Da Lunedì 29 OTTOBRE a Domenica 04 NOVEMBRE 2012



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 04 NOVEMBRE 2012 - Domenica 

Ore 23.55 -  ABRUZZO   MOLISE  - MUX TRSP: ARRIVA AGORA' TV SU SENTIERI TV E UN MONOSCOPIO SU FARMABRUZZO.
UHF 29 Mux TRSP (ABRUZZO)

UHF 51 Mux TRSP (MOLISE)
Novità nel mux vastese di TRSP. Il canale SENTIERI TV, che occupa in Abruzzo l' LCN 119 e in Molise l' LCN 115, ora trasmette la programmazione di una nuova emittente TV AGORA'. Inoltre il canale FARMABRUZZO, in Abruzzo con LCN 643 e in Molise con LCN 616, non è più a schermo nero ma ora in onda c'è un monoscopio che si alterna a colori e in bianco e nero, come potete vedere dalle immagini che ci ha fornito il nostro collaboratore Samuele di Chieti.




Ore 18.40 -  SICILIA  - MUX RTP: INIZIATE LE TRASMISSIONI DI STRETTO TV.
UHF 39 Mux RTP
Nel mux della messinese RTP, che trasmette sulla frequenza UHF 39, è iniziata la programmazione del canale musicale STRETTO TV, con numerazione LCN 612.

Fonte: Zancle




Ore 16.15 -  ABRUZZO  - IL CASO DELLE ANTENNE DI SAN SILVESTRO APPRODA A L'AQUILA.
Le emittenti non vogliono mollare il sito di San Silvestro. Il Sindaco: «Andate sulla piattaforma off-shore».
«Le antenne oggi situate a San Silvestro devono lasciare il sito perché prive delle necessarie autorizzazioni, come certificato dalla Guardia di Finanza, e perché San Silvestro è stato ufficialmente e definitivamente escluso dal Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze. Lo ripeto da tre anni, portando avanti con la Regione Abruzzo una battaglia che ha visto schierato in prima linea lo stesso Presidente Chiodi, lo ribadisco dallo scorso marzo, ossia da quando è stato pubblicato il nuovo Piano, e lo ripeterò martedì prossimo, 6 novembre, a L’Aquila, dove sono stato convocato in audizione alla riunione della Conferenza dei Capigruppo, come da lettera ricevuta dal Dirigente Vicentina Terio. Ci sarò martedì a L’Aquila, e riterrei anche opportuno che la Conferenza invitasse lo stesso Presidente Chiodi e anche i cittadini di San Silvestro, una comunità di migliaia di utenti che hanno avuto modo di seguire tutte le tappe di un percorso lungo, difficile, e pieno di ostacoli». Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ufficializzando la convocazione del vertice previsto per martedì prossimo, 6 novembre.
OBIETTIVO DELOCALIZZAZIONE. «L’incontro di martedì – ha detto il sindaco Albore Mascia – fa sicuramente seguito all’incontro già avuto dal Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano con una delegazione dei titolari delle emittenti, che oggi sta tentando tutte le strade possibili pur di evitare la delocalizzazione. Già in seguito a quell’incontro ho espresso la mia sorpresa per quel tentativo delle emittenti di bypassare, evidentemente, il Tavolo tecnico regionale istituito dalla stessa Regione Abruzzo e che aveva l’obiettivo di agevolare il processo di delocalizzazione, da attuare entro sei mesi dalla sua istituzione, ovvero entro il prossimo e ormai imminente 30 novembre, individuando in maniera congiunta il nuovo sito più idoneo, ma comunque con la volontà chiara e dichiarata di portare via le antenne da San Silvestro. E’ stata la stessa Regione Abruzzo, e non il Comune di Pescara, come erroneamente tentano oggi di affermare i titolari delle emittenti, a commissionare e a pagare uno studio di delocalizzazione affidato a un’Istituzione qualificata, ossia la Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila, con il professor Graziosi, e quello studio ha prodotto una proposta innovativa, la delocalizzazione off shore, ovvero su una piattaforma in mare, un’idea sperimentale che però, mi spiace per le emittenti, è piaciuta anche all’Agcom che ha inserito il sito nel Piano Nazionale di assegnazione delle Frequenze, insieme ad altri 129 siti a terra già esistenti e situati in Abruzzo, tra i quali le emittenti possono scegliere di spostarsi. Perché, sia chiaro, mai nessuno ha inteso obbligare le emittenti ad andarsene su una piattaforma in mare, men che meno indicando una specifica struttura, proprio perché in Abruzzo ci sono altri 129 siti idonei a terra tra cui poter scegliere, ma quello che è sicuro e sul quale non intendiamo retrocedere di un passo è che le antenne dovranno lasciare San Silvestro che semplicemente non è più sito idoneo, dunque gli impianti vanno spostati per rispettare le regole e la legge. Oggi mi sorprende dunque che le emittenti tentino di giocarsi la carta della Regione Abruzzo, forse dimenticando che la battaglia per la delocalizzazione delle stesse antenne da San Silvestro è una battaglia pescarese, ma anche del Presidente della Regione Abruzzo Chiodi che con me, con il consigliere Sospiri, con gli assessori Seccia e Del Trecco, e con i residenti del colle, è venuto decine di volte a Roma presso l’Agcom per perorare la causa dello spostamento degli impianti. Oggi addirittura i titolari delle emittenti vengono a dire che occorre ripetere le misurazioni delle emissioni di onde elettromagnetiche che non sarebbero aggiornate al passaggio al digitale; allora occorre loro ricordare che il nuovo Piano Nazionale delle Frequenze è stato varato tra febbraio e marzo 2012, ben sapendo che in Abruzzo a giugno ci sarebbe stato il passaggio al digitale, quindi evidentemente l’Agcom e il Ministero avevano comunque valutato la situazione in divenire, ma comunque hanno accolto l’istanza della città e delle Istituzioni e hanno deciso per l’esclusione dal Piano di San Silvestro. E non basta: martedì ricorderò, in sede di Conferenza dei Capigruppo, che le ordinanze dirigenziali, e non sindacali, dunque atti che hanno natura tecnica e non politica, che stiamo emanando per lo spegnimento di 59 emittenti radiotelevisive sono un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale in seguito a un’indagine condotta non dal Comune, ma dalla Guardia di Finanza che ha accertato, per i 59 impianti, l’assenza delle autorizzazioni comunali, Guardia di Finanza che peraltro ha anche comminato multe salate che 58 emittenti su 59 sanzionate non risultano ancora aver pagato. Nell’ordinanza di disattivazione ovviamente abbiamo dato alle emittenti la possibilità di presentare un Piano di risanamento, ma ovviamente non a San Silvestro dove non possiamo autorizzare alcunché non essendo più sito idoneo. E dalle emittenti, sino a oggi, non è pervenuta alcun Piano di risanamento alternativo. A questo punto – ha aggiunto il sindaco Albore Mascia – non posso non esprimere la delusione per lo scarso spirito di collaborazione dimostrato dalle emittenti interessate dal provvedimento: comprendo il malumore, comprendo le preoccupazioni per i costi legati all’operazione di delocalizzazione, in seguito a una battaglia però che ormai va avanti da più di vent’anni, ma tutto ciò non giustifica l’atteggiamento assunto dalle stesse emittenti, che addirittura oggi chiedono al Presidente della Regione Chiodi e al Presidente del Consiglio regionale Pagano ‘un intervento, se necessario con legge regionale, che tuteli l’esistenza delle 59 emittenti radiotelevisive, vittime di un vero e proprio attacco cruento di un sindaco, emittenti vittime di un sopruso’. In sostanza la Regione Abruzzo dovrebbe legiferare contro se stessa, visto che è stata la prima a promuovere la delocalizzazione delle antenne, anche grazie all’impegno dei propri consiglieri di maggioranza, e a commissionare e pagare lo studio per la delocalizzazione. Il Comune di Pescara, sono certo con la Regione Abruzzo, andrà avanti lungo il percorso ormai tracciato, ricordando alle emittenti la scadenza inderogabile del 30 novembre per la presentazione di un Piano di risanamento per chiedere le autorizzazioni comunali, pena la disattivazione degli impianti esistenti, e in questo caso non sarà certo il Comune di Pescara a determinare un’eventuale ‘interruzione di pubblico servizio’, visto che il Comune ha concesso tutto il tempo necessario e previsto dalla normativa per i relativi adeguamenti. Martedì richiariremo l’intera vicenda, auspicando anche l’estensione dell’invito alla riunione al Presidente Chiodi e anche ai cittadini di San Silvestro, primi interessati da quella battaglia che oggi ci vede protagonisti”. In merito alla vicenda, il Direttore Generale del Comune, Stefano Ilari, membro del Tavolo tecnico regionale istituito per la delocalizzazione, ha anche inviato una nota, indirizzata tra gli altri all’Agcom e al Ministero dello Sviluppo Economico, chiarendo che “non risponde al vero che il Comune di Pescara ha indicato esclusivamente la piattaforma off-shore quale sito idoneo a cogliere l’obiettivo della delocalizzazione; il Comune di Pescara si è limitato, tramite i suoi rappresentanti, a considerare dovuta la delocalizzazione degli impianti ricetrasmittenti dall’attuale sito di San Silvestro, poiché non ricompreso nel Piano Nazionale delle Frequenze; in tal senso gli stessi rappresentanti del Comune hanno fatto sempre riferimento allo studio commissionato dalla Regione Abruzzo all’Università degli Studi de L’Aquila e firmato dal professor Graziosi, senza fare alcun riferimento a piattaforme esistenti, la cui idoneità, sia in termini tecnici che in termini di autorizzazioni amministrative, dovrà essere valutata non dal Comune, bensì da altri organi, in primis dalla stessa Regione Abruzzo; a fronte di quanto esposto, invece, del tutto inopinatamente il Tavolo tecnico istituito per individuare le modalità per addivenire alla prescritta delocalizzazione, si è trasformato in uno sterile confronto tra le parti addirittura sulla opportunità della delocalizzazione stessa».

