Da Lunedì 26 DICEMBRE 2011 a Domenica 01 GENNAIO 2012


COLLABORA CON "L'ITALIA IN DIGITALE"
Sei appassionato di tv e radio e vuoi collaborare inviandoci le segnalazioni e le liste della tua zona?
Contattaci alla nostra mail
italiaindigitale@libero.it e inizia subito a condividere le tue informazioni su L'ITALIA IN DIGITALE.


    VAI ALL 'INDICE NEWS DEL 2011 


   Vai alle NEWS dal 19 NOVEMBRE al 25 DICEMBRE 2011


Clicca sulle immagini per vederle ingrandite


 01 GENNAIO 2012 - Domenica 

Ore 23.55 -  PIEMONTE  - MUX TELESTUDIO TORINO: AGGIORNATO LO Z@PPING TV.
UHF 24 Mux TELESTUDIO TORINO:
Abbiamo aggiornato i canali trasmessi da questo multiplex: rispetto alla nostra precedente rilevazione infatti ci sono stati dei cambiamenti di EPG e della numerazione in video del denominativo Telestudio. Nel dettaglio, TELESTUDIO (LCN 17) è ora nominato TELESTUDIO UNO, mentre Blue Jeans TV TST1 (LCN 118) è ora inserito come Blue Jeans TV TST2 e via di seguito. Per visualizzare meglio questi cambiamenti, vi alleghiamo la precedente lista canali e quella attuale.



Canale 24 UHF - Mux TELESTUDIO TORINO - Z@pping TV


Ore 23.00 -  ABRUZZO    MARCHE   - ABRUZZO E MARCHE: NUOVI AGGIORNAMENTI IN TV, ARRIVA IL MONOSCOPIO DI RADIO GALASSIA.
Nicolantonio da Chieti ci invia nuovi aggiornamenti televisivi dall'Abruzzo e dalla confinante Marche.
ABRUZZO: l'emittente vastese TRSP ha ripreso a trasmettere, dopo l'interruzione durata qualche settimana.
MARCHE: il canale A+ TELEVISION di Ascoli Piceno, che ti avevo segnalato sul mux TELE A MARCHE, è stato inserito anche in TELE A+ MARCHE: ha una programmazione molto vasta e trasmette anche films e cartoni animati. - Il canale Prog.3 nel mux di TVRS, che ha sempre avuto lo schermo nero, oggi presenta il monoscopio di RADIO GALASSIA. Allego la foto del monoscopio e alcuni marchi di tv marchigiane.




Nell'ordine i loghi delle emittenti: Picus Tv - Tv Centro Marche - A+ Television - TVA - TVP ITALIA - Video Tolentino



Ore 16.30 -  MARCHE  - TV PARROCCHIALE SERRA DE' CONTI (AN): CONTINUANO LE TRASMISSIONI IN ANALOGICO.
Nella regione Marche, come è noto, è da poco terminato il passaggio alla tv digitale terrestre, eppure la tv parrocchiale di Serra de' Conti, località della provincia di Ancona, continua ad operare in analogico sui canali UHF 29 e 70. Nei mesi scorsi vi avevamo parlato di questa emittente che accende il segnale solo per mandare in onda la messa della parrocchia, una specie di servizio pubblico per la comunità. Oggi come potete vedere dalle immagini è in onda la scritta buon anno generata da un Commodore 64.



Ore 08.10 -  VENETO  - TELECOMANDO A CITTADELLA (PD): LE POSIZIONI LCN.
Un nostro lettore, Luigi di Cittadella, in provincia di Padova, ci ha inviato una rilevazione delle posizioni LCN ricevute nella sua cittadina, aggiornata al 30 dicembre 2011, che pubblichiamo qui di seguito. La mail completa di Luigi potete leggerla anche nella pagina dello
SPORTELLO TV DIGIT@LE.


Ore 08.05 -  SICILIA  -  DTS  - MUX TVA AGRIGENTO: RIPRISTINATO IL CANALE 60 UHF A CALTANISSETTA.
UHF 60 Mux TVA:
E' stato ripristinato il segnale del mux TVA, Tele Video Agrigento, sul canale 60 UHF da Monte San Giulinano a Caltanissetta.
Il multiplex contiene cinque canali, di cui due sono test:


16 - Tva
88 - Amica Tv
97 - Tva TEST
98 - Tva Tests2
99 - Cts Tv




Ore 05.50 -  SICILIA  - TELECOMANDO A GELA (CL): LE POSIZIONI LCN.
Un nostro lettore, Andrea di Gela (Caltanissetta) ci ha inviato una rilevazione delle posizioni LCN ricevute nella sua cittadina, che pubblichiamo qui di seguito. La mail completa di Andrea potete leggerla anche nella pagina dello
SPORTELLO TV DIGIT@LE.



 30 DICEMBRE 2011 - Venerdì 

Ore 23.50 - OLTRE IL GRANDE FRATELLO, COSA DOVREBBE PORTARSI VIA DELLA TV QUESTO ORRENDO E AGONIZZANTE 2011.
Se davvero, come si vocifera, Canale 5 chiuderà il Grande fratello 12 anzi tempo per scarsi ascolti ed ancor più labile interesse da parte dei telespettatori, la crisi della Tv così come la conoscevamo sarà conclamata. Possiamo dire che il padre di tutti i reality show ha segnato un’epoca, a differenza tanto per dire del telequiz, particolarmente breve, pur incidendo nel profondo e determinando mutamenti fondamentali. Ha reso il mezzo molto più disinvolto, ha autorizzato le telecamere – prima molto pudìche, o addirittura compìte – a frugare dietro le quinte, ad indagare nel privatissimo. I reality hanno legittimato l’errore, l’approssimazione, il velleitarismo. Li ricercati, bramati, come loro caratteristica precipua. Ai Menù di Benedetta, su La7, i divertenti inserti “fuori onda” con svarioni e goffaggini della Parodi si devono alla rivoluzione del Grande fratello, prima sarebbero stati impensabili.
Con i reality, primo fra tutti il Grande fratello dal 2000 in qua, il dilettantismo si è fatto format: la televisione ha scoperto la gente, vena aurifera di passioni, storie, facce, da cui gli autori, nel frattempo divenuti assemblatori alla catena di montaggio della infida arte del casting, continueranno ad attingere a piene mani. Finché non si renderanno conto che il “gentismo” avrà esaurito forza propulsiva. Poi, non facciamoci illusioni, le smanie di protagonismo della porta accanto dovranno soccombere dinanzi al nuovo che avanza. Difficile fare previsioni con la confusione che domina la televisione in questi anni: sminuzzamento degli ascolti, cambio degli assetti editoriali, con la crescita del satellitare e del digitale terrestre.

Al massimo, seduti al capezzale di questo tremendo 2011, potremmo dire cosa della Tv butteremmo volentieri dalla finestra. Cianfrusaglie. Ciarpame. Bagattelle. Rigettiamo volentieri il dolorismo di certi pomeriggi domenicali da cani di Panicucci, Brachino e compagnia berciante. Gli urletti della D’Urso, brava a cucire insieme drammi della cronaca e abitini di saliva alle celebrities de noantri. La disinvoltura con cui Sottile, Scampini, Cavo, Meluzzi, Garofalo, Piccozzi, Bruzzone, Collovati, Infante vestono i panni di detective dilettanti e giocano a fare gli Sherlock Holmes del piccolo schermo pur maneggiando delitti veri, umanità palpitante, lacerazioni, sofferenza.

I talk show di epidermico approfondimento che proliferano a velocità d’infezione solo per consentire ai soliti noti della politica di metterci faccia e sedere. Buttiamo gli editoriali a comando di Minzolini. I “panini” rifatti dei tg. I show copia/incolla, magari con strascichi giudiziari. Le promozioni e le defenestrazioni di dirigenti Rai a cui seguono i ricorsi in tribunale (tra un po’ i palinsesti li faranno direttamente i magistrati!?). Respingiamo le “cazzengerate” di Giacobbo, spacciate per divulgazione. Le telepromozioni culturali di Marzullo. Le marchette editoriali (tra infinite anticipazioni ai tg e le presentazioni con Berlusconi) di Vespa. Mandiamo in pensione anticipata le baby-ugole di Clerici e Scotti, gli opinionisti in fasce di Piroso (e prima ancora di Bonolis, in Chi ha incastrato Peter Pan?). Rottamiamo tutte le censure e le scelleratezze che hanno portato all’allontanamento di Dandini, Santoro, Saviano dal servizio pubblico.

