Cuba: comunicato del Movimiento Libertario Cubano in solidarietà con il popolo cubano.
 

Cuba: comunicato del Movimiento Libertario Cubano in solidarietà con il popolo cubano

Cuba: comunicato del Movimiento Libertario Cubano in solidarietà con il popolo cubano


In occasione del 50° anniversario dell'assalto alla Moncada il 26 luglio 1954, è nostro dovere manifestare pubblicamente quanto segue. Il Movimiento Libertario Cubano (MLC) sta cercando di sviluppare e diffondere attività rivoluzionarie anti-autoritarie sia a Cuba che nel continente americano, allo scopo di costruire un vero movimento anti-autoritario in grado di essere parte attiva nelle lotte materiali degli oppressi per riprendere il controllo sulle proprie vite e per la resistenza mondiale contro la cultura dominante.

Il MLC non è un'ennesima organizzazione anti-autoritaria e men che meno è un circolo ristretto di "autonominatisi leaders" a rappresentanza del complessivo movimento anarchico cubano. Al contrario: il MLC è una rete di collettivi ed individualità con sezioni in diverse città del mondo, che si sta ponendo l'obiettivo di un coordinamento più efficace tra le diverse attuali correnti dell'anarchismo cubano, quali l'anarco-sindacalismo, l'anarchismo rivoluzionario, il comunismo-anarchico, il cooperativismo, il comunalismo, l'eco-anarchismo e l'insurrezionalismo libertario.

Gli anarchici cubani hanno partecipato attivamente alla lotta del proletariato cubano per la sua emancipazione fin dai tempi dell'oppressione coloniale, con le esemplari lotte che si svilupparono dalla metà del XIX secolo, guidate dal "Gruppo dei 3 Enriques" (Enrique Roig de San Martin, Enrique Messonier ed Enrique Creci). Questo gruppo rivoluzionario anarchico dichiarava chiaramente già nel 1883, sulle pagine del giornale anarchico "El Productor", la sua posizione di classe contro lo Stato ed i partiti politici, attraverso una serie di testi intitolati "Realidad y Utopia" (n°1-6) che spiegano in breve la concezione globale dei nostri compagni dell'epoca, la lotta contro l'atteggiamento dominante, in un momento in cui prevalevano le soluzioni democratiche, liberal-annessioniste, autonomiste e nazional-indipendentiste ("Liberazione nazionale cubana"). Come sempre succede, la falsificazione della Storia del Movimento Operaio ha sempre puntato a celare l'importanza degli ideali anarchici nello sviluppo delle lotte degli oppressi.

Anche gli anarchici cubani hanno lottato coraggiosamente contro le dittature di Machado e di Batista, combattendo contro quest'ultimo su tutti i fronti -alcuni nella guerrilla occidentale, altri a Escambray nel centro dell'isola, altri ancora aderendo alla lotta segreta nelle città. C'erano anche connessioni tra i rivoluzionari organizzati nella lotta contro Batista ed i militanti anarchici anti-franchisti, per il tramite dei compagni Antonio Degas (un membro della CNT stabilitosi a Cuba) e Luis M.Linsuain, figlio del noto anarchico Domingo Germinal, che morì sul fronte di Alicante nei primi giorni della Rivoluzione Spagnola. Il fine degli anarchici era tutt'uno col desiderio della maggior parte del popolo mettere fine alla dittatura militare ed alla corruzione politica per creare maggiori spazi di libertà per quella continuità ideologia che avrebbe reso possibile la Rivoluzione Sociale, a dispetto di ogni minaccia di invasione dell'isola.

Oggi, proprio come 45 anni fa, il popolo cubano sta vivendo sotto la minaccia di un intervento militare degli Yankees mentre deve sopportare il terrore ed il dispotismo del Castro-fascismo, con la sola differenza che il repressivo sistema castrista è più sofisticato e persino più oppressivo di quello batista. Le prigioni sono piene di oppositori pacifici e di giovani che si sono ribellati alla costante imposizione del totalitarismo ed alla mancanza di libertà. Ancora una volta, i combattenti sociali o coloro che sono disperati e che stanno cercando di liberarsi dall'assolutismo vengono messi al muro.

