Ma lo sapete dove è Cuba?
 

…Ma, lo sapete dove è Cuba?

Quattro anni Dopo

di Roberto Pereira

Una volta quando ero bambino mi affermarono che nel capitalismo al semaforo bisognava tenere chiusi i finestrini della macchina, altrimenti qualcuno ti tagliava la gola. I bambini non potevano giocare nei parchi liberi, perché erano rapiti da qualcuno, o chissà chi dava a loro caramelle drogate.

Una volta quando ero bambino, imparai a leggere con la F di Fidel anzi che con la F di farfalla, la L di Lenin anzi che con la L di libertà…

A volte non basta parlare, raccontare, comunicare, esprimersi o gridare, se, dell’altra parte non si trova nessuno che possiede lo spirito di ascolto, o magari chi c’é, non ha l’intenzione di ascoltare, o nella maggiore, come succede alla sinistra italiana, l’ascoltare in questo caso, non conviene.

Era il 18 marzo di qualche anno fa, il mondo guardava con attenzione l’ultimatum a Sadam Hussein, due giorni dopo le prime bombe cadono su Baghdad. Intanto, nascosto fra i venti di guerra e nell’oscurità di una fra le tante notti buie della Habana, con brutale slealtà il regime cubano compie una delle più crudeli ondate repressive degli ultimi 40 anni. Diventava effettiva “La ley 88”, ben chiamata la “ley mordaza” (legge bavaglio) che legalizzava la repressione e la pena di morte per i delitti di coscienza. Il 21 marzo, solo tre giorni dopo, quasi come un lampo, l’operazione della polizia politica cubana ebbe fine, il bottino: 79 oppositori pacifici sono arrestati, fra loro 26 giornalisti indipendenti, il resto bibliotecari e intellettuali appartenenti a gruppi o associazioni di diritti umani, condanne per un totale di 1400 anni di prigione.

Le manifestazioni di protesta contro la guerra in Iraq crescono in tutto il mondo, monopolizzando cosi gli spazi informativi di ogni paese.

L’UE e il suo parlamento condannano gli arresti degli oppositori al regime cubano; chiedendo a Fidel Castro che queste persone siano rilasciate in libertà quanto prima, già che, considerati prigionieri di coscienza, la loro incarcerazione viola i principi di libertà di espressione. Date le circostanze, ma solo 10 giorni dopo, Piero Fassino (DS) dichiara “ingiustificabili e inammissibili gli arresti”, e “Il Manifesto si limita a dire: “l’accaduto costituisce un colpo gravissimo per Cuba e i suoi amici”.

La sinistra Italiana davanti a fatti come questi si è limitata solo a commentare, mentre tutta Europa, e non solo “Il Parlamento Europeo” con forza condannò e attuò misure contro il regime cubano, ma soprattutto intellettuali come Pedro Almodovar in Spagna e membri importanti del Partito Comunista in Francia e in ogni parte del mondo parteciparono attivamente a tutte le manifestazione fatte contro l’intollerante Governo di Fidel Castro. Io mi chiedo, ma, i giro tondi?; le manifestazioni in piazza della sinistra in difesa degli oppressi ? le bandiere cubane che sventolano in ogni corteo prendendo il regime cubano come esempio della società dei sogni? Ho l’impressione di una palese ipocrisia.

Ma, lo sapete voi dov’è Cuba?

Sono più di 8 anni che questa domanda mi perseguita, ora non ho dubbi, la sinistra italiana non sa proprio nulla di Cuba. La prima cosa che non sa e che con lo stesso atteggiamento, la forma di vestire, il modo in qui è vissuta la politica, sia nei centri sociali più radicali che in quelli liberali o anarchici, si fossero loro cittadini cubani e pretendessero gli spazi che hanno in Italia, quelli che una democrazia offre, diventerebbero automaticamente nemici politici del governo. Un gran paradosso, no? sarò più chiaro, se per esempio Rizzo dei comunisti Italiani o Bertinotti di rifondazione comunista - nonostante l’ammirazione che hanno per Fidel Castro e la sua maniera di governare -, fossero cubani membri del parlamento cubano - che da più di 43 anni non ha mai avuto neanche un voto di astensione- e si permettessero di voler dare il loro contributo anche solo con le loro attuali idee, sarebbero annullati immediatamente. Certo, forse dopo la caduta dei muri dell’Est per curarsi le ferite spostare sogni e frustrazioni ben lontane dell’Europa e stato il rimedio migliore. La Habana e lontana, un viaggetto ogni tanto non guasta e i difetti a quella distanza si notano meno.

Come si fa a vivere in democrazia, avere i privilegi che Ella offre e nel fra tempo ammirare, lodare e sostenere un regime che annienta la libertà dei suoi cittadini. Si fossi in voi, rifletterei. Si fossi uno dei vostri elettori, avrei molti dubbi e ci rifletterei prima di votarvi.