L’elenco è del tutto insufficiente, chiunque potrà incrementarlo qui sotto. Continuando a pensare, come raccomandava il buon Rispoli, che un “buon libro” è sempre meglio.

Tratto da: http://notizie.tiscali.it/opinioni/Sabatini/2362/articoli/Oltre-al-Grande-fratello-cosa-dovrebbe-portarsi-via-della-Tv-questo-orrendo-e-agonizzante-2011

Ore 23.25 - ASCOLTI TV: CIELO SFIORA IL 3% DI SHARE CON I FILM DI NATALE. PER IL CANALE RECORD ASSOLUTO.
Record natalizio per Cielo. Il canale di Sky in onda sia sul satellite che sul digitale terrestre ha infatti registrato nella giornata del 28 novembre un record assoluto di ascolti. Ad accomunare i telespettatori 2012, film in chiave apocalittica del 2009 diretto da Roland Emmerich, con John Cusack e Thomas McCarthy: il film ha registrato uno share medio del 2,2% con 547mila spettatori, con il picco sul target commerciale del 2,9%.
Il record assoluto Cielo l'ha avuto anche durante l'arco della giornata, dove ha ottenuto uno share medio dell'1,1% e una media di spettatori di 123mila. Questi dati confermano il trend positivo degli altri film trasmessi dal canale satellitare nel periodo natalizio: mercoledi' 27 dicembre Angeli e Demoni di Ron Howard, con Tom Hanks e Naomi Watts, ha ottenuto il 2,14% di share ed e' stato seguito da una media di 556mila telespettatori.
Tratto da: http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/112499-ascolti-tv-cielo-sfiora-il-3-di-share-con-i-film-di-natale.-record-ass.

Ore 18.05 - DE BENEDETTI TORNA A INVESTIRE IN TV: PATTO CON DISNEY ABC.
Risveglio se non rinascita (o rifondazione) per il braccio televisivo del Gruppo l’Espresso. Si tenta di rilanciare la tv e lo si fa con una robusta iniezione di programmi made in Usa. Di qualità: il pacchetto di film, telefilm e format che gli esperti stimano valere circa 10 milioni di euro è quello di Disney-Abc, la major Usa fortissima nella programmazione family.
Per intenderci, non dovrebbero fare parte del patto in via di definizione le sitcom o i cartoni che trasmette Disney Channel e tra i titoli acquisiti non ci sono i successi più vecchi del catalogo, come Desperate Housewives, ma molti dei nuovi prodotti in magazzino hanno un elevato potenziale: dal poliziesco Revenge a The Nine Lives of Chloe King, passando per lo stravecchio ma efficace America’s Funniest Home Videos, il papà di tutti i Paperissima della Terra, ideale base per un programma da collocare in access prime time o nel preserale.
Quella di Deejay Tv è una storia lunga e complessa. La tv del gruppo De Benedetti, attualmente al posto numero nove del telecomando digitale, fonde infatti il marchio della radio di successo con l’infrastruttura e la tradizione di All Music, l’emittente e la concessione nazionale che Carlo De Benedetti ha comprato alcuni anni fa da Alberto Peruzzo e che si sono trasformati nel tempo in due multiplex del digitale terrestre non adeguatamente sfruttati. Almeno fino a questo momento. La tv rende poco più di una decina di milioni di raccolta pubblicitaria e ha poche ore di programmi in magazzino. On air, oltre a Deejay va la versione multimediale del quotidiano, RepubblicaTv, e poco altro. Difficilmente valutabili gli ascolti dell’emittente tv diretta come la radio da Linus (ma siamo nell’ordine dello 0,03%), che ultimamente si era affidata a Magnolia e a Giorgio Gori per produrre una programmazione originale, tesa a valorizzare i personaggi della radio e allargare la communitiy “digeiana”.
Ebbene, il lancio del nuovo palinsesto, forte di questa robusta integrazione, dovrebbe avvenire proprio in occasione del trentesimo anniversario di Radio Deejay, celebrato con un grande evento non solo televisivo il primo febbraio del prossimo anno. Sono attesi alla festa – da Fiorello a Luciana Littizzetto passando per Fabio Volo – voci e volti eccellenti della radio del gruppo. Che prima o poi potrebbero diventare una vera risorsa della tv.
Che farà De Benedetti? Il rilancio di Deejay è il primo punto di un programma che prevede un impegno più convinto in televisione? Il gruppo l’Espresso abbinerà la nuova, rimpolpata Deejay a La7 e La7d, che potrebbe acquisire da Telecom? Il progetto industriale starebbe certamente in piedi anche perché il duopolio Rai-Mediaset – il successo di Sky e il rilancio de La7 ne sono la prova più convincente - appare meno intangibile di quanto non fosse fino a pochi mesi fa.
Senza Silvio Berlusconi premier e con la liquidità procurata dalla vittoria in appello con risarcimento nel processo riguardante il lodo Mondadori, l’Ingegnere potrebbe pensare davvero di fare concorrenza al Cavaliere mettendo in campo, per giunta, un’offerta ancora più compiutamente multimediale di quella di Mediaset. Altra chanches per il gruppo di cui è amministratore delegato Monica Mondardini, stringere un accordo più coinvolgente con il partner americano: negli ultimi mesi, infatti, era parso che Disney-Abc avesse valutato perfino di fare direttamente ingresso nel mercato italiano con una propria offerta di canali.
Chi conosce De Benedetti però, non esclude che anche questa sia una semplice mossa difensiva, interlocutoria, in attesa di capire ancora più chiaramente cosa fare in tv.

Tratto da: http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=740:de-benedetti-torna-a-investire-in-tv-patto-con-disney-abc

Ore 13.00 -  LAZIO E ROMA  - MUX 7 GOLD LAZIO: ARRIVA 7 GOLD MUSICA SUD.
UHF 32 Mux 7 GOLD LAZIO:
In questo multiplex, al posto di 7 GOLD PLUS, con LCN 683 è arrivato il nuovo canale 7 GOLD MUSICA SUD. Curiosamente il nome della rete è stata nominata 7 Gild Lazio, come potete vedere dall'immagine che vi alleghiamo. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con tutti i dettagli tecnici e lo z@pping tv del mux 7 GOLD LAZIO.