Tratto da:
http://www.abruzzoindependent.it/news/Antenne-Mascia-a-L-Aquila

Ore 12.20 -  MUX NAZIONALI    LAZIO  - TIVUITALIA MUX 3 (LAZIO): RINOMINATA ORLER TV.
UHF 34 TIVUITALIA Mux 3 (LAZIO)
Nella terza versione del mux TIVUITALIA, sintonizzabile solo a Roma e dintorni sulla frequenza UHF 34, è stato rinominato il canale ORLER TV (LCN 132), arrivato in questo multiplex da alcuni giorni. Dalla errata denominazione SPORTITALIA ora è stato rinominato Tivuitalia test 1. Da segnalare, inoltre, che il canale Wedding TV (LCN 880) non trasmette più in 16:9, ma nel formato 4:3 e le immagini appaiono deformate, come potete vedere dagli scatti che vi alleghiamo. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i dettagli tecnici, e lo z@pping TV di TIVUITALIA Mux 3 (LAZIO).





 03 NOVEMBRE 2012 - Sabato 

Ore 19.00 -  LOMBARDIA  - A RISCHIO 15 TV LOCALI LOMBARDE.
A rischio quindici tv locali lombarde. Costi, digitale e frequenze: «Bocciata la qualità».
MILANO - Fine delle trasmissioni per Telereporter e Telecampione. Il conto alla rovescia è già cominciato e il sipario calerà lunedì, 5 novembre. Quel giorno le due emittenti della syndication nazionale Odeon, controllata dal gruppo Profit, cesseranno le attività. Addio tg e programmi per due canali storici del «telecomando lombardo» e addio posto di lavoro per 56 dipendenti su 97, tra giornalisti e tecnici. «Per Natale, come regalo, riceveremo il licenziamento», dice Teresa Mastrandrea, rappresentante sindacale.
Un epilogo che rischia di riproporsi entro fine anno anche per altre tv locali della nostra regione, con una quindicina delle 35 piccole televisioni della Lombardia che corrono il pericolo di spegnere per sempre le telecamere. Le cause? Crisi del mercato pubblicitario (-20% nel 2012); crollo dei contributi pubblici (da 150 a 60 milioni di euro l'anno), massicci investimenti tecnologici per il passaggio dall'analogico al digitale terrestre (in media 1,5 milioni di euro). Un grido d'allarme aggravato poi dal nuovo bando per le frequenze, che penalizza le micro tv e concede incentivi per la rottamazione dei ripetitori. Una leva quest'ultima che a Odeon hanno subito sfruttato: spegnendo una serie di impianti, incasseranno dallo Stato complessivi 22 milioni di euro di bonus. Una manna per il gruppo Profit, in crisi dal 2009, e che lo ha spinto a far scorrere i titoli di coda per Telereporter (nata nel 1977) e Telecampione (classe 1980).
Altre tv, però, tremano in Lombardia. A provocare le scosse è soprattutto la riassegnazione delle frequenze, dopo che i canali dal 61 al 69 dovranno essere ceduti alle compagnie telefoniche. Una cessione che allo Stato frutterà introiti per 4 miliardi di euro e che permetterà di erogare incentivi alle tv che decidono di non andare più in onda. Ma a minare il futuro delle televisioni regionali sono anche i criteri stessi per aggiudicarsi le frequenze, che tendono a favorire le emittenti che hanno un maggior bacino d'utenza. «Non si premiano né la qualità dell'informazione né il merito imprenditoriale, ma soltanto l'estensione del segnale. Ecco perché questo bando è una lotteria», dice Katia Sala, direttore di Teleunica di Lecco e Sondrio.
Pubblicità e finanziamenti pubblici in caduta libera completano il quadro critico. Un panorama al centro del mirino sia al Pirellone nei mesi scorsi, sia qualche giorno fa a Palazzo Marino. Enrico Mandelli, direttore di 7 Gold: «Il moltiplicarsi di canali ha portato Rai e Mediaset a offrire spazi per gli spot a prezzi stracciati, con la conseguenza che i nostri investitori sono fuggiti da loro». Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia e Antennatre: «Replicare i fatturati d'oro degli anni 80 è impossibile. Però la situazione attuale è allarmante, soprattutto perché né lo Stato, né gli enti locali erogano più fondi». Pesano sui bilanci gli investimenti sostenuti il cosiddetto switch-off: «Per il passaggio dall'analogico al digitale - spiega Gianni Visnadi, direttore di Telenova - abbiamo speso 4 milioni di euro e aperto allo stesso tempo altri due canali, ma senza ricevere nessun aiuto economico».

