Una rivoluzione sulla lama del rasoio.
 

Cuba al contrario di molti paesi ex socialisti o attualmente socialisti ha una differenza sostanziale, la longevità del governo di castro ha evitato la naturale evoluzione della società cubana poichè c’è sempre stata una distanza enorme tra il popolo cubano e i quadri dirigenti del partito comunista cubano e questo è stato causato dalla triste pratica del dittatore cubano di mantenere i suoi collaboratori ad un livello economico molto più elevato di quello del popolo, questo ha da sempre fatti sì che a cuba chi occupa un qualsiasi posto nel governo del paese difende ferocemente questo fondamentale privilegio, è in sostanza stata innescata a Cuba da Castro stesso una sorta di corruzione istituzionale che ha da sempre danneggiato i veri interessi del popolo cubano. La complessa struttura del governo cubano ha inoltre reso impossibile controllare gli affari illegali dei membri del governo che da sempre hanno avuto le mani in pasta in ogni opportunità illegale di fare guadagni. Una piccola cerchia di politici cubani, il nocciolo del potere governativo vive ad un livello economico più elevato di quello capitalista, mentre la popolazione è costretta a nutrirsi di riso e fagioli neri prevalentemente, questa triste verità non è mai stata ammessa dalle sinistre mondiali, in parte per negazione di una realtà che và assolutamente contro ogni principio socialista, in parte semplicemente per ignoranza della realtà cubana. Non essendoci partiti politici a cuba, non essendoci votazioni da oltre quaranta anni Castro e i suoi collaboratori hanno da sempre considerato la situazione politica cubana assolutamente statica, una volta raggiunto il potere Castro ha praticamente congelato la possibilità del popolo cubano di effettuare cambiamenti nel regime socialista da lui imposto, il suo dettare le leggi e le regole dell’isola è stato da sempre un monologo davanti al quale nessuno ha mai potuto contestare nulla. Mettendo una assolutamente irrispettosa legge che ipoteca il futuro dei cubani ha emanato un articolo di costituzione che rende il socialismo cubano “Irrevocabile”, di fatto gettando le basi della fine del socialismo stesso. I cubani se volessero ottenere democrazia o libertà di proprietà privata o di commercio come per esempio succede nella società cinese che pur essendo comunista si è adattata al nuovo scenario mondiale e ha davanti un probabilmente lungo futuro, dovrebbero andare contro la resistenza dei loro governanti e demolire articoli della costituzione che adesso sono le colonne del socialismo cubano per ottenere  tali cambiamenti. I politici cubani sono terrorizzati dall'idea di entrare in contatto con la popolazione e le loro richieste, sanno che la fondamentale richiesta del popolo è la fine del sistema socialista e la conversione in un sistema di libero commercio, e sanno che loro hanno da sempre considerato il sistema del libero commercio come satana da combattere, non immaginano come potrebbero adesso capovolgere la situazione. Oltre questo i politici cubani sanno bene che il libero commercio darebbe nelle mani dei cubani cultura, conoscenza del mondo esterno, informazione, denaro e di conseguenza si innescherebbe una reazione inarrestabile di richieste di libertà con gravi rischi per il potere centrale e i loro stesso privilegi quindi.  Il fatto è che i politici cubani se vogliono far sopravvivere il socialismo a cuba dovrebbero rassegnarsi a scendere dal trono sul quale si trovano adesso e accettare un radicale cambiamento del modo di intendere il potere e la conduzione del loro paese, dovrebbero prima cosa abbandonare la doppia morale che li rende ad oggi la classe politica più corrotta del centroamerica e provare a vivere con una decina di dollari al mese come tutti i cubani per comprendere la tragedia di patire la miseria. Mi rifiuto di credere che il popolo cubano si possa ancora adattare alla morte di Castro a mantenere sulle sue spalle la classe politica cubana, e spero per il bene del popolo cubano che i politici cubani si rendano conto che un’era è finita e che è giunto il tempo che tornino quanto meno le libertà fondamentali a Cuba. Se invece l’atteggiamento di ciò che rimarrà del governo cubano alla  morte di Castro sarà di ottusa ostinazione a mantenere potere e privilegi senza dare altro in cambio al popolo che carcere e repressione delle libertà allora credo che Cuba diverrà un inferno invivibile che costringerà il suo popolo a una nuova rivoluzione che purtroppo  la getterà al contrario di quello che succederebbe con un graduale cambiamento in una situazione di caos e distruzione dell’identità nazionale.