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Pagine secondarie (1): CHI SIAMO
 


 
GRUPPO SORTO ALL'INTERNO DEL

        Associazione Socio-Culturale                   
 Sede: Viale delle Margherite n 125, LAVINIO-ANZIO

                 Reg. n. 1287 del 1-3-2007                  Email: comitatoperlavinio1@gmail.com
CF: 97449860580  

SIAMO ANCHE SU FACEBOOK !!!! 








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ATTENZIONE !!!

E' NATO

UNITI PER L' AMBIENTE 

(Più brevemente: U. P. A; presente anche su FACEBOOK);

UN COORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI

CHE HANNO DECISO DI BATTERSI

CONTRO IL DEGRADO AMBIENTALE DELLA ZONA.

DEL COORDINAMENTO FANNO PARTE:

COMITATO PER LAVINIO,

LAVINIO NO-BIOGAS,

LEGAMBIENTE,

ANZIODIVA,

COMITATO CITTADINI DELLA SACIDA

ASSOCIAZIONE AGRIGOLTORI DELLA SACIDA

ATENA.


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Comunicato stampa da UNITI PER L'AMBIENTE

L'arroganza prevale anche sui sacrosanti diritti del padrone di casa. La ditta Green Future, proponente dell'impianto biogas di Padiglione, dopo oltre un anno di silenzio, richiede la riapertura della procedura di approvazione del suo progetto.   Lo fa presentando una documentazione che dovrebbe, per specifica prescrizione dell'Ufficio V.I.A.  della Regione Lazio, inviare contemporaneamente a tutte le parti in causa, cosa che si guarda bene dal fare. Questo fatto non da agli interessati il tempo necessario per studiarsi gli atti e per fare le osservazioni  di competenza. Il Comune di Anzio, sollecitato dai gruppi Uniti per L'ambiente, chiede il rinvio di 60 giorni della Conferenza di Servizi per poter formulare le proprie ragioni contro la realizzazione della centrale. L'ufficio VIA della Regione Lazio accetta la richiesta del Comune di Anzio e di quella del Comitato per Lavinio  rimandando la data della conferenza al 21 novembre. La Ditta Green Future, che evidentemente vuole  perseguire senza ostacoli i propri scopi speculativi, preferisce che gli interessati non possano esprimersi e si oppone alla decisione del rinvio e diffida la Ragione che, ed è  questo è il fatto che lascia allibiti, annulla il rinvio e lo anticipa al 17 ottobre. Questo crea moltissime difficoltà  a chi deve studiare la documentazione per formulare raccomandazioni ed osservazioni. Ma credo che questo sia proprio l'obbiettivo della ditta: la perplessità è nel fatto che la Regione lo assecondi.


 


 


 


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Su sollecitazione delle associazioni coinvolte nell'opposizione alla costruzione della centrale biogas che dovrebbe sorgere ai Padiglioni (Lavinio), il Comune di Anzio ha inoltrato richiesta di rinvio della Conferenza dei Servizi programmata per martedì 26 settembre 2017.



Si fa riferimento alla Conferenza di Se­rvizi convocata in seconda sessione per trattare il progetto proposto dalla dit­ta Green Future per la realizzazione di una centrale biogas ad Anzio.

Si sottolinea l'int­eresse primario delle associzioni di dif­endere i diritti dei cittadini specialme­nte quando le ammini­strazioni elette non vogliono o non san­no farlo.

Come anticipato per le vie brevi, la di­tta Green Future, no­nostante avesse l'ob­bligo ribadito dalla disposizione di Cod­esto Ufficio di forn­ire agli interessati la documentazione prodotta, ha preferito arrogantemente di ignorare i diritti di coloro che vivono nel luogo in cui la stessa ditta intende realizzare il suo progetto a danno e disagio degli abita­nti che vi vivono.
La documentazione che Codesto Ufficio ha gentilmente messo a disposizione degli interessati è solo un atto che ribadisce l'atteggiamento me­nefreghista della Di­tta Green Future.

Tale documentazione non è nemmeno perve­nuta al Sindaco di Anzio che rappresenta l'autorità sanitaria ed urbanistica in questo comune.

Sta di fatto che la Ditta Green Future ha utilizzato un las­so di tempo rilevante per produrre i pro­pri documenti mentre a chi deve consider­arli a tutela del pr­oprio territorio ve­ngono concessi solo alcuni giorni.

Allo stato dei fatt­i, si ritiene che non esistano i tempi necessari per un app­rofondimento adeguato del progetto e per­tanto si richiede una proroga di una dur­ata minima di giorni 30.

Si prega Codesto Uf­ficio di comunicare la data della nuova convocazione con il necessario preavviso.
Grazie per l'attenz­ione.

COMITATO LAVINIO NO-BIOGAS





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Dopo l’approvazione della  centrale biogas della Spadellata ad Anzio


ritorna la  Green Future.


