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eccovi un raccontino... l'ultimo nato dalla mia mente


Il terzo è un suono


Sei molto difficile. Sei complicata. A volte non ti si regge. Se le tue mosse negli scacchi sono queste allora non c’è gusto a giocare con te. Troppo difensiva senza nessuna velleità d’attacco. Troppo chiusa a riccio. A me piace l’imprevedibilità, la decisione dell’ultimo secondo, l’intuizione che spiazza.

Per questi motivi quella sera ero su quella strada a quell’ora con la chiara intenzione di non sapere che cazzo mi sarebbe capitato.

Se fosse stato il tempo giusto, non sarei ancora qui a battere su questi tasti di computer. Non sarei qui a macinare lettere che compongono parole, con l’intenzione di provare a fare breccia su di un cuore indurito da non so che cosa.

A me non piacciono le persone che sanno tutto e che quindi non hanno bisogno di niente.

Come diceva un saggio: chi parla in terza persona ha paura di sé stesso. È proprio così, non ci piove, anzi, potrebbe scatenarcisi sopra un uragano e quella situazione precipiterebbe per non risollevarsi tanto facilmente perché noi siamo razionali con noi stessi e non con gli altri.

Buio. Troppo buio. Buio pesto. Anche silenzio. Silenzio? Non direi… c’è questo bip, bip… che non mi fa dormire. Ah, sì… dovrò svegliarmi prima o poi.

Dunque, mi trovavo su quella strada piena zeppa di autoveicoli che avanzavano a passo di lumaca verso, probabilmente, le loro destinazioni. Anch’io avanzavo lento, per forza, non potevo volare. Avanzavo piano e quasi invisibile, o almeno così mi pareva, ma a differenza di qualsiasi altro non avevo mete precise. Volevo solo dimenticare le sue parole. Per ragionare o non avere fine e non pensare a nulla. Solo quel chiodo fisso e quel bip nella testa da dover resettare in qualche modo.

Tutto era iniziato la mattina stessa. Ero ancora nel dormiveglia cercando di ricordare cosa avessi sognato nella notte. Ma quando mai si riesce a trattenere un sogno? Mi sforzavo e intanto lavandomi la faccia cercavo di bloccare ancora qualche immagine di quella situazione onirica. Ma niente, nulla. Ci voleva prima una doccia poi un caffè. Ma allora era un incubo? Non ricordavo e intanto cercavo di bere il caffè e sgranare gli occhi per affrontare un nuovo giorno.

Vestendomi sembrò tornare la sera, riprese quell’intasamento sull’autostrada, riemersero i suoi discordi, tuonò il bip.

Bip, bip, bip… come una macchina cardiaca che scandiva il battito del cuore, come una bomba ad orologeria.

Bip, bip, bip… rinacque la paura del silenzio senza quello strano ritmo. Le luci, la città che non dormiva mai, tutto il mondo che girava stancamente ma in maniera costante. Il vento sopra ogni cosa avrebbe potuto migliorare l’atmosfera piovosa di quel buio serale?

Ma non era sera, c’era una nebbia fitta che avvolgeva ogni tetto visto dal mio balcone intanto che continuavo a indossare gli abiti del giorno. E la maschera? Si la indossai cercando di nascondere quel malinconico sguardo che già da qualche tempo mi velava il volto.

Ma era un sogno quello?

Stavo guidando.

No, sto guidando ora che sono cosciente, o per lo meno sono bloccato tra un elastico e l’altro.

Questo traffico non lo capisco. Questo assembramento mi distrugge i nervi. Ma che fa quello? Supera da destra… ecco si ferma di nuovo.

Poi lo schianto, sembrava un tornado, non capisco…

Sta anche iniziando a piovere, cosa succede? Plic, plic, plic… bip, bip, bip… sta cambiando il suono…

Riapro nel buio, riparte il suono. I miei occhi si strappano come una cicatrice su di un foglio bianco. Tutto si colora, si condensa in un buio vermiglio.

Adesso sto galleggiando nella penombra lunare che filtra dalle imposte della mia notte insonne. La mia notte sonnambula.

Mi accompagna un martello… bip, bip, bip… regolare e solenne ormai è nel mio corpo, nel mio cervello scavato.