Ore 12.45 - TROPPA BELEN, POCO CORAGGIO, E LA TV E' SEMPRE PIU' "SOCIAL".
Piccolo schermo, grandi mutamenti. La parola chiave è stata "tecnologia". Tra nuove forme di informazione e il "vecchio" Fiorello, è stato l’anno che ha sconvolto il video.
Il 2011, l’anno che sconvolse la tv. Da tempo non si registravano tanti mutamenti: di linguaggio, di star del video, nel gradimento dei conduttori. Per dire: Michele Santoro se n’è andato dalla Rai, come pure Simona Ventura e Serena Dandini. L’Auditel è finito sotto osservazione dell’Authority per le comunicazioni. È esploso il Tg di La7 diretto da Enrico Mentana. Così, tanto per citare alla rinfusa alcuni di questi cambiamenti. Altri ce ne sono stati, sia in meglio sia in peggio, accelerati pure dalla caduta del muro di Berlusconi.
SOCIAL TV Sembra la formula del futuro. Le potenzialità delle sinergie tra social network e programmi tv sono tutte da esplorare. Modello Fiorello: la community di Twitter fornisce spunti, idee e personaggi per lo show. Modello Santoro: Facebook diventa un sondaggio in tempo reale sul gradimento dei contenuti in grado di orientare la discussione. Più classica la formula di Gad Lerner, che rimanda al blog del programma per fidelizzare il pubblico. Parola chiave: convergenza.
BELÉN RODRIGUEZ Esemplare di showgirl moderna. Baciata dalla natura, dotata di eclettismo espressivo e sufficiente arguzia, ha avuto nel Festival di Sanremo la grande occasione: ben sfruttata. Ma i «però» resistono. Piace a tutti, ma non si è ancora consacrata. Ha talento, ma non si afferma definitivamente. Sovraesposta - troppi video, troppe paparazzate - c’è qualcosa nella sua stessa gestione che le nuoce. Il suo percorso ricorda quello di Pato, talento incompiuto del Milan. Vedi alla voce: eterna promessa.
ONE MAN TG È quello di Enrico Mentana, che ha illuminato tutta La7. Il direttore-conduttore dà le notizie, ma dà anche il senso della giornata «sotto il cielo della politica». Titoli chilometrici, servizi lunghi, introduzioni didascaliche, niente cronaca nera. Perfetto durante la fine del governo Berlusconi, meno incisivo nell’èra dei tecnici. Modello di riferimento: Cicerone.
PIERSILVIO BERLUSCONI Ha vinto la scommessa del digitale terrestre e Mediaset Premium si è affermata pur partendo in ritardo rispetto a Sky. In una recente intervista al Corriere della Sera ha rivendicato autonomia editoriale dal padre («Silvio Berlusconi è mio padre, io sono io e Mediaset è Mediaset»). Ma la sensazione è che, salvo qualche novità, le reti generaliste vadano un tantino rinfrescate. Non guasterebbe la vicinanza di qualche testa d’uovo. Parola chiave: coraggio.
QUARANTENNI Abitano quasi tutti a La7. Corrado Formigli, Gianluigi Nuzzi, Nicola Porro e Luca Telese: più concreti e asciutti ma meno carismatici dei padri, Santoro, Vespa e Lerner, di cui sono stati collaboratori o ospiti. In attesa di consacrazione. Nell’interregno tra fondatori ed emergenti fa fortuna Giovanni Floris, quarantenne ma veterano. Parola chiave: parricidio.
CASTING E RI-CASTING Rito trito e ritrito. Aggravato dal ricorso ai «ri-famosi» dell’Isola: Valeriona Marini, Flavia Vento, Aida Yespica, Rossano Rubicondi - ancora loro - e giù giù nel sottoscala del trash. Appena insediata in cima alla Rai, Lorenza Lei aveva dichiarato guerra ai reality e la stagione mediocre del Gieffe dovrebbe insegnare. Ma tra il dire e il rinnovarsi ci vogliono le idee. Chi buca la bolla televisiva?
FIORELLO Salvatore della patria. Ovvero del varietà, della comicità senza casacche, dello spettacolo tout court. Toccato dalla grazia, va in onda il giorno dopo le dimissioni di Berlusconi e ha la prontezza di guardare avanti, buttando nello show tutto se stesso, famiglia compresa. Walter Chiari del Terzo millennio. Il più grande intrattenitore dopo il big bang. Meteora di Raiuno.
MULTIPIATTAFORMA È il nuovo ircocervo mediatico. Metà tv e metà web, metà satellitare e metà digitale, metà nazionale e metà locale. La scommessa di Michele Santoro, già durissima in partenza, lo è diventata ancor più ora che l’antiberlusconismo si sfarina e i suoi big si muovono in ordine sparso. Ce la farà Servizio pubblico a diventare una rete, un palinsesto? L’isola di Utopia.
ENRICO LUCCI «Siamo solo dei cialtroni che fanno il varietà». Eppure quasi ogni servizio della Iena numero uno è un piccolo saggio, uno spaccato di costume. Rivedere quello intitolato Viale del tramonto, con Alba Parietti che confida il suo pentimento per il ricorso al botulino o quello su Mal dei Primitives che spiega perché a 67 anni canta ancora nelle sagre di paese. Modelli di riferimento: Flaiano, il tenente Colombo, Nanny Loi.
SKY Produce cinema e serie di successo, si prende i talent show di tendenza, impone lo spezzatino della Serie A. Cento canali tematici sommati fanno una tv generalista. La marcia è lenta, l’infiltrazione nella quotidianità del telespettatore progressiva.
Furbissima la campagna intitolata «La tua vita viene prima della tv». Tanto c’è quel portento di MySky. Parola chiave: Tv di Machiavelli.
DONNE SULL’ORLO In continuo movimento, irrequiete, insoddisfatte. Cambiano progetti, programmi e reti come fossero abiti da sera. Simona Ventura, Serena Dandini, Luisella Costamagna, Sabina Guzzanti, Milena Gabanelli, Lucia Annunziata: la mettono giù dura e quasi sempre la spuntano. Carrieriste disperate.
CARLO FRECCERO Genio fuori gioco. La sua Rai4 è la più definita e la più redditizia delle reti digitali. Niente inseguimenti dei canali generalisti: con la fantascienza, gli action movie, l’animazione giapponese, le vecchie serie americane e quelle nuove europee Freccero coltiva le nicchie di qualità. Parola chiave: autolesionismo di Mamma Rai.
INFOTAINMENT Vite in diretta, pomeriggi sul cinque, Italie sul due, verissimi e kalispère, Malgioglio e Solange, Corona e Garko, glamour e gossip, flirt e flash, paparazzi e papponi, agenti potenti, finti portenti, tronisti e buchi della serratura. Tutto da rivedere. Parola chiave: vekkio konio.
GURU CADENTI Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti: molto attivi nei primi sei mesi dell’anno, si sono inabissati dopo le dimissioni di Berlusconi. In fredda anche con Santoro che li aspettava al varco. Nel 2012 riappariranno Celentano e Saviano. Ancora telepredicatori?
MONTALBANO L’unico che manca davvero. L’unico che riconcilia con una normalità solida e affidabile. Un uomo sensato, che ama le donne e la buona cucina, il mare e gli amici giusti. Un leader della quotidianità: quello che tutti vorremmo essere. Una serie italiana ben fatta, con tutto il suo sapore artigianale. Vedi alla voce: quando torna?
Tratto da: http://www.ilgiornale.it/spettacoli/troppa_belen_poco_coraggio_e_tv_e_sempre_piu_social


 29 DICEMBRE 2011 - Giovedì 

Ore 23.45 -  EMILIA-ROMAGNA  - MUX LA 9: AGGIORNATO LO Z@PPING TV.

UHF 28 Mux LA 9:
Abbiamo aggiornato nella lista delle emittenti TV che si ricevono a BOLOGNA e a CERVIA - MILANO MARITTlMA (RA) lo z@pping TV di questo multiplex, dove potete visualizzare le immagini dei canali diffusi e le relative posizioni LCN.

Canale 28 Uhf - Mux LA 9 - Z@pping TV


Ore 19.20 -  TRENTINO  - IL MINISTERO METTE FINE AL "FAR WEST" DELLE TV LOCALI DEL TRENTINO ALTO ADIGE.
Gabriele, il nostro collaboratore dal Trentino, ci segnala questo articolo sul far west delle numerazioni LCN in Trentino Alto Adige e da qui la nuova modifica di ieri delle LCN dei mux TCA e RTTR, che vi abbiamo comunicato nelle precedenti news. Da tenere presente però che l'emittente TCA ha liberato la posizione LCN 11 per far posta al canale dell'emittente RTTR ma non si è ancora adeguata per quanto riguarda le altre posizioni LCN assegnate a TCA.
Tratto da: http://www.tvdigitaldivide.it/2011/12/29/il-ministero-mette-fine-al-far-west-delle-tv-locali-del-trentino-alto-adige
TRENTO – C’è voluto un anno di tempo e un ricorso d’urgenza ma alla fine – precisamente alla vigilia di Natale – è stata finalmente messa la parola fine a quello che potrebbe essere definito il “Far West” dei numeri dei canali del digitale. E quindi basta confusione per quello che riguarda le emittenti locali del Trentino Alto Adige: Rttr si troverà stabilmente al canale 11 e TCA al 12.
Il problema non era di poco conto ed era legato ad un mancato intervento da parte del Ministero dell sviluppo economico che di fatto danneggiava Rttr, emittente privata che tra l’altro trasmette ogni giovedì il programma Servizio Pubblico di Michele Santoro, che ogni volta che avveniva la risintonizzazione automatica dei canali finiva ad occupare nelle lista dei canali (a causa del conflitto di numerazione) posizioni decisamente alte: oltre il numero 80 della numerazione LCN di decoder e tv di nuova generazione.
L’origine dei guai digitali risale a dicembre dello scorso anno, quando Ministero e Corecom, con i soliti assurdi ritardi, determinarono la graduatoria che ha stilato la numerazione automatica dei canali per le emittenti locali. Numerazione LCN non rispettata e contestata da alcune tv che ha quindi generato i fastidiosi e deleteri conflitti. Capitava quindi che nonstante la precisa assegnazione del numero LCN 10 per Rttr, sullo stesso canale trasmettevano altre due emittenti come TCA e Telenuovo. Il guaio è che la graduatoria dell’assegnazione delle frequenze, classifica sempre predisposta dal Corecom ma separata da quella della numerazione LCN, posizionava la tv TCA prima di Rttr. Da qui sono nate le polemiche, ma anche un accordo tra le due emittenti, che perà non ha impedito ad altre tv locali di posizionarsi sullo stesso numero 10 delle liste.
Ma grazie al ricorso urgente portato avanti da Rttr il Ministero è stato indotto, proprio nel tardo pomeriggio della vigilia di Natale, ha risolvere la questione assegnando il canale 11 a Rttr (e anche i numeri 111 e 211) e il canale 12 a TCA (con i numeri 112 e 212).