Comitati dal Sindaco


 


Dopo la  prima sessione della Conferenza dei Servizi, dopo che il Sindaco di Anzio aveva posto, a nome di un Consiglio Comunale che si era mobilitato, il suo perentorio parere negativo; dopo una lunga interruzione intesa  da molti come rinunzia da parte della Ditta Green Future per la realizzazione della seconda centrale per la produzione di biogas e duecento metri da quella già approvata in via della Spadellata,  abbiamo ricevuta la convocazione per il giorno 26 settembre presso la Regione lazio, a partecipare alla “seconda e definitiva sessione della Conferenza dei Servizi istruttoria ai sensi dell’art 25 comma 3 del D.Lgs 1562/2006 e s.m.i.” per decidere nel merito del progetto presentato dalla Green Future. 


Avevamo mantenuto contatti informali con la dirigenza dell’Ufficio V.I.A. della Regione Lazio e ne avevamo ricevuto la netta sensazione che questo progetto fosse  stato accantonato. Ma evidentemente non era così.  La convocazione è giunta come un fulmine a ciel sereno…un  temporale su di una città bagnata da mille problemi e da un’estate passata fra i rifiuti. Il Comitato per Lavinio e quello dei Cittadini Sacida hanno dato luogo a riunioni urgenti per prendere le necessarie decisioni. E’ stata decisa la mobilitazione, sono stati attivati info point che si ripeteranno ogni venerdì,  per informare le gente ed è stata richiesta una riunione urgente con il sindaco. E’ stato chiesto  al Sindaco di preparare una posizione convincente per ribadire il netto rifiuto a questa realizzazione che provocherebbe un vero collasso della realtà sociale della zona già minacciata dalla realizzazione di un’altra centrale e di un grande deposito di gestione rifiuti.


Prepareremo, insieme al Comitato Cittadini Sacida ed ad altri gruppi ed associazioni,   la nostra posizione da tenere in Conferenza dei Servizi e vorremo sapere le ragioni e le giustificazioni di un ritardo per un procedimento che obbedisce a rigide regole temporali. Invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi perché  solo una forte mobilitazione ha qualche speranza  di successo. Alcuni rappresentanti dei Comitati ed Associazioni hanno avuto una riunione di circa due ore il 14 settembre con il Sindaco di Anzio ed è stato convenuto di chiedere il rinvio della sessione della Conferenza di Servizi perchè la ditta Green Future non ha fornito la documentazione necessaria . E’ stata recepita, da parte del Sindaco Bruschini, la richiesta di rafforzare la capacità tecnico-normativa dell’Ufficio Ambiente al fine di contrastare con professionalità le istanze della ditta proponente. L’Arch Francesco Canacari, responsabile tecnico dei Comitati, ha dato la propria responsabilità a collaborare. E’ auspicabile che altri tecnici si affianchino al team che dovrà lavorare su questa materia.


Al fine di fare una sottolineatura  in termini di responsabilità,  abbiamo ritenuto opportuno protocollare e consegnare al Sindaco Bruschini la lettera che segue.


Il Comitato per Lavinio


 


 

COMITATO PER LAVINIO





Associazione Socio-Culturale                           Sede: Viale delle Margherite n 125, LAVINIO-ANZIO


Reg. n. 1287 del 1-3-2007                                   Email: comitatoperlavinio@hotmail.com


CF: 97449860580                                                                                      


 


 


Prot N.110917


 


Al sindaco di Anzio


Oggetto:  Lettera aperta


 


Signor Sindaco,


continuano le istanze che Le  rivolgiamo perchè, purtroppo, continuano le ragioni del malessere e del risentimento di chi il malessere è costretto a vivere; continuano anche perchè non appare alcun segno da parte della Sua Giunta di inversione di rotta.


L’abbiamo spesso informata della drammatica situazione che si vive quotidianamente per il grave problema dei rifiuti perchè è mia ferma convinzione che Lei abbia sottovalutato e sottovaluti la gravità di quello che è successo e sta accadendo.  Abbiamo informato il Suo Ufficio della nuova ed ultima sessione della Conferenza di Servizi relativa alla  Centrale Biogas proposta dalla Green Future prima che lo facesse l’Ufficio responsabile e ci siamo resi disponibili a  collaborare con il Suo Ufficio nell’assumere una posizione chiara e forte per evitare la sua approvazione da parte della Regione Lazio. Siamo tanti cittadini di Lavinio, Sacida, Padiglione, Lido dei Pini, Lido delle Sirene e non solo, rappresentiamo tanta gente che ci segue e siamo molto preoccupati di questa nuova minaccia.


Era invalsa in molti di noi e forse anche  in Lei la convinzione che la Green Future avesse rinunciato al suo progetto ma non era così. Oltre al Suo perentorio no politico, che espresse in occasione della prima sessione della Conferenza, niente altro è successo, nessuno ha seguito l’evoluzione del progetto, nessuno ha fatto azioni significative affinchè il nuovo regolamento regionale dei rifiuti andasse nella direzione di scoraggiare l’ipotesi di una pericolosa  concentrazione come quella che si realizzerebbe nell’eventualità  della sua approvazione.


