Da Lunedì 24 a Domenica 30 SETTEMBRE 2012



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 30 SETTEMBRE 2012 - Domenica 

Ore 23.55 -  PUGLIA  - MUX ANTENNA SUD: REALIZZATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 45 Mux ANTENNA SUD:
Nella sezione regionale PUGLIA IN DIGITALE abbiamo aggiornato le liste delle tv inserendo la composizione del mux dell'emittente radio televisiva barese ANTENNA SUD, che trasmette sulla frequenza UHF 45. Il multiplex contiene undici emittenti tv e una radio. Consulta la nuova pagina con la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux ANTENNA SUD.

Mux ANTENNA SUD - Z@pping TV


Ore 22.50 -  MARCHE  - MUX VIDEO TOLENTINO: REALIZZATA LA PAGINA CON LA GRIGLIA DEI CANALI.
UHF 23-29 Mux VIDEO TOLENTINO:
Nella sezione regionale MARCHE IN DIGITALE abbiamo aggiornato la lista delle TV AD ALTIDONA (Fermo) inserendo la composizione del mux VIDEO TOLENTINO, emittente televisiva di Tolentino, in provincia di Macerata, che trasmette sulle frequenze UHF 23 e UHF 29. Il multiplex contiene cinque canali, da segnalare il canale VideoTolentino 2 (CANALE 114 NEWS), con LCN 114, ha la stessa identica programmazione di RTM-Video Tolentino, presente nel mux dell'ascolana RTM con la numerazione LCN 14, ma i loghi sono completamente diversi, come potete vedere dalle due immagini che vi alleghiamo qui sotto, alla destra quella scattata dal multiplex RTM.


Questa la lista dei cinque canali sintonizzabili:
14 - VideoTolentino 1
114 - VideoTolentino 2 (CANALE 114 NEWS)
213 - VideoTolentino 3 (213 SPORT MARCHE)
610 - VideoTolentino 4 (610 LIVE MARCHE)
611 - VideoTolentino 5 (611 MARCHE INFO)


Consulta la nuova pagina con la griglia dei canali del mux
VIDEO TOLENTINO.
Ecco le immagini degli altri quattro canali, ringraziamo Nicolantonio di Chieti per avercele fornite. 




Ore 21.45 - EURISKO: LA RADIO PIU' ASCOLTATA E' RTL 102.5.
Rtl 102.5 è la radio più ascoltata in Italia. E' il risultato della ricerca RadioMonitor, nata da un'iniziativa di GfK Eurisko per fornire al mercato dati di audience radiofonica in assenza di una ricerca ufficiale, visto che da due anni sono cessate le rilevazioni di Audiradio."Dopo anni di primato della Rai, Rtl 102.5 entra nella storia, diventando, senza alcun dubbio, la Radio degli italiani. Dopo un’assenza di dati che si protrae da più di due anni, - dichiara il Presidente di Rtl 102.5 Lorenzo Suraci - secondo la nuova indagine Radio Monitor diffusa oggi da GFK Eurisko, Rtl 102.5 è la prima radio in Italia con 6.654.000 ascoltatori nel giorno medio. I nuovi dati confermano i grandissimi risultati raggiunti da Rtl 102.5 certificandola anche come radio più seguita nella settimana con 21.308.000 ascoltatori".
Sono 34.263.000 gli italiani che ascoltano quotidianamente la radio e Rtl 102.5 ha la media migliore con 6.654.000 ascoltatori al giorno. Al secondo posto c'è Radio Deejay (5.336.000) mentre Radio 105 è il terzo network della classifica anch'esso sopra il tetto dei 5 milioni di ascoltatori (5.026.000). Seguono poi Rds, Rai Radio Uno e Radio Italia mentre Radio Radicale chiude la classifica delle 17 radio nazionali.
L'indagine ha confermato che la radio viene ascoltata maggiormente fuori casa, soprattutto in auto, ma aumenta l'uso di nuovi device come il cellulare e anche l'ascolto su Internet. Significativo anche il numero di persone che utilizzano la televisione al posto del canonico apparecchio radio.

Tratto da: http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/articoli/1048394/rtl-1025-e-la-radio-piu-ascoltata

LA CLASSIFICA DELLE RADIO PIU' ASCOLTATE
1. RTL 102.5 6.654.000

2. RADIO DEEJAY 5.356.000
3. RADIO 105 5.026.000
4. RDS 4.719.000
5. RAI RADIO UNO 4.585.000
6. RADIO ITALIA 4.203.000
7. RAI RADIO DUE 3.188.000
8. VIRGIN RADIO 2.248.000
9. RADIO R101 2.203.000
10. RADIO 24 1.903.000
11. RADIO KISS KISS 1.836.000
12. M2O 1.667.000
13. RADIO CAPITAL 1.579.000
14. RADIO MARIA 1.519.000
15. RAI RADIO TRE 1.435.000
16. RADIO MONTECARLO 1.270.000
17. RADIO RADICALE 316.000


Ore 21.30 - GRUPPO PROFIT: TRATTATIVA IN CORSO CON IL GRUPPO RETECAPRI.
Pubblichiamo il post scritto nella giornata di oggi sul Facebook di Telereporter.
RUMORS: Investimenti e Sviluppo sarebbe ormai pronta ad annunciare
l'acquisizione di Odeon Tv dopo la conclusione della complessa operazione finanziaria-industriale legata al fallimento del gruppo Profit. Se va in porto anche la trattativa con rete Capri, Odeon tv potrebbe trasmettere in tutto il territorio nazionale al numero 20 del telecomando (LCN 20)...
Ma i giornalisti li mandano ugualmente tutti a casa...
Tratto da:
http://www.facebook.com/pages/Telereporter

Ore 10.10 -  ABRUZZO  - MUX ONDA TV: TRE CANALI REPLICANO ONDA TV.
UHF 59 Mux ONDA TV:
I canali ONDA TV NEWS (LCN 171), ONDA TV PLUS (LCN 646) e ONDA TV L'AQUILA (LCN 648) da alcuni giorni non sono più a schermo nero ma replicano la programmazione di ONDA TV (LCN 18).


Ore 09.05 -  MARCHE  - MUX RTM: ATTIVATA UNA NUOVA TVP, NUOVO LOGO PER ASTROFORTUNA.
UHF 22 Mux RTM:
Il canale RTM-TVP ITALIA (LCN 119) non presenta più il cartello di cambio nome in VERA TV e di cambio LCN, si posiziona sempre nella numerazione LCN, ma ha una nuova programmazione con un nuovo logo, che era il precedente di NUOVA TVP prima che diventasse TVP ITALIA. Inoltre sul canale RTM-Astrofortuna (LCN 626) è stato inserito un nuovo simpatico marchio composto dalle lettere AF su una composizione formata da una stella gialla, una mezzaluna verde e un quadrifoglio, solo che è privo di programmazione, infatti il logo è sempre su schermo nero.





Ore 08.10 -  MARCHE  - MUX VERA TV: INSERITO IL LOGO DI LEPIDO GAMES.
UHF 35 Mux VERA TV:
Il canale Lepido Games, con LCN 640, non è più sprovvisto di logo, ora ha il proprio inserito in altro a destra.



Ore 07.30 -  PROPAGAZIONE    ABRUZZO  - HRT MUX B: E' STATO ATTIVATO HRT 3.
UHF 53 (D8) / UHF 59 (D7) HRT Mux B:

Il canale croato HRT 3, sintonizzabile nel mux HRT B, ricevibile anche in alcune zone dell'Abruzzo compresa Chieti, come ci testimonia il nostro collaboratore Nicolantonio, da alcuni giorni non è più a schermo nero, come lo è stato in passato, ed ha iniziato a trasmettere regolarmente. Come logo presenta un 3 in alto a sinistra.



Ore 07.00 -  SICILIA  - MUX TVT: E' ARRIVATO CANALE 8.
UHF 29 Mux TVT
Nel mux della palermitana TVT, che trasmette sull' UHF 29, è stata attivata l'emittente di Avola (Siracusa) CANALE 8.







