitanza con la fiera biennale Tanexpo di Bologna, dedicata proprio al settore funerario, con grande affluenza di operatori del settore da tutta Italia.
Una tv che parte da Reggio, grazie all’idea di Massimo Leoni, titolare dell’agenzia Reverberi, oltre che consigliere nazionale della Feniof e presidente della Commissione sviluppo imprenditoria funebre. L’intento di Funer Tv è quello di fornire informazioni dedicate agli operatori del settore ma accessibile a tutti, anche solo per curiosità. E non mancano servizi di attualità: come i danni provocati dal sisma ad imprese di onoranze funebri, come la Cavicchioli di Cavezzo, alla quale l’Associazione regionale onoranze funebri ha donato un container per farne la sede operativa provvisoria.
Leoni, nel presentare l’iniziativa della web tv, ha confermato «la vitalità del settore anche grazie alle innovazioni tecnologiche delle aziende presenti». Tra le aziende reggiane del settore si conferma leader la Vezzani di Montecchio che, grazie ad acquisizioni societarie, completa la gamma di prodotti distribuiti.
Insomma, dal cero alla cremazione. Tutto… made in Reggio. L’attività della web-tv si basa sull’appoggio di sponsor, che hanno a disposizione brevi filmati da 15 a 120 secondi, da trasmettere fino a sedici volte al giorno. Ma il palinsesto non è composto solo da messaggi puramente promozionali: propone infatti un vero e proprio servizio informativo. Questo aspetto è curato dalla federazione del settore, la Feniof, attiva da quasi mezzo secolo. «Gli operatori – spiega Leoni – potranno dunque essere informati tempestivamente su quanto accade nel settore: ad esempio sul fronte normativo, fiscale o in materia di lavoro, oltre che sulle iniziative formative disponibili, sui convegni nazionali o territoriali, e quant’altro attinente il settore».

Il canale ospiterà informative, redazionali sul campo, visite professionali in realtà produttive, report di iniziative attinenti il settore, convegni e dibattiti su tematiche di rilevanza ed interesse per le imprese di onoranze funebri. Il produttore di carri funebri che presenta il nuovo modello potrà mostrare le peculiarità dello stesso entrando nei dettagli ritenuti più significativi. E il bronzista o produttore di articoli cimiteriali potrà informare sull’ultima creazione artistica disponibile sul mercato. Il tutto in tempo reale. Inoltre, il canale web di Funer Tv è accessibile a tutti.

Tratto da:  http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2012/07/30/751301-funer-tv-digitale-sui-funerali