La gente della zona interessata,  che noi continuiamo ad incontrare negli info point che settimanalmente organizziamo sul territorio, è esasperata da questa situazione. Abbiamo contattato rappresentanti della politica locale ed abbiamo sollecitato un incontro con Lei. Ne abbiamo ancora una volta ricavata una sensazione di inadeguatezza. Abbiamo sentito parlare di presa di posizione dell’Amministrazione Comunale ma non abbiamo sentito parlare di quello che conta e che vale in una Conferenza di Servizi organizzata dall’Ufficio di Valutazione Impatto Ambientale della Regione.


Vede, Signor Sindaco, l’Ufficio V.I.A. tratta i progetti  dal punto di vista della loro validità e dell’impatto che essi hanno nella realtà del luogo in cui vengono proposti. Le argomentazioni che vi vengono dibattute sono di natura urbanistica, normativa, ambientalista, sanitaria ecc..Il Suo parere contrario è stato manifestato nella prima sessione della Conferenza ma esso  aveva esclusivamente un valore politico tanto che Lei ne rafforzò il significato ricordando la pressione del Consiglio Comunale in cui la mozione contraria alla biogas fu approvata all’unanimità; ma esso non fu  accompagnato da ragioni “pertinenti”.


Il responsabile tecnico che L’accompagnava, anche se sollecitato,  non ha espresso nessuna  delle osservazioni  che sostenevano il parere contrario; anzi egli non parlò di niente. Ora la centrale della Green Future torna in discussione come una nuova minaccia e Lei Signor Sindaco o chi per Lei non può andare in Conferenza ad esprimere ancora la Sua posizione politica, perchè l’Ufficio del R.U.P. Arch, Olivieri non è un consesso politico. Esistono tante e forti ragioni per cui quella Centrale non può essere realizzata dove previsto, sono tutte ragioni plausibili con la materia su cui si è chiamati a decidere. I


l Comune di Anzio deve partecipare dopo aver costruito una forte barriera tecnico-normativa e per farlo il Suo responsabile tecnico del settore metta insieme ed organizzi tutta la  materia di cui già dispone, si consulti con altri esperti, si prepari a dibattere con persone preparate e pronte a tutto pur di far passare un progetto così apertamente speculativo. Mi permetta anche  di ricordarLe che la famosa mozione del  Consiglio Comunale Le dava mandato anche di “procedere a tutti gli approfondimenti d’ordine tecnico e giuridico , anche con l’ausilio  di esperti qualificati, affinchè l’Amministrazione di Anzio rappresenti al meglio gli interessi della città nelle Conferenze di Servizi in cui sarà chiamata a partecipare ed esprimersi in ogni altra sede utile”  


A quanto è dato conoscere nessun approfondimento ha avuto luogo e la Commissione di Esperti che si sarebbe dovuta formare è rimasta lettera morta.  Resta il fatto che tale preparazione avrebbe permesso di dare oggi risposte congrue. Qualunque posizione prenderà  Lei e le persone che l’accompagneranno in Conferenza una cosa  è certa: non si vada a fermare la centrale della Green Future affermando semplicemente  che il Comune non è d’accordo. Sarebbe un errore  tragico e costituirebbe una gravissima responsabilità da parte Sua;  perchè questa volta Lei sa che si tratta di una centrale per la produzione di bio-metano con l’utilizzo di maleodorante materia organica di vario tipo e non un impianto di trattamento di rifiuti di giardino.





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INIZIATIVA LAST MINUTE PER EMERGENZA CENTRALE

La possibilità della costruzione di un' altra centrale biogas in zona (Padiglioni, Lavinio) si fa più concreta.

Presso il centro commerciale IPERBON, in via delle 5 Miglia, domani 8 settembre sarà allestito un info point, che rimarrà aperto dalle 16, 30 alle 19, 30, e che permetterà, a chi desidera, di avere ragguagli sulla situazione e di poter lasciare la sua firma allo scopo di impedire il materializzarsi di questo progetto.

Segue documento che ha prodotto l'iniziativa (la versione integrale di tale documento si trova fra i files caricati, alla pagina  CHI SIAMO):

Il tutto è leggibile anche sulla pagina Facebook collegata al sito.