 29 SETTEMBRE 2012 - Sabato 

Ore 17.00 -  ABRUZZO  - NOVITA' DIGITALI: IL GRUPPO TELENORBA VUOLE INVESTIRE IN ABRUZZO ?
Con lo sbarco del digitale terreste la realtà televisiva locale si sta trasformando. E non solo dal punto di vista tecnico. Molti più canali a disposizione ed ogni emittente sta calando i propri assi.
Canali tematici, di approfondimento, alcuni di repliche 24 ore su 24. Le buone intenzioni sono moltissime circa la “nuova” offerta informativa e di intrattenimento per gli abruzzesi. Ma per prodotti di qualità c’è bisogno di ingenti investimenti e qualcosa si sta muovendo. Nelle prossime settimana, inoltre, potrebbe ampliarsi ancora di più il panorama con l’arrivo di un marchio importante.
Non è più un segreto, infatti, nel mondo dell’informazione locale lo 'sbarco' di un «grosso gruppo» intenzionato ad occuparsi delle vicende abruzzesi e di entrare in pianta stabile nella vita della regione.
Se fino a qualche tempo fa i grandi editori hanno sempre snobbato la presunta ’’isola felice’’ (credendola poco attraente dal punto di vista della raccolta pubblicitaria) qualcosa adesso è cambiato. Complice forse le ‘grosse’ notizie che hanno avuto risonanza anche nazionale (dal terremoto aquilano alle maxi inchieste della magistratura pescarese) c’è chi è pronto a scommettere sul territorio, in un momento economicamente non semplice.
Il gruppo in questione dovrebbe essere Telenorba che al momento non conferma e non smentisce.
Il gruppo pugliese (nato nel 1976) è riuscito negli anni a mettere in piedi la prima Tv locale, leader assoluta in Italia con un bacino di oltre sei milioni di utenti potenziali e ha redazioni nei capoluoghi di provincia della Puglia ma anche in Basilicata e Molise e a Roma davanti a Montecitorio e ora punterebbe anche all’Abruzzo. Annunci ufficiali, come detto, non ce ne sono: è ancora troppo presto e nessuno vuole svelare le carte. Ma gli addetti ai lavori cercano notizie, i ‘concorrenti’ minori, quelli che possono contare su un budget risicatissimo, tremano e temono di essere asfaltati dal colosso che già oggi fornisce un canale all news (sempre su vicende locali) che non ha nulla da invidiare ai grandi network nazionali. Un colosso regionale ma pur sempre un colosso. Adesso bisogna aspettare le prossime mosse.
Si tratterebbe di una ventata di aria nuova per l’Abruzzo che potrebbe spingere le tv locali abruzzesi, che non brillano per modernità, a correre ai ripari puntando sulla qualità e su nuove idee.
Intanto in Abruzzo c’è anche chi si organizza, forse per un naturale ‘ricambio generazionale’ o anche per contrastare il nuovo arrivo.
La nuova stagione ha portato alcune novità in casa Rete 8, emittente leader abruzzese presa ultimamente di mira dal governatore Gianni Chiodi. I rapporti tra il vertice dell’amministrazione regionale e il canale non è dei migliori. Mesi fa Chiodi ne denunciò la parzialità delle notizie date, sostenendo che a muovere i fili della redazione giornalistica fosse il suo editore, Luigi Pierangeli, imprenditore nel campo della sanità privata. E sempre Chiodi mise Rete 8 e la ‘comunista Repubblica’ in un unico calderone che lavorerebbe per screditarlo.
Le due realtà giornalistiche hanno in effetti un punto comune, ovvero Giuseppe Caporale, firma del quotidiano diretto da Ezio Mauro e direttore di Telemare, canale gemello di Rete 8 e sempre di proprietà Pierangeli. Oggi l’imprenditore della sanità si starebbe defilando dalla sua emittente, vendendo anche parte delle quote.
E mentre Chiodi sul suo Facebook, pochi giorni fa, ha lanciato l’ultima provocazione («Rete8 informazione libera: un ossimoro) la direzione dell’emittente sarebbe in procinto di cambiare volto.
Bisognerà vedere se con la rivoluzioone digitale i telespettatori aumenteranno per effetto dei nuovi programmi e dei nuovi canali oppure diminuiranno per la stessa ragione (cioè si disperderanno in mille rivoli). Seppure a livello nazionale campeggiano grandi numeri in fatto di ascolti, quelli locali sono molto ridimensionati e calcolati sempre attraverso il sistema Auditel. Ultimamente con lo sviluppo del Web tutte le tv hanno iniziato a sfruttare la Rete per diffondere i propri contenuti e divenire più social sfruttando la piattaforma di Google, YouTube, con l'obiettivo di catturare nuova audience con un ritardo rimarchevole.
Come raccontato da Antonio Del Furbo sul blog “Zone d’ombra tv” Carmine Perantuono (direttore della neonata La.tv) sarà il prossimo direttore di Rete 8 news, il nuovo canale all news abruzzese al momento in fase sperimentale. Perantuono dovrebbe sostituire o affiancare l’attuale direttore Pasquale Pacilio.
Perantuono viene da Tv6, proprio come l’imprenditore Di Luigi che ha affittato il canale 112 da Pierangeli. Si sono dunque ritrovati in questa nuova avventura. In quel canale finisce comunque la maggior parte della produzione di Rete 8 (servizi tg, rassegna stampa) che viene spalmata su 24 ore senza interruzione.
Pacilio, invece, 35 anni in televisione, oggi non solo dirige la rete e il tg ma ‘presta’ il proprio volto negli eventi più importanti del canale. Ogni anno si spende nella 24 ore non stop in occasione delle elezioni e il lavoro per lui è stato ancor più duro nel 2009 quando in diretta arrivò la notizia dell’arresto di Luciano D’Alfonso. La notizia era vera a metà (il sindaco venne arrestato solo qualche ora più tardi) e lui mandò un giornalista dall’allora primo cittadino e gli chiese di partecipare alla trasmissione per dimostrare che era ancora a piede libero.
In prima linea anche negli speciali su maltempo, Giochi del Mediterrano o Vinitaly: non si sbaglia di certo se si dice che Pacilio è uno dei volti più noti del giornalismo locale, una sorta di Bruno Vespa di periferia che ospita nel suo salotto politici di destra e di sinistra. Ma proprio lui non avrebbe gradito l’annuncio di Del Furbo che ha detto che il direttore sarà «trombato». Pacilio smentisce il prossimo cambio. E il direttore non ha gradito nemmeno la ricostruzione dell’organico di Rete 8. Secondo Del Furbo conviverebbero in pochi metri quadrati di redazione ben 8 direttori: Giuseppe Caporale, Pasquale Pacilio e Lorenzo Labarile. «Il primo, direttore di rete di rete 8 e consigliere d'amministrazione del gruppo; il secondo, direttore del tg 8 e il terzo, ex direttore di Tar, pare, momentaneamente senza incarico. Ai tre direttori va aggiunto un altro giornalista che, pare, non essere direttore sportivo ma coordinatore: Paolo Durante. Ad oggi, con l'accordo sottoscritto con la tv dell'adriatico, le competenze vanno a sommarsi con quelle de "la.tv": Luciano Di Luigi direttore commerciale, Tony Zitella direttore di rete di la.tv e Carmine Perantuono prossimo direttore di rete 8 news e già direttore di la.tv. Con il gruppo Di Luigi arriva un altro ex direttore sportivo: Enrico Rocchi».
Ma Pacilio precisa: «di direttori ce ne sono solo due: Giuseppe Caporale (Telemare)» e lui: «al tribunale, attualmente, sono registrato solo io come direttore di Rete 8». E poi precisa ancora: «il trombato è chi si presenta a una cosa e non viene eletto non chi sta da trentacinque anni a fare un lavoro e questa cosa mi ha fatto incazzare».
Insomma è innegabile che ci sia fermento e che cambiamenti in vista ci saranno. C’è spazio per sperare che il panorama informativo possa migliorare se i nuovi imprenditori riusciranno ad arginare la fame della politica di intromettersi ed eterodirigere i media a proprio uso e consumo.

Tratto da:
http://www.primadanoi.it/news/533345/Arriva-il-digitale-e-in-Abruzzo-cambiano-gli-assetti-delle-tv-locali

Ore 14.35 -  PUGLIA  - IL DIRETTORE DI CANALE 8 SI DIMETTE IN DIRETTA TV.
LECCE – Clamorose dimissioni in diretta televisiva per il direttore del “Tg8”, Gaetano Gorgoni. Al grido “E’ venuta l’ora di dire la verità”, in apertura di telegiornale il giornalista ha annunciato le proprie dimissioni da direttore responsabile dell’emittente salentina “per difendere la mia dignità di giornalista e per dire no alla precarizzazione del lavoro e alle ingiustizie che in questo ultimo anno hanno dovuto subire tutti i lavoratori di Canale 8. C’è chi è stato sfrattato da casa – ha detto Gorgoni – perché qualcuno ha deciso di arretrarsi con gli stipendi di ben otto mesi. La proprietà ha deciso di far pagare a noi il prezzo di una gestione fallimentare”.
Nella sua lunga lettera d’addio, dopo cinque anni di lavoro, Gaetano Gorgoni, giornalista professionista dal 20 dicembre 2010, ha denunciato, tra l’altro, “il mancato pagamento degli stipendi da dicembre 2011, la mancata corresponsione delle ultime due tredicesime mensilità e del rimborso richiesto nella dichiarazione dei redditi, l’utilizzo in redazione di due “redattrici” non iscritte all’Ordine dei giornalisti e pagate con ritenuta d’acconto di 300 euro al mese”.
Gorgoni ha, inoltre, annunciato che gli ultimi due giornalisti in servizio non si presenteranno più al lavoro per via del mancato pagamento delle spettanze. Nata nel 1986, su iniziativa dell’editore Antonio Cazzato, Canale Otto è un’emittente televisiva del Salento di proprietà dell’omonimo gruppo che comprende anche la radio “Rete Otto”.