Tratto da: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_novembre_3/chiudono-tv-lombarde-telereporter-telecampione-costi-digitale

Ore 17.40 -  MARCHE  - MUX E' TV MARCHE: E' ARRIVATA LA TV DI RADIO NUOVA ...IN BLU.

UHF 33-42 Mux E' TV MARCHE:
Nel mux E' TV MARCHE al posto di E'TV ANCONA, che stava a schermo nero e quindi eliminato, con la nunerazione LCN 604, è arrivato il canale tv dell'emittente radiofonica RADIO NUOVA MACERATA. Ha l'identificativo in epg di www.radionuova.com ...inBlu, in onda c'è il cartello e l'audio della radio. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali del multiplex E' TV MARCHE.



Ore 16.30 -  LAZIO  - LE RADIO A ROMA: AGGIORNATA LA LISTA DOPO L'ARRIVO DI M 100 E RADIO AUDAX.
Abbiamo aggiornato la lista de LE RADIO A ROMA, segnalando che, rispetto alla nostra ultima rilevazione, da alcune settimane sono arrivate due nuove radio. Per una si tratta di un ritorno dopo ben nove anni, è M 100 sintonizzabile sui 104.000 Mhz, al posto di RADIO ROMA, dalla postazione di Montecompatri. L'altro arrivo è quello di RADIO AUDAX, ascoltabile sulla frequenza
107.650 Mhz di RADIO ROMANTICA, sempre da Montecompatri. Si ringrazia per la collaborazione Marco di Roma. Consulta la pagina de LE RADIO A ROMA.



Ore 12.00 -  PIEMONTE  - MUX LA 9 (PIEMONTE): AGGIORNATA LA GRIGLIA CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 29-51 Mux LA 9 (PIEMONTE):
Rispetto alla nostra precedente rilevazione segnaliamo le seguenti variazioni nel mux LA 9 (PIEMONTE). L'emittente di Cremona Primarete, aggiunge in epg il numero della sua LCN ovvero la 184, quindi ora denominata Primarete 184. Viene inserita un' ulteriore copia di OrlerTv priva di LCN; quest'ultima è già presente con la LCN 132 nominata OrlerTv132 e con la LCN 668. Infine fa la sua comparsa con barre e nota Cafe TV 24, priva di numerazione LCN. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i dettagli tecnici, e lo z@pping TV del multiplex LA 9 (PIEMONTE).

Mux LA 9 ‎(PIEMONTE)‎ - Z@pping TV


Ore 11.30 -  PIEMONTE  - MUX QUARTARETE: I CANALI DIVENTANO PROVVISORI.
UHF 67 Mux QUARTARETE
Da qualche giorno i canali contenuti nel mux QUARTARETE hanno aggiunto la dicitura "PROVVISORIO". Nessuna variazione invece per le emittenti radiofoniche. Consulta la nostra griglia dei canali, con i parametri tecnici, e lo z@pping TV per visualizzare le denominazioni dei canali del multiplex QUARTARETE.


Ore 10.50 -  PUGLIA  - NIENTE STIPENDIO AD ANTENNASUD, GIORNALISTI IN SCIOPERO.
I giornalisti di Antenna Sud sono in sciopero a causa del mancato pagamento di alcuni stipendi. L’Associazione della Stampa di Puglia, in un comunicato a firma del presidente Raffaele Lorusso, si dichiara al fianco dei giornalisti di Antenna Sud, che rivendicano il sacrosanto diritto alla retribuzione.
La crisi economica, che ha messo in ginocchio anche il comparto dell’emittenza locale, non può diventare l’alibi per nessuno per venir meno agli obblighi derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. L’editore di Antenna Sud sa bene che soltanto il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto la redazione giornalistica, e l’azione del sindacato dei giornalisti, ha permesso di affrontare passaggi difficili e delicati della vita dell’azienda.
Nonostante la decurtazione delle retribuzioni, frutto dell’accordo sulla Cassa integrazione guadagni in deroga, i giornalisti di Antenna Sud hanno accettato con passione e dedizione la sfida del nuovo palinsesto dell’informazione, convinti che la qualità del prodotto possa rilanciare l’azienda sul mercato.
Tutto questo, purtroppo, non ha trovato riscontro nell’azione dell’editore, chiamato a rispettare i propri obblighi e gli accordi sottoscritti, e a dare certezze sulle strategie future. Il sindacato dei giornalisti pugliesi sarà al fianco dei colleghi di Antenna Sud nel tentativo di riavviare con l’azienda un dialogo senza pregiudiziali, con il solo obiettivo di consentire all’emittente di continuare a vivere in un mercato pure fortemente condizionato dal duopolio Rai-Mediaset.
In tal senso, il sindacato dei giornalisti continuerà la propria battaglia per far sì che il pluralismo dell’informazione nel settore radiotelevisivo sia effettivamente garantito dall’approvazione di riforme non più rinviabili e mirate ad impedire qualsiasi abuso di posizione dominante, soprattutto nel mercato pubblicitario.
Il sindacato giudica inoltre grave e ingiustificabile il comportamento del ministero dello Sviluppo economico, che ritardando oltre ogni ragionevole misura l’erogazione dei contributi per l’emittenza radiotelevisiva locale, relativi a parte del 2010, e a tutto il 2011, sta costringendo molti editori a chiudere i battenti, lasciando senza lavoro giornalisti e maestranze.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/11/02/niente-stipendi-ad-antenna-sud-giornalisti-in-sciopero

Ore 00.20 -  PIEMONTE  - MUX TELESTUDIO: ARRIVA 4RETE.
UHF 24 Mux TELESTUDIO
Da qualche giorno è disponibile in questo mux l'emittente torinese 4RETE, con la numerazione LCN 11. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali aggiungendo i parametri tecnici. Consulta anche lo z@pping TV del mux TELESTUDIO.









