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J - Pronunciare come la j in francese (journal). Altri rendono questa consonante con sg, che io trovo poco pratico perché complica la lettura.

Janéi - Gennaio. A Dalpe jénéi. - (janei, sgianei, jenei, sgenei)

Janòt, Gianòt - Costantino Gianotti, o Genotti (26.11.1831-1.6.1878), "ultimo brigante del Ceneri", il cui nome è evocato ancora oggi dai vecchi nei comuni di Airolo e Quinto. Patrizio di Quinto ma nato a Brugnasco e domiciliato a Madrano, sposato due volte, tre volte padre, Gianotti/Genotti fu protagonista nella notte del 12-13 ottobre 1864 dell'ultimo fatto di sangue sulla strada allora malfamata del Monte Ceneri, quando alla testa di una banda di briganti assaltò la diligenza federale che collegava Flüelen (Uri) a Como-Camerlata. Nell'assalto rimase ferito mortalmente un 25enne negoziante milanese. Sei dei briganti furono arrestati poco dopo, Gianotti il 19 ottobre, dopo che si era rifugiato a Milano da una sorella. Tradotto in Svizzera, fu processato a Bellinzona e condannato a morte il 22.11.1866. La pena capitale fu commutata in reclusione a vita dal Gran Consiglio il 1.3.1867. Gianotti morì nel penitenziario di Lugano di "enterite lenta" il 1.1.1878. Bibliografia: Su di lui si veda il capitolo "Il mandriano brigante" in Plinio Grossi, "Ticino nero", Fontana Ed., Pregassona, 2008, pp. 40-47, con riproduzione di documenti d'epoca. Lo stesso Grossi gli aveva già dedicato due pagine (166-167) nel libro "Il Ticino del primo '800", Fontana Ed., 2000, e un articolo su "Azione" del 1.5.1980, citato da Beffa alla voce Sgianòtt (p. 275). A Gianotti (ma chiamandolo Cinotti) accenna (p. 67) anche Paul Hugger, in "Rebelles et hors-la-loi en Suisse", Lausanne, 1976 (orig. ted, Zürich, 1976), citando in part. il Bollettino storico della Svizzera italiana, 16, 1894, p. 120. Nel capitolo "Bandits tessinois" (pp. 65-89) Hugger dedica tutta la sua attenzione a Luigi Pagani detto Mattirolo (1813-1902), "bandito sociale del Mendrisiotto". Nota: nei documenti d'epoca si trova per lo più il cognome Genotti. Nell'Ottocento si trova però spesso scritto "e" per "ia", come Genella per Gianella e Gennini per Giannini. Altre info alla pagina COGNOMI. - (Janott, Sgianott, Gianott)

Jarè - Gelare. Ind. pres.: i jèri, ti jèrat, u jèra, i jèrum, i jarì, i jèran. - (sgiarè)

Jaróla - Fibre collagene (?) = fibre del tessuto connettivo responsabili della resistenza alla trazione dei tessuti di cui fanno parte. La mamma, da cui ho sentito usare la parola, mi ha indicato che la jaróla è una materia gelatinosa che si trova a volte anche nella carne a tavola. Dopo essersi rotta una spalla, mi ha spiegato che questa "specie di gelatina" si forma prima del "callo osseo". - (jarola, sgiarola)

Jè, ajè - Già.

Jént (s. masch) - Persona (di sesso maschile, non si usa al femminile): um bràu jént = una brava persona, un brav'uomo; um brüt jént, un gram jént = un tipaccio; l'é mia um brüt jént = non è un brutto tipo. La jént (s. fem. collettivo) = la gente. Cumé la jént, 'mé la jént = in modo educato, "come si deve": "cumpòrtat 'mé la jént" = "comportati da persona educata", "mèngia 'mé la jént" = "mangia da persona educata". - (jent, sgent)

Jèrla - Gerla a bacchette distanziate, per trasportare fieno, fatte di betulla secondo quanto ha indicato un anziano bleniese che le faceva, Guido Togni, alla rivista Tre Valli (maggio 2008, p. 23). Diversa dal sciüéi: v. a questa voce. Fig.: persona chiacchierona, sciocca, inaffidabile. Secondo il VSI il termine ha soppiantato il più vecchio e da me mai sentito c'arg'èiscia, che lo stesso VSI dà non solo per Airolo - confermato da Beffa cit., anche nel senso figurato - ma anche per Quinto. - (jerla, sgerla, c'arg'eiscia)

                                                                        Jèrla - da Istitutopontevaltellina.it


Jèscia, jascéi, jèscéi, jèscion - v. Gèscia - (jescia, sgescia, jescei, sgescei, jescion, sgescion)