Dimissioni in diretta di Gaetano Gorgoni, direttore Canale 8


Ore 14.00 -  ABRUZZO  - TG TELEMAX: CHIODI E MASCIA SPENGONO LA TV IN ABRUZZO (CON VIDEO).
Lanciano, servizio Tgmax 28 settembre 2012. TV: al presidente della Regione e al sindaco di Pescara non piace la tv perché la spengono, per tutti però. La delocalizzazione delle antenne da San Silvestro sulla piattaforma off shore costerebbe milioni di euro, le voci di spesa saranno rese note in dettaglio la prossima settimana dal consulente dell’Università dell’Aquila che ha redatto il progetto. Spese che appaiono già oggi spropositate per i bilanci delle tv locali. Il sindaco di Pescara ha firmato i primi provvedimenti di spegnimento per dieci emittenti, nazionali e locali, sulle 59 che irradiano da San Silvestro: Radio California, Radio Parsifal, Radio Speranza, Rete 8, Telemare, La7, Tele studio, Radio Radicale, Atv7, Telemax. Se tra 120 giorni non vedrete più la tv in Abruzzo, sapete perché.
Tratto da: http://www.tgmax.it/blog/economia/chiodi-e-mascia-spengono-la-tv-in-abruzzo

Chiodi e Mascia spengono la tv in Abruzzo



 28 SETTEMBRE 2012 - Venerdì 

Ore 17.00 -  MUX NAZIONALI  - TIMB MUX 2: ELIMINATO VERO CON IL CARTELLO.
UHF 26-60 TIMB Mux 2:
E' stato eliminato Il canale VERO, era senza numerazione LCN e trasmetteva soltanto il cartello che invitava alla risintonizzazione per poter continuare a vedere VERO, approdato agli inizi di agosto nel TIMB Mux 3.



 27 SETTEMBRE 2012 - Giovedì 

Ore 23.20 - VENDITA LA7: PROTO, PRESENTATA OFFERTA D'ACQUSITO VINCOLANTE PER 150 MILIONI.
(ASCA) - ''Nei giorni scorsi abbiamo presentato a Telecom e al loro advisor Mediobanca un' offerta vincolantedi 150 milioni di euro per l' acquisto de LA7.
Siamo stati gli unici ad impegnarci in modo serio con una offerta vincolante'', lo spiega con una nota Alessandro Proto, Ceo di Proto Organization.
''Siamo pronti anche a fare una offerta per l intero pacchetto di Ti Media creare il vero terzo polo televisivo in Italia in questi giorni ci sono stati molti rumors su possibili acquirenti ma nessuno si e' impegnato concretamente nel rilevare La7. Noi siamo pronti a farlo nella speranza di venire smentiti dicendo che in Italia, per entrare in certi ambienti, bisogna essere per forza amici di Mediobanca Bernabe' faccia il prezzo. La7 e' di Ti Media non di Mediobanca'', conclude Proto.

Tratto da: http://www.asca.it/news-LA7__Proto__presentata_offerta_d_acquisto_vincolante_per_150_mln

Ore 22.55 -  CALABRIA  - INIZIATE LE TRASMISSIONI DI REGGIO TV SU CATANZARO.
Sono iniziate le trasmissioni di Reggio Tv dopo 4 mesi che era in onda con un cartello.
Tratto da: http://digicalabria.mastertopforum.net/iniziate-le-trasmissioni-di-reggio-tv-su-catanzaro



Ore 22.40 -  CALABRIA  - INFOSPAZIO: ESTRANEI A VICENDE RIGUARDANTI RADIO TELESPAZIO.
Riceviamo e pubblichiamo una nota di Infospazio:
Sempre in conseguenza delle inveritiere notizie diffuse in recenti comunicati dalla Società Nova Sughereto, acquirente tramite Space Production Srl con gli atti del 15-19 marzo 2012 di asset già di Radio Tele Spazio Spa, la società Infospazio Srl è costretta a precisare che giammai “è stato disposto il sequestro dei rami di azienda della società Infospazio Srl”, bensì il Tribunale Civile di Catanzaro ha “autorizzato il sequestro giudiziario di beni immobili (viale De Filippis n.107) con tutte le attrezzature e gli impianti ivi esistenti, nonché le postazioni periferiche….” di titolarità esclusiva di Radio Tele Spazio Spa. Ha nominato il Custode “il quale è tenuto ad amministrare i beni sequestrati e a consentire l’utilizzo degli immobili oggetto di sequestro per l’esercizio delle rispettive attività di impresa a Radio Tele Spazio Spa e ai suoi aventi causa”.
Bisogna aggiungere, inoltre, che Radio Tele Spazio Spa, nell’ambito della procedura pre-fallimentare attualmente in corso, ha formulato proposta di concordato preventivo e la prossima udienza è fissata al 9 ottobre 2012 per il conseguente esame.

In presenza di custodi giudiziari e di Organi della procedura esecutiva di cui sopra, Infospazio Srl tiene a precisare che, oltre a fornire ogni più ampia collaborazione ed adempimento richiesto, adotterà ogni misura volta a dimostrare la propria estraneità a vicende che riguardano esclusivamente la Società Radio Tele Spazio Spa.

Tratto da: http://digicalabria.mastertopforum.net/infospazio-estranei-a-vicende-riguardanti-radio-telespazio

Ore 22.25 -  MUX NAZIONALI  - TIMB MUX 3: MODIFICATO IL LOGO DI VERO.
 
UHF 48-42-57 TIMB Mux 3:
Il canale VERO (LCN 137), in onda anche su Cinquatacinque (LCN 55) e VERO CULT (LCN 144), ha modificato il proprio logo, non è più presente quello di Capri Gourmet ma è stata aggiunta solo la scritta CAPRI sotto il logo di VERO.





Ore 10.50 -  LAZIO  - REALIZZATE LE LISTE DELLE TV A FROSINONE, LATINA E RIETI.
Nella sezione regionale LAZIO IN DIGITALE abbiamo realizzato le nuove liste delle tv ricevibili neIle tre città, capoluoghi di provincia,di FROSINONE, LATINA e RIETI.
Potete visualizzare i mux sintonizzabili, sia nazionali che locali, con i dettagli tecnici e le immagini di tutti i canali.
Consulta le nuove pagine delle
TV A FROSINONE, delle TV A LATINA e delle TV A RIETI.




 26 SETTEMBRE 2012 - Mercoledì 

Ore 22.05 - FREQUENZE TV: REA, POCA CHIAREZZA DA MINISTRO PER RETI CENTRO NORD.
"Le risposte che il Ministero ha dato ai quesiti che le emittenti hanno posto per la partecipazione ai bandi TV riservati alle regioni già digitalizzate, come si prevedeva, sono lacunose ed equivoche fino al punto da creare nuovi dubbi ed incertezze sulla separazione contabile, sullo scorporo del patrimonio e dei dipendenti, sul calcolo delle coperture.
La Rea, pertanto, ha allertato i legali per approfondire le risposte ministeriali in modo da ricorrere con maggiore cognizione di causa in sede giudiziaria in parallelo con l’ impugnazione della Delibera di pianificazione Agcom che ha stravolto i principi degli articoli 4, 13, 13bis e 14 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche in fatto di diritti costituzionali e di equa ed imparziale assegnazione delle frequenze tra Reti nazionali e Locali. Intanto proprio questa mattina lo Studio Legale Barneschi di Roma, su mandato di Rea/Tele Sol Regina/SuperTV/Video Star/Antenna Tre/Tele Alternativa/Telemare/Napoli Tv/, ha notificato il ricorso avverso alla Delibera Agcom di pianificazione al Capo dello Stato. Altrettanto dobbiamo fare con i Bandi.
Quei Bandi vanno impugnati con urgenza ed efficacia. Gli Studi Legali degli avvocati Domenico Siciliano e Gianluca Barneschi sono a disposizione delle emittenti con tariffe convenzionate Rea".
Lo comunica l'Ufficio Stampa Rea – Radiotelevisioni Europee Associate.


Ore 22.00 - MSE: RISPOSTE AI QUESITI PER IL BANDO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE IN OTTO REGIONI.
Sul sito del Ministero dello sviluppo economico, dopo i bandi, sono state pubblicate le risposte ai quesiti relativi al piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

Ore 09.45 -  SICILIA  - NO AD ARCHIVIAZIONE INCHIESTA SU MARIO CIANCIO, EDITORE DI ANTENNA SICILIA E TELECOLOR.
Colpo di scena nel procedimento a carico di Mario Ciancio, editore del quotidiano "La Sicilia" e delle emittenti televisive regionali "Antenna Sicilia" e "Telecolor", per il quale la procura aveva richiesto l´archiviazione ritenendo «non sussistere elementi idonei a sostenere l´accusa in giudizio», i 40 faldoni sono stati depositati presso l´ufficio del Gip Luigi Barone per tutta l´estate. Barone ha iniziato l´analisi dettagliata di centinaia di intercettazioni effettuate all´interno dello studio di Mario Ciancio e di tutti gli atti raccolti dal pm Antonino Fanara, che aveva chiesto l´archiviazione. Archiviazione che al momento non è stata respinta né accolta, visto che si tratta di una fase delicata e complessa. In punta di diritto Luigi Barone aveva la possibilità di archiviare direttamente i 40 faldoni a carico di Ciancio, ma non lo ha fatto, fissando un´udienza in cui sono possibili tre strade.
La prima è l´archiviazione, soluzione che sino a questo momento non è stata adottata, ma che in ogni caso non può essere esclusa. La seconda è la formulazione dell´imputazione coatta, come è avvenuto nel caso di Raffaele e Angelo Lombardo: la procura aveva chiesto l´archiviazione e il giudice ha formulato l´imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato dal favoreggiamento alla mafia. La terza è il supplemento d´indagini a carico della procura, in pratica il gip potrebbe ordinare ai pubblici ministeri di approfondire degli elementi che sono stati sottovalutati durante l´indagine preliminare.
Fonte: DTS SICILIA online

Ore 08.55 -  LAZIO    SICILIA  - VIDEO REGIONE ARRIVA NEL LAZIO: L'EMITTENTE SICILIANA SUL CANALE 619.
L'edizione on line del Giornale di Ragusa ha pubblicato la notizia dell'arrivo nella Capitale dell'emittente siciliana VIDEO REGIONE.
Nel loro articolo hanno utilizzato l'immagine che abbiamo catturato ieri di una delle prime trasmissioni ricevibili nella zona di Roma.