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COMUNICATO STAMPA 040917


Dopo l’ esaustiva prima sessione della Conferenza dei Servizi, dopo che il Sindaco di Anzio aveva posto, a nome di un Consiglio Comunale che si era mobilitato, il suo perentorio parere negativo; dopo una interruzione intesa  da molti come rinunzia da parte della Ditta Green Future per la realizzazione della seconda centrale per la produzione di biogas e duecento metri da quella già approvata in via della Spadellata,  abbiamo ricevuta la convocazione per il giorno 26 settembre presso la Regione lazio, a partecipare alla “seconda e definitiva sessione della Conferenza dei Servizi istruttoria ai sensi dell’art 25 comma 3 del D.Lgs 1562/2006 e s.m.i.” per decidere nel merito del progetto presentato dalla Green Future.  Avevamo mantenuto contatti informali con la dirigenza dell’Ufficio V.I.A. della Regione Lazio e ne avevamo ricevuto la netta sensazione che questo progetto fosse  stato accantonato. Ma evidentemente non era così.  La convocazione è giunta come un fulmine a ciel sereno…un  temporale su di una città bagnata da mille problemi e da un’estate passata fra i rifiuti. Una  riunione è stata convocata per domani alle ore 16,15 per valutare l’invito ed il suo significato. Siamo pronti a dare battaglia. Chiederemo al Sindaco da preparare una posizione convincente per ribadire il netto rifiuto a questa realizzazione che provocherebbe un vero collasso della realtà sociale della zona già minacciata dalla realizzazione di un’altra centrale e di un grande deposito di gestione rifiuti.

Prepareremo, insieme al Comitato Cittadini Sacida ed ad altri gruppi ed associazioni,   la nostra posizione da tenere in Conferenza dei Servizi e vorremo sapere le ragioni e le giustificazioni di un ritardo per un procedimento che obbedisce a rigide regole temporali. Invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi perché il troppo è troppo.

Sergio Franchi



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COMUNICATO LAST MINUTE

Domenica 13 agosto. Quarta manifestazione in piazza dei comitati e delle  associazioni che continuano la loro battaglia contro la tragica situazione dei rifiuti ad Anzio e contro la realizzazione degli impianti di trattamento e di accantonamento previsti in zona Lavinio-Sacida. In piazza Lavinia  dalle 8,30 del mattino centinaia di persone si sono fermate a dialogare con i rappresentanti dei Comitati per dare sfogo alla propria rabbia per quanto i cittadini devono subire per le decisioni dell’Amministrazione comunale di Anzio prese contro la logica e contro la volontà della gente. Tantissime persone hanno sottoscritto le petizioni a supporto delle azioni  in corso presso la Magistratura Ordinaria e previste presso la Corte dei Conti. Le manifestazioni proseguiranno senza interruzione  per continuare ad organizzare un dissenso che può ottenere qualche risultato tangibile solo se espresso da un gran numero di cittadini. Una nota stonata: i rappresentanti di un’associazione locale  hanno fatto notare quanto riportato da un giornale di Anzio, che riceve anche contributi dallo Stato e che ha  scritto quanto segue “Lascia perplessi che siano solo Paride Tulli ed i Grilli di Anzio ad aver fatto le pulci ad un servizio, quello della raccolta  differenziata, che continua a non funzionare …”. La perplessità del ben informato “giornalista”  e le  affermazioni di quel giornale non ci interessano,   ne tanto meno può  interessarci il suo innamoramento opportunistico  per un gruppuscolo politico che si è formato ieri e che, dopo aver cavalcato la tigre del biogas ora tenta di cavalcare il gatto dei rifiuti;  ci interessa però ricordare e lo faremo attraverso tutte le testate libere da interessi di partito che ci pubblicheranno,  che il Comitato per Lavinio conduce in  questo territorio, da oltre un  decennio,  una  battaglia per il decoro e per un servizio rifiuti degno di un paese civile. Una battaglia testimoniata da centinaia di  articoli sulla stampa locale e non solo. Una battaglia fatta prima di proposta, poi di collaborazione ed ora di contrasto netto e risoluto; una battaglia che avrà presto anche risvolti legali.


Il Comitato Cittadini Sacida, altro gruppo storico del territorio, continua la battaglia contro la realizzazione delle centrali biogas e contro il fatto che Anzio sia stata  trasformata in una pattumiera a cielo aperto. Altro che grillini!! Che poi Paride Tulli si occupi di rifiuti da tanto tempo e che lo faccia con passione ed abnegazione nessuno lo mette in dubbio. Quindi l’affermazione relativa al Dr Tulli è veritiera e riconosciuta. L’ex consigliere del Comune di Anzio ha denunciato la situazione attuale ad ogni livello incluso quello della Magistratura contabile e continua a farlo senza sosta. Il suo attivismo in questo  campo continua al punto che il giorno 12 agosto, dopo un incontro di lavoro con i rappresentanti del Comitato per Lavinio e del Comitato Cittadini Sacida, Paride Tulli ha formalmente aderito alle azioni che il Comitato per Lavinio e il Comitato Cittadini Sacida si apprestano a porre in atto per definire le responsabilità di quanto è successo e sta succedendo. Il Comitato per Lavinio ha preparata una dettagliata richiesta di accesso agli atti nel tentativo di violare un vaso di Pandora che ne racconterà delle belle.