Jip - Jeep, anche nel senso est. di qualsiasi vettura fuori strada, tipo SUV. Usato al maschile come al femminile. Jipon = gippone. Su Youtube: Alberto Jelmini legge la sua poesia-racconto Cul sgipp (Cul jip). Marco Zappa (-> marcozappa.ch) ne ha tratto una canzone, imparando la pronuncia originale (->Ul Sgipp, in Al témp al passa). È tuttavia una leggenda metropolitana diffusa dal cantautore ticinese l'asserzione, riportata anche dalla rivista "Tre Valli" (lug.-ago 2011, p. 15) secondo cui il veicolo descritto da Jelmini "sarebbe tuttora funzionante in quel di Dalpe": la jeep di Dalpe, di colore un tempo verde, oggi rosso vivo, non ha "fatto la guerra" in Italia perché è stata costruita nel 1947; essa pure è tuttavia arrivata in Ticino dalla Penisola per vie traverse ed è stata acquistata dal padre dell'attuale proprietario (che mi ha fornito questi dati) nel 1950 o 1951. Questo veicolo ha avuto un ruolo importante anche nella mia vita: ha infatti trasportato all'ospedale distrettuale di Faido, nell'agosto 1954, la mia mamma che mi doveva partorire!

- Giogo, "arnese di legno che si applica sul collo di una coppia di bovini da lavoro". Dal latino jugum. Jo si dice perlomeno ad Ambrì (mamma) e a Lurengo (Jelmini, "Quinto", p. 44). Keller "Beiträge" cit. dà jo a Catto e juf ad Airolo. Beffa cit. dà juf ad Airolo e jof a Piotta. Lurati dà giuf in Val Bedretto ("Terminologia" p. 145). Si ritrova nei toponimi Jo (Giof sulle cartine) e Juét (pronuncia mia, presa da non so dove, la mamma dice Giuét, Jelmini cit. Juvét, sulle cartine Gioett), monti sopra Piotta e Ambrì, dove subentra l'altro senso italiano - e di altre lingue, v. ted. Joch - di "cima tondeggiante e allungata di un monte" o "valico montano"; nei due toponimi in questione questo senso non mi pare così evidente, trovandosi a mezza montagna. Il grande dizionario Battaglia dà tuttavia il termine giogo anche nel senso più generale di "altura". Nelle cartine di Giovanni Rigolo (1681) e di J. H. Meyer (1784) Jo (Giof) è indicato al plurale, come "Gioghi" -> MAPPE ANTICHE. (jo, sgio, juet, juett, juvet, juvett, giuet, giuett, sgiuet, sgiuvet, sgiuvett)

                                             Jo, Museo di Leventina - foto Tabasio


Jóan (-ann) -  Giovane, giovani  (plur. inv.) La n è pronuciata come una n normale, non nasalizzata). Femminile:
jóuna. "I jóan dal dì d'inc'öu" = "i giovani del giorno d'oggi".  "Det jóan d'una cèrta étè amò mia maridéi ii sém amò dumà mi e ti", = "di giovani di una certa età non ancora sposati ci siamo ancora solo io e te", si racconta abbia detto un ormai defunto ex giovanotto di Ambrì Sotto (classe 1923) a una signorina di alcuni anni più giovane di lui quando  avevano ormai passato entrambi i 50 anni. L'espressione scherzosa "jóan d'una cèrta étè" è rimasta nel lessico famigliare di casa mia. - (joan, sgioan)

Jöbia - Giovedì. Anche in italiano e in altri dialetti italiani (piemontese) si diceva un tempo "giobia" o "giöbia", dal tardo latino jovia (dies) = giorno di Giove -> Google libri. Giobia si dice ancora in sardo -> it.wiktionary.org. Il giovedì era considerato un tempo il giorno delle streghe: in dialetto brianzolo giöbia vuol dire anche strega oltre che giovedì (-> Giubiana). Ottavio Lurati ha messo in relazione giovedì e streghe con giübina (v.), parola leventinese e bleniese rimasta ormai solo nei toponimi per indicare luoghi soggetti a frane e cadute di sassi sparsi. In sintesi: giübina = zona in cui le streghe (che si riunivano il giovedì) provocavano alluvioni e straripamenti: v. alla voce Giübina.

Jöi - Gioco. Jüiè = giocare.

Jornì, Jurnì - Giornico (it.wikipedia) (de.wikipedia) (Dizionario storico della Svizzera). Il toponimo avrebbe una base celtica iuris = montagna boscata, conclude il DTS. Ma Lurati ("in Lombardia ..." cit. pp. 63-65) ha una teoria tutta sua che si rifà a una storia molto più recente (tardo Medio Evo). A suo avviso il nome Giornico deriverebbe da "giorno" con l'aggiunta del suffisso -ico, con significato di "posto dove avvengono le giornate di giustizia".

Jornì, a destra la sede del Museo di Leventina

 

- Giù. Jü da gnö: giù di lì, espressione che sta a significare tutta la valle del Ticino sotto la Biaschina e l'intero Sottoceneri. "u n à töç vüna da jü da gnö" = "ha sposato una donna del basso Ticino".

Jübièsc' (pron. -bièshc') - Giubiasco. - (Jübiesc') 

Jügn - Giugno 

Jüiè - Giocare. Jöi = gioco. 

Jürè - Giurare. Jürè fò = risaltare, spiccare, distinguersi.

 

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