Modica - Da oggi, Video Regione è visibile nel Lazio sul canale 619. Un altro prestigioso traguardo per l’emittente del Gruppo Editoriale. Video Regione saluta il suo ‘battesimo’ capitolino e di tutta la regione Lazio, come prima ed unica emittente televisiva regionale siciliana che è presente ogni giorno in Lazio e quindi visibile sul 619 del digitale terreste a Roma, Frosinone, Viterbo, Latina, Rieti ed in ogni altra provincia e città della regione ‘cuore’ dell’Italia. Un motivo di ulteriore soddisfazione, dopo l’approdo delle nostre trasmissioni in Calabria e dopo il piazzamento sul podio delle emittenti tv siciliane, certificati qualche mese fa con lo ‘switch off’ del digitale terreste e che arricchisce ancora di più il palmares di Video Regione, giovane di età ma già pieno di ‘trofei’ che riempiono d’orgoglio il lavoro di giornalisti e tecnici.
Il canale 619 della tv digitale terrestre laziale dunque, sarà vetrina quotidiana della storia siciliana, della vita della nostra Isola, delle sue bellezze, dei suoi problemi, dei suoi valori, della forza della sua gente, della sua fantasia, delle difficoltà, delle qualità eno-gastronomiche, della sua efferevscenza che, nonostante la crisi, resta ad alimentarsi nel valore di un territorio e di persone che sono capaci di guardare avanti e di non arrendersi mai.
Perché questo racconta tutti i giorni Video Regione; e questo è da oggi possibile vedere ed ascoltare nella Regione Lazio, al canale 619 del digitale terrestre, in ognuna delle case, senza bisogno di amminnicoli satellitari, parabole e ‘padelle’; ma, più semplicemente, con il telecomando, l’antenna che ognuno ha ed una semplice tv.
Da oggi, sul canale 619 del digitale terrestre del Lazio, si vede il palinsesto di Video Regione. ‘Il canale di Sicilia diventa anche laziale’…
Tratto da: http://www.ilgiornalediragusa.it/rss/55-in-prima/43378-video-regione-arriva-nel-lazio-lemittente-siciliana-sul-canale-619
http://www.siciliano.it/notizia

Ore 00.50 -  EMILIA-ROMAGNA  - TELEDUCATO: DAL CONTRATTO DI SOLIDARIETA' AI LICENZIAMENTI.
“La drammatica vicenda di Telemec – Teleducato deve richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni sul momento di gravissima crisi che sta vivendo il mondo editoriale”. E’ quanto sostengono, in un comunicato congiunto, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil di Parma insieme all’Associazione Stampa Emilia Romagna.
Una presa di posizione dei sindacati confederali dei tecnici e di quello unitario dei giornalisti per chiedere agli enti locali e al mondo politico di porre attenzione sulla vertenza dell’emittente radiotelevisiva che trasmette nelle province di Parma e Piacenza.
Dopo un anno di contratto di solidarietà, in cui i lavoratori si sono fatti carico delle difficoltà dell’azienda, i rappresentanti di Telemec hanno deciso in modo unilaterale di procedere ai licenziamenti di personale, a cominciare da sette tecnici e impiegati, preannunciando nel frattempo il taglio di una parte consistente della redazione, in particolare fra i giornalisti che lavorano a Piacenza.
Ancora una volta sui dipendenti si scaricano scelte strategiche sbagliate ed errori gestionali. Ancora una volta si assiste a una grave crisi editoriale nelle province di Parma e Piacenza, dove nell’ultimo anno hanno chiuso ben tre quotidiani (La Cronaca a Piacenza, Parma qui e La Sera a Parma) con gravissime ripercussioni occupazionali sia fra i giornalisti che fra i poligrafici.
I sindacati chiedono alle istituzioni, ai parlamentari e ai rappresentanti degli enti locali un incontro urgente sulla situazione del mondo editoriale del territorio.
Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/09/24/telemec-dal-contratto-di-solidarieta-ai-licenziamenti

Ore 00.45 - RAINEWS RESPINGE IL PROGETTO DI FUSIONE CON TELEVIDEO.
L’assemblea di redazione di Rainews respinge il progetto di fusione della testata con quella di Televideo, “un progetto di fusione fumoso e che non prevede nessun investimento o piano di rilancio. Non ricopriremo il ruolo di spettatori passivi, e prossime vittime. Vogliamo essere, invece, soggetti attivi ed elaborare proposte concrete, sulle quali chiediamo fin da ora un confronto diretto con il direttore generale”. E viene attaccato il vice direttore Rai, Antonio Marano, al quale il dg di viale Mazzini, Luigi Gubitosi, ha affidato l’incarico (insieme alla Direzione Risorse Umane) di mettere a punto il piano di fusione.
L’assemblea di Rainews definisce Marano, vice direttore per l’offerta televisiva, da sempre “strenuo avversario dell’autonomia di Rainews, imponendo intromissioni nel palinsesto con programmi prodotti e gestiti in esclusiva dalla Tgr, che hanno impedito al canale di andare in diretta persino in occasione di eventi di grande portata nazionale e internazionale, e peraltro con esiti di ascolto disastrosi”.
Uno di questi spazi è “Piazza Affari”, che va in onda alle 15 a cura della Tgr di Milano, “pur avendo noi una nostra redazione milanese che segue ormai da 13 anni finanza ed economia”.
“Una preoccupazione rafforzata – aggiunge la nota – dalle ultime dichiarazioni di Marano ai nostri microfoni: secondo lui, il modello attuale di allnews «si inserisce nella logica del modello informativo delle tv generaliste in cui dalle 7 del mattino a mezzanotte gli spazi non coperti dall’informazione dei tg sono solo 2 ore, 2 ore e mezzo».
Inoltre, Marano dà per già fatta la fusione Televideo e Rainews «la cui funzione sarebbe di factory dell’informazione di base, che i direttori dei tg generalisti incorniciano nella loro offerta»”.
Per la redazione di Rainews è questa “una visione fuori dal mondo che noi respingiamo, riaffermando la missione specifica di Rainews che, in quanto allnews, offre un’informazione di flusso continua e in tempo reale, garantisce dirette integrali su eventi nazionali e internazionali che le tv generaliste non possono offrire. Come è accaduto ieri sera con le dimissioni della presidente della Regione Lazio, Renato Polverini, che solo Rainews ha dato in diretta”.
Inoltre, “contestiamo anche l’affermazione che resterebbero solo due ore scoperte dai tg generalisti. Basta scorrere i palinsesti delle reti Rai, per capire che sono molte di più, e non solo nella fascia notturna”.
Viene, quindi, chiesto al dg di viale Mazzini “un segnale di discontinuità dalla passata gestione, che ha peraltro fallito nella sua missione industriale”. E poi – aggiunge l’assemblea di redazione – “ci preoccupa anche il futuro della redazione internet che cura il sito di Rainews24: anche su questo punto, non si sa nulla, neanche se continuerà a far parte di Rainews o se sarà scorporato in una testata differente.
Il sito internet di Rainews24 è il più visitato tra i siti della Rai. Inoltre, un suo eventuale scorporo dalla testata allnews televisiva priverebbe questa di un apporto caratterizzante per un mezzo d’informazione che punta sull’innovazione di linguaggio, sull’aggiornamento in tempo reale e sulla diffusione capillare della sua produzione verso il web e le altre piattaforme multimediali”.
L’assemblea, infine, prende atto che nel comitato ristretto che dovrà preparare la fusione, “non solo non sono coinvolti i direttori delle due testate, ma neanche i comparti responsabili degli apparati e delle tecnologie. Una mancanza gravissima trattandosi delle due realtà che, in Rai, lavorano a più stretto contatto, anzi in simbiosi, e che denota una sottovalutazione della reale portata che dovrebbe avere il progetto”. Progetto che viene respinto.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/09/25/rainews-respinge-il-progetto-di-fusione-con-televideo

Ore 00.30 - E' MORTO BRANDO GIORDANI, UN PEZZO DI STORIA DELLA RAI.
E’ morto ieri mattina a Roma, all’età di 81 anni, Brando Giordani, giornalista, regista e autore televisivo. Giordani, che si è spento dopo una breve malattia, aveva ideato programmi diventati cult, quali “Odeon” e “Pronto Raffaella” (il programma creato su misura per la Carrà), nel corso della sua lunghissima carriera in Rai.
Una carriera che lo ha visto lavorare prima alla radio, poi nel primo tg Rai, quello firmato da Vittorio Veltroni.
Nel 1994 Giordani fu nominato direttore di RaiUno, rimanendo alla guida della rete sino al 1996, anno in cui andò in pensione, continuando, però, a collaborare con l’azienda di Viale Mazzini ed anche con altre emittenti televisive, quali Tmc, Sky e TV2000.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2012/09/25/e%E2%80%99-morto-brando-giordani-un-pezzo-di-storia-rai

Brando Giordani



 25 SETTEMBRE 2012 - Martedì 

Ore 21.00 - IL GRUPPO PROFIT LICENZIA L'80% DEL PERSONALE (CON VIDEO).
L'azienda pero' incassa 23 milioni di contributi statali.
E' sempre piu' buio il futuro dei lavoratori del gruppo Profit, proprietario di Odeon Tv, Telereporter e Telecampione, sulle cui frequenze trasmette anche l'emittente del Carroccio Telepadania. Dopo un incontro avuto oggi in Regione Lombardia con i rappresentanti del Consiglio regionale, la Rsu ha diffuso una dura nota sulla vicenda.
"Il gruppo Profit, in barba alla promessa fatta prima della pausa estiva di affrontare il momento di crisi garantendo l’occupazione e mantenendo viva l’informazione e le produzioni televisive, sceglie deliberatamente, dopo aver rottamato le frequenze tv lombarde, di cessare ogni attivita' editoriale e produttiva licenziando i giornalisti e tecnici che lavorano nel settore editoriale" denunciano i rappresentanti sindacali. Secondo la nota diffusa, l’azienda, che gia' in passato aveva annunciato 35 esuberi a causa della crisi del settore delle tv locali, intende ora raddoppiare il numero dei licenziamenti fino a 70 unita', coinvolgendo l’80% del personale.

