Miti da sfatare.
 

Sfatiamo uno delle panzane della propaganda cubana. Gli USA non hanno nessun piano di invasione dell'isola nè hanno interesse per destabilizzare il governo Cubano. Sebbene ci siano forti pressioni da parte di qualche senatore e da parte della forte comunità di esuli cubani che vivono in Florida le direttive del governo USA sono chiare. Una delle storielle che ha messo in giro Castro è che Cuba resiste in un'improbabile e direi ridicola sfida militare con gli stati uniti, e molti sostenitori di Castro in Italia ci credono pure!. La realtà è che gli USA hanno deciso di non fare proprio nulla contro Cuba e questa è una decisione che risale ai tempi della crisi dei missili degli anni sessanta, le uniche piccole azioni contro Cuba sono da sempre effettuate dai dissidenti sia interni che esterni a Cuba, e questo è riferito a tutti i piccoli atti "terroristici" come vengono definiti a Cuba e persino il tentativo di invasione di Playa Giron che fu effettuato da un piccolo gruppo di esuli cubani e non dall'esercito USA come la propaganda di stato cubana ripete da sempre. E’ ovvio che se fosse sbarcato l'esercito USA a Playa Giron adesso di Fidel Castro non resterebbe che un lontano ricordo. Quello che dovrebbe essere ben chiaro è che le guerre ormai da decenni si combattono con la tecnologia, e quindi sulla conoscenza dei mezzi e delle tecnologie possedute dal nemico, Cuba non ha quindi nessuna possibilità di resistere a un attacco USA e non lo è più da decenni, infatti tutti i sistemi di difesa antiaerea, i sistemi missilistici, l'intera aviazione e i mezzi di comunicazione delle forze militari cubane sono ormai obsoleti, gli ultimi aerei che la Russia ha fornito a Cuba sono i Mig 29 che risalgono alla fine degli anni settanta, quindi tutte le tecnologie e  le frequenze di funzionamento di tutti i Radar dei  sistemi di difesa e attacco cubani sono conosciuti dalle forze USA e non servirebbero a nulla in caso di conflitto. Tutte le basi militari, gli aeroporti, gli snodi di telecomunicazione sono conosciuti da sempre dalle forze USA quindi un conflitto tra i due paesi si risolverebbe in pochissime ore. Teoricamente una coppia di caccia bombardieri di ultima generazione dell'aviazione statunitense  potrebbero mettere in ginocchio le difese cubane in meno di un'ora. Quindi la propaganda Cubana è quasi patetica nella sua teoria di essere in grado di sostenere un conflitto con gli USA e ancora più patetica è la teoria che questi ultimi non attaccano per timore delle difese Cubane. La verità è ben altra, gli USA hanno un atteggiamento di totale non ingerenza nei fatti Cubani, la Florida dista da Cuba solo ottanta miglia, una distanza minima che permetterebbe  di far giungere robusti segnali radio e televisivi a cuba, basterebbero una decina di stazioni da qualche centinaio di Kilowats, l'equilibrio della dittatura cubana è così precario che  questo probabilmente sarebbe sufficiente a far sollevare la popolazione, eppure gli Usa non solo non fanno nulla del genere ma addirittura vietano per legge alle stazioni radio e televisive sul suo territorio di dirigere i segnali verso Cuba, l'unico canale televisivo della dissidenza cubana a Miami ricevibile a Cuba è il famoso canale 23 che però a mala pena è ricevibile in una limitata zona a nord dell'isola perché anche esso è soggetto alle limitazioni dettate dal governo USA. Sono ricevibili anche alcune stazioni radio ad onde medie della dissidenza di Miami ma solo in alcune zone dell'isola e solo in orari limitati, queste stazioni vengono comunque regolarmente disturbate da stazioni appositamente azionate dal governo Cubano. Sono molte le parabole illegali sull’isola che permettono alle notizie di giungere superando la censura di stato, ma l’impatto sulla massa della popolazione di segnali televisivi ricevibili con i comuni televisori avrebbe un  insostenibile per il governo cubano. Eppure Cuba è isolata dal mondo come se si trovasse nel luogo più remoto della terra, e questo perché esistono delle precise direttive degli Stati Uniti che vietano ogni manovra diretta contro Cuba che vada oltre un blando appoggio alla dissidenza interna  e forse le ragioni sono fondamentalmente due, una è la volontà degli USA di evitare un crollo repentino della dittatura di Castro che causerebbe un esodo di dimensioni bibliche verso la Florida, in questo caso il costo per i contribuenti americani sarebbe enorme e l’altro è la totale assenza nel governo USA di motivi ideologici che li spingano a fare azioni contro Fidel Castro, agli USA quello che interessa è il denaro e un attacco militare significherebbe dover adottare 11 milioni di cubani, a Cuba non c’è ricchezza che possa giustificare un intervento militare, semmai la vera cattiveria degli USA è proprio quella di lasciare il popolo cubano nelle mani di Castro e di lasciare che la pulsione di autodistruzione di quest’ultimo sia la sua stessa fine.