Ritorna quell’esplosione, quel puzzo ferroso e lo stridere del flessibile che squarcia la lamiera.

Ancora buio, buio liquido che entra dalle narici e m’invade il respiro.

Soffoco in questo mare denso… provo a nuotare sto vivendo la sensazione di quell’uomo che l’aveva scampata bella salvandosi dalla devastazione del naufragio e che nuotando contro ogni onda riusciva a raggiungere la riva, sudato nell’acqua del mare che lo avvolgeva e lo risucchiava al largo.

Allora incontro una persona avvolta da una luce sinistra.

Qualcosa che potrebbe sembrare un fantasma o un’apparizione non umana, frutto di tanti film e storie inventate. Non parla, oppure si esprime mangiandosi le parole, o sono io che non capisco, come fossi sordo al suo discorso.

Quindi ascolto, cerco un codice a quello strano linguaggio nuovo a ogni istante e quasi mi pare che questo interlocutore si adatti al mio modo di esprimere sensazioni, come se avesse scovato in me una dislessia.

Non so se sia questo strano individuo o sia io a non capire, ma non riesco a ricordare.

Non sento il corpo in questo momento. La presenza prova a scuotermi con una mano, vedo le sue labbra che provano a parlare. Sono sordo, ma in un battito di ciglia mi si chiudono gli occhi.

Bip, bip, bip… ecco la sveglia. La spengo, la rimando di ancora cinque minuti.

Ok mi alzo. Lo specchio riflette la mia faccia stravolta.

Acqua, si ci vuole dell’acqua gelata per risvegliare i sensi dal sonno di qualche incubo che non ricordo, che non riesco a ricomporre.

Ero in auto e bloccato nel traffico. Ero sudato, bagnato dalla notte umida e dal caldo insopportabile di questa stagione infame.

Ancora cicale, ancora lamenti per un po' di fresco, ma richiudo gli occhi, come uno svenimento e non mi accorgo più di nulla. Resta quel bip, bip, bip.

Voci soffuse intorno, voci più nitide fanno da eco alle mie orecchie, voci ovattate che diventano più chiare.

Così era questo il bip, bip…? Non era altro che questa macchina attaccata al mio cuore. Si il mio cuore. Eccolo che ora lo sento. Con quel suo battito strano, a volte forte a volte più lento.

Sento la stanchezza e la voglia di uscire da qui. Non ho voglia di vedere ancora quei quattro che mi misurano, mi auscultano il battito.

Così ricominciano nella mia testa le voci di prima, poi ancora attutite come in lontananza.

Ecco dove sono, riapro gli occhi e sotto me facce in camice tipo dottori… ecco il bip. È quell’aggeggio che segna il mio cuore. Ma cosa è successo… provo a chiedere. Nessuna risposta. Non sembra che nessuno si accorga di me.

Sto galleggiando a mezz’aria e appena quei personaggi si spostano mi rivelano un tremendo segreto.

Sto fluttuando sopra le loro teste, sono fuori dal mio corpo. Sento tutto quello che dicono, vedo anche una luce in lontananza, come un tunnel biancastro ed accecante. Non ho corpo, o meglio, il mio è lì sotto, inerte, fermo, svuotato del senso di vita. Sembro più piccolo. Come mai quando si muore ci si accorcia?

Si muove qualcosa. Quei quattro finalmente si accorgono che il bip, bip, non c’è più. Quei sinistri individui cercano di rianimare quel mio corpo sconosciuto.

Tutto è veloce attorno a quel letto, tutto è frenetico nel tentativo di ridare vita a quella cavità.

Adesso le voci mi arrivano più attenuate, come foderate in un cuscino. Vedo quel turbinio di teste intanto che si sta allontanando ogni suono.

Ecco, entra un infermiere. Fate spazio, tentiamo con una scarica. Il defibrillatore sta agitando il mio corpo. Qui in volo sento il fiato che si accorcia. Uno strattone, vengo risucchiato, capovolto e riempito. Riparte il bip, bip, bip, bip. Sta diventando mio amico quel ritmo?

Ancora apro gli occhi.

Questa volta sono io sotto a quei corpi agitati. Cerco di parlare. Qualche vibrazione. Ritorno a sentire più chiaramente. Cosa è successo? Dico io.