Intanto il gruppo Profit va all’incasso dei soldi derivanti dalla rottamazione delle frequenze (22 milioni di euro), dei contributi Corecom, fondi pubblici che lo Stato elargisce a sostegno dell’editoria locale (1 milione e mezzo di euro, derivante dal lavoro giornalistico-informativo per l’anno 2010) e, in futuro, quando giornalisti e tecnici saranno gia' tutti licenziati, continuera' ad incassare i contributi Corecom per gli anni 2011 e 2012, sempre derivanti dall’attivita' di informazione giornalistica.
I lavoratori del gruppo televisivo ritengono "che tale operazione vada fortemente contrastata, perche' in un momento di forte crisi del settore, dovuto al passaggio al digitale terrestre ed al calo della pubblicita', sarebbe facile per tutti gli editori essere tentati da questa operazione di ristrutturazione sull’esempio del gruppo Profit: mantenere il marchio legato alla testata giornalistica, svuotarla dei suoi dipendenti assunti tutti a tempo indeterminato e, un domani, assumere giovani giornalisti il cui costo e' sicuramente inferiore rispetto ai precedenti". I sindacati denunciano "una deriva nel mondo del lavoro di cui noi dipendenti del gruppo Profit siamo solo la punta dell’iceberg, che prevede il licenziamento dei contratti a tempo indeterminato, gente qualificata e professionale, che pertanto costa all’azienda, a favore di giovani free-lance sottopagati e disposti a tutto pur di lavorare".

La storia

Il gruppo Profit, nato nel 1986, e' presente nel settore della televisione come proprietario di alcuni marchi storici dell’emittenza locale. E’ editore, in Lombardia di Telereporter, Telecampione e della syndacation nazionale Odeon, a cui si aggiungono, nel resto d’Italia, le emittenti Telegenova (Liguria), Telereporter Roma (Lazio). Dal 2009 il Gruppo possiede anche emittenti in Toscana, Canale 10 Firenze e Arezzo tv, Sardegna, Sardegna TT, Lombardia DTT (Lombardia), Telereporter Sud (Calabria). Alcune sono state cedute nel corso degli ultimi anni.

La crisi

La crisi del gruppo Profit scoppia nella primavera 2009, quando viene presentato un piano di ristrutturazione del debito che delinea per l'azienda un futuro non piu' da editore televisivo con creazione propria di contenuti, ma da canale di trasmissione di prodotti esterni indipendenti dal gruppo. La crisi del gruppo si e' poi aggravata con il passare dei mesi a causa di: calo pubblicitario televisivo; investimenti per il passaggio al digitale terrestre (switch off nell’autunno 2010); calo degli ascolti a causa della frammentazione dell’offerta televisiva; instabilita' societaria legata alle vicende giudiziarie dell’editore; difficolta' generalizzata ad accedere al credito bancario.

Al momento dell’inizio della crisi, il gruppo Profit contava, in tutta Italia, circa 250 dipendenti, la maggior parte dei quali concentrati su Milano. Oggi i dipendenti rimasti, tutti su Milano perche' le altre emittenti sono state cedute per ripianare i debiti, sono 97. Di questi l’80% sara' interessato da una procedura di mobilita' che l’azienda intende aprire a fine settembre.

Come si arriva allo spegnimento

Per far fronte alla situazione debitoria, l’azienda, attraverso diversi dirigenti che si sono succeduti in questi anni, ha tentato dapprima un piano di ristrutturazione del debito con conseguente piano industriale e rilancio (182 bis) che le banche hanno bocciato. In questo piano l’azienda intendeva gia' dismettere la parte editoriale e produttiva, mantenere solo le frequenze e affittare spazi a produttori di contenuti esterni.

Pressata dai creditori e a rischio fallimento, l’azienda ha pertanto costituto una newco, denominata Fleming, su cui avrebbe riversato le societa' operative del gruppo, quelle legate alle frequenze televisive e all’obbligo di trasmettere a cui vanno i contributi pubblici, meno indebitate rispetto alla capogruppo Profit. Per la capogruppo Profit l’intento era quello di avviare una procedura di fallimento concordato (concordato preventivo).
Il 12 aprile di quest'anno l’azienda comunica, a sorpresa, di aver partecipato al bando per il riconsegna delle frequenze sui canali 61-69 emanato dal Ministero dello Sviluppo economico. A fronte di un cospicuo indennizzo, gli editori potevano cedere le frequenze in alcune regioni ammesse dalla “rottamazione”. Una vera e propria dismissione di quello che e’ sempre stato il core-business di questa azienda, ovvero la produzione editoriale. Nonostante l’evidente conseguenza sul destino dei lavoratori e sul piano occupazionale, l’azienda si e' impegnata con le organizzazioni sindacali e le Rsu a garantire, in futuro, la produzione editoriale affittando banda, presente abbondantemente in un mercato in crisi.
Il piano che prevedeva la dismissione di tutto con il conseguente licenziamento del personale si e' affinato con un’altra operazione: la fusione per incorporazione di tutte le societa' (Telereporter, Teleliguria, Sardegna dtt, Lit, Telereporter Roma, Eurotelevision) in un’unica societa': Bravo Produzione televisive.
Il 3 settembre, dopo la sentenza di fallimento emessa il 5 luglio dal tribunale di Milano, l’azienda ha comunicato alle Rsu l’intento di cedere il ramo d’azienda (svuotato dei suoi dipendenti) che riguarda: l’autorizzazione di fornitore di contenuti rilasciata a Telereporter per il marchio Telereporter shopping, la determina del Ministero dello Sviluppo economico per l’assegnazione dell'Icn 13 per la Lombardia, e il marchio Telereporter shopping. La societa' interessata all’acquisto del ramo d’azienda e' Primarete Spa, con sede legale in Cremona, che ha gia' espresso l’intenzione di non voler assorbire personale giornalistico.
Questa ultima operazione di vendita dell’lcn 13, ovvero il canale 13 del digitale con cui i programmi di informazione potevano essere riconoscibili e visibili, secondo i sindacati "svela la pianificazione di una strategia che portava solo ed esclusivamente alla dismissione e alla vendita di tutto quello che era possibile per diventare, in definitiva, una tv commerciale dedita principalmente alle televendite". Secondo la Rsu, cio' dimostra che "non c’era alcuna volonta' di garantire, anche minimamente, i livelli occupazionali gia' ridotti drasticamente negli anni".

"I lavoratori - conclude la nota sindacale - denunciano la gravita' di questa operazione speculativa fatta sulla loro pelle. In questi ultimi anni i lavoratori del gruppo Profit hanno sopportato gravi sofferenze e dimostrato una dedizione al lavoro, nonostante i gravi ritardi nel pagamento degli stipendi fermi ad aprile 2012, rimborsi spesa e ticket (fermi al 2010). Tutto questo perche' l’azienda ha sempre promesso di voler cercare tutte le soluzioni possibili per garantire un buon livello occupazionale".

Tratto da: http://www.voceditalia.it/articolo


Per il video ringraziamo Andrea dell'Osservatorio Radio TV.