Sergio Franchi

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20 aprile 2017

CONFERENZA REGIONALE DEI SERIVIZI


Per parlare del destino riservato alla mega discarica
della Cogna.



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Importante comunicato chiarificatore

del presidente del Comitato.

Causa lunghezza e complessità del documento, riportiamo qui

uno stralcio ma rendiamo il documento reperibile a chi voglia leggerlo

con calma ed attenzione.

Esso può essere reperito e conservato, cercandolo 

alla pagina CHI SIAMO, in fondo, 

dove è presente una piccola lista di documenti allegati


L’esigenza di dare la notizia rapidamente costringe,  spesso,  le testate digitali ad “approssimare”, prendendo sempre per oro colato i comunicati prodotti da  associazioni e gruppi che devono portare l’acqua al proprio mulino. Questo malvezzo tenderà, come al solito,  ad accentuarsi con l’approssimarsi di prossime competizioni elettorali,  perché quasi sempre questi gruppi devono cercare di tramutare in voti la propria attività nel sociale. Abbiamo di recente assistito alle dichiarazioni di soddisfazione per i risultati ottenuti in conferenza dei servizi presso la Città Metropolitana a seguito della decisione di “sottoporre il progetto a verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale”. Noi, del Comitato per Lavinio,  che non abbiamo nessuna intenzione di passare all’incasso elettorale,  preferiamo leggere gli atti. Abbiamo letto con attenzione la copia del verbale della seduta della Conferenza di Servizi tenutasi il 2 marzo per verificare chi avesse “il merito” di avere “scoperta” la necessità di assoggettabilità a verifica ambientale e abbiamo avuta la conferma che si tratta di una decisione autonoma del RUP, Ing Ernesto Boffa,  su parere della ASL Roma 6........ CHI SIAMO


Il documento è leggibile anche sulla pagina Facebook di questo sito.



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6 marzo 2017

Lettera inviata dal Comitato a Città Metropolitana


Osservazioni su progetto impianto recupero rifiuti

Poiché il documento è lungo, in fondo alla pagina CHI SIAMO si può 

trovare il file dell'intero documento,

scaricarlo e leggerlo offline.




Prot N. 171116

A:    REGIONE LAZIO URP urp@regione.lazio.legalmail.it

Info: REGIONE LAZIO Attenzione del Presidente protocollo@regione.lazio.legalmail.it

  “     REGIONE LAZIO governodelciclodeirifiuti@regione.lazio.legalmail.it 

 

 

Oggetto: Richiesta di chiarimenti

 

Signor  Presidente,

Che il controllo del ciclo dei rifiuti sia un problema per tutte le Amministrazioni che gestiscono il territorio è un fatto da tutti condiviso; che esso debba diventare un fenomeno incontrollato e quindi foriero di contrasti e di dissenso è una scelta degli amministratori. Direttive europee e leggi nazionali sono sempre più dirette ad influenzare i due aspetti fondamentali del processo  e cioè la riduzione e la separazione, indispensabile per il riciclo. Ma questi sono interventi lunghi e difficili  che con troppa lentezza potranno avere una ricaduta effettiva sul territorio e sui cittadini: quei cittadini che, nella nostra Regione, si trovano a contrastare in  molti luoghi e con modalità diverse lo straripare dei rifiuti prodotti dalla capitale. Le prese di posizione di molti gruppi organizzati, in ambito regionale, spesso supportate dalle amministrazioni locali, si riferiscono alla realizzazione di impianti e di strutture che vengono proposte spesso da minuscole società a responsabilità limitata e che hanno come unico obiettivo il guadagno, che cercano di raggiungere con ogni mezzo lecito e qualche volta illecito. Nel contesto così sensibile del trattamento dei rifiuti il guadagno non può essere l’unica motivazione che muove il sistema. Se è vero che in una democrazia occidentale vige il diritto d’impresa è anche vero che, per materie così impattanti la salute, l’economia e la tranquillità sociale dei cittadini, è lo Stato e, nel Lazio, è l’Autorità da Lei rappresentata,  che devono  fissare norme chiare e certe atte a preservare prima i diritti delle Comunità e poi quelli  dell’impresa. In una cittadina a vocazione turistica come Anzio, in cui la nostra associazione opera da molti anni,  si vanno accumulando richieste per la realizzazione  di impianti  per la trasformazione di rifiuti organici e per il trattamento di rifiuti speciali e ciò sta avvenendo attraverso Conferenze di Servizi che tendono a considerare ciascuna richiesta quasi a  prescindere dal contesto. Consessi che  limitano la propria analisi a fattori tecnico-urbanistici spesso disgiunti da quelli sanitari e senza  analisi epidemiologiche del territorio che ne verifichino l’accettabilità in proiezione futura. Insomma, in base alla legislazione regionale esistente, in una zona industriale di un piccolo comune,  potrebbero essere approvate centrali ed impianti di trattamento rifiuti senza tener conto del loro impatto futuro e cumulativo sul territorio, senza considerare le necessità di smaltire da parte del  territorio interessato e senza che l’amministrazione locale possa rifiutarne la realizzazione.  “Not in my yard”non è un principio condivisibile ma è ancora meno condivisibile che nel mio cortile vengano gettati i rifiuti del vicinato. Abbiamo di recente avuto un incontro presso l’Ufficio del Signor Buschini ma non siamo riusciti a conoscere l’evoluzione della normativa che regolerà nell’immediato  futuro questo vitale aspetto della vita sociale della nostra Regione. Chiediamo di conoscere che cosa è previsto dal  Governo della Regione in merito alla gestione dei rifiuti ed alla impellente necessità di definire la  distribuzione degli strumenti del loro   trattamento e smaltimento in modo  equilibrato e che ne conchiuda il ciclo in ambiti intercomunali appositamente costituiti. Riteniamo che la Sua Amministrazione debba prendere una posizione chiara nell’esprimere un principio di equità che rassicuri la amministrazioni comunali e le coinvolga in modo costruttivo nella gestione del problema. Ben venga la costituzione degli ambiti intercomunali in cui chi produce i rifiuti venga chiamato a ridurne la produzione, a trattarli ed a smaltirli in modo autonomo. Conoscendo la Sua disponibilità siamo certi che vorrà replicare a questa nostra richiesta auspicando anche  che sia disponibile per un incontro.