C’è stato un problema. Il suo cuore ha smesso di battere per qualche secondo; ma come qualche secondo? ho volato sopra di voi per diverso tempo, forse minuti, o almeno credo. Ho visto una luce, non distinguevo i suoni, ma vedevo chiaramente il mio corpo fuori da me.

Va bene, è un classico, non si preoccupi, piuttosto ha avuto un incidente due notti fa e ora si sta risvegliando… mi rispondono quelle strane presenze avvolte da una luce diversa da prima.

Adesso riposi che il bip, bip ha ripreso.

Non ho voglia di essere preso come caso clinico. Mi fate firmare che esco….

Senta, mi dicono. Non siamo qui per scherzare, è il nostro mestiere, noi siamo pagati per questo, lei ha bisogno di essere controllato e visionato. Poi avrà il tempo per decidere sul da farsi. Allora, le gambe sono partite…. Cosa? Dico io….

Si le sue gambe hanno subito un trauma nell’incidente, ma non può ricordare. Aveva perso i sensi nell’impatto. Stanno ancora cercando di capirne le cause.

Io non ricordo assolutamente niente, buio completo. So che ero in auto, in fila, e stava per piovere…plic,  plic, plic…

Allora mi parlano del destino, che ho avuto fortuna e di altre cose che a me suonano come fottute balle, che picchiano in testa come questo bip,  bip, bip...

Ok, ma il destino continua a martellarmi le tempie con questo cicalio…. Tra un po' svanirà, se ci lascia fare il nostro mestiere.

Va bene, fate il vostro mestiere. 



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La Valle.

Di Antonio Zocchi 

Nessun cerimoniale
fatto di finte risa. 
Nessuna pomposità
ed inutili discorsi. 
Il vero è la visione 
di questo monte innevato.
Tra queste valli
 ed orizzonti a strapiombo
ho trovato la solitaria certezza.
Ed in questo scorrere di fiume
di riflessi accecanti
ho visto la vita 
e quello che il tempo fa sempre. 
Poi l'urlo del mare
e la forza delle sue onde
ritorna al mio ricordo
che è come il soffiare del vento 
tra i pini di questo bosco. 
Tutto questo è vita 
come la visione
del tuo ricordo
e il mio continuo cercarti…  












Quello che segue è il resoconto di una presentazione fatta tempo fa alla libreria del Fossolo 2 a Bologna...


Presentazione del libro:
Tale e Quale
e divagazioni sulla Luna



A.     (Antonio Zocchi - autore del libro)
N.     (Nicola Arcangeli - intervistatore)

.    .    .    .    .    .

... e qui quello che è stato detto:

N. Buon pomeriggio

innanzi tutto voglio ringraziare tutti i presenti per essere qui e  Patrignani di avere dato la possibilità di parlare di questo libro (mostro il libro) e di quello che ha spinto Antonio ad auto pubblicarsi.

N. allora Antonio, come dicevi prima… perché hai usato l’auto pubblicazione?

A. nonostante avessi la fila di editori che voleva pubblicare il mio librino… (magari…  a dire la verità non ho neanche cercato un editore… con tutte le cose più importanti da pubblicare… libri di cucina, biografie varie ed inteminabili fantasy non avrebbero avuto il tempo nemmeno di leggere le mie pagine ho scelto di auto pubblicarmelo per fare prima.

 

N.  Quindi, pubblicazione o auto pubblicazione... questo è il problema... Secondo te, le case editrici in che cosa dovrebbero cambiare per far si che un poeta voglia scegliere un canale tradizionale di pubblicazione? Sappiamo che oggi purtroppo esistono molte case editrici che si fanno pagare per fare uscire un libro e nella poesia è quasi una regola...

 

A. Forse perchè la poesia non la legge nessuno... forse perchè leggiamo poco anche di altro... La poesia può essere breve e quindi più facile da scrivere, alla portata di tutti, cosí difficilmente trovi l'editore pronto a scommettere a sue spese su uno sconosciuto e pubblicarlo...