E tuttavia, inesplicabilmente, la "Rivoluzione Cubana" (come a "sinistra" viene chiamato il Castro-fascismo) riesce ad ottenere un ipocrita "sostegno critico". Si possono vedere vasti settori della "sinistra" che protestano contro la pena di morte, contro il servizio militare, contro la censura dei media, contro i processi-farsa ai danni di attivisti sociali accusati eufemisticamente di "terrorismo", vediamo come protestino contro la regola del silenzio che vieta le radio libere, come si oppongano all'energia nucleare, come denuncino l'attività di spionaggio delle forze repressive dei propri Stati, ma vediamo anche quanto, nonostante tutto ciò, essi siano pronti a giustificare questi errori, queste infamie, fino a spingersi a farsene sostenitori e lodarle in nome del ricorrente anti-imperialismo.

Il "sostegno critico" è stato ed è una formula ad uso e consumo estero, che non significa niente a Cuba. E' basato su una ambiguità concettuale strettamemente totalitaria per cui si sta "con la rivoluzione, contro l'imperialismo". Chi non sta con loro sta con l'imperialismo Yankee e perciò viene etichettato come reazionario. E' lo stesso modo di pensare che appartenne a Hitler, Mussolini e Franco.

Certamente, la propaganda castro-fascista a livello mondiale ha ripetuto questo ritornello con tutta l'energia dei suoi dollari e dei suoi inviti per vacanze gratis a Cuba e ci sono sempre state schiere di pennivendoli pronti a magnficare la realtà cubana con sermoni e parabole. Tutto ciò aiuta a mantenere le attuali vergognose condizioni dell'Isola che è fisicamente ed economicamente devastata, i cui abitanti sopportano il danno solo per cercare di fuggire e dove, ironicamente, i funerali sono gratuiti. Un terribile dispotismo opprime i cubani e quando qualcuno denuncia tutto ciò, viene accusato di essere al soldo dell'imperialismo. Ma la realtà si mostra per quella che è e qualsiasi viaggiatore appena curioso potrebbe testimoniare di quanto essa non corrisponda al canto delle sirene.

All'interno del "movimento anarchico internazionale", le posizioni sul regime castrista non sono più quelle di un tempo, quando alcuni settori anarchici restavano silenti sui crimini di Castro contro i compagni anarchici cubani.

Infatti, oggi, la voce di condanna contro la dittatura Castro-fascista si leva forte da ogni parte del movimento anarchico. Non solo, ma i più grandi difensori della tirannia castrista sono quasi scomparsi dal vero movimento degli sfruttati, dalle lotte di resistenza contro il capitale, dalla barricate dello scontro diretto, dall'insieme di donne e uomini che lottano in modo orizzontale, autunomo, per l'autogestione delle fabbriche, del territorio, delle università, dei quartieri, della vita. Al contrario, i difensori del regime castrista si trovano tra le file dei riformisti, dei social-democratici, della sinistra-che-vota, del PT di Lula, dei simpatizzanti di Kirchner, della burocrazia boliviana di Hugo Chavez, tra i gialli PRIsti del PRD in Messico, tra gli opportunisti del PT di Salina, tra gli ideologhi della democrazia cristiana, tra un'intera burocrazia di organizzazioni di sinistra che vanno dai sindacati parassiti alle organizzazioni clienti dello Stato, dalle federazioni fossilizzate degli studenti ai fronti popolari con tanto di etichetta. Ma non solo, i difensori di Castro albergano nei gruppi capitalisti, in Europa ed in America Latina, che investono nell'Isola, che preparano un "capitalismo dal volto umano", mentre si reprimono le lotte autogestite in tutto il mondo. Oggi, il regime cubano con tutto il suo progresso strombazzato non è più un esempio nemmeno per coloro che lo sostengono!