Con i saluti della nostra Associazione.

Anzio 3-2-2017                                                                              


Commissione Ambiente: doppia audizione in materia di rifiuti

L'associazione Zero Waste Lazio propone all'assessorato di puntare nel nuovo piano regionale su riduzione e recupero. Ascolati anche Comune e comitato contro impianto biometano ad Artena.

14/02/2017 - Stop agli inceneritori, tanto di nuova costruzione quanto quelli di Colleferro e San Vittore. Riduzione dei rifiuti, con iniziative di comunicazione e centri di riuso. Prevedere per riciclo e recupero delle frazioni secche e umide sub ambiti e bacini territoriali - anche interprovinciali - di circa 250 mila abitanti. Puntare sul recupero di materia, con centri di riciclo e impianti di compostaggio di piccola e media taglia, entro le 30 mila tonnellate l'anno, privilegiando quelli aerobici e nei piccoli centri quelli elettromeccanici o di comunità. Per lo smaltimento in discarica, invece, andrebbero previsti ambiti a carattere provinciale. Prima di arrivare a tutto questo, nella fase transitoria, la Regione potrebbe già uscire dalla fileria dell'incenerimento, smettendo di produrre CDR/CSS destinato a esser bruciato e riconvertendo gli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) alla produzione di "plasmix", una miscela di plastica di diversi tipi.

È questa, in sintesi, la ricetta per il nuovo piano rifiuti in elaborazione in Giunta che l'associazione Zero Waste Lazio ha proposto alla Regione oggi pomeriggio in una relazione consegnata alla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Enrico Panunzi, nel corso di un'audizione richiesta da Enrico Forte (Pd). Altre audizioni sono state annunciate da Panunzi proprio in relazione alla proposta di revisione del piano rifiuti, a proposito del quale sono in discussione nella stessa commissione sei delibere propedeutiche.

Durante l'audizione di Zero Waste Lazio l'assessore all'Ambiente del Comune di Aprilia, Alessandra Lombardi ha invitato l'assessorato regionale guidato da Mauro Buschini a tenere conto nel piano rifiuti di bacini interprovinciali. "Non necessariamente la provincia descrive una realtà", ha detto. Aprilia è in provincia di Latina ma si incunea in quella di Roma. Lombardi ha portato la testimonianza di sette comuni della zona, a cavallo tra Latina e Roma (tra i quali Pomezia, Ardea e Anzio), che hanno realizzato in pratica un bacino ottimale di prossimità per i rifiuti. Un'esperienza che potrebbe essere ripetuta anche in altre aree con analoghe caratteristiche.

BIOMETANO, NO DI COMUNE E COMITATO
A seguire si è tenuta - sempre nel tardo pomeriggio e in commissione Ambiente - una seconda audizione, chiesta in questo caso da Simone Lupi (Pd). Argomento: il progetto di un impianto di biogas ad Artena, in contrada Colubro, non lontano da Lariano. Lupi, considerato che si stanno valutando fabbisogni e nuovo piano rifiuti, ha chiesto se fosse il caso di sospendere i progetti per nuovi impianti. Domani è infatti prevista la terza conferenza di servizi promossa dall'area valutazione impatto ambientale (Via) della Regione sul progetto di un'azienda per la produzione di metano dagli scarti organici. Un tavolo che - come hanno spiegato per conto dell'assessorato guidato da Buschini, Daniele Fortini e Lucio Migliorelli - non è tecnicamente possibile rinviare, ma al quale siedono diversi soggetti. Il piano rifiuti, poi, non può pianificare in materia di flussi di differenziata, c'è libero mercato, e la Toscana che ha tentato di intervenire adesso attende il giudizio della corte costituzionale. La Regione, secondo Fortini, può però operare per la prevenzione e far sì che l'organico (un milione di metri cubi l'anno nel Lazio sui tre totali) non diventi rifiuto. Gran parte degli interventi saranno orientati a sostenere compostaggio domestico, di comunità e di prossimità. Quanto alla volontà del territorio e delle popolazioni non potrà essere ignorata.