Il cambiamento potrebbe essere nella scommessa che alcune associazioni fanno, ossia esiste qualcuno che di tanto in tanto seleziona gratuitamente opere poetiche e le inserisce in antologie. Ho trovato uno di questi concorsi gratuiti su internet, ho spedito una poesia e sono stato selezionato per entrare a far parte del volume "500 poeti dispersi" La lettera scarlatta edizioni.

 

N. comunque al tuo attivo hai già altre pubblicazioni, se non ricordo male alcune da editori….

A. si, la prima in assoluto è una raccolta di poesie frutto del primo premio ad un concorso letterario… infatti io scrivo poesie, quando ho l’ispirazione…

N. cosa intendi per ispirazione?

A. l’ispirazione per me i primi tempi era qualsiasi cosa… una notizia alla televisione, un giro in bicicletta, una storia di cui sentivo parlare da qualcuno… e mi prendeva un senso di … cioè dovevo scrivere qualcosa di getto per non dimenticarlo… adesso è un po’ diverso, penso un po’ di più e quindi scrivo un po’ meno… alcuni mi hanno detto che apprezzavano le poesie ad illuminazione a quelle meditate…. Ma non vorrei annoiarvi con queste cose…

N. dicevi… del primo premio…?

A. è stato un caso che partecipassi al mio concorso di poesia… che poi era il secondo, il primo è stato quando arrivai quarto… mi hanno fatto leggere la poesia in pubblico… sbagliatissimo, mi sono impappinato e commosso, la gente comunque ha battuto le mani ed è piaciuta quella poesia. qui ho fotocopiato la poesia la porgo a qualcuno e dico … ecco così la leggete a casa… occhio che la prossima volta vi interrogo….

 

N. Antonio, vorrei affrontare con te un tema che prima hai introdotto ma che vorrei approfondire. Tu parli di scrittura di 'ispirazione'  e 'meditata', sotto altri punti di vista si potrebbe parlare di poesia e prosa. Il tuo libro fin da subito mi è sembrato un misto perchè vi si trovano molte considerazioni, quasi degli sprazzi, in un impianto formale tipico della prosa, ma la narrazione è volutamente libera, fuori dagli schemi della classica storia. Una trama quasi destrutturata.

 

A. Ho fatto un tentativo,  a me piace sperimentare...  perchè noi uomini siamo sempre alla ricerca di qualcosa, andare fuori schema è sempre stato un mio pallino, sono anche un contestatore... (non mi va mai bene niente) e qui più di uno potrebbe confermarlo... Cerco di rispondere alla domanda... Anche in una precedente auto pubblicazione "Il buio di una notte infinita (e poesie)" ho accostato prosa e poesia oppure in "In cammino" abbiamo fatto questo tentativo. Per me prosa e poesia sono da utilizzare quasi in simbiosi, come una persona e un pappagallo che parlano, come dire qualcosa o lasciare che questo pensiero si completi in altri momenti o modo. Prosa e poesia le vedo un completarsi a vicenda per il mio pensare.

 

Riferimento al paragrafo 8 Miraggio in trasformazione.

Nerozzi ci scrisse qualche riga a riguardo di questo... con la metafora del colore accostò un dipinto e una melodia, tra pennellate e vibrazioni, e a me viene in mente la situazione di chi si trova calato nel mondo, soggetto a sollecitazioni di onde che a seconda di come le percepisce le trasforma in poesia o racconto, in dipinto o scultura.... ognuno con la sua capacità cercherà di condividerle con altri nel miglior modo possibile... è la ricerca di cui parlavo prima... vi leggo qualcosa dall'introduzione del libro...

 

A. a questo punto, cercando di non annoiarvi molto, chiedo a Graziano, che ringrazio per la disponibilità, di presentarci il Signor Tale....

(lettura delle parole in corsivo di pag 11)

Tale è una persona qualunque che si fa tante domande....da qui partono le sue visioni che non arriveranno mai ad una conclusione per il semplice fatto che ognuno che le legge può dargli una sua fine... e questo fa molto arrabbiare il pappagallo Quale....

Ma non vi dico oltre, il libretto già è corto…. Se poi qualcuno volesse anche leggerlo…

(…Sarò sempre affascinato da questa incapacità dell'uomo di vedere pienamente nel presente quello che può succedere se intraprende una strada invece che un'altra.