 02 NOVEMBRE 2012 - Venerdì 

Ore 20.40 -  VENETO  - VITTORIO VENETO (TV): CAMBIANO LE FREQUENZE, ANZIANI IN DIFFICOLTA'.
VITTORIO VENETO. Anziani nel caos a causa del recente cambio delle frequenze Rai nel Vittoriese: in molti si sono trovati con le reti nazionali disperse nell’etere, senza la capacità di risintonizzare i nuovi decoder. Gli antennisti della zona in molti casi sono dovuti intervenire per sanare i problemi di sintonizzazione a casa di persone in là con gli anni: «E ci aspettiamo che nei prossimi mesi le chiamate continuino» dice un professionista vittoriese. «Non tutti, specialmente tra gli anziani, sono capaci di maneggiare i nuovi decoder. Molti stanno per settimane senza vedere i canali che hanno cambiato frequenza, sperando che il problema si sistemi da solo. Addirittura, con la crisi di questi anni, rimandano la chiamata non volendo spendere soldi. E’ capitato di fare anche degli interventi in forma gratuita, a casa di famiglie che non potevano permettersi di pagare la fattura». Per Ceneda, Costa e Serravalle il servizio Rai multiplex dalla stazione della Madonna della Salute ha recentemente cambiato frequenza passando dal 58 Uhf – 770 Mhz a 34 Uhf – 578 Mhz. In sostanza i canali interessati sono Rai 1 – 2 – 3 e Rai News 24.

Tratto da: http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/10/31/news/rai-cambiano-le-frequenze-anziani-in-difficolta

Ore 20.15 - L'AGCOM E IL CATASTO NAZIONALE (SEGRETO) DELLE FREQUENZE.
Nelle scorse settimane l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha annunciato che il Catasto Nazionale delle Frequenze – sezione speciale del Registro degli operatori di comunicazione contenente elenco e caratteristiche trasmissive di tutte le infrastrutture di diffusione operanti sul territorio italiano – sarebbe stato accessibile, dal 16 ottobre, attraverso le pagine del portale
www.impresainungiorno.gov.it. Una notizia da salutare con favore perché apparentemente orientata ad un’ottica di semplificazione e trasparenza. Peccato, tuttavia, che navigando sulle pagine del portale dedicato al catasto nazionale delle frequenze si debba registrare che il catasto – che dovrebbe essere un registro pubblico ed in relazione al quale la legge istitutiva non prescrive alcun limite di accessibilità – è, invece, tenuto chiuso al pubblico il quale non può accedervi. Ma non è tutto.
La decisione di impedire l’accesso al pubblico al catasto nazionale delle frequenze e, dunque, di impedire a concorrenti, operatori interessati, cittadini e giornalisti di verificare quale sia l’attuale situazione è, infatti, evidentemente stata assunta in modo non proprio trasparente e convinto dall’Autorità.
La home page del catasto nazionale delle frequenze, infatti, prevede un apposito pulsante destinato, appunto, a garantire l’accesso pubblico al registro [n.d.r. “Registro degli impianti. Accesso pubblico”] ma, non certamente per caso né per un mero errore tecnico, il pulsante è agganciato ad un link che punta alla stessa homepage con la conseguenza che l’utente che voglia accedere al registro e ci clicchi sopra, resta, in realtà fermo ai nastri di partenza senza neppure ricevere una spiegazione.
E’ già grave che un’Autorità indipendente cui la legge affida la tenuta di un registro pubblico tanto importante, scelga di mantenerlo segreto ma è inammissibile che, non sapendo come giustificare una decisione del genere, si simuli il “guasto tecnico” e ci si sottragga dal dare spiegazione a utenti e cittadini. Se l’Autorità è davvero convinta che il Catasto nazionale delle frequenze debba essere uno dei tanti registri pubblici ad accesso riservato esistenti nel nostro Paese, almeno ne spieghi le motivazioni e se ne assuma le proprie responsabilità. Siamo, ormai, tristemente abituati – verrebbe da dire assuefatti – a storie nelle quali il Paese chiede trasparenza e le istituzioni rispondono opponendo il segreto. La storia del Catasto pubblico delle frequenze, però, le batte tutte: è segreta, persino, la ragione per la quale il contenuto del registro dovrebbe rimanere segreto.

Tratto da: http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/02/lagcom-e-il-catasto-nazionale-segreto-delle-frequenze