Ore 19.05 -  TRENTINO  - MUX RTTR: CAMBIO DI LCN PER ALCUNI CANALI.
UHF 45 mux RTTR:
Alcuni canali di questo mux hanno cambiato numerazione LCN, RTTR dal 10 passa all'11, TVALPI dal 110 al 111, RTT MUSIC TV dal 210 passa al 211.
Abbiamo aggiornato lo z@pping tv del mux RTTR.



Ore 18.45 -  TRENTINO  - MUX TCA: CAMBIO DI LCN PER ALCUNI CANALI.
UHF 31 mux TCA:
Alcuni canali di questo mux hanno cambiato numerazione LCN e il canale TCA PROMO TRENTINO è stato rinominato in TCA TRENTINO.
Qui sotto potete visualizzare la numerazione LCN come era prima e come è adesso.
Abbiamo aggiornato lo z@pping tv del mux TCA.



Ore 18.05 -  SICILIA  -  DTS  - MUX ANTENNA DEL MEDITERRANEO: RIPRISTINATO IL CANALE 59 UHF A LIPARI (ME).
UHF 59 Mux ANTENNA DEL MEDITERRANEO:
E' stato ripristinato il segnale del mux A.M. ANTENNA DEL MEDITERRANEO del canale 59 UHF da Monte Sant'Angelo a Lipari per la provincia di Messina.
Si ringrazia Tlc2000.





Ore 17.35 -  EMILIA-ROMAGNA  - SAN MARINO, DIGITALE TERRESTRE: DA RIVEDERE L'ORGANIZZAZIONE DELLE FREQUENZE.
A parlare è Maurizio Faetanini, della Radio Televisione sammarinese “da non confondere con Rtv”, ci tiene a precisare. “La televisione a San Marino è nata dal sottoscritto con l’allora Telesanmarino – dice Faetanini – poi è arrivata la Rai e la televisione ha iniziato a calare a livello tecnico, fino ai problemi di oggi, che non saranno sicuramente gli ultimi”. Secondo Faetanini per risolvere i problemi “va rivista tutta l’organizzazione delle frequenze a San Marino. Peraltro non va dimenticato che San Marino ha rinunciato a delle frequenze proprie per cederle alla Rai. Così oggi ci troviamo a dover risolvere dei problemi che se avessimo avuto tutte le frequenze a noi spettanti probabilmente non avremmo avuto. Senza contare che non sappiamo quale sia stata la contropartita della cessione di queste nostre frequenze. Abbiamo perso un’opportunità. Abbiamo dato delle frequenze alla Rai in cambio di niente”.
I problemi però in questi giorni ci sono. “Penso – dice Faetanini - che per risolvere i problemi che hanno fatto indignare molti cittadini in questi giorni, manchi un supporto tecnico all’interno di SmTv San Marino, e che alla guida delle poste e telecomunicazioni manchino competenze adeguate per risolvere i problemi delle nuove tlc”.

Tratto da: http://www.libertas.sm/mobile/cont/news/san-marino-digitale-terrestre-da-rivedere-l-organizzazione-delle-frequenze