Infatti, solo il senno di poi sarà la visione completa di quello che potevamo fare. È un pò folle sta situazione, noi siamo limitati e ci accontentiamo di vivere le scelte come salti nel buio del nostro presente effimero.)

… poi oltre ad essere corto ho usato anche un carattere grande… tutto un’escamotage per riempire sessanta pagine… Nicola è più bravo di me…. Io ho il senso della brevità…. Lui è più descrittivo…

 

N. come mai hai scelto questi personaggi? Uomo e pappagallo…

A. l’uno è il completamento dell’altro… quello che non dice uno lo dice l’altro…

Vi piace la copertina? Faccio vedere la copertina e cerco di spiegare il disegno

N. … e divagazioni sulla Luna….

A. la Luna mi è sempre piaciuta, le notti che è in cielo la cerco sempre… poi ho trovato buone parole sulla Luna in un libro di Italo Calvino ne “Le cosmicomiche” c’è un raccontino “la distanza della luna” in cui immagina qualcuno che con una scala e un salto riesce a salirci sopra…

anch’io ho i miei ispiratori…  cercatelo questo libro… oppure anche altri di Calvino…

 

N. così hai letto Italo Calvino… chi altri?

A. di I. Calvino c’è anche “Le città invisibili"  mi sono ispirato anche un po’ a Daniel Pennac, ho letto Voltaire, Montaigne, qualcosa della Bibbia, qualcosa di Marc Twain, “il vecchio e il mare” di Hemingway , bellissimo “il piccolo principe”… tutto questo perché i postini hanno abbastanza tempo libero….. 

 

N. bene, torniamo a Tale e Quale….

A. ok, volevo dire che questo scritto potrebbe un po’ spiazzarvi… ho provato anche a spiegarlo nell'introduzione leggendo potrebbe sembrarvi che tra un paragrafo e l’altro non ci sia nessuna connessione… anche a me sembrava così… ma poi…  tutto si è concatenato…

... adesso chiedo a Graziano di leggere qualcosa di "Tutto ritorna" pag. 45

 

N. qui Tale e Quale si riaffacciano fisicamente sulla scena, dopo quasi trenta pagine…

A. infatti, ho voluto farli tornare per evitare di perdere il filo…. sembra quasi un ritorno alla realtà, Quale che si comporta da pappagallo... ma lo fa per dispetto? sta ricevendo un insegnamento? Ho tentato, con queste pagine, di dare un insegnamento… se qualcuno lo troverà poi mi farà sapere…

 

N. Vorrei affrontare un altro discorso. Sei partito con la poesia, ora sei in mezzo al guado, in un luogo di sperimentazione pura: pensi di passare alla prosa 'strutturata', sia pur nella forma di racconto, storia breve o novella?

A. Storia breve, novelle... mi fai venire in mente il Boccaccio e il suo "Decamerone"... scusate, mi sento come Tale, pensieroso e svicolatore di domande... e Quale che cerca di rimetterlo in carreggiata...

Ecco, la sperimentazione, come accennavo prima, è un pò come uscire dalla carreggiata delle convenzioni, io sono un ribelle contestatore e a volte non mi capisco neppure io...  sono per la pura visione, il puro colloquio con il lettore... ve ne accorgerete in alcuni tratti di questo scritto... anche Dante nella Divina commedia usa questo artificio di largo respiro...

Vorrei usare il mio modo di scrivere come un percorso sempre in movimento sempre soggetto a continue revisioni, come un fiume che nel suo scorrere non è mai lo stesso. Adesso dico una stupidaggine... Vorrei essere imprevedibile, sempre in mutamento... Avete presente il cielo nuvoloso di aprile?

 

Vi chiedo ancora qualche minuto per ascoltare l'ultimo tratto di questa storiella e chiedo a Graziano di leggere da pag 64 "Quello che circonda".

 

N. con queste letture non c’è più bisogno di leggere il libro… hai svelato tutto…

però, compratelo perchè ne vale la pena... non per amicizia ma perchè per scrivere un libro si fa fatica e ci si mette un impegno non comune.. quindi andrebbe premiato questo lavoro.

 

A. vorrei aggiungere qualcosa.

Tale affronta ogni problema ed ogni questione con la flemma di chi si guarda in uno specchio, di chi si scruta e pian piano si accorge che la sua immagine si modifica, non è più quella di prima; allora pensa, ragiona sulle possibilità di scelta.