Ore 20.40 - INTERFERENZE LTE-TV, CNU: "PRIMA I FONDI, POI L'ASTA FREQUENZE".
Il Consiglio nazionale degli utenti (Agcom) chiede di risolvere il tema dello stanziamento dei fondi per eliminare i disturbi causati dal 4G al Dtt. Il presidente Luca Borgomeo: "Impensabile scaricare i costi sui telespettatori".
Il Governo "non proceda alla gara di assegnazione delle frequenze (ex beauty contest ndr)" per nuovi servizi televisivi, se non dopo aver risolto i problemi tecnici legati alle interferenze tra frequenze per la telefonia Lte e tv digitale terrestre. E' la richiesta che avanza il Consiglio Nazionale degli Utenti, organismo istituito presso l'Agcom, che oggi, sulla base di una relazione del presidente Luca Borgomeo, ha esaminato il problema delle interferenze tra Lte (Long Term Evolution) e Tv digitale terrestre, "reso ancora più grave e complesso dal fatto che il Governo, nel Decreto Sviluppo Bis, non ha previsto lo stanziamento dei fondi necessari".
"Chiediamo al Governo di ripristinare subito un fondo ad hoc, per risolvere eventuali problemi di interferenza dell'Lte ai danni del segnale del digitale terrestre - dice Luca Borgomeo al Corriere delle Comunicazioni - Il fondo era già previsto nel Decreto Sviluppo Bis, ma poi è stato tolto. E' necessario che il Governo intervenga in tempi rapidi, per evitare che in futuro siano i consumatori a dover pagare per filtri anti-interferenza, che secondo la nostra esperienza costano almeno 18 euro".
La liberazione da parte delle emittenti televisive delle frequenze a 800 Mhz nella banda fra il canale 61 e 69, assegnate agli operatori con l'asta Lte di un anno fa, è fissata entro la fine del 2012.
Ma già oggi, pur in assenza dell'Lte, le proteste degli utenti per problemi di interferenze di vario genere ai danni del digitale terrestre "sono all'ordine del giorno, a volte basta la semplice presenza di un forno a microonde acceso in casa per disturbare il segnale tv", aggiunge Borgomeo. Il Cnu, anche su sollecitazione di telespettatori, utenti e consumatori, mette le mani avanti e in vista dell'avvento dell'Lte, il cui roll-out è previsto con l'inzio del 2013, esprime "preoccupazione per il continuo e crescente verificarsi di interferenze e di casi di 'accecamento' del televisore - dice Borgomeo - La coesistenza di sistemi di diffusione della televisione digitale terrestre, in tecnologia Dvb-T, in banda IV e V (canali da 21 a 60), con i sistemi di telecomunicazione di nuova generazione (Lte) rischia di creare notevoli problemi: la saturazione di banda, interferenze tra canali adiacenti, gli amplificatori, le antenne condominiali e non, la distanza del segnale dalle antenne televisive, con conseguenze negative per i telespettatori sui quali non è assolutamente pensabile scaricare i costi per risolvere tali problemi (filtri, nuovi decoder eccetera)". Insomma, visti i problemi di interferenza già vissuti e denunciati dai telespettatori sui canali dal 21 al 60, la Cnu punta ad evitare disturbi analoghi sui canali dal 61 al 69 derivanti dal 4G.
Il Cnu "attende con grande interesse la riunione, prevista per fine mese, del Tavolo tecnico istituito dal Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico con gli operatori di telefonia mobile e le emittenti tv. Da essa devono scaturire iniziative concrete ed organiche per risolvere, in una logica di sistema, i gravi disservizi che i ripetitori e le antenne 4G potrebbero determinare sulle trasmissioni televisive". La prossima riunione del tavolo, prevista entro fine settembre, è stata rimandata a data da destinare. "Chiediamo di allargare il tavolo anche ai consumatori - chiude Borgomeo - in previsione dell'avvento dell'Lte, non vorremmo che gli utenti fossero costretti a rivivere l'odissea del decoder e dell'antennista che la gente ancora ricorda dai tempi dello switch-off dell'analogico".

Tratto da: http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/17248_interferenze-lte-tv-cnu-prima-i-fondi-poi-l-asta-frequenze

Ore 15.15 -  LAZIO  - MUX TELEVITA: ATTIVATO VIDEO REGIONE SICILIA.
UHF 65 Mux TELEVITA:
Il canale Video Regione Sicilia, con numerazione LCN 619, non è più a schermo nero ma ora trasmette la programmazione dell'emittente di Modica (Ragusa).
Abbiamo aggiornato lo z@pping TV del mux TELEVITA.





Ore 12.45 -  SICILIA  - TELESUD ACCENDE IL SEGNALE DIGITALE A SAN VITO LO CAPO (TP).
Telesud ha riacceso il proprio segnale su San Vito Lo Capo; in sintonizzazione automatica LCN 118, i cittadini del borgo marinaro, potranno ricevere il nostro canale in digitale terrestre, per la normale programmazione della nostra rete. E da domani, e fino a domenica prossima, Telesud porterà in diretta nelle case dei nostri telespettatori tutto il Cous Cous Fest 2012. Ogni giorno a partire da mezzogiorno seguiremo per voi tutte le sfide gastronomiche tra i 9 paesi in gara. A condurre ci saranno Fede e Tinto di " Radio2 Decanter ", coadiuvati dalla bella palermitana Eliana Chiavetta. Ma seguiremo anche tutti i laboratori gastronomici ed i Talk Show serali, condotti da Luxuria. Saranno i concerti, poi, a chiudere giornalmente le nostre dirette. La grande musica del Cous Cous Fest: in scaletta ci saranno personaggi del calibro di Edoardo Bennato, martedi sera, Fiorella Mannoia mercoledi, Goran Bregovic giovedi, per chiudere il fine settimana con Jaka e Mario Venuti. Non perdeteci sul canale 118 del digitale terrestre, per questo grande appuntamento " live " di Telesud.

Tratto da: http://www.telesud3.com/attualita/telesud-accende-il-segnale-digitale-su-san-vito-lo-capo

Ore 11.55 -  MUX NAZIONALI  - TIMB MUX 3: ELIMINATO IL LOGO DI VERO.
 
UHF 48-42-57 TIMB Mux 3:
Il canale VERO (LCN 137) da qualche giorno sta trasmettendo con la sola scritta in sovraimpressione di Capri Gourmet. Solo occasionalmente compare il logo di Vero per pochi minuti. Oltre alla posizione 137, il canale VERO è disponibile anche alle posizioni LCN 144 con la denominazione VERO CULT e LCN 55 con la denominazione Cinquantacinque, quest'ultima numerazione precedentemente occupata appunto da Capri Gourmet.


Ore 11.05 -  CAMPANIA  - CORECOM CAMPANIA: DTT UNA GRANDE OCCASIONE PERSA PER LE TV LOCALI.
Il Co.re. com, Comitato Regionale per le Comunicazioni è un organismo regionale e, contemporaneamente, è organo delegato dell’Agcom e referente operativo del Ministero delle comunicazioni. Gestire, governare e controllare il sistema delle comunicazioni sul territorio, questi sono i compiti del Co.re.com.
L’era del digitale, però, sta creando non pochi problemi(tecnici, giuridici ed economici): ne abbiamo discusso con il direttore del Corecom, Domenico Giotta, e con il presidente,Felice Blasi.
Direttore Domenico Giotta, cominciamo da lei, perché lei svolge un ruolo di controllo giornaliero sul sistema televisivo locale. Le televisioni locali sono in ginocchio: il digitale terrestre è stato veramente un’opportunità? L’impatto sul mondo del lavoro è stato devastante.
«Cominciamo ad affrontare questa transizione, ma qui gli imprenditori vivono alla giornata: questa è la mia idea. Il digitale era ed è una grande occasione, ma è chiaro che se uno pretende di continuare a fare la televisione che si faceva negli anni ’80, non ce la fa, muore. Se uno è riuscito ad avere la frequenza e un mux con 4 canali, che deve riempire con contenuti differenti, rischierà di morire, perché quando andranno a controllare se tu hai contenuti differenti su ogni canale, ti toglieranno tutto, se non righerai dritto, e daranno le frequenze ai gestori telefonici. Se qualcuno si attrezza affittando i canali e prendendo i soldi di quel fitto, se la può pure cavare. Con 48 mila euro all’anno ci si può affittare un canale: i prezzi li ha stabiliti il ministero. A parte pochissime eccezioni, come Telenorba (che però ora è in difficoltà, perché ha pensato troppo in grande), molte televisioni non hanno programmazioni, ma fanno imbrogli e sono destinati alla chiusura».
Mi sta dicendo che, oltre alla tabula rasa della crisi, bisogna aspettarsi anche il giro di vite del Co.re.com?
«L’Agcom dovrebbe affidarci il controllo previsto dopo sei mesi di attivazione del sistema digitale: trascorso quel periodo verificheremo che ogni canale sia stato riempito di contenuti differenti, senza trucchetti».
Intanto, alcune tv in crisi stentano già a fare i tg in diretta, in violazione della legge Mammì.
«L’obbligo dei tg resta in piedi, ma se qualcuno vuole fare la televisione di astrologia e di lotto può chiedere l’autorizzazione e l’assegnazione di un numero a pagamento. Ognuno deve scegliere il tipo di televisione che deve fare: solo se faccio informazione, però, posso accedere ai contributi e alla legge sull’editoria. Se io utilizzo il canale non per la televisione generalista, ma per fare altro(nicchie, specializzazioni, ecc.), è chiaro che, avendo canali dedicati, non troverò centomila spettatori, ma ne troverò 100 a cui vendere i miei prodotti e la mia pubblicità. Io, insomma, considero il digitale una grande occasione persa per l’incapacità di programmazione degli imprenditori, che erano abituati a percepire contributi e a vivere di televisione. Si è visto quello che è successo in Lazio: 3 milioni di euro dati per le interviste, violando completamente le leggi sulla par condicio. La stessa cosa in Emilia-Romagna. Le reti locali prima servivano tanto alla politica e la politica si è sbracata».
Presidente Felice Blasi, intanto persistono i problemi di ricezione anche nella nostra Regione. Proprio due giorni fa lei ha incontrato i responsabili Mediaset per trovare soluzioni.
«I disagi maggiori vengono segnalati per la Rai, ma questo solo perché chi paga il canone si fa sentire con le segnalazioni. In realtà, i problemi ci sono per tutti».
Quando finirà questa fase di transizione?
«In realtà dovremmo esserne già usciti, ma ci sono problemi tecnici. In diverse zone della Puglia, per problemi stagionali(alte temperature) e per la sovrapposizione di alcuni canali, continuano i disagi. Stiamo monitorando tutto: la soluzione tecnica spetterà ad altri. Noi svolgiamo una funzione di governance: stiamo coordinando i diversi soggetti del mondo dell’informazione. Nel passaggio dall’analogico al digitale siamo passati da un mondo semplice, in cui l’antennista saliva sopra al tetto e spostava l’antenna per ricevere, a un mondo diverso, ma adesso le cose sono cambiate: è necessario adeguarsi e rivolgersi ad antennisti altamente preparati, che forniscono certificazione adeguata. Nei paesi si continua a fare l’orientamento delle antenne a vista, ma non è così che si fa: il segnale arriva ovunque, ma bisogna rivolgersi a professionisti».
Ne è valsa la pena di andare sul digitale, non sarebbe stato meglio scegliere il satellitare, come hanno fatto altri paesi?
«I costi sarebbero stati gli stessi? Questo è il dubbio. Non entro nel merito delle scelte fatte dalla politica, ma la penso come il direttore: il digitale è un’opportunità. Il satellitare era già disponibile, ma i costi alti non permettevano a tutti di accedervi. Il digitale è stato un momento di democrazia, un’opportunità».
Per ora l’opportunità non si è vista. Siamo pieni di “canali archivio” e di repliche, senza parlare del “duopolio”, che permane. Poi c’è il cancro della polverizzazione delle risorse pubblicitarie e, quindi, degli introiti, con relativa diminutio della programmazione di qualità.
«Certo. Non entro nel merito del problema del duopolio, perché ci occupiamo di televisioni locali. Vigiliamo anche a livello locale per evitare le posizioni dominanti. Comunque, il Co.re.com vigilerà anche sui contenuti».
La graduatoria per la ripartizione delle risorse alle tv locali non è da cambiare? Oggi si basa sul numero di dipendenti e sul fatturato: gli imprenditori più piccoli dicono che così si finisce per ingrassare chi è già più grosso. Non sarebbe meglio trasformare questi soldi in sgravi fiscali su ogni singolo lavoratore, a prescindere dall’azienda in cui lavora?
«Sarebbe bello, ma intanto bisogna verificare se i dipendenti siano effettivi, se ci siano e se si tratta di giornalisti: invece spesso si fanno passare per giornalisti gente che non lo è».
Insomma, abbondano i “furbetti del quartierino” anche in questo campo, vero?
«Esatto. I contributi devono essere dati a chi svolge funzioni giornalistiche e questo si può fare attraverso controlli e verifiche. Oggi sappiamo che ci saranno delle sforbiciate sui contributi. Non è ancora liquidato il bando vecchio. Vedremo come sarà il nuovo bando. Al momento sappiamo che è quasi alla firma del ministro il nuovo bando, che dovrebbe uscire a ottobre. È certo che il personale in cassa integrazione non potrà essere conteggiato».