Ore 17.30 -  ABRUZZO  - SOLDI COME SE PIOVESSE PER LE TV PRIVATE ABRUZZESI, ANCORA UN MILIONE DI EURO DA SPARTIRSI.
Dopo i soldi dati alle tv private per il passaggio al digitale terrestre, quasi 1 milione di euro a fondo perduto per la conversione degli impianti al nuovo formato e la conseguente moltiplicazione dei canali (per ogni frequenza analogica si "creano" otto canali digitali di cui sei restano all'emittente che ne dispone come meglio crede, riempendoli di contenuti e allargando il business o rivendendoli facendo cassa quest'ultima opzione scelta dai più ndr.). Oggi si arriva ad un nuovo contributo a fondo perduto, quello solito sulle emittenti Tv di un altro milione di euro. La graduatoria è già pronta e il CORECOM ha già pubblicato gli aventi diritto, con ogni probabilità le prime 8/10 in lista. La notizia viene data come positiva, altra linfa, altre chanches d'impresa per le emittenti, certo è che ci si chiede come mai nella lista siano presenti emittenti che palesemente contravvengono a regole e regolamenti lasciando a casa anche la deontologia. Tv che trasmettono troppi spot, serpentoni promozionali durante gli spazi informativi, troppe televendite e maghi e che addirittura fanno doppiare gli spot a giornalisti iscritti all'albo. Ci si chiede il perché vengano usati questi fondi per far sopravvivere realtà che senza aiuti non durerebbero, poiché il mercato è nettamente saturo. Perché dopare la leggittima concorrenza?
È vero che quasi ogni media ha i suoi finanziamenti pubblici che possono raggiungere anche il 50% delle spese annuali (esatto se spendo 100 so che dopo circa due anni ne ricevo 50 dallo stato).
Esiste il finanziamento alla carta stampata per il quale vi rimandiamo al recente articolo di Guido Scorza a fondo pagina che analizza i principali fruitori italiani che non sempre sono i più grandi e letti. Infine c'è il contributo anche per le emittenti radiofoniche. Insomma in Italia per assicurare la pluralità d'informazione si agisce in modo efficace e certosino per alterare il regime della libera concorrenza. Al contrario si normano e sottomettono le testate web a regolamentazioni e tasse equiparate a quelle della tv e carta stampata.
Realtà come quella che mi pregio di dirigere sicuramente più grande in termini d'impiego e di lettori di tante emittenti tv e giornali abruzzesi anche prestigiosi e che per sua stessa natura ha una connotazione assolutamente trasversale impiegando il mezzo video e quello scritto, anche per i non udenti, riceve dallo stato un bel nulla!
Anzi quei pochi spiccioli che riceviamo da banner per campagne pubbliche ci vengono erogati dopo 6/8 mesi.
Questa è l'Italia del libero mercato, della concorrenza: si aiutano vecchi carrozzoni che altrimenti non potrebbero sopravvivere sulla pelle di chi investe di suo sul web e che in tempi di crisi di ascolti, disservizi sul digitale terrestre, giornali letti solo al bar (la radio è l'unico vecchio media che continua a fare ascolti ndr.) fa registrare attenzione e coinvolgimento attivo.
Numeri da record che sottolineano l'affidabilità e l'autorevolezza dell'informazione web, ma di questo lo Stato e il Garante non si accorgono.
Un ultimissima precisazione, noi non scriviamo per chiedere fondi, noi scriviamo perché crediamo che questi non debbano essere erogati a nessuno, chiediamo che l'assistenzialismo sia erogato alle persone fisiche e non più alle aziende; soprattutto se poi la concorrenza viene drogata. Un po' come successo con il bando delle agenzie di stampa che abbiamo chiesto più volte di annullare per non dare aiuti ad alcuni si e ad altri no. Purtroppo esistono e continueranno ad esistere imprenditori e politici che predicano il liberismo ma praticano lo statalismo all'italiana.
Contributi all'editoria: 150 milioni nel 2010.
Il dipartimento per l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato nelle scorse settimane i numeri relativi ai contributi versati dallo Stato agli editori di giornali e periodici nel corso del 2010, in relazione al 2009. Otto elenchi, in formato .pdf con i nomi degli editori che hanno beneficiato dei contributi, il nome della testata e l'importo loro riconosciuto. Nessuna possibilità per il cittadino – salva l'ipotesi di utenti informaticamente più smaliziati e capaci di esportare i dati contenuti nelle tabelle in fogli excel – di sommare ed incrociare le informazioni pubblicate.
Un classico esempio di trasparenza all'italiana: si pubblicano centinaia di migliaia di bit di informazione online con modalità tali da rendere l'operazione pressoché inutile.
Anni luce lontani dalla politica dell'open data che, partita negli Stati Uniti d'America di Barack Obama sta, fortunatamente, contagiando il resto del mondo.
Ma al dipartimento dell'Editoria si sono, evidentemente vergognati di pubblicare anche subtotali e totali relativi all'importo complessivamente liquidato a titolo di contributi.
Avrebbero dovuto raccontare ad un Paese al quale, da ogni parte, si chiede di stringere la cinta e nel quale si mettono, costantemente, le mani nelle tasche dei cittadini che, nel solo 2010, oltre 150 milioni di euro sono andati a finanziare editori di giornali, il più delle volte, poco conosciuti o niente affatto conosciuti.
Quasi tre milioni e mezzo di euro al minuscolo Il Foglio di Giuliano Ferrara ed altrettanti al Primorski Dnevnik, quotidiano in sloveno, pubblicato a Trieste.
E' di più di sei milioni di euro, invece, il contributo versato a L'Unità mentre deve accontentarsi di poco meno di quattro milioni di euro quello a La Padania, organo di stampa della Lega Nord.
Quasi tre milioni di euro per le Cronache di Liberal, mentre oltre tre e mezzo sono quelli per Europa.
Numeri e cifre che lasciano senza parole, così come senza parole lasciano i milioni di euro distribuiti tra editori piccoli o piccolissimi per la pubblicazione di minuscoli giornali e periodici di settore.
Oltre 500 mila euro all'editore di Carta mentre appena 277 mila sono andati all'editore di Chitarre, solo per fare qualche esempio.
Un fiume di denaro che con l'alibi di dover garantire il diritto a fare informazione, lo Stato, ogni anno, regala – naturalmente con i nostri soldi – a centinaia di editori e a cooperative di giornalisti più o meno reali, ad amici e amici degli amici.
Sono contributi e finanziamenti dei quali, peraltro, si fa fatica a seguire le tracce fino ai reali beneficiari: i soci degli editori e, spesso, delle cooperative giornalistiche che si nascondono dietro ai nomi delle società editrici.
Basterebbe integrare le tabelle rese disponibili dal dipartimento dell'Editoria con i dati relativi alla titolarità di quote e azioni delle società e cooperative che beneficiano dei contributi o, ancora più semplicemente, con un link alla scheda di ogni editore contenuta nel Registro unico degli operatori di comunicazione tenuto dall'Autorità Garante per le comunicazioni.
Nessuno, tuttavia, ha voglia e interesse a rendere accessibili questo genere di dati e, d'altra parte, la stessa Autorità Garante consente – peraltro solo da pochi mesi – di accedere al registro degli operatori di comunicazione, unicamente per sapere se un editore vi è iscritto oppure no, ma non permette – con decisione di dubbia opportunità – l'accesso ad altre aree del registro relative, appunto, alla titolarità delle quote degli editori di giornali.
Perché un cittadino non dovrebbe poter sapere a chi appartiene, davvero, un giornale che pur non avendo mai letto e, magari, del quale non ha mai neppure incrociato in edicola la copertina, è costretto a finanziare?
Che senso ha pubblicare i dati relativi ai contributi all'editoria senza porre i cittadini nella condizione di conoscere le dimensioni del fenomeno, quali sono i criteri in base ai quali fiumi e rivoli di denaro finiscono nelle tasche di questo o quell'editore, quante copie dei giornali e periodici sovvenzionati con risorse pubbliche sono state davvero distribuite nel Paese, in quanti hanno beneficiato dell'informazione prodotta con i soldi dello Stato?
Ma, ancor prima, che senso ha, nel 2011, sovvenzionare con ingenti risorse pubbliche di un Paese in piena crisi economica, decine e decine di giornali di carta e inchiostro...
Nel secolo della Rete, per garantire a tutti la libertà di fare informazione basta molto meno: risorse di connettività a volontà, piattaforme di blogging e qualche euro di pubblicità per farsi conoscere online.
L'informazione che vale troverà lettori e mercato e sopravvivrà mentre quella che, a giudizio dei lettori, varrà di meno, scomparirà come è giusto che sia e come avviene in ogni altro mercato.
Che senso ha tenere in vita dinosauri del vecchio impero dei media che danno poco al Paese e prendono e pretendono molto.
Quali e quanti giornali e periodici, negli ultimi mesi, hanno inserito i contributi all'editoria nei loro interminabili elenchi di sprechi e sperperi di Stato da arginare ed eliminare?
Di "caste" nel nostro Paese, ce ne sono tante e quella degli editori di giornali difende se stessa esattamente come quella dei politici e di certi imprenditori: sono sempre i soldi destinati agli altri a dover essere risparmiati. (Guido Scorsa - il Fatto Quotidiano)
Il comunicato stampa del CORECOM:

Il Corecom Abruzzo, con delibera n° 16 del 12 dicembre 2011, ha approvato, nei termini previsti dal Bando, la graduatoria per l’attribuzione di contributi alle emittenti televisive locali per l’anno 2011.
“Nonostante la complessità dell’istruttoria, il Corecom Abruzzo è stata la prima regione ad approvare la graduatoria dei contributi erogati dal Ministero al fine di poter garantire alle Tv locali un importante sostegno economico, fondamentale a causa della crisi finanziaria – ha sottolineato il Presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci –. Il contributo, sulla base della graduatoria predisposta dal Corecom, verrà erogato dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’annualità 2011, che ammonta a circa 1 milione di euro”.


Tratto da: http://www.abruzzo24ore.tv/news/Soldi-come-se-piovesse-per-le-tv-private-abruzzesi-ancora-un-milione-di-euro-da-spartirsi

Ore 17.00 -  LAZIO E ROMA   - MUX SUPERNOVA: ARRIVA PET MANIA TV.
UHF 69 Mux SUPERNOVA:
La redazione di Pet Mania TV, la televisione degli animali, ci ha inviato una email per segnalarci l'arrivo del proprio canale a Roma e nel Lazio. Infatti da ieri è visibile nel mux SUPERNOVA sul canale 69 UHF con LCN 656 al posto di Supernova 4, l'identificativo del canale rimane Supernva 4, scritto senza la lettera O. La parte del Lazio servita da questo mux si aggiunge alla copertura di Pet Mania TV in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Piemonte Orientale.
Il sito internet dell'emittente è:
www.petmania.tv






Ore 09.35 -  MARCHE   - RAI DA MONTE ASCENSIONE (AP): I MUX ATTIVI.
Un nostro lettore di Falerone (Fermo) ci aggiorna sulla situazione
dei mux Rai ricevuti dalla postazione di monte Ascensione (AP). La mail potete leggerla inoltre nel nostro apposito spazio dedicato ai
vostri messaggi SPORTELLO TV DIGIT@LE.
295 - Sandro da Falerone (Fermo): Mux Rai M.Ascensione.
Salve, torno ancora a scrivervi sono Sandro da Falerone (FM). Oggi ho chiamato il 800022000 (ministero) per informazioni sul ripetitore M.Ascensione in riferimento ai mux RAI. La situazione è la seguente:
RAI mux 1 Marche UHF 32 funzionante
RAI mux 2 UHF 30 non funzionanate,la sua messa in funzione non si sa
fra quanti mesi
RAI mux 3 UHF 26 non disponibile su questo ripetitore
RAI mux 4 UHF 40 non disponibile su questo ripetitore
Saluti Sandro


Ore 00.20 -  ABRUZZO    MARCHE   - ABRUZZO E MARCHE: AGGIORNAMENTI VARI.
Ti invio alcuni aggiornamenti riguardanti Abruzzo e Marche.
ABRUZZO: can 49 in analogico, OrlerTV ha preso il posto di La8 già da qualche mese (emittente dello stesso gruppo). - Can 44 digitale, La3 che fino a qualche settimana fa trasmetteva in chiaro i suoi programmi, ora è criptata.
MARCHE: sul mux di RTM c'è un canale "ballerino"; a marzo di quest'anno AB CHANNEL, a luglio diventa RTM-LIBERO, in agosto A+ Television (ora passato su Tele A Marche, con programmi regolari; la sede dell'emittente è in Ascoli Piceno; tutta la programmazione è a carattere locale e riguarda sia le Marche che la vicina provincia di Teramo ), poi a novembre RTM-TIZIANA (con la stessa programmazione di RTM-AstroFortuna), oggi diventa RTM-2, sempre doppione di AstroFortuna; la cosa più strana di RTM è che tutti i canali sembra non abbiano una numerazione Lcn, infatti si posizionano tutti oltre il numero 800. Un saluto, Nicolantonio.