È davanti alla sua immagine come un bambino che si affaccia per la prima volta al mondo.

Apre gli occhi, si interroga, impara la luce ed inizia a battergli il cuore in un nuovo modo che prima non sapeva.

Guarda lo specchio e vede l'immagine del lettore...

Avete letto 'la storia infinita',  oppure l'ultimo canto de 'la divina commedia' quando Dante vede Dio?

Sono situazioni in cui viene fusa la persona dello scrittore in quella del lettore.

Divento Io, in carne ed ossa che osservo, che scelgo...

E Quale è sempre vicino a Tale, due facce della stessa moneta; un alter ego, un altro se, una seconda personalità dello stesso soggetto.

Da notare che la parola 'personalità' somiglia tanto a 'possibilità'...

Anche se in letteratura l'alter ego è usato per descrivere una persona opposta all'altra, io ho voluto usare queste due figure complementari l'una all'altra... come ho detto prima, dove non arriva un arriva l'altro.

 

N. Hai progetti futuri, stai scrivendo qualcosa in questo momento?

A. Ho avuto un'ispirazione fulminea alla fiera dell'arte qui a Bologna, allora ho incominciato a meditare e scrivere una specie di resoconto... sempre con questo oggetto... (mostro il tablet), il libro l'ho scritto con questo.... anche adesso ho preso appunti...

Grazie a tutti per la disponibilità e ancora grazie a Graziano e a Nicola.



Tale e Quale
e divagazioni sulla Luna  

acquistabile su feltrinelli.it 
(si può ordinare anche nei negozi feltrinelli in Italia)



Tale e Quale - antonio zocchi


21/10/2012

ho pubblicato un nuovo libro dal titolo
e qui per comprarlo in ebook

Mia Biografia

Antonio Zocchi è nato a Bologna nel 1971, si è classificato 4° al II premio nazionale “Le caravelle” sez. poesia 1997, si è classificato 1° al concorso città di Melegnano (Mi) 1998 sez. poesia, si è classificato 12° al concorso Margherite Yourcenar 2000 sez. poesia, si è classificato 5° ex aequo al concorso di poesia “Penna d’autore 2001”, si è classificato 5° al VIII premio nazionale “Le caravelle” sez. poesia 2002, Premio Speciale (U.N.I.R.E) per libro edito “Sulla riva del sogno” e finalista per inediti al Premio Letterario Internazionale Europa V edizione 2004, 3° classificato al concorso letterario “Livio Raparelli” organizzato dalla biblioteca comunale di Ozzano Emilia (Bo), premio speciale della giuria concorso internazionale “cielo e mare 2005”, premio speciale del Presidente della Repubblica concorso internazionale “città di Aosta terza edizione 2006”, segnalazione per la poesia edita concorso internazionale “Firenze capitale d’Europa IX edizione”,



(copertina fronte e retro):


Tra nulla e infinito e altre opere (poesie 2001) . lulu.com 2011 - disponibile anche in ebook (pdf)

(copertina fronte e retro):




(copertina fronte e retro):




(copertina fronte e retro):





Questa è la vecchia copertina:


Questa è la nuova copertina:

... e il retro:










È presente con poesie in diverse antologie:

  1. Poeti nel mondo” ed. Libroitaliano (Ragusa)
  2. Anni duemila “ed. Libroitaliano (Ragusa);
  3. Age Bassi 1998” ed Montedit (Melegnano Mi);
  4. Città di Orzinuovi 1998” ed Montedit (Melegnano Mi);
  5. Città di Melegnano 1998” ed Montedit (Melegnano Mi);
  6. Poeti dell’Adda 1998” ed Montedit (Melegnano Mi);
  7. Ferrera Erbognone 1998” ed Montedit (Melegnano Mi);
  8. Club dei poeti 1999” ed Montedit (Melegnano Mi);
  9. Il giro d’Italia delle poesie in cornice 1999” ed Montedit (Melegnano Mi);
  10. Club degli autori 1998-99” ed Montedit (Melegnano Mi);
  11. Club dei poeti 2000” ed Montedit (Melegnano Mi);
  12. Margherite Yourcenar 1999” ed Montedit (Melegnano Mi);
  13. Club dei poeti 2001” ed Montedit (Melegnano Mi);
  14. Il giro d’Italia delle poesie in cornice 2001” ed Montedit (Melegnano Mi);
  15. Fonopoli parole in movimento 1999-2000 “ed Montedit (Melegnano Mi);
  16. Città di Melegnano 2001” ed Montedit (Melegnano Mi);
  17. Margherite Yourcenar 2001” ed Montedit (Melegnano Mi);
  18. Club degli autori 2001-2002” ed Montedit (Melegnano Mi);
  19. Agenda del poeta 2001” ed Pagine (Roma);
  20. Agenda del poeta 2002 “ed Pagine (Roma);
  21. Le pagine del poeta 2003” ed Pagine (Roma);
  22. Poesie del nuovo millennio” Collana “Orizzonti”, Aletti Editore;
  23. Il giro d’Italia delle poesie in cornice 2002” ed Montedit (Melegnano Mi);
  24. Age Bassi 2002” ed Montedit (Melegnano Mi);
  25. Antologia del Premio di poesia Isola La Maddalena “Madre Mediterranea” ed. Pagine (Roma);
  26. 1° Enciclopedia dei Poeti Italiani Emergenti, Aletti Editore;
  27. Antologia del Premio letterario internazionale Il Molinello “Voci dell’anima” ed. Il Molinello (Rapolano Terme SI);
  28. Pagine d’ amore 2003 ed Pagine 2003 (Roma);
  29. E il naufragar m’è dolce in questa radio” ed. Il Filo (Roma);
  30. Navigando nelle parole vol. 6”;
  31. Il Golfo” X. Edizione;
  32. Le pagine del poeta 2004” ed Pagine (Roma);
  33. Navigando nelle parole speciale 2003” ed. Il Filo;
  34. Enciclopedia dei poeti italiani emergenti Aletti editore;
  35. Antologia del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa “Città di Salò 2004”;
  36. Navigando nelle parole vol. 9” ed. Il Filo;
  37. Club degli autori 2003/04” ed Montedit (Melegnano Mi);
  38. Olympia Montegrotto terme 2004” ed Montedit (Melegnano Mi);
  39. Fonopoli parole in movimento 2004 “ed Montedit (Melegnano Mi);
  40. Incontri di poesia” a cura di Fulvio Castellani ed. Ibiskos (Empoli);
  41. Dizionario ragionato degli scrittori italiani del ‘900 a cura di Rodolfo Tommasi ed. Helicon (Arezzo Ar);
  42. Il Porticciolo 2004” centro culturale il Porticciolo ed. Ibiskos (Empoli);
  43. La biblioteca dell’inedito 2004” antologia multimediale ed. Il Filo;
  44. Città di Monza 2004” ed Montedit (Melegnano Mi);
  45. Club degli autori 2004/05” ed Montedit (Melegnano Mi);
  46. Cinque anni dopo il duemila, terzo censimento della poesia a Bologna” ed Giraldi editore (Bologna);
  47. "Il litorale premio nazionale di poesia e narrativa" antologia letteraria 2010. 

in pubblicazioni multimediali e su internet  su riviste:


  1. Il club degli autori rivista gennaio-febbraio 2000 n.89/90;

  2. Il club degli autori rivista novembre-dicembre 2001 n.111/112;
  3. Il club degli autori rivista maggio-giugno 2002 n.117/118;
  4. Il club degli autori rivista luglio-agosto 2002 n. 119/120;
  5. Il club degli autori rivista maggio-giugno-luglio 2003 n. 129/130/131;
  6. Il club degli autori rivista giugno-luglio-agosto 2004 n. 141/142/143
  7. Poesie del nuovo millennio, Collana “Orizzonti”, Aletti Editore;
  8. Dizionario ragionato degli scrittori italiani del ‘900 a cura di Rodolfo Tommasi ed. Helicon (Arezzo Ar);
  9. La biblioteca dell’inedito 2004” antologia multimediale ed. Il Filo;
  10. Cinque anni dopo il duemila, terzo censimento della poesia a Bologna” ed Giraldi editore (Bologna);



e antologie presenti in libreria e in diverse biblioteche italiane.


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