"Si deve tener conto delle comunità locali", ha detto Panunzi. "I territori hanno diritto di rivendicare la qualità del 'ben-essere'", ha sottolineato Daniela Bianchi (Si-Sel). Una volontà contraria che il comune di Artena ha espresso con una deliberazione all'unanimità, consegnata alla commissione dall'assessore all'Ambiente, Carlo Scaccia. A ricostruire la vicenda e le incogruenze la consigliera comunale Silvia Carocci: "È dovere della Regione intervenire", ha detto, chiedendo la sospensione della conferenza dei servizi. La fissazione di regole per dislocazione di questo genere di impianti, tra gli altri elementi rappresentati, è stata invocata dal Comitato No Biometano Artena, per conto del quale è intervenuto in commissione Ambiente Giancarlo Ceci.

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16 febbraio 2017


ANZIO NO-BIOGAS ATTACCA LEGAMBIENTE

 

 “Rispondere alle provocazioni è dare voce agli imbecilli”. Ho meditato prima di dare voce agli imbecilli ma non ho resistito anche perché la voce degli imbecilli può essere fraintesa dalle persone per bene. C’è stato un attacco a Legambiente da parte di “Alternativa Sostenibile” a cui verrà replicato a livello nazionale; ma, siccome questo attacco è stato reiterato pappagallescamente a livello locale dal Comitato Anzio No-Biogas,  merita alcune precisazioni. “ Legambiente , a livello nazionale appoggia l’iniziativa “Piattaforma Biometano”, promossa dal Consorzio Italiano Biogas, mentre a livello locale  (Es. Anzio) vorrebbe “aiutare” i comitati in lotta contro gli impatti derivanti dagli impianti di trattamento rifiuti con produzione di Biogas-Biometano. Mandanti e mandatari hanno obiettivi e scopi politici, sul ciclo integrato dei rifiuti, simili a quelli del PD regionale. Per la tutela della salute dei cittadini, mettiamo in guardia i Comitati e li invitiamo ad informarsi sulla visione strategica di questa associazione “ambientalista””. A parte il  linguaggio che impatta in modo piuttosto drammatico con la lingua italiana, giova precisare che Legambiente nazionale stabilisce le linee ambientaliste generali a cui i circoli si devono attenere ma lascia liberi i vari consessi locali di portare avanti idee, iniziative  e progetti in modo del tutto autonomo. Legambiente di Anzio-Nettuno aderisce al Comitato per Lavinio per quanto riguarda l’attività del gruppo Lavinio NO-Biogas nella comune convinzione che il problema non è la tecnologia del Biogas ma come questa problematica  viene gestita sul nostro territorio.  Il Comitato per Lavinio porta avanti progetti per la difesa del territorio da circa 13 anni. è composto da persone di grande esperienza che sono orgogliose del fatto che Legambiente appoggi  la loro attività per questo progetto. Il Comitato per Lavinio, per statuto e nella realtà,  è un’associazione del tutto apartitica ed aconfessionale. Nessun componente  del Comitato per  Lavinio ha partecipato o parteciperà in competizioni elettorali come candidato.    Il Circolo di Legambiente di Anzio-Nettuno non aderisce a nessun gruppo politico, non esercita nessuna attività propagandistica nel suo interno o all’esterno. Vediamo da quale pulpito viene la predica. Il Comitato Anzio No Biogas, che è un’associazione nata alcuni mesi orsono,  è presieduto da persone direttamente impegnate in politica; gli inviti e l’attività in rete e  nelle piazze avvengono  sotto la bandiera del Movimento 5 Stelle e  di Rifondazione Comunista. I responsabili del Comitato Anzio No-Biogas  hanno partecipato e, siamo certi, parteciperanno a competizioni elettorali per i partiti che ora li appoggiano, in tutti i modi, nella loro attività associativa, politica e propagandistica fino a scomodare elementi esterni alla realtà locale come è avvenuto di recente con una parlamentare del Movimento 5 Stelle.
Il Comitato per Lavinio ha lasciato sempre cadere allusioni puerili e strumentazioni ridicole, perché ha sempre preferito privilegiare il  rispetto per il comune obiettivo, nella speranza di una collaborazione spesso offerta e sempre rifiutata;  ma quando la stupidità rischia di essere fraintesa  e c’è  chi si permette illazioni che tendono a gettare ombre su persone che hanno come unico obiettivo la difesa del territorio,  allora c’è bisogno di  mettere i puntini sulle i.