Tratto da: http://www.corrieresalentino.it/interviste/45140-corecom-ldigitale-terrestre-una-grande-occasione-persa-per-le-reti-locali

Ore 00.40 -  EMILIA-ROMAGNA  - PARMA, LUTTO NEL MONDO DEL GIORNALISMO: E' MORTO PINO COLOMBI.
Riportiamo una notizia dello scorso 15 settembre, Parma piange il giornalista radiofonico Pino Colombi.
Per commemorare Pino Colombi, giornalista e inconfondibile voce del Parma, tra i primi a raccontare ai tifosi crociati le imprese della squadra attraverso le radio e le tv parmigiane, il Parma Calcio è sceso in campo sabato scorso con la Fiorentina con il lutto al braccio.


"Lutto per il mondo del giornalismo parmense: è morto improvvisamente a 67 anni Giuseppe 'Pino' Colombi, storica voce della radiofonia locale di Parma. Fra i fondatori di Radio Parma, prima radio locale italiana nel dicembre 1974, era entrato nella storia della radiofonia libera locale l'anno seguente con i primi pionieristici tentativi di radiocronache del Parma calcio con i collegamenti in diretta dagli stadi.
Giornalista pubblicista dal 1989, aveva collaborato a lungo anche con Radio Emilia, Radio Onda Emilia, Radio Dodici e, in ambito televisivo, con Tv Parma, Teleducato ed E'tv. In ambito nazionale era stato collaboratore di radio Rds e Radio 24. Negli ultimi anni si era impegnato anche in ambito religioso collaborando con la Chiesa Metodista di Parma. Lascia la moglie e i figli Roberta e Gianmarco.
La redazione di ParmaToday porge le condoglianze alla famiglia di Pino Colombi.
Il Parma Fc piange la scomparsa del giornalista e amico Pino Colombi, una delle prime e indimenticabili voci dell’'etere parmigiano a raccontare le gesta dei crociati dalla serie C alla serie A e sui campi di mezza Europa. Alla famiglia Colombi le più sentite condoglianze. Anche mister Donadoni a margine della conferenza di questa mattina a Collecchio ha voluto dedicare un pensiero a Pino e rivolgere le sue condoglianze ai famigliari."

Tratto da: http://www.parmatoday.it/cronaca/morto-giuseppe-colombi-giornalista-radiofonico


Ore 00.05 - LA7, TELECOM ITALIA MEDIA: "CLESSIDRA OFFRE 450 MILIONI PER L'ACQUISTO".
MILANO - La gara per Telecom Italia Media entra nel vivo. Mediobanca e Citi, gli advisor dell'operazione dovrebbero aver ricevuto le proposte di Clessidra e H3G per la società nel suo complesso, di Discovery Channel e Rtl per La7 e di Abertis e alcuni fondi per Telecom Italia Media Broadcasting. Le offerte non sono vincolanti e il valzer delle cifre è vorticoso, cominciando dagli analisti che per La7 avevano indicato 200 milioni di euro passando per Ernst&Young che invece avrebbe indicato un valore di base molto più basso, pari a 81,3 milioni di euro fino a oltre 400 milioni di euro, il valore che, secondo quanto si apprende in ambienti finanziari, Clessidra potrebbe riconoscere all'intera società. In Borsa oggi il titolo si è sgonfiato e ha chiuso a 0,186 euro con un rialzo contenuto allo 0,35 per cento. Sposito tenta così di ingolosire il presidente esecutivo di Telecom Franco Bernabè che ha già dichiarato «non si vende a qualsiasi prezzo».
L'investimento potrebbe interessare altri fondi e nelle scorse settimane c'era chi - magari per riportare in auge antichi progetti come Telesogno - provava a immaginare un progetto che coinvolgesse oltre ai capitali anche artisti e giornalisti, una proposta che lo stesso direttore del Tg de La7, Enrico Mentana aveva rilanciato quest'estate a Michele Santoro. In realtà è ancora troppo presto per immaginare quale sarà il futuro della società, se ci sarà uno spezzatino subito o se la vendita sarà in toto, se a comprarla sarà un fondo che normalmente come 'mission' ha quella di raggiungere il break even e poi valorizzare il suo investimento oppure un operatore che ha l'obiettivo di rafforzarsi. «Siamo aperti a tutte le opportunità di valorizzazione» aveva detto l'a.d di Telecom Marco Patuano in assemblea e nella stessa occasione il presidente Franco Bernabè aveva sottolineato: «sarà una procedura più complessa di un'asta perchè parte da manifestazioni di interesse molto libere e aperte». Spetterà agli advisor definire i prossimi passi e la tempistica. Un primo step sarà quello di giovedì prossimo quando al cda di Telecom dovrebbe arrivare un'informativa sul processo di cessione ma nessuna decisione è attesa in quella data. Nella stessa riunione dovrebbe essere affrontato anche il tema dello scorporo della rete facendo il punto sui contatti in corso con Cassa Depositi e Prestiti. Oggi Marco Fossati, azionista con il 5% attraverso Findim, è tornato a spingere sullo spinoff. «I tempi sono maturi per andare avanti con lo spin-off. Questa opportunità non deve essere sprecata perchè le condizioni possono esserci ora, nei prossimi due o tre mesi, o mai più». «Abbiamo un grande piano di rilancio delle infrastrutture - aveva già detto in mattinata il presidente Bernabè - che vedrà al 2014 il 25% degli italiani connessi alla rete» di nuova generazione.

Tratto da: http://www.leggo.it/news/soldi/la7_telecom_italia_media_clessidra_offre_450_milioni_per_lacquisto


 24 SETTEMBRE 2012 - Lunedì 

Ore 22.40 -  CALABRIA  - SEQUESTRATI IMMOBILE E IMPIANTI RADIOTELEVISIVI DI INFOSPAZIO.
Il tribunale di Catanzaro ha autorizzato il sequestro dell'immobile di proprieta' di Radio Telespazio e occupato da Infospazio. Sequestrati anche tutti gli impianti di trasmissione. E' stato nominato un custode che amministrera' i beni per consentirne l'utilizzo alla proprietaria.
Tratto da: http://digicalabria.mastertopforum.net/sequestrato-immobile-occupato-da-infospazio-e-relativi-impianti


Ore 22.20 -  TOSCANA  - MUX TVR TELEITALIA: REALIZZATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 45 Mux TVR TELEITALIA:
Abbiamo inserito nel nostro database di TOSCANA IN DIGITALE la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux dell' emittente di Capalle-Campi Bisenzio (Firenze) TVR TELEITALIA. Il multiplex contiene 11 tv e 1 radio e trasmette in tutta la regione sulla frequenza UHF 45. Per conoscere in dettaglio tutti i canali e le loro numerazioni LCN e per visualizzare le immagini con il nostro z@pping TV consulta la pagina del mux TVR TELEITALIA.

