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Fidel Castro è al potere da 39 anni, senza elezioni democratiche. L'opposizione è proibita; la censura è totale; la propaganda e la violenza del regime sono ovunque. La pena di morte, istituita da Castro nel 1959, è applicata indiscriminatamente: basta una fotografia sbagliata. Le sole fucilazioni di dissidenti politici denunciate e dimostrate sono 12.486. I tribunali sono totalmente controllati dal Partito Comunista. I cittadini la cui condotta è giudicata contraria agli interessi del partito non hanno più diritti.

"Chiunque faccia fotografie, solleciti od ottenga informazioni a danno della sicurezza dello Stato e senza apposita autorizzazione, è soggetto ad una pena detentiva da 10 a 20 anni o alla pena di morte" (art.97 della Costituzione cubana)

Dal 1959, il regime di Castro ha torturato, imprigionato, esiliato centinaia di religiosi; proibito i riti e la lettura dei testi sacri; confiscato o ridotto in rovina i luoghi di culto; negato con la violenza la libertà di fede, perseguitato e discriminato i fedeli cristiani ed ebrei.

I prigionieri politici vengono murati vivi per anni interi in celle completamente buie dette "tapiadas", per sconvolgere il loro equilibrio mentale ed impedire che rivelino al mondo cosa accade a Cuba.

Nell'isola ci sono 241 tra carceri e campi di concentramento. Tutte le organizzazioni umanitarie (come Amnesty International) denunciano carenze di cibo ed acqua, estese epidemie, negazione di cure mediche, percosse e torture giornaliere, che spesso provocano il decesso dei detenuti.

Un sopravvissuto ricorda così l'esito di un corteo pacifico di protesta: "Ci spararono, fummo presi. A mio figlio di sette anni diedero un colpo in testa che richiese otto punti di sutura. Ci torturarono con l'elettrochoc, ci spensero sigarette sulla pelle, dovemmo marciare con scarpe di ferro. La mia famiglia è stata distrutta"

A Cuba lo stato è l'unico datore di lavoro. L'istruzione è solo pubblica. Il tasso di disoccupazione supera il 40%. Il Governo trattiene il 95% del salario dei lavoratori, già così basso da attirare speculatori di tutto il mondo. Gli scioperi sono proibiti. Chi non dimostra apertamente di sostenere il regime viene espulso da scuole e università o licenziato.

La popolazione subisce continue privazioni e pullulano le baraccopoli; Castro è il 10° uomo più ricco del mondo e possiede 54 residenze di lusso per uso personale. A Cuba ospedali e negozi sono di due tipi, uno riservato all'élite del Partito e ai turisti; l'altro, per la gente comune, dove non si trova il cibo, mancano le medicine, non ci sono anestetici per le operazioni.

Castro sta per completare due reattori nucleari di concezione sovietica, che violano gli standard di sicurezza internazionali. In caso di esplosione, una nube radioattiva coprirebbe Cuba e raggiungerebbe l'America centrale in meno di 24 ore.

Cuba è uno dei più lucrosi mercati di sesso del pianeta, protetto da un regime affamato di soldi. Ai pedofili di tutto il mondo si offrono bambini a due dollari, il salario di un mese.

I cittadini cubani non possono lasciare Cuba, questo è il vero embargo. A decine di migliaia sfidano l'oceano alla volta della Florida, a bordo di fragili zattere di fortuna, attaccate e affondate dalla guardia costiera cubana. Uno su quattro ce la fa. Per i suoi familiari rimasti nell'isola, la rappresaglia è durissima.

 

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