 28 DICEMBRE 2011 - Mercoledì 

Ore 23.55 - RAI 5: TANTI GENERI POCA IDENTITA'.
L’identità di un canale? Ha da poco compiuto un anno Rai 5, rete del digitale terrestre dedicata all’intrattenimento culturale. Una missione ardua: già non è facile definire ciò che è “culturale”, figuriamoci quando si abbina alla voce “intrattenimento”. E così, durante quest’anno, la rete ha mandato in onda di tutto e di più: le nuove produzioni come Icone, La banda del book, Cool Tour, Passi di danza; documentari come Exit through the gift shop sullo street artist Bansky e la serie Sulle orme di Tintin; film come Memento di Nolan, Il vento fa il suo giro di Diritti, Terra madre di Olmi; reperti delle Teche Rai, con la messa in onda della storica serie Nero Wolfe con Buazzelli e del film di Lelio Luttazzi L’illazione, ritrovato e restaurato; e ancora la musica classica con l’inaugurazione della Scala. Tre i meriti maggiori di Rai 5. Sulla rete è possibile gustare in replica Passepartout di Daverio. In secondo luogo, manda in onda il David Letterman Show, già patrimonio RaiSat Extra poi passato a SkyUno e poi sparito (peccato però, si segnala sul web, che la messa in onda non sia sempre corretta). Infine, molto belli i documentari sulla moda dedicati a Anna Wintour, Marc Jacobs, Karl Lagerfeld e Balenciaga. Non è questione di cosa, ma di come.
E dunque, che cos’è cultura oggi? A guardare il palinsesto di Rai 5, tutto e nulla. Gli argomenti trattati sono molteplici. E così deve essere: la parola cultura è molte cose. E cos’è l’intrattenimento? Tutto e nulla: un film, un documentario, un talk show… i generi messi in campo sono molteplici. Il rischio è che la varietà di temi e generi finisca per non dare una vera identità alla rete. Il rischio è che, in questa abbondanza di diversità, si accostino tra loro prodotti lontanissimi per fattura. Prodotti dal divario abissale, e questo spesso accade quando a un programma straniero succede uno italiano.
Non che l’italianità vada cancellata, tutt’altro. Ma di essa va raccolto il meglio che c’è, ciò che viene confezionato con quella cura e professionalità già all’opera nei prodotti importati. Ecco allora che intrattenimento culturale non è questione di cosa ma di come: non conta l’argomento e il genere ma lo stile elaborato, moderno, di qualità capace di mettere in forma la molteplicità culturale del nostro mondo. Solo così si può trovare un’identità capace di rafforzare il canale e di renderlo un vero brand del digitale terrestre.
Tratto da: http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/131704/rai5_tanti_generi_poca_identita

Ore 17.25 -  PIEMONTE  - LA RAI NON SI VEDE? E IO PAGO.
TORINO - "Chi non riceve il segnale Rai é autorizzato a non pagare il canone". Per adesso è solo una provocazione, ma la sparata è di Giuseppe Cerchio, consigliere provinciale del Pdl che sta portando avanti una battaglia per migliaia di piemontesi che non ricevono il segnale della tv di Stato. Si parla di almeno 300mila persone in provincia di Torino, il doppio considerando tutta la Regione. I primi sono vittime di un segnale troppo debole, gli altri, concentrati nelle province di Novara e nel Verbano Cusio Ossola, costretti a sorbirsi il Tgr della Lombardia. "Ma ad oggi anche la lettera inviata al governo Monti – dice Cerchio - non ha avuto alcun riscontro".
Ora Cerchio ha presentato un documento in Provincia nel quale si chiede l’esonero del pagamento del canone per le famiglie vittime del disservizio. Iniziative analoghe – proprio per contestare il canone di un servizio che non funziona - stanno decollando anche in altre Regioni d’Italia a difesa delle famiglie che risiedono in zone dove non si riceve il segnale. Certo a voler essere cattivi, si potrebbe dire che è stato proprio il governo del Pdl a decidere per il passaggio forzato al digitale terrestre che ha provocato disagi in tutta Italia. Ma non è più il momento delle recriminazioni.
Intanto non è solo la cattiva ricezione a far finire la Rai nel mirino. Le rappresentane sindacali del centro di produzione di Torino sono in agitazione per il timore che molti lavori siano assegnati altrove, soprattutto Roma e Milano, ed hanno appena incontrato una rappresentanza del Consiglio regionale. La delegazione ha illustrato – attraverso gli interventi del sindacalista Gabriele Rossello e della giornalista Maura Fassio - le criticità che colpiscono la sede piemontese mettendo a rischio, oltre ai posti di lavoro diretti e dell’indotto, anche un patrimonio professionale e tecnologico unico della città, dalla quale è partita la prima trasmissione tv della storia italiana. Insomma, Torino nei primi giorni del 2012 attende risposte dai vertici romani di mamma Rai.
Intanto non è solo la cattiva ricezione a far finire la Rai nel mirino. Le rappresentane sindacali del centro di produzione di Torino sono in agitazione per il timore che molti lavori siano assegnati altrove, soprattutto Roma e Milano, ed hanno appena incontrato una rappresentanza del Consiglio regionale. La delegazione ha illustrato – attraverso gli interventi del sindacalista Gabriele Rossello e della giornalista Maura Fassio - le criticità che colpiscono la sede piemontese mettendo a rischio, oltre ai posti di lavoro diretti e dell’indotto, anche un patrimonio professionale e tecnologico unico della città, dalla quale è partita la prima trasmissione tv della storia italiana. Insomma, Torino nei primi giorni del 2012 attende risposte dai vertici romani di mamma Rai.Chi non riceve il segnale Rai é autorizzato a non pagare il canone". Per adesso è solo una provocazione, ma la sparata è di Giuseppe Cerchio, consigliere provinciale del Pdl che sta portando avanti una battaglia per migliaia di piemontesi che non ricevono il segnale della tv di Stato. Si parla di almeno 300mila persone in provincia di Torino, il doppio considerando tutta la Regione. I primi sono vittime di un segnale troppo debole, gli altri, concentrati nelle province di Novara e nel Verbano Cusio Ossola, costretti a sorbirsi il Tgr della Lombardia. "Ma ad oggi anche la lettera inviata al governo Monti – dice Cerchio - non ha avuto alcun riscontro".

Tratto da: http://www.perotorino.it/attualita/cronaca/34995-la-rai-non-si-vede-e-io-non-pago

Ore 15.55 - QUELLA VOLTA CHE MONTI SALVO' LA RAI.
I conti di viale Mazzini non tengono, i tagli non bastano, l’azienda potrebbe avere presto bisogno del governo.
Pochi lo ricordano, ma è un precedente che fa pensare. Era il 15 ottobre del 2003 quando Mario Monti, allora commissario europeo all’antitrust, “salvò” il decreto “salva-Rai” che dieci anni prima aveva ridato ossigeno all’azienda di stato vicina alla bancarotta. L’ultima iniezione diretta di denaro pubblico da parte dell’azionista Iri (100 miliardi di vecchie lire), decisa nel 1993 insieme con un provvedimento che consentì all’azienda sgravi fiscali per più di 600 miliardi, non fu bocciata da Bruxelles che quattro anni prima (quando il commissario era Karel van Miert) aveva aperto una procedura d’infrazione. Il precedente può autorizzare la conclusione che il nuovo premier, pur “antropologicamente” così distante dal mondo Rai, non sia indifferente al destino di viale Mazzini, ma i parallelismi forse finiscono qui. Perché se è vero che oggi l’azienda pubblica sta vivendo una crisi finanziaria che ricorda quella dell’inizio degli anni Novanta, è presto per dire se e, soprattutto, a quale prezzo il governo Monti sarà disposto a “salvare” l’azienda.
Per ora gli esperti concordano sull’idea che il piano anticrisi messo a punto dal dg Lorenza Lei e approvato all’unanimità dal cda a fine novembre non sarà sufficiente a risolvere i problemi finanziari dell’azienda. Si spera in una riduzione dei costi per 85 milioni con il commissariamento di Rai Corporation, tagli alle sedi di corrispondenza e agli appalti esterni, e incassi per 20 dalla vendita di immobili e dalla cessione dei ripetitori. Previsioni molto ottimistiche (solo per la vendita delle torri si dovrà aspettare 16 mesi) e che non fanno i conti su stime della raccolta pubblicitaria per il 2012 che continuano a sperare in una ripresa che, probabilmente, non ci sarà.
Per la Sipra il 2010 è stato un anno nero. Secondo le ultime stime Nielsen nei primi 6 mesi del 2011 ha raccolto 600 milioni di euro, l’11 per cento in meno rispetto al periodo corrispettivo del 2010. A fine anno la raccolta dovrebbe attestarsi sotto il miliardo. Una crisi che ha colpito tutto il mondo televisivo (Publitalia ha perso il 2 per cento), con l’unica eccezione de La7 (+32%), trainata dagli ottimi ascolti del tg di Mentana. Segno, appunto, che è lo “scenario competitivo” che sta cambiando, e che la frammentazione degli ascolti della tv digitale (terrestre e via satellite) rischia di spiazzare chi spera ancora nella rendita storica da duopolio. Oggi l’esposizione di viale Mazzini verso le banche è valutata intorno ai 640 milioni ma non c’è più l’Iri che può mettere mano al portafogli. In dicembre il Tesoro è dovuto intervenire anticipando il pagamento delle rate del canone per evitare che fosse sfondato il tetto all’indebitamento e la Rai non potesse pagare le tredicesime. Nel budget 2012 si prevede un indebitamento a quota 320 milioni ma peseranno sulle casse pubbliche gli investimenti nei diritti degli eventi sportivi di tutti gli anni pari.
In ogni caso, come già successo con l’adeguamento del canone deciso tre giorni fa, la Rai avrà ancora bisogno del governo che già nel decreto salva-Italia ha previsto le prime misure contro l’evasione del canone speciale di aziende ed enti pubblici. Cosa chiederà in cambio Monti? L’impopolarità della questione Rai potrebbe convincere il premier a una terapia d’urto: un governo tecnico (con un vero amministratore delegato con pieni poteri e un cda snello) che imponga una vera e propria ristrutturazione e provi a sciogliere una volta per tutte i nodi strutturali dell’azienda. Quella riforma bipartisan della Rai che la Rai aspetta da qualche decennio.
Tratto da: http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/131720/quella_volta_chemonti_salvo_la_rai

Ore 15.05 -  EMILIA-ROMAGNA  - SAN MARINO: ANCORA PROBLEMI CON IL DIGITALE TERRESTRE.
Antonio Fabbri, L'Informazione di San Marino: Tv Digitale, ancora problemi. Interferenze dopo lo switch-off delle marche / In molti non sono riusciti a seguire neppure la tombola di Natale. Il problema delle interferenze del digitale terrestre e la nevicata improvvisa della Vigilia oscurano per molti telespettatori anche la tombola di Natale di Bsm. Molti hanno subito il disagio che ha causato il black-out su uno degli appuntamenti più attesi della Vigilia per i sammarinesi, la tombola di Natale organizzata dalla Banca di San Marino e trasmessa in diretta su SmTv. Una concomitanza di cause che ha impedito a diversi di seguire la trasmissione. Un disagio che, molto probabilmente, da un lato è dovuto allo switch-off nelle Marche che anche in questi giorni sta causando notevoli interferenze sul Titano.
Tratto da: http://www.libertas.sm/mobile/cont/news/san-marino-ancora-problemi-con-il-digitale-terrestre


 27 DICEMBRE 2011 - Martedì 

Ore 21.45 -  SICILIA  -  DTS  - MUX TELE OCCIDENTE: ATTIVATO IN DIGITALE DA MONTE BONIFATO (TP).
UHF 47
Mux TELE OCCIDENTE:
E' stato attivato il mux di TELE OCCIDENTE sul canale 47 UHF dalla postazione di Monte Bonifato ad Alcamo, in provincia di Trapani.
Il multiplex contiene quattro canali:

16 - Tele Occidente
17 - Tele Occidente 2
18 - Telerent 7 Gold

19 - Gold 88




Ore 20.35 -  TOSCANA  - MUX MEDIASET 6: ACCESO SUL CANALE 58 UHF A FIRENZE... PER ERRORE.
UHF 58 MEDIASET Mux 6: 
Un nostro lettore, Antonio da Firenze, ci segnala quanto segue:
"Dal 24/12/2011 a Firenze, da Monte Morello, è attivo sul canale 58 il nuovo Mux Mediaset 6 contenente, fra l’altro, la versione HD  di Rete4, Canale5 ed Italia1. Distinti saluti ed auguri di Buone feste Antonio ".
Ci comunicano che si è trattato di un errore, il mux è già pronto ma non doveva essere attivato, molto probabilmente verrà spento al più presto. Ringraziamo Antonio per la segnalazione e ricambiamo gli auguri di Buone Feste e Buon 2012.

Ore 18.00 -  CAMPANIA  - CONTRIBUTI TV LOCALI CAMPANIA: PUBBLICATA LA GRADUATORIA.
Contributi alle Tv locali: sono 49 le aziende editoriali della Campania ammesse al beneficio del contributo per le emittenti televisive locali relativo all’anno 2010. Lo stabilisce un delibera del Corecom regionale recepita dalla Giunta di Palazzo Santa Lucia e trasmessa al ministero dello Sviluppo economico per conoscenza. A guidare la classifica Canale 21 con quasi 3 mln seguita da tele A, canale 8 e canale 9 rispettivamente con 2,7 mln le prime e 2,4 canale 9. Cinque delle imprese potenzialmente beneficiarie, il condizionale è giustificato dall’esigenza di completare l’iter burocratico, sono state ammesse con riserva per cui dovranno presentare una integrazione documentare al fine di ottenere i fondi richiesti.
Esclusa di diritto, invece, Tele Radio Buon Consiglio che occupa la posizione numero 50 dell’elenco ma risulta prova di qualsiasi punteggio. Nel giro di qualche settimana, comunque, il procedimento per la distribuzione delle risorse verrà completato e il Corecom pubblicherà l’elenco definitivo, con i nomi delle aziende e al loro fianco la somma da liquidare a cura del ministero.
FALSI E RICORSI
I contributi alle emittenti televisive locali, soprattutto per quanto riguarda la Campania, sono al centro di un caso che rischia di generare inchieste penali. La graduatoria appena pubblicata, relativa ai fondi per il 2010, è infatti la versione corretta del documento originario finito nel mirino degli ispettori del coordinamento nazionale delle televisioni. L’accesso effettuato qualche mese fa agli atti depositati presso il Corecom Campania ha evidenziato irregolarità e documentazioni non veritiere in relazione alle graduatorie che vanno dal 2007 al 2010. Una scoperta che ha indotto la Ragioneria generale dello Stato a bloccare i mandati di pagamento in attesa di fare chiarezza su quanto accaduto. I falsi scoperti sulla predisposizione delle graduatorie Corecom hanno comportato ulteriori danni alle Tv locali. Primo tra tutti l’attribuzione delle posizioni sul telecomando. L’Agcom ha infatti stabilito che la numerazione dovesse avvenire sulla base del posto occupato nella graduatoria per il contributo, a differenza delle Tv nazionali per le quali è stata considerata l’audience. Le irregolarità riscontrate, quindi, hanno determinato una alterazione del mercato che si ripercuote sul sistema della televisione digitale terrestre. I danni maggiori, in Campania, li hanno subiti imprese editoriali storicamente leader in Auditel mentre grazie agli illeciti emittenti di minori dimensioni hanno ottenuto un vantaggio. Per questo TeleCapri, e probabilmente anche altre aziende che gestiscono servizi televisivi, dopo aver già intrapreso azioni in sede amministrativa, considerati gli ingenti danni subìti e ancora in progresso, annuncia di voler ricorrere in sede penale.
Tratto da: http://denaro.it/blog/2011/12/27/contributi-tv-locali-pubblicata-la-graduatoria

Ore 12.40 - AL JAZEERA STUDIA DA TV MONDIALE E PUNTA SUL CALCIO.
Al Jazeera, la televisione d’informazione della famiglia regnante del Qatar, che negli ultimi anni si è guadagnata una crecente audience internazionale, esce dai confini del mondo arabo e si prepara ad ampliare l’offerta televisiva. L’emittente araba, che festeggia i 15 anni di vita, infatti sbarca direttamente in Francia con una nuova ricca proposta sportiva: la UEFA Champions League di calcio del quale si è aggiudicata recentemente i diritti tv del mercato transalpino.
Ma non è finita. I piani editoriali di Al Jazeera, sempre in Francia, prevedono anche il lancio nei prossimi mesi di un nuovo canale all news sportivo. E non è escluso che prossimamente la tv araba di proprietà dell’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani approdi in altri paesi europei. E’ stata già ventilata l’ipotesi dell’ingresso della tv araba come partner di TI Media e La7 in Italia. L’offerta è cresciuta col passare del tempo. Ora vi sono una sezione dedicata alle notizie (in arabo e in inglese), un’altra dedicata allo sport (17 canali, di cui 15 criptati) e una terza focalizzata sui giovani. Lo sport sarà il trampolino di lancio per andare alla conquista del pubblico internazionale: un settore più neutrale delle news, si fa notare al quartier generale di Doha.
Il nuovo canale francese avrà però un altro nome, perché uno studio ha evidenziato che l’immagine di Al Jazeera a Parigi e dintorni non è molto buona. Notevole spazio avranno gli avvenimenti sportivi organizzati dal Qatar e che l’emittente trasmetterà o venderà ad altre televisioni. Basti pensare ai Mondiali di calcio del 2022 che si svolgeranno proprio nel paese mediorientale. Prima ancora sarà la volta dei campionati del mondo di pallamano, che saranno ospitati a Doha nel 2015. Cinque anni dopo sono in programma le Olimpiadi, per le quali anche il Qatar è in lizza. Un osservatore dice che la strategia per il 2022 è già chiara: la squadra di calcio del Paris Saint-Germain, di cui il fondo sovrano del Qatar è diventato azionista di maggioranza, è il ticket d’ingresso per rafforzare la presenza di Al Jazeera in Francia. Un paese che servirà da laboratorio. Un modello che, in caso di successo, potrà essere replicato in altre nazioni del continente ma pure in Australia o negli Stati Uniti.
In pochi anni Al Jazeera è diventata la voce degli arabi, rompendo il monopolio occidentale dell’americana CNN e della britannica BBC. Le polemiche non sono mancate, a causa di legami poco chiari con personaggi discutibili. La sua credibilità è stata messa a dura prova da qualche legame un po’ troppo stretto con gli islamici radicali. Osama bin Laden scelse la tv del Qatar per reagire agli attentati dell’11 settembre 2001. In occasione della caduta di Saddam Hussein due anni più tardi, la Cia trovò documenti compromettenti sulle relazioni con il dittatore iracheno. Recentemente, con la primavera araba, l’emittente è diventata la cassa di risonanza dei dimostranti tunisini, egiziani e yemeniti, trasformandosi in una radio con immagini. Un giornalista ricorda che al Cairo le telecamere erano piazzate 24 ore su 24 in piazza Tahrir e che si facevano unicamente interviste telefoniche di giovani rivoluzionari. Non si verificava alcuna notizia.
I mezzi finanziari non mancano, grazie a un budget annuale che sfiorerebbe il miliardo di dollari (767 mln euro), ma il bilancio è in rosso. Non c’è praticamente pubblicità, visto che i soldi arrivano direttamente dalle casse statali. Nei corridoi della sede di Al Jazeera nessuno è autorizzato a parlare con giornalisti stranieri. Ma, a microfoni spenti, emerge quello che da più parti si sussurra con insistenza: la credibilità è diminuita in molti paesi arabi. Un dirigente spiega che l’emiro ha capito che bisognava rimettersi in carreggiata: in caso contrario la tv avrebbe finito per perdere il suo potere di influire sull’opinione pubblica. Così è stato sostituito il direttore: a Wadah Kanfar, un palestinese vicino al movimento di Hamas, è subentrato Cheikh Ahmed Ben Jassem, un ingegnere proveniente dall’industria petrolifera. Egli ha affermato che Al Jazeera deve tornare quella delle origini: chiara e precisa. Così ha incaricato un professionista dell’emittente, Ibrahim Hillal, con un passato alla BBC, di rendere l’organizzazione più professionale, limitando la durata dei servizi trasmessi a due minuti. Per non urtare gli spettatori del Qatar, in gran parte conservatori, i toni restano un po’ islamici, ma occorre rivolgersi con attenzione agli americani, senza i quali il Qatar non potrebbe essere attivo anche in Libia o in Siria. E la versione in lingua inglese dell’emittente è uno dei sui punti di forza.

Tratto da: http://www.tvdigitaldivide.it/2011/12/26/al-jazeera-studia-da-tv-mondiale-e-punta-sul-calcio

Ore 12.25 -  EMILIA-ROMAGNA  - LE TV DI PARMA: INSERITO LO Z@PPING TV DEL MUX TELEDUCATO.
UHF 34/65 Mux TELEDUCATO:

Nella lista delle emittenti tv che si ricevono a PARMA, abbiamo aggiunto lo z@pping TV del mux di TELEDUCATO. Nei prossimi giorni inseriremo progressivamente in questo elenco gli altri multiplex locali.


Canali 34 / 65 UHF - Mux TELEDUCATO - Z@pping TV


Ore 11.10 -  PIEMONTE  - MUX SESTA RETE PIEMONTE: ARRIVA SPACE TV, AGGIORNATO  LO Z@PPING TV
UHF 46
(Piemonte occidentale - Asti) Mux SESTA RETE PIEMONTE:
Rispetto alla nostra precedente rilevazione, segnaliamo alcune novità di rilievo in questo mux. Alla posizione LCN 683 arriva DI.TV Space TV, mentre Bel Paese Channel - TELEALTO VENETO scambia l'LCN con Sesta rete 3 Medjugorje Italia, ed entrambi modificano il nome in EPG. Pertanto la prima è ora denominata TELEALTO VENETO 2 (LCN 648) mentre la seconda è ora nominata Travel TV -Medjugorje Italia (LCN 681). Eliminate TELETIME (LCN 687) e LA TV SESTARETE (LCN 690) che non hanno mai trasmesso. Qui sotto potete visualizzare l'elenco dei canali precedenti e quello attuale. Abbiamo aggiornato lo z@pping TV del multiplex SESTA RETE PIEMONTE.


Canale 46 Uhf - Mux SESTA RETE - Z@pping TV



 26 DICEMBRE 2011 - Lunedì 

Ore 23.55 -  SICILIA  -  DTS  - MUX TV ALFA: INIZIATE LE TRASMISSIONI NOTTURNE IN DIGITALE.
UHF 26 Mux TV ALFA / UHF 68 Mux TGS:
Sono Iniziate le trasmissioni notturne in digitale, dalle 00.30 alle 06.30,  di TV ALFA da Licata sul canale 26 UHF, senza LCN e con identificativo TELE ECNOMO. Da segnalare inoltre che da Monte Lauro TGS, sul canale 68 UHF, trasmette senza LCN.







Ore 23.25 -  LOMBARDIA    LIGURIA    EMILIA-ROMAGNA    MUX INTERREGIONALI  - MUX STUDIO NORD: ELIMINATO STUDIO 7 DALL'LCN 47.
UHF 32 (Lombardia) / UHF 45 (Liguria) / UHF 61 (Bologna e Romagna) Mux STUDIO NORD:
E' stato eliminato da questo mux il canale Studio 7 che occupava la posizione LCN 47, in conflitto con il nuovo canale Switch TV (TIMB Mux 2). Studio 7 resta disponibile sull'LCN 181. Abbiamo aggiornato lo z@pping tv, inserendo questo multiplex nella sezione MUX INTERREGIONALI nella pagina dei MUX NAZIONALI.

Mux STUDIO NORD - Z@pping TV


Ore 10.30 -  SICILIA  -  DTS  - MUX TV EUROPA: ATTIVATO IN DIGITALE A CANICATTI' (AGRIGENTO).
UHF 28 Mux TV EUROPA:
E' stato acceso il mux di TV EUROPA, emittente televisiva di Canicattì in provincia di Agrigento, sul canale 28 UHF dalla postazione Contrada Bastianella a Canicattì (AG). Il multiplex contiene un solo canale, la stessa TV EUROPA, senza numerazione LCN. Si ringrazia Digital 87.