Oggi, Cuba non è che una gigantesca fattoria nelle mani di un crudele e sanguinario proprietario che non esita ad aumentare la repressione pur di perpetuare il suo potere. A Cuba manca qualsiasi libertà, individuale e collettiva. Dopo il crollo dell' ancien regime sovietico, la crisi economica si è fatta di proporzioni catastrofiche, ed il cibo che non è mai stato abbondante oggi è diventato sempre più scarso. La classe lavoratrice ha perso tutti i suoi diritti ed i sindacati sono organismi di Stato, protestare è un reato e scioperare è un crimine. Tutto ciò può sembrare esagerato, ma è la dura realtà con cui Cuba ha a che fare. Invitiamo ogni compagn* che voglia verificare di persona a visitare Cuba, evitando però il giro "rivoluzionario".

L'ultima trovata del castrismo è un'efficiente e fantasiosa macchina propagandistica. Nel 1992, l'abbiamo vista all'opera durante il viaggio di Castro nella penisola iberica, per celebrare il 500° anniversario del genocidio insieme a leader corrotti, giustificando con la sua presenza 500 anni di barbarie commesse dalla "madre patria" e da altre non meno crudeli matrigne. In quella occasione, fummo testimoni del livello di ipocrisia della "sinistra" che avrebbe dovuto denunciare tutti i governi che prendevano parte a quella "celebrazione" ed invece cercò di minimizzare il contributo di Castro alla solenne occasione. Recentememte questo ipocrita atteggiamento della "sinistra" si è ripetuto quando Castro si è recato in Argentina per l'inaugurazione presidenziale di Nestor Kirchner, in una chiara promozione del Mercosur quale lato umano del mercato capitalistico.

Oggi, esattamente 50 anni dopo quel libertario assalto al forte della Moncada, i rivoluzionari anti-autoritari cubani vedono ancora una volta il comportamente ipocrita della socialdemocrazia "rivoluzionaria", nascosto dietro 50 anni di sigle e micro-gruppi demagogici -alcuni cinicamente autodefiniti come "libertari"- che firmano appelli di solidarietà con quella dittatura castro-fascista che ha oppresso e sfruttato i nostri fratelli e le nostre sorelle di classe per 45 anni.

Oggi siamo testimoni di una combinazione di mancanza di memoria storica nella nostra gente e di confusione in coloro che ancora seguono gli ordini del tiranno di Havana, ripetendo le bugie sul fatto che il regime "ha sempre sostenuto i movimenti di liberazione nazionale in ogni parte del mondo ed ha combattuto contro le politiche imperialiste". I rivoluzionari messicani hanno sofferto sulla propria pelle, come pochi altri nel continente, l'opportunismo e la vergognosa manipolazione di Castro, il quale giustificandosi con disumane "ragioni di stato", non ha mai appoggiato i gruppi rivoluzionari insurgenti, ma al contrario ha sempre beneficiato delle strette relazioni con la dittatura del partito di Stato che ha oppresso e sfruttato il popolo messicano.

A conferma di questo atteggiamento vi sono innumerevoli esempi. Possiamo ricordare alcuni fatti come la presenza cubana alle Olimpiadi del 1968, sorda agli appelli per il boicottaggio dei giochi olimpici e quindi allineata con la dittatura messicana responsabile del massacro di centinaia di studenti in Plaza de Tlatelolco. Oppure il costante rifiuto di Castro di fornire armi ed istruttori militari a specifici gruppi messicani, o ancora il rifiuto del governo cubano di chiedere giustizia alla corte internazionale delle Nazioni Unite per le madri ed i parenti degli assassinati e "scomparsi! durante gli anni dello sporco periodo di guerra.

Possiamo anche menzionare una lunga lista di movimenti di opposizione e rivoluzionari che hanno sofferto dell'atteggiamento opportunista, manipolatorio e ignobile della dittatura Castro-fascista verso il continente. Come non ricordare il movimento per l'indipendenza di Puerto Rico, larghi settori della sinistra anti-fascista in Cile ed Uruguay, il movimento rivoluzionario brasiliano, i sindacalisti rivoluzionari in Bolivia e molti altri ancora. E cosa dire di atti peggiori e ancor più vergognosi come il tradimento contro il movimento di liberazione in Eritrea, dove la dittatura Castro-fascista mandò delle truppe di occupazione per spezzare le aspirazioni di indipendenza del popolo eritreo, per obbedienza all'imperialismo sovietico durante gli anni della cosidetta "Guerra Fredda"?

