Cuba, ultime notizie dei colleghi in galera.
 

17.03.2006
Cuba, ultime notizie dei colleghi in galera
di Astolfo

Siccome ultimamente si è discusso molto in queste prestigiose colonne sul regime cubano, vorrei invitare tutti i colleghi a sommarsi alla campagna di informazione e solidarietà lanciata da Reporters Sans Frontiéres

Il 18 marzo 2003 Fidel sguinzagliava nuovamente i suoi servizi di sicurezza, mandando in galera 75 persone, accusate di una serie di delitti fra i quali il più frequente è la "condotta antisociale", ossia l'esprimere in qualche modo la propria opposizione o dissidenza riguardo al regime comunista che governa l'isola con un pugno di ferro. A queste persone, i tribunali del regime hanno imposto pene di carecre per un totale di 1453 anni. Tra gli arrestati si trovavano 26 colleghi, ossia 26 giornalisti che cercavano di fare una delle cose più difficili nel nostro mestiere: informare in modo autonomo e indipendente sulla realtà di un paese dove l'informazione, da quasi mezzo secolo, è totalmente controllata dalla dittatura.

Tre anni dopo,
Rsf lancia una campagna di informazione e solidarietà, per denunciare l'arresto dei colleghi, chiederne la liberazione ed esigere il rispetto della libertà di informazione e di opinione da parte del governo dell'Avana. Ricordiamo che dei 26 colleghi arrestati venti sono ancora in galera, e secondo il rapporto annuale dell'Ong esiste anche il rischio di una nuova ondata repressiva per questa primavera.

Il regime castrista, infatti "non dimostra la benchè minima volontà di considerare riforme, anche limitate. Al contrario, il governo continua a garantire il conformismo politico usando inchieste criminali, arresti a lungo e corto termine, minacce di gruppo, avvertenze della polizia, arresti domiciliari, restrizioni alla possibilità di viaggiare e licenziamenti per motivi politici. Il risultato finale è che vengono sistematicamente negati ai cubani i diritti foindamentali di libera espressione, associazione, riunione, privacy, movimento e un giusto processo" (dal
rapportosu Cuba di Human Rights Watch)

Come ben segnala Rsf, il caso cubano risulta atipico, perchè contrariamente a molte altre campagne in difesa della libertà di espressione e di informazione nel mondo, quando si parla del regime castrista subito sorgono obiezioni di ogni tipo, nonchè inevitabili accuse (da parte degli apologeti della dittatura) di essere manipolati dagli americani. Tanto è che l'Ong ha previsto un
documento ad hoc per "rispondere alle accuse dei difensori del governo cubano" nella quale si sottolinea come "un pugno di zelanti castristi sembrano essersi dati come missione l'esautorare il nostro lavoro, lanciando accuse calunniose e senza fondamento: 'Reporters sans frontiéres è finanziato dalla Cia, lo sanno tutti!' Questa frase ritorna sitematicamente presso questi ferevnti difensori della rivoluzone cubana. 'Lo sanno tutti!': i 'si dice', il rumore e la menzogna sono le armi preferite degli autori di questi attacchi".


I detenuti nella retata della cosidetta "primavera nera" di tre anni fa sono stati ovviamente anche
adottati da un'altra organizzazione legata alla Cia, in questo caso Amnesty International. Inoltre, come è logico, questi 75 arrestati sono solo una minima parte dei dissidenti cubani perseguitati dal regime castrista, come dimostra anche il caso del leader socialdemocratico Manuel Cuesta Morúa, che non è stato (per ora) arrestato, bensi' sottoposto a quello che a Cuba si chiamano "actos de repudios", nei quali decine di liberi cittadini (beninteso senza alcun legame con la dittatura) si riuniscono spontaneamente davanti alla casa dell'"individuo antisociale" e lo ripudiano pubblicamente, in quanto nemico della Rivoluzione e del popolo cubano. Quando il Partito Socialista spagnolo ha osato solidarizzarsi di recente con Cuesta Morúa, Fidel ha reagito in modo piuttosto vivace.

La petizione di Rsf la trovate
qui.