30 gennaio 2017

COMUNICATO STAMPA

 IL SINDACO FARA’ L’ORDINANZA CONTRO LA BIOGAS

Il Sindaco ha confermato quanto discusso e concordato con i rappresentanti del Comitato di Lavinio NO-BIOGAS durante il lungo incontro che si è tenuto presso il suo ufficio il 24 gennaio. In risposta alle interrogazioni del Consigliere Bernardone e di altri nel  Consiglio Comunale  del 30 gennaio il Sindaco ha fatto il punto sulla situazione delle centrali Biogas ad Anzio. “Tanto per cominciare” ha esordito il Sindaco “di centrali ad Anzio non ce ne sono e verrà fatto quanto necessario per evitarle”. A fronte delle contestazioni dei vari Consiglieri in merito alla mancata attuazione di quanto deliberato all’unanimità  in occasione del Consiglio Comunale di febbraio 2016,  il Sindaco ha confermato quello che aveva concordato nell’incontro con i rappresentanti del Gruppo di Lavinio NO-BIOGAS e cioè che darà seguito alla richiesta formale di uno studio di epidemiologico sulla zona interessata dalla realizzazione e, di conseguenza, emetterà un ordinanza di sospensione in attuazione del principio di cautela.  Il Comitato per Lavinio Lavinio NO-BIOGAS si è dichiarato pronto a lavorare con l’Amministrazione di Anzio per evitare che le centrali per la produzione del Bio-metano ad Anzio vengano realizzate.

COMITATO PER LAVINIO -Lavinio NO-BIOGAS     

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25 gennaio 2017

COMUNICATO STAMPA RELATIVO AD UN INCONTRO CON IL SINDACO DI ANZIO LUCIANO BRUSCHINI


Comunicato stampa 240117/sf

IL SINDACO DI ANZIO ACCETTA LA PROPOSTA DI LAVINIO-NO BIOGAS

Forti  della propria credibilità, che deriva dall’ indipendenza da partiti politici e dall’esperienza guadagnata in difesa del territorio in anni di  intenso lavoro,  il Comitato per Lavinio ed il Gruppo Lavinio No-Biogas stanno lavorando da alcuni mesi, a livello politico,   per raggiungere qualche risultato concreto nella loro azione di contrasto alla realizzazione delle centrali di biometano sul territorio di Anzio. L’azione trasversale ha coinvolto, innanzi tutto, Le Assessore  Cafà e Nolfi con la Consigliera Salseso  nonché i Consiglieri  Bernardone e C. Tontini,  con l’intento di ribadire, attraverso una mozione condivisa,  i punti qualificanti di  quella unanimemente approvata il 10 febbraio 2016. Quella mozione che vincolava il Comune di Anzio all’espletamento di specifiche azioni che il Comune di Anzio ha, finora, in gran parte disatteso:  come la modifica del Regolamento  d’Igiene e Sanità, la creazione di un  gruppo di esperti e l’avvio di uno studio epidemiologico. Prima della presentazione formale della nuova mozione per la discussione in Consiglio Comunale, l’Assessora Cafà ha proposto un confronto col Sindaco Bruschini. L’incontro è avvenuto presso l’ufficio del Sindaco il 24 gennaio alle ore 10,00 ed ha visto la partecipazione, oltre che del Sindaco, di Roberta Cafà, di Laura Nolfi ed, in rappresentanza di Lavinio-No Biogas, di Maria Pia Pelagatti, Saverio Ciullo e Sergio Franchi, assente giustificata Valentina Salsedo, influenzata. L’incontro è durato circa 1 ora e 45 minuti ed ha toccato tutti gli aspetti del problema biogas ad Anzio con una lunga e dettagliata introduzione con la quale, con riferimento all’impianto della Spadellata, il Sindaco ha voluto riconoscere sia la carenza di informazione sia la mancanza di coinvolgimento degli abitanti della zona e ribadire che l’assenso fu dato senza che egli ne fosse stato preventivamente informato. Si è parlato delle azioni previste nella mozione approvata il 10 febbraio e disattese, del ricorso al TAR perduto dal Comune e dell’obbligo,  non delegabile, del Sindaco come responsabile della salute pubblica. Si è parlato, nel concreto, di quanto il Sindaco può e deve fare oggi a tutela dei cittadini,  responsabilità alla quale Bruschini  non intende assolutamente sottrarsi. I  punti di forza delle argomentazioni portate all’attenzione del Sindaco  ed incluse nella nuova proposta di mozione,  sono essenzialmente basati su un due aspetti collegati fra loro e cioè sulla richiesta formale all’autorità  sanitaria competente di esecuzione di uno studio longitudinale epidemiologico  di pannello, al fine di verificare la condizione sanitaria di un contesto che mescola industria ed abusivismo molto intenso ed, in attesa della disponibilità di elementi sanitari certi sulla situazione attuale, l’emissione di un’ordinanza sindacale che sