La scomparsa di Majorana

Il circolo dei librofili

 

di Leonardo Sciascia



Commento di Marina Berton

 

Un viaggio, una ricerca per un uomo scomparso.  Scomparso da che cosa ?

 

Questo è il mistero che porta l’autore, Leonardo Sciascia, a seguire minuziosamente tutti i dettagli della scomparsa dello scienziato italiano di fisica, Ettore Majorana, negli anni trenta.

 

Ponendosi dei quesiti nel contesto della confusione burocratica e politica dell’epoca, l’autore segue metodicamente le varie piste, sia burocratiche che filosofiche, di questo mistero.  Costruisce un mito, una fiaba, attorno all’idea dello « scomparso » paragonandolo all’immagine di Mattia Pascal, il personaggio di Pirandello, in fuga dall’intrappolamento nel ruolo in cui è costretto a vivere.

 

Una fiaba « convincente », « persuadente », con il genio Ettore Majorana e la sua coscienza al centro della storia della scienza. Persiste nel fare il protagonista dei calcoli sulla fisica ma anche in modo distaccato, riservato e scontroso, rimanendo al perno delle ambizioni di un gruppo di fisici italiani, e cioè i cosiddetti « ragazzi della Via di Panisperna », Roma.

 

Ettore Majorana si sentirà a suo aggio con il grande fisico tedesco Walter Heinsberg con il quale condivide l’approccio tecnico ma anche filosofico sulle problematiche della fisica di quel periodo.

 

Fu un periodo cruciale [a] riguardo le speculazioni sulla teoria della fissione nucleare con alle spalle di questi scienziati i regimi del Nazi-Fascismo i quali furono in concorrenza economica e ideologica con altri Stati potenti.

 

L’autore pone alcune osservazioni sulla scomparsa del fisico italiano, fra cui la storia dell’uomo singolo caso a pari passo ed in conflitto con le possibili conseguenze degli sviluppi attuali della scienza. Consequenze le quali provocano alcuni « genii » dell’epoca ad anticipare l’orrore che verrà con l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

 

Che ne pensa, cosa fa, come reagisce il giovane Majorana ?  Intano dobbiamo [trattare con la] prendere atto della sua scomparsa.  Suicidio, follia,  rappinamento ? Il cadavere ?  Mai trovato.  O forse una sua scelta di alloggiarsi fra le mura antiche della cittadella dei certosini dove la scienza non ha ancora preso il soppravento sul rapporto tra l’uomo e il suo Dio ?


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