Ore 19.10 -  VENETO  - TELECHIARA E' SALVA: IL "MIRACOLO" LO FA TVA VICENZA.
Svolta per Telechiara, l'emittente televisiva delle diocesi del Triveneto, con sede a Padova e redazioni staccate in Friuli e Trentino, una ventina di dipendenti, avviata verso una funesta liquidazione a fine anno dopo che gli editori, i vescovi del Nordest, cinque mesi fa avevano annunciato la decisione di tagliare il finanziamento di 400mila euro vitale per la televisione.
E invece ecco il “miracolo”. Il salvataggio arriva dall'emittente televisiva TVA Vicenza, azienda che sfiora i 5 milioni di fatturato, tra le prime per ascolti a livello regionale, che di miracoli ne sa qualcosa. Minacciata da uno “scherzetto” dell'Agcom due anni fa nel passaggio al digitale terrestre era riuscita a farsi valere a suon di ricorsi e pressing. E ora si avvia al rilancio dell'emittente cattolica. L'OPERAZIONE. I dettagli sono in via di definizione, così come il valore dell'operazione. TVA Vicenza è destinata ad acquisire il pacchetto di maggioranza della tv dei vescovi, mentre alcune diocesi tra cui a quanto pare Vicenza, Padova e con tutta probabilità Treviso rimarranno socie seppure di minoranza, per garantire dall'interno la continuità delle linea editoriale e dei valori a cui la loro tv si è sempre ispirata. A partire dalla sua nascita, fu il risultato del primo convegno di Aquileia delle chiese del Nordest ormai 20 anni fa. Per questo l'annuncio della resa avvenuta lo scorso maggio, con Francesco Moraglia arrivato alla guida del Patriarcato di Venezia nel dopo-Scola e alla presidenza della Cet (Conferenza episcopale triveneto) e appena chiuso il secondo convegno ecclesiale di Aquileia con il rilancio delle radici della fede, era suonata come una sconfitta pesante. Dove erano strisciati come serpenti pure i dubbi. Coincidenze. Quella per esempio che legava Moraglia all'emittente della Cei Tv 2000 diretta da Dino Boffo. Allora perché - malignava qualcuno - mantenere viva in Veneto, Friuli e Trentino una televisione locale cattolica quando c'è già un canale digitale nazionale che punta allo stesso pubblico? GLI APPELLI. I posti di lavoro a rischio erano senz'altro la grana maggiore: una ventina di dipendenti, tecnici, operatori e mezza dozzina di giornalisti, quasi tutte donne. Si erano levati la solidarietà e la preoccupazione dell'Ordine regionale dei giornalisti e del sindacato. Il presidente dell'Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) di Vicenza Giandomenico Cortese era andato oltre ponendo l'interrogativo se regioni importanti come quelle a Nordest, terra di confronto fra culture e religioni differenti, potessero sopravvivere senza una voce autorevole che uscisse dagli ambienti cattolici. LE OFFERTE. Nel frattempo sul tavolo della Cet erano arrivate le offerte, un paio ad onor del vero le più interessanti, quelle di Reteveneta (sede legale a Bassano del Grappa) e quella di TVA Vicenza.
Pesate e misurate le due proposte, alla fine la scelta è caduta sull'operatore con sede in viale Fermi, controllato dagli Industriali di Vicenza, per la maggiore garanzia nell'affermare la linea editoriale e i contenuti fin qui espressi dalla tv delle Diocesi. Ruolo importante nell'indirizzare la trattativa avrebbe avuto il vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol che ha sostenuto fin da subito la proposta di Vicenza e sarebbe arrivato poi a convincere, anche insieme al vescovo di Padova Antonio Mattiazzo, mons. Moraglia e gli altri alti prelati.
L'OPPORTUNITÀ.
Certo una sfida impegnativa per l'emittente vicentina che si trova divisa tra opportunità e problemi non da poco. A pesare in positivo senza dubbio la possibilità di occupare uno spazio extra provinciale agganciando soprattutto un pubblico nuovo. Telechiara è una bella rete, si vede in maniera pressoché perfetta ed è un'azienda con una vocazione diversa da TVA: più specialistica e legata in particolare ad un target ecclesiale e devozionale. Telechiara ha un pubblico che va dai 120 ai 140 mila utenti giornalieri (TVA supera i 230 mila) e può rappresentare davvero uno sbocco regionale importante verso l'area adriatica e oltre, avendo peraltro l'emittente vicentina già avviato operazioni anche come operatore di rete verso Verona e Belluno. Controverso e aperto il tema del personale: la sede di Padova e gran parte del personale sarà salvaguardato. Ma si studierà una robusta ristrutturazione
Tratto da: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/427974_telechiara_salva_il_miracolo_lo_fa_tva_vicenza

Ore 17.30 -  PIEMONTE  - IL DIGITALE TERRESTRE TORNA IN TUTTI I PAESI DELL'OSSOLA.
Addio allo schermo nero per mancanza di segnale: in Ossola tornano finalmente visibili i canali televisivi nazionali e locali più seguiti. E’ stato completato infatti l’adeguamento tecnologico dei ripetitori della valle. Lo ha annunciato di recente la Comunità Montana dell’Ossola.
Ma proprio quell’annuncio ha fatto divampare la polemica con la Provincia: “Disturba leggere come la Comunità Montana Valli dell’Ossola abbia dato pubblica notizia del risultato senza citare quale sia la fonte delle risorse che lo ha reso possibile. Ossia, questa Amministrazione Provinciale che per l’adeguamento tecnologico dei ripetitori ha assegnato nei mesi scorsi alla Comunità Montana ossolana 241.000 euro, residuo della dotazione finanziaria del bando ‘canoni idrici’ del 2004” precisa oggi il vicepresidente della Provincia e Assessore all’informatizzazione Alberto Preioni, che ha chiesto indietro le risorse se, come si potrebbe supporre dalle dichiarazioni della Comunità Montana, queste non sono state usate.
La Provincia ricorda inoltre che altri 60 mila euro sono andati attraverso un analogo intervento della Comunità Montana Due Laghi Cusio Mottarone e Valstrona, mentre rimangono ancora scoperte ancora alcune zone della Comunità Montana del Verbano, per cui ci vorrebbero altri 77 mila euro per coprire il costo dei lavori.

Tratto da:
http://www.corrieredinovara.com/it/web/il-segnale-del-digitale-terrestre-torna-in-tutti-i-paesi-dellossola

Ore 13.25 -  MUX INTERREGIONALI  - MUX TELECAMPIONE: CAMBIANO I CANALI PER ADULTI, ARRIVANO NITEGATE 1 E NITEGATE 2.
UHF 29-43-53-62-66 Mux TELECAMPIONE
Sono cambiati i canali dell'offerta per adulti NITEGATE, da cinque sono stati ridotti solamente a due. Sono stati eliminati Nitegate Attivazione (LCN 401), Sexo Exclusive (LCN 402), Sexo Exotica (LCN 403), Sexo Amatorial (LCN 404) e Sexo Transgression (LCN 405), e al loro posto sono subentrati Nitegate 1, con LCN 401, e Nitegate 2, con LCN 402. Durante il giorno sono presenti solo dei cartelli informativi dell'offerta pay, come potete vedere dalle immagini che vi alleghiamo. La programmazione codificata di soli film per adulti va in onda solo dalle 00.00 alle 06.00. Abbiamo aggiornato la pagina con la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELECAMPIONE.






Ore 11.50 -  PUGLIA  - MUX TELEFOGGIA: REALIZZATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 22
Mux TELEFOGGIA
Nella sezione regionale PUGLIA IN DIGITALE abbiamo aggiornato le liste delle tv sintonizzabili nelle località di FOGGIA, CERIGNOLA (FG) e SAN SEVERO (FG), inserendo la composizione del mux TELEFOGGIA, che trasmette sulla frequenza UHF 22 dalla postazione di Toppo della Guardia a Volturino (Foggia). Il multiplex è composto da sette canali ma trasmette solo la stessa TELEFOGGIA che è visibile con una doppia numerazione LCN, la 12 e la 73. Gli altri cinque canali TELEFOGGIA NEWS (LCN 198), TELEFOGGIA SPORT (LCN 614), TELEFOGGIA CINEMA (LCN 677), TELEFOGGIA CULTURA (LCN 679) e TELEFOGGIA ISTITUZIONI (senza LCN) non trasmettono, sono a schemo nero. Consulta la pagina con la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELEFOGGIA.

Mux TELEFOGGIA - Z@pping TV





 01 NOVEMBRE 2012 - Giovedì 

Ore 12.30 -  TRENTINO  - MUX 7 GOLD TRENTINO: ARRIVANO RADIO ITALIA TV E DUE COPIE DI 7 GOLD.
UHF 32 Mux 7 GOLD TRENTINO
RadioItaliaTV, con la numerazione LCN 70, arriva nel mux 7 GOLD TRENTINO. Inoltre sono state aggiunte due copie di 7 Gold, senza numerazione LCN, ma non sono sintonizzabili su tutti i modelli di tv e decoder, e sono stati eliminati i due canali dati Svc 10 e Svc 11, che non avevano LCN. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i dati tecnici, e lo z@pping TV del mux 7 GOLD TRENTINO.







Ore 02.05 -  VENETO  - PROCESSO A LA TENDA TV, ECCO IL VERDETTO: ASSOLTI DON FABRIZIO E FEDERICO CAMPODALL'ORTO (CON VIDEO).
Ieri 31 ottobre presso il Tribunale di Conegliano si è tenuta l'udienza finale del processo a carico di don Fabrizio Mariani e Federico Campodall'Orto, con l'accusa di trasmissioni non autorizzate. Il giudice Piera De Stefani, intorno alle 14, ha assolto gli imputati perchè il fatto non sussiste.
Anche il pubblico ministero De Lorenzi aveva chiesto l'assoluzione in formula piena. Viva soddisfazione da parte di don Fabrizio Mariani e Federico Campo dall'Orto per l'esito della vicenda, che consente all'emittente di continuare nel suo operato.
Tutto lo staff de La Tenda Tv desidera ringraziare i telespettatori e i sostenitori che in questi giorni hanno fatto pervenire la loro vicinanza.


Nel link che segue potete vedere un'edizione straordinaria del TG di LA TENDA TV.
www.latendatv.it

Campane a festa: assolta la Tenda Tv. La parrocchia di SS. Pietro e Paolo festeggia.
Assolti perché il fatto non sussiste. Poco prima delle 14 di mercoledì il giudice Piera De Stefani del Tribunale di Conegliano ha prosciolto don Fabrizio Mariani e Federico Campodall'orto dall'accusa di trasmissioni non autorizzate per l'emittente dei SS. Pietro e Paolo “La Tenda Tv”.
Anche il pubblico ministero Antonio De Lorenzi aveva chiesto l'assoluzione con formula piena. Soddisfatto Campodall'orto, presente in aula, mentre don Fabrizio e' stato informato della sentenza al telefono. La pubblica accusa, nelle sue conclusioni, ha giudicato “condivisibili” le argomentazioni della difesa di Campodall'orto e don Mariani. “La diffusione del segnale de “La Tenda Tv” - ha detto il pm De Lorenzi – ha un ambito limitato, che non interferisce con la ripartizione dell'etere”.

Parole ovviamente condivise dagli avvocati difensori Stefano Arrigo e Claudia De Pellegrini. Quest'ultima ha sostenuto che “le Telestreet come La Tenda non possono essere equiparate a un'emittente televisiva che opera in ambito locale. Stiamo parlando di un cono d'ombra di frequenza, di uno spazio di etere libero. La Tenda Tv non ha leso alcun bene giuridico, né il mercato dei fornitori, e non ha interferito con altre frequenze”.

Per fare capire quanto sia modesta la potenza del segnale della tv di SS. Pietro e Paolo, l'avv. Arrigo ha spiegato che “l'amplificatore utilizzato dalla Tenda Tv è stato comprato su Ebay per 170 dollari. Un nostro perito ha valutato la sua potenza reale, che è inferiore a un watt”. Queste le prime parole di Federico Campodall'orto dopo la sentenza: “Affrontare questo processo è stato un po' logorante, forse perché non eravamo abituati a trovarci in situazioni del genere. L'importante, però, è potere continuare a trasmettere momenti della vita della parrocchia come ci hanno richiesto, anche in questi giorni, i nostri spettatori”.

Sereno anche don Fabrizio Mariani, che è stato informato della sentenza da un volontario presente all'udienza: “Come mi sento? Noi preti siamo sempre un po' in croce. Il pensiero era più che altro per i ragazzi de La Tenda e per la continuazione di un servizio prezioso rivolto alla comunità”. Il parroco dei SS. Pietro e Paolo si è ripromesso di informare della sentenza il vescovo diocesano mons. Corrado Pizziolo, che ha seguito da vicino il caso giudiziario auspicando l'assoluzione di Campodall'orto e don Mariani.

Tratto da: http://oggitreviso.it/campane-festa-assolta-tenda-tv

Ore 01.20 -  MUX NAZIONALI  - MUX TIVUITALIA: ARRIVA ORLER TV, MA A ROMA E' NOMINATA SPORTITALIA.
UHF 27 TIVUITALIA Mux 1
UHF 22-27-28 TIVUITALIA Mux 2
UHF 34 TIVUITALIA Mux 3 (LAZIO)
Fa il suo ingresso in questi multiplex l'emittente OrlerTV (LCN 132), il canale dell'omonima galleria d'arte di Favaro Veneto (Venezia). Segnaliamo una curiosità, nella regione Lazio OrlerTV è stato inserito con gli stessi pid già utilizzati da Sportitalia quando era veicolato da questo multipex, infatti i decoder lo identificano ancora come SPORTITALIA. Abbiamo aggiornato le relative griglie dei canali e gli z@pping TV di TIVUITALIA Mux 1, di TIVUITALIA mux 2.e di TIVUITALIA Mux 3 (LAZIO).





 31 OTTOBRE 2012 - Mercoledì 

Ore 23.50 -  LOMBARDIA  - MUX LA 6: ARRIVANO NUOVI CANALI, AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 21 Mux LA 6
Sono arrivati nuovi canali nel mux LA 6, si tratta di La4 (LCN 129), Aitv (LCN 188) che è a schermo nero, Malpensa Tv (LCN 197), Aitv news 24 (LCN 611) e AITV Sport (LCN 659), anche queste due ultime emittenti sono a schermo nero. Rispetto alla nostra ultima segnalazione inoltre sono stati eliminati Non Abbiate Paura TV, la sua posizione LCN 693 è stata ora presa da Travel Tv medjuogorie2 che è a schermo nero, e Di tv Space tv, che aveva la numerazione LCN 695. Inoltre vi alleghiamo un'immagine del promo di Malpensa TV del GRUPPO RETE 55. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux LA 6.




Mux LA 6 - Z@pping TV


Ore 20.20 -  SICILIA  - MUX MEDITERRANEO - TVA - CTS: ARRIVA ONDA TV.
UHF 46 Mux MEDITERRANEO - TVA - CTS
Nei mux MEDITERRANO - TVA - CTS, sintonizzabili sulla frequenza UHF 46, è stato inserito un nuovo canale ONDA TV, con la numerazione LCN 85.

Fonte: Radio Tv Sicilia




Ore 20.00 -  SICILIA  - MUX TRM: ARRIVA TIRRENO SAT.
UHF 21 Mux TRM
Nel mux TRM, sintonizzabile sulla frequenza UHF 21, è stato inserito un nuovo canale TIRRENO SAT, con la numerazione LCN 271.

Fonte: Radio Tv Sicilia




Ore 16.40 -  SICILIA  - MUX 7 GOLD 77: ARRIVA RADIO ITALIA TV.
UHF 33 Mux 7 GOLD 77
RadioItalia TV adesso trasmette anche nel mux 7 Gold Mux 77 (UHF 33), con LCN 70, in conflitto con la copia presente nel RETE A mux 2.
Fonte: Radio Tv Sicilia


Ore 16.05 -  LOMBARDIA  - MUX RETE 55 (LOMBARDIA): ARRIVANO DUE CANALI NITEGATE.
UHF 66 Mux RETE 55 (LOMBARDIA)
Fanno la loro comparsa nel mux RETE 55 (LOMBARDIA) i canali a pagamento per adulti Nitegate, senza numerazione LCN, tuttora attivi nei mux Profit, TELEREPORTER e TELECAMPIONE. Questi due multiplex, da quanto si apprende, cesseranno la loro attività il prossimo 5 novembre, pertanto la società deve garantire ai propri abbonati la continuità dell'offerta. Al momento in questo mux il canale denominato Nitegate 1 è a schermo nero, mentre il canale Nitegate 2 trasmette un cartello fisso. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali le lo z@pping TV del mux RETE 55 (LOMBARDIA).



Ore 14.35 -  LOMBARDIA  - MUX TELECITY (LOMBARDIA): ARRIVA RADIO ITALIA TV.
UHF 45 Mux TELECITY (LOMBARDIA)
E' stato aggiunto nel mux TELECITY (LOMBARDIA) il canale musicale RadioItaliaTV, con LCN 70, già presente con la medesima numerazione nel RETE A mux 2. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i dettagli tecnici e lo z@pping TV del mux TELECITY (LOMBARDIA).




 30 OTTOBRE 2012 - Martedì 

Ore 22.10 - VANNA MARCHI RITORNA LIBERA PER CURARE LA FIGLIA.
ANSA.IT - MILANO - Della vita da teleimbonitrice a Vanna Marchi sono rimasti il colore rosso fuoco e il taglio dei capelli. L'aggressivita', quella per cui ai tempi 'bucava lo schermo', e' sbiadita tant'e' che oggi, quando al carcere di Bollate le hanno detto che era libera, ha avuto un momento di smarrimento. Smarrimento dettato dall'incredulita' mista all'emozione di poter finalmente ritornare a casa e stare con la figlia Stefania, che da anni combatte con una brutta artrite reumatoide e che domani dovra' rientrare di nuovo in ospedale.
Ed e' proprio per permetterle di accudire la figlia che Roberta Cossia, magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha concesso alla teleimbonitrice la sospensione dell'esecuzione della pena. Pena che a conti fatti e con l'indulto e' stata di poco piu' di sette anni e che la donna, ormai settantenne, finira' di scontare a settembre del 2015. Ma da questa mattina, la ex regina delle televendite, finita in carcere nel 2001 con la figlia e l'ex compagno per la truffa architettata con la vendita dei numeri al lotto, ha lasciato per sempre la sua cella. Quella dove da qualche tempo ritorna solo di sera perche' di giorno, grazie al beneficio della semiliberta', lavora nel bar-ristorante del fidanzato di Stefania, 'La Malmaison' in via Torriani a Milano, a poca distanza dalla stazione centrale.
Ed e' proprio li' che oggi pomeriggio, con a fianco il suo difensore, l'avvocato Liborio Cataliotti, Vanna Marchi, dopo qualche reticenza, accetta di parlare. Avvolta in un cappotto di montone rovesciato viola, dimagrita e commossa, dopo aver pero' aperto una bottiglia di champagne francese, come e' ovvio, non nega di "essere contenta. Finalmente potro' stare con mia figlia Stefania e accudirla.
Domani rientra in ospedale e avra' bisogno di me". "Ringrazio il mio avvocato - ha proseguito - e il giudice che ha capito e che ringrazio finche' vivro"'. Le è stato fatto notare che proprio in questo periodo tutti parlano male dei giudici: "Io no. Il mio è stato un giudice donna, con una sensibilità impagabile e brava. Ed è per questo che da oggi sono libera per stare con mia figlia". A proposito della sua vita tra le sbarre, Vanna Marchi ha confidato che "e' stata dura. E' stata un'esperienza che non dimentico e che non voglio dimenticare. Forse un giorno la raccontero"'. La ex regina delle televendite ha dribblato le domande sulla tv che "non è più quella di una volta" e a chi le ha chiesto se per caso non abbia "la tentazione" di ritornare sul piccolo schermo, ha solo detto "continuero' a lavorare qui con mio genero che ha fatto molto per noi". E quando le e' stato fatto notare che i politici parlano sempre male della giustizia, ha sfoderato prontamente la risposta: "Sono affari loro, non miei". 

Di Francesca Brunati - ANSA.IT


Ore 22.00 -  LAZIO  - MUX 7 GOLD LAZIO: E' ARRIVATO RADIO ITALIA TV.
UHF 32 Mux 7 GOLD LAZIO
E' stato aggiunto nel mux 7 GOLD LAZIO l'emittente musicale RadioItaliaTV, con LCN 70, già presente con la stessa numerazione nel RETE A mux 2. Inoltre è stato eliminato il canale 7 GOLD MUSICA SUD, che aveva la LCN 683, trasformato nel canale dati Svc 4, senza numerazione e a schermo nero, sintonizzabile solo con alcuni modelli di tv e decoder. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i dettagli tecnici, e lo z@pping TV del mux 7 GOLD LAZIO.