Per smascherare tutta la demagogia ed il cinismo che pervadono gli appelli di solidarietà con la dittatura Castro-fascista ci vorrebbero un centinaio di pagine, ma noi non possiamo permettere che vadano avanti impunemente usando metodi nazisti per cui a furia di ripetere la stessa bugia alla fine diventa la verità. Sostenere che la dittatura castro-fascista vuole cotruire "una società più giusta che dà la priorità ai bisogni del popolo ed ai più fondamentali diritti umani quali l'istruzione, la salute, la casa, il cibo e il lavoro, laddove invece altri paesi vengono spogliati dagli attacchi neo-liberisti", non solo è una menzogna ma un oltraggio alla verità.

Come si può parlare di diritti umani a Cuba, quando nelle galere della dittatura ci sono centinaia di prigionieri politici, cosa comparabile in questo emisfero solo col numero di reclusi nelle carceri USA; quando un altrettanto enorme numero di prigionieri politici subisce sentenze disumane, quando non viene riconosciuto lo status di prigioniero politico e di prigioniero di guerra? Come si può parlare di diritti umani, quando Cuba è il solo paese insieme agli USA in cui la pena di morte è stata inasprita. Come parlare di istruzione a Cuba, dove l'accesso ai corsi di laurea universitari dipende dall'adesione e dalla collaborazione al sistema e dalle ore di lavoro agricolo "volontario" fornite, dove agli studenti non è persino concesso di scegliersi la propria carriera? Come parlare di salute a Cuba, nei cui insalubri ospedali non si dà neanche un'aspirina ai malati, ma se si hanno dollari si possono comprare tutte le medicine necessarie e se siete uno straniero miliardario potete ottenere il migliore e più avanzato servizio sanitario nei programmi di "turismo e salute"? E che dire del diritto alla casa a Cuba, dove migliaia di famiglie vivono in appartamenti troppo angusti e dove gente disperata occupa case ed edifici pubblici abbandonati per poi essere sgomberati ed imprigionati? E che dire del cibo razionato e della diminuità disponibilità di quei prodotti cubani che possono essere comprati con la moneta cubana, mentre può nutrirsi con dignità solo chi possiede dollari e può fare la spesa nei supermercati OXXO a prezzi esorbitanti? Come si fa a parlare di lavoro a Cuba, dove il 27% della popolazione è disoccupata e/o vive di attività illegali di strada, di prostituzione, di trasporti in proprio falcidiati dalle tasse e dalle mazzette per la polizia corrotta?

Dire che a Cuba tutti questi diritti sono garantiti significa SOLO UNA GRANDE IGNORANZA SULLA SITUAZIONE CUBANA OPPURE UNA EVIDENTE COMPLICITA' CON QUELLA BANDA DI BORGHESI CHE OPPRIME CUBA DA 45 ANNI.

Oggi, l'unico modo per rendere omaggio a coloro che diedero la vita il 26 luglio 1954, l'unico modo per ribadire la nostra posizione di classe, l'unico modo per essere coerentemente anarchici e rivoluzionari, l'unico modo per dimostrare il nostro sostegno al popolo cubano in queste ore in cui ritorna la minaccia imperialista americana, è e sempre sarà la solidarietà diretta col popolo e non con la dittatura. Solidarietà con i lavoratori, studenti, intellettuali, uomini e donne che lottanno spalla a spalla contro il comune nemico, il Capitale sia esso neo-liberista o di Stato come quello che schiavizza il proletariato cubano.

SOLIDARIETA' COL POPOLO CUBANO
NESSUN APPOGGIO A CASTRO

PER IL COMUNISMO LIBERTARIO!!!
SALUD Y ANARQUIA!

[Traduzione di dr/fdca]