A Cuba una canzone Dice: ” il sudore del contadino fa che la terra possa sognare”. Quando il padre di famiglia si alza all’alba, mentre i turisti con i dollari si preparano per andare al letto dopo una notte sfrenata al “Tropicana” o al Cabaret sotto le stelle del “Habana Libre” - che la rivoluzione comunista riserva con cura solo ai capitalisti- quando un padre di famiglia esce da casa la mattina, i suoi problemi sono tre, uno; cosa mangeranno a pranzo, due cosa mangeranno a cena. Il terzo problema, il più crudele di tutti, e quello tenere ben alto il volume della radio perché chiunque può spiarlo o denunciarlo se in famiglia si parla o si pensa contro il regime.

E’ voi della sinistra italiana fate della società che ha creato Castro l’ultimo baluardo dei vostri ideali? Siete ingenui o complici? Sapete cosa vuole dire leggere Kundera di nascosto? A Cuba andare in piazza a manifestare, si va solo quando lo organizza il governo per lodare se stesso, voi credereste in una società cosi? I sindacati sono pilotati dai vertici del partito, potreste sopportare una cosa simile? I comitati di quartieri mettono i loro occhi in ogni casa, servitori del governo questionano i perché, il come, il quando, il dove. Voi compagni come reagireste se vi trovasti come si trovano i cubani oggi? Capireste in silenzio le motivazioni di chissà che governo, anche se vi privano delle vostre libertà? Vi ho seguito in questi anni, non sopportereste un minuto.

Il non voler stare in silenzio a fatto si, che a Cuba uomini e donne sensate, abbiano avuto la voglia e il coraggio di partecipare con passione alla vita civile del loro paese e oggi solo per questo, si trovano in prigione. A voi compagni della sinistra vi dico: nei cortei, nelle piazze, nei comizi e in ogni spazio che per fortuna la democrazia vi offre, nascondete le bandiere cubane, potrebbero confondere i vostri elettori, e questo a chi crede in voi non fa onore.

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………..poi sono cresciuto, e si sa, solo da piccoli si credono alle favole.

Ora la Habana e lontana, solo noi due sappiamo cosa ce fra la distanza e la nostalgia che ci separa. Crescendo scoprì che quello che qualcuno chiamava “capitalismo” si chiama democrazia, certo a tantissimi difetti,il consumismo,la anoresia,il clima,gli sprechi,ma nessun mi impone cosa leggere,pensare o dire.Siamo tutti condizionati, qualunque cosa scegliamo,ma almeno qui ce da scegliere, poi il fato a fatto sì che soltanto adesso le mie farfalle riescono a volare……

 

Avevo 5 anni quando all’improvviso seppi che mio padre doveva partire, mia sorella ne aveva 3. Mio padre era uno dei migliori, ci faceva la pizza al forno, i sabati ci portava al “Luna Park” e la domenica quando tornavamo della solita visita a casa dei nonni ci faceva fare il giro doppio nel pullman. Una volta avevo troppo catarro, quasi non respiravo, con il suo respiro lui mi salvo. Poi una sera, tornando da scuola chiese dove fosse, mia madre a sotto voce mi annunciò, era partito in Angola…..

Vorrei non fare un dibattito all’Italiana, e soprattutto di non farò emergere il “fidel castro” che ce in me, cosi come in ogni cubano. Non accuserò d’agente della “KGB” cubana, ne tantomeno ordinerò di tacere a chi nel dibattito su Cuba, la pensa o la vive diversamente.

La verità non appartiene a nessuno, ma se ciò che si racconta e stato vissuto attraverso emozioni, esperienze e percorso di vita, quel che si racconta, non si può giudicare come giusto o sbagliato, quel che viene vissuto e soltanto legittimo.

Ora però, ci vogliono alcune considerazioni. A Cuba gli unici 2 giornali guidati dal partito non avrebbero pubblicato né la mia opinione, ne tantomeno la di nessun altro, o forse solo la sua, che con tanta passione adula il regime. Certo, la posizione che Lei ha sulla pena di morte la avrebbero censurata; e sito:…”Anche i traditori che muoiono infamemente dinanzi alla muraglia di fucilazione, con il loro sangue, saranno utili alla rivoluzione”….(Fidel Castro 6-02-1961).