Mux TVR TELEITALIA - Z@pping TV


Ore 21.55 - A RISCHIO L'ARCHIVIO DI RADIORAI: IN OLTRE 500 MILA NASTRI LA STORIA D'ITALIA.
Eppure, anche il neo direttore generale, Luigi Gubitosi, non sembra interessato alla questione. Gli ultimi custodi di questo tesoro collettivo, dei semplici lavoratori dell'azienda pubblica di via Asiago, stanno preparando un appello al Presidente della Repubblica perché intervenga sui vertici aziendali imponendo la salvaguardia della “nastroregistroteca”.
C’è un patrimonio culturale e storico, immenso, inestimabile e unico, che sta per finire distrutto dall’incuria e dal degrado senza che nessuno muova un dito. E’ l’archivio storico di Radiorai, la “nastroregistroteca”, come la chiamano gergalmente nei corridoi di via Asiago a Roma, sede centrale della Radio pubblica. Dentro lunghi corridoi che corrono anche sotto la sede di via Teulada, ci sono 400 mila nastri di registrazioni dal 1950 ad oggi. C’è tutta la storia d’Italia, c’è tutta la storia della Repubblica, ma anche quella degli ultimi anni della guerra. C’è, soprattutto, racchiuso in quelle teche, la cultura e il senso di un’intera nazione, radici di appartenenza (e anche di disuguaglianza) che sono state fatte crescere anche attraverso trasmissioni radiofoniche che hanno unito un popolo ben prima della televisione. E anche dopo di lei.
Ebbene, questa nostra straordinaria memoria collettiva adesso sta per spegnersi. Perché è in stato di abbandono. I nastri di registrazioni antichissime, molto spesso pezzi unici, sono contenuti su supporti fragili, perché vecchi e tra un po’ non ci saranno neppure più le apparecchiature su cui farli girare per ascoltare di nuovo voci storiche perse nel tempo che talvolta nessuno ha mai ascoltato. E ancora dischi, “lacche”, che suonerebbero arie di opere dirette da Toscanini, per esempio, se solo ci fossero le puntine per i giradischi che, invece, non ci sono più. Il paradosso è che tutto questo materiale non è neppure catalogato. E quando andranno in pensione i suoi ultimi custodi, persone che quei nastri li hanno diligentemente riposti sugli scaffali nel corso del tempo e sanno “dove si trova cosa”, nessuno sarà più in grado di ritrovare nulla e, dunque, sarà come non avere più nulla.
La nostra storia documentata, in poche parole, sta per finire in polvere. Qualche giorno fa, uno dei pochi custodi rimasti, ha ritrovato casualmente l’unica copia della prima interpretazione di Vittorio Gassman dell’Amleto; era il 1954. Ma solo pochi metri più in là si sa che sono presenti i discorsi di Benito Mussolini piuttosto che quelli del primo presidente della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola. Scaffali interi di nastri e di storia che nessun dirigente di Radiorai, almeno fino ad oggi, ha mai tentato di mettere in sicurezza o di valorizzare attraverso delle azioni mirate anche di catalogazione. E non c’è solo l’archivio di Roma. Ci sono anche quelli delle sedi regionali della Rai. Sono altri 150 mila nastri di storia dei popoli d’Italia. Qualcuno ha tentato di quantificare economicamente il valore di questo archivio e il risultato è stato che nessuno è in grado di stimarlo veramente. Si ipotizzano comunque cifre iperboliche che, però, nessuno nella Rai degli ultimi anni ha pensato di poter monetizzare in alcun modo.
Uno scandalo, in qualsiasi modo la si metta. Molto superiore, dal punto di vista culturale e politico della gestione aziendale, di tanti altri che si affastellano sulle pagine dei giornali con maggior risalto. E solo perché riguardano la tv. La Rai non può permettere che il senso stesso del suo essere “servizio pubblico” – l’archivio storico – finisca rosicchiato dai topi e sepolto dalla polvere. Non c’è neppure una ragione economica sotto questa tragedia dell’incuria e dell’ignoranza; digitalizzare l’intero archivio Rai costerebbe poco più di 100 mila euro, se fatto con personale interno; una briciola per la tv pubblica. Certo, ci vorrebbe un sacco di tempo, dai cinque ai sei anni, ma ne varrebbe la pena. Perché poi quel materiale potrebbe essere messo a disposizione di tutti, anche via internet, solo per la fruizione, casomai.
Insomma, salvare una fetta importante, fondamentale, della nostra cultura e della nostra storia non costa nulla e varrebbe tanto. Eppure, anche il neo direttore generale, Luigi Gubitosi, non sembra interessato alla faccenda, ma gli ultimi custodi di questo tesoro collettivo, dei semplici lavoratori Rai di via Asiago, non hanno alcuna intenzione di darsi per vinti e stanno preparando un appello al Presidente della Repubblica perché intervenga sui vertici aziendali imponendo la salvaguardia della “nastroregistroteca”. Perché quella “storia” siamo noi e un popolo senza memoria, si sa, non ha futuro.
Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/23/rai-a-rischio-larchivio-di-radiorai-in-oltre-500-mila-nastri-storia-ditalia

Ore 21.00 - FREQUENZE 61-69: PUBBLICATO AMMONTARE MISURE COMPENSATIVE.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto, in data 24/09/2012, l’ammontare delle misure economiche compensative, finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz, previste dall’art. 4 comma 7 del decreto ministeriale 23 gennaio 2012.

Ore 17.55 -  ABRUZZO  - PESCARA SAN SILVESTRO: PROVVEDIMENTO DI SPEGNIMENTO PER 10 EMITTENTI.
Riportiamo la news tratta da alcuni siti che riferiscono i dettagli sui primi 10 riferimenti dirigenziali di spegnimento delle emittenti radiotelevisive di San Silvestro sanzionate dalla GDF in quanto prive dell'autorizzazione comunale alla trasmissione. Per completeza di informazione, tra le 10 emittenti sanzionate è presente anche la romana TeleStudio che dopo lo switch off dello scorso maggio, non ha
più riattivato il suo impianto dalla locale postazione di San Silvestro.

"Sono stati firmati oggi, dal Comune di Pescara, i primi dieci provvedimenti dirigenziali di spegnimento delle emittenti radiotelevisive che nei mesi scorsi sono state sanzionate dalla Guardia di Finanza perché prive delle autorizzazioni comunali alla trasmissione. Le emittenti sono Radio California, Radio Parsifal, Radio Speranza, Rete 8, Telemare, La7, Tele studio, Radio Radicale, Atv7, Telemax - annunciano dal Comune."

Ore 10.45 - VENDITA LA7: OGGI LE OFFERTE DEI QUATTRO PRETENDENTI.
Oggi pomeriggio si saprà quali offerte sono arrivate sul tavolo dell'advisor Mediobanca per Ti Media, ossia per i canali La7 e Mtv e per le frequenze del digitale terrestre di Timb. E anche se Mediobanca non commenta le indiscrezioni, ci sarebbero quattro offerte, che saranno poi valutate dal board di Telecom Italia in programma giovedì prossimo. Dopo la ritirata dei colossi Mediaset e Sky, in gara sarebbero rimasti Cairo Communications che è titolare del contratto pubblicitario di La7, Hutchison Whampoa la società cinese proprietaria del gestore mobile «3», Discovery Channel e i tedeschi di Rtl. Per «3» l'obiettivo potrebbero essere le frequenze televisive dato che il gestore mobile ne ha già e potrebbe forse convertirle in telefoniche. Per le frequenze ci potrebbero essere anche altre società interessate come Ei Towers o Abertis. Mentre il fondo Clessidra che fa capo a Claudio Sposito non ha ancora sciolto le riserve sulla presentazione di una offerta per i canali tv. Quanto alle valutazioni ce ne sarebbe una complessiva per circa 500 milioni (che comprende anche il debito). Ce ne sarebbero però anche altre. Quella da 200 milioni (senza debito) fatta dagli advisor (oltre a Mediobanca c'è anche Citigroup) sarebbe troppo alta per i soggetti interessati. Ci sarebbe anche la perizia fatta da Ernst & Young, pari a 81,3 milioni di euro. Un valore che tiene conto solamente della newco La7, controllata al 100% da TI Media e che ha possiede La7 e il 51% di Mtv, oltre a debiti per circa 122 milioni di euro. C'è anche già un'offerta concreta per 150 milioni e arriva dal finanziere Alessandro Proto che dichiara di avere in portafoglio investitori. Il presidente di Telecom Franco Bernabè ha comunque già dichiarato che La7 non sarà ceduta a qualsiasi prezzo e che verranno valutati con attenzione i progetti industriali delle società interessate. Il titolo Ti Media in Borsa nell'ultimo mese è salito di quasi il 50% in maniera particolare dopo le indiscrezioni che davano Mediaset interessata all'affare. Ma la società del biscione ha smentito, ritenendo La7 un cattivo affare dato che ha sempre generato perdite elevate per i suoi azionisti.

Tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/economia/la7-oggi-offerte-dei-quattro-pretendenti