Mux 7 GOLD LAZIO - Z@pping TV


Ore 15.50 -  MUX NAZIONALI  - EUROPA 7 AL TAR: MINISTERO PAGHI RITARDO NUOVA FREQUENZA, L' UHF 35 DAL PENICE (PV).
VHF 08 - UHF 27/46/59 Mux EUROPA 7
Centro Europa 7 ha chiesto al Tar del Lazio di ordinare al ministero dello Sviluppo economico di pagare la penalità di mora di 1500 euro per ognuno dei 63 giorni di ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza con la quale gli stessi giudici avevano disposto che fossero assegnate all’emittente le frequenze integrative spettanti in forza dell’accordo concluso nel 2010. Si tratta di quasi 95 mila euro e sulla procedura da seguire per il pagamento il Tar deciderà domani con ordinanza. Era il 2 agosto scorso, quando i giudici indicarono nel direttore dell’Ispettorato della Liguria del ministero dello Sviluppo Economico il funzionario incaricato di assegnare ad Europa 7 le frequenze integrative; il Tar condannò il ministero a pagare 1500 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo nell’assegnazione, mettendo un ulteriore punto fermo in una ‘battaglia’ che Europa 7 ha iniziato 12 anni fa. Con il ricorso, infatti, l’emittente chiedeva al Tar di accertare l’inadempimento del ministero agli obblighi discendenti dall’accordo del 2010, secondo il quale dovevano esserle assegnate frequenze integrative, in particolare dall’impianto di Monte Penice. I giudici ordinarono al ministero di assegnare provvisoriamente le frequenze libere, ma l’ordine non fu eseguito, e ci fu una nuova richiesta al Tar che nominò il ‘commissario’ per l’adempimento, fissando la penalità di mora. Oggi Europa 7, con il suo legale Ottavio Grandinetti, ha rilevato davanti al tribunale amministrativo che l’Amministrazione ha disposto l’assegnazione ad ‘Europa Way’ del canale UHF 35 per la trasmissione da Monte Penice il 15 ottobre scorso, 63 giorni dopo l’ordine del Tar; da ciò la richiesta di pagamento della penalità di mora di 94.500 euro, per la quale i giudici decideranno domani le modalità.
Tratto da: http://www.primaonline.it/2012/10/30/110960/tv-europa-7-a-tar-ministero-paghi-ritardo-nuova-frequenza
http://www.key4biz.it/News/2012/10/30/TV_digitale/corrado_passera_Francesco_Di_Stefano_europa_7_frequenze

Ore 06.35 -  VENETO  - LA TENDA TV: DOMANI L'UDIENZA IN TRIBUNALE.
E' fissata per domani, mercoledì 31 ottobre, l'udienza in tribunale a Conegliano Veneto (Treviso) per discutere il caso de LA TENDA TV, emittente parrocchiale citata in giudizio per trasmissione non autorizzata. La piccola TV si difende appellandosi al fatto che realizza un servizio pubblico per la comunità, trasmettendo la Santa Messa e rubriche di carattere sociale, senza intermezzi pubblicitari e pertanto senza scopo di lucro.

L'ITALIA IN DIGITALE si è messa in contatto con i responsabili che ci hanno raccontato quanto segue:
"In sintesi il processo riguarda ancora il nostro operato in analogico. Ora però trasmettiamo in digitale. In questo momento stiamo utilizzando un cono d'ombra sul canale 43 uhf, che qui a Vittorio Veneto è libero. Mercoledì sapremo se potremo continuare a trasmettere, oppure se dovremo spegnere! Grazie per l'interessamento alla nostra vicenda!"


IL SERVIZIO DEL TG DI EDEN TV SULLA VICENDA DI LA TENDA TV:

http://www.latendatv.it/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=106&video

http://www.latendatv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=885:comunicato-stampa-la-tenda-tv-citata-in-giudizio-per-trasmissione-non-autori



 29 OTTOBRE 2012 - Lunedì 

Ore 08.00 -  EMILIA-ROMAGNA  - FREQUENZE LIBERATE: 17 MILIONI ALLE TV DELL'EMILIA ROMAGNA, IMPORTANTE BOCCATA DI OSSIGENO.
Frequenze liberate, e in procinto di essere utilizzate dagli operatori telefonici, per un’operazione che porterà nelle casse delle tv locali dell’Emilia-Romagna oltre 17 milioni di euro a titolo compensativo. “Il ministero dello Sviluppo economico - spiega infatti Gianluca Gardini, presidente del Corecom dell’Emilia-Romagna - ha iniziato a contattare le emittenti televisive locali che hanno manifestato la propria disponibilità a liberare volontariamente i canali dal 61 al 69 entro fine 2012”. Queste risorse radio frequenziali saranno utilizzate dagli operatori telefonici per realizzare la super linea LTE che permetterà di collegarsi ad internet ad oltre 100Mb al secondo. “Come è già avvenuto in altri Paesi europei - prosegue Gardini -, lo Stato favorisce in questo modo il ‘cambio di destinazione d’uso’ delle frequenze radioelettriche, che dall’originaria attribuzione alla radiotelevisione locale passano alla telefonia mobile di ultima generazione, ben più redditizia in termini economici e di potenzialità di sviluppo”. Come misura compensativa, il ministero ha destinato alle emittenti locali una quota dell’asta pubblica che, nel settembre 2011, ha portato nelle casse dello Stato 3,1 miliardi di euro, provenienti dalle offerte degli operatori di telecomunicazione. La quota ripartita alle televisioni emiliano-romagnole sarà pari a 17 milioni e 390 mila euro di euro. “Le imprese e i cittadini potranno disporre di un nuovo strumento per connettersi ad internet ad una velocità senza precedenti. Vari studi economici - sottolinea il presidente del Corecom - dimostrano come l’aumento di connettività e l’abbattimento del digital divide incida sensibilmente sul prodotto interno lordo. Le sperimentazioni già avviate dai gestori telefonici che hanno vinto la gara di assegnazione della banda 790-862Mhz sono a buon punto, e già ad inizio 2013 verranno presentate ai consumatori le offerte per i nuovi servizi. Questa procedura di dismissione volontaria, che all’inizio aveva creato non poco timore nelle televisioni locali, si avvia quindi ad una conclusione positiva. In un momento di grande difficoltà economica com’è quello attuale, questo intervento compensativo - chiude Gardini - rappresenta una boccata d’ossigeno per i gruppi editoriali locali e, per quanto le emittenti esigessero indennizzi più consistenti per liberare le frequenze, va accolto con soddisfazione. Per quanto di nostra competenza, cercheremo di sensibilizzare il Governo affinché questo contributo, di natura compensativa, non venga successivamente tassato, ma sia considerato netto dalle imposte”. In allegato la tabella sulle società che hanno partecipato al bando e quella sulle misure compensative per canale.