A Cuba più che una campagna d’alfabetizzazione c’è stato un programma d’addottrinamento cosi che, ogni singolo cubano debba ringraziare umilmente tutti giorni, di ciò che ha “ricevuto” della mamma rivoluzione e del “padre fidel”. Per il regime sono solo scrittori, giornalisti, artisti e professionisti di talento coloro che gli rendono servizio , gli altri no, quelli che vorrebbero un cambiamento o un’apertura che lasci spazio alla libera creazione, diventano automaticamente pagati dagli USA, o magari sono soltanto dei nullafacenti, ubriachi, antisociali, mediocri o falliti. Come se, nel periodo in qui per l’Europa girava “il fantasma del comunismo” il governo di turno in Italia, avrebbe voluto mettere in galera ad ogni politico, parlamentare o simpatizzanti di sinistra, volendo chiudere allo stesso tempo, ogni giornale di sinistra con la sola giustificazione che medesimi cospiravano a favore di una potenza straniera. Facendo riferimento al seminario che i D.S. organizzò a maggio per discutere della realtà cubana, intitolandolo “L’altra Cuba”; il Parlamentare, Franco Grillini, nel suo intervento disse: ….”ogni logica giustificazione a queste mostruosità è del tutto fuori luogo….siamo di fronte ad un regime autoritario di partito unico dove la libertà e diritti civili sono conculcati. L’opposizione tra diritti civili e sociali non regge. Essa è tipica del marxismo volgare….sposata anche dal cattocomunismo, si fondava sulla convinzione che la libertà rientrasse nella cosiddetta sovrastruttura, questa posizione era sbagliata prima e lo è a maggior ragione adesso”. E’ pensare che in questi anni parlamentari liberali della sinistra italiana, si sono incontrati con oppositori all’interno dell’isola e hanno collaborato con loro anche finanziariamente. Saranno Fassino e tutti “compagni” che parteciparono con obiettività a questo seminario su Cuba, fiancheggiatori dei chiamati “gruppuscoli” pagati dai gruppi d’estrema destra della Florida, che alla loro volta sono pagati dalla CIA? Beh, i film raccontano di peggio, no?

Quando ad una certa sinistra si parla dell’opposizione al governo cubano si focalizzano solo i cubani nostalgici del periodo ” Batista”, cancellando gli altri cubani che vivono negli USA. Solo in Florida vivono 1 milione e 600 mila, che si vengono sommati a quelli sparsi per il mondo sono circa 2 milioni e mezzo. Rispetto agli 11 milioni di cubani che risultano dall’ultimo censimento sarebbe più del 20% della popolazione complessiva. Facendo un semplice paragone con la popolazione italiana, i cubani fuori di Cuba sarebbero di più, di quanta percentuale Rif.Comunista, Com. Ita., e qualche altro partito della sinistra comunista assieme, raggiungono ad ogni elezione.

La situazione economica di Cuba e stata sempre migliore rispetto agli altri paesi latino-americani, questo del “dopo la rivoluzione” fa parte della messa in scena della propaganda demagogica di questi anni. Vi do qualche esempio. Alla fine degli anni 50 il “peso cubano” era così forte, che non solo gli spicci in circolazione erano in argento, ma per qualche settimana alla borsa di New York, il dollaro scese di 4 cent. rispetto alla moneta dell’isola.

Oggi un medico cubano guadagna quanto spende un turista prima che abbia finito il terzo “mojito” alla “Bodeghita del medio” intanto che al ritmo di “son” vede ballare qualcuna mentre sogna ancora ai barbuti. Oggi Cuba e solo una gigantesca prigione con circa 80 mila reclusi ospitati in penitenziari e semi-campi di concentramento, secondo la Croce Rossa Internazionale, che ottenne i permessi per visitarli l’ultima volta nel lontano 1989. Nel 1959 in Cuba cerano meno di quindici penitenziari e solo uno di massima sicurezza, oggi sono più di duecento, e di questi, cinquanta di massima sicurezza.

L’embargo economico degli USA contro Cuba fa solo parte di un gioco machiavellico che permette di nascondere in primo luogo, il fallimento di un’economia ferreamente statalizzata e “paternalista”. E’ soprattutto da al governo cubano le motivazioni che gli hanno permesso in questi anni un embargo democratico al suo popolo.

Sarebbe ottuso pensare che il problema e fra USA e Cuba, i fatti lo dimostrano, i cubani che dentro di Cuba fanno opposizione pacifica lo testimoniano, quasi 3 milioni di cubani per il mondo sono un fatto innegabile, il problema e solo fra Fidel e il suo popolo. Gli agenti secreti cubani arrestati negli USA stanno avendo un processo per spionaggio, in un paese straniero, al governo cubano sono bastati 20 giorni per giustiziare tre uomini e incarcerare altri 75 con pesantissime condanne fino a 28 anni di reclusione, per aver osato di partecipare nella vita civile del loro paese.

….gli anni volano, seppi più tardi, che in Angola cera la guerra, che il mio papa era a più di 12 mila Km da casa, assieme a lui, altri 50 mila cubani sono stati per più di 15 anni. Quasi 6 mila morti, migliaia di mine antiuomo sono rimaste in territorio Angolano da questo “esercito salvatore”. La rivoluzione doveva essere esportata “per salvare altri popoli”, dicevano. Poi ci fu la guerra in Etiopia, Guinea, la guerriglia in Nicaragua, in Perù, Salvador e altri ancora. Il mio piccolo paese nonostante la precarietà della sua economia, riuscì a portare i suoi soldati la dove “ci fosse il bisogno”. Allora le bandiere della pace con i suoi bei colori erano sventolate dai movimenti gay. A Cuba no, l’articolo 303 del codice penale impone il divieto all’omosessualità, soltanto gli “uomini veri” servono alla rivoluzione.

Mio padre dopo tanti sogni infranti oggi risiede in Florida. A mia sorella che ancora vive alla habana chiese qualche giorno fa: ….beh, come va? Lei rispose: …”nulla e cambiato, come vuoi che vada, ogni cosa al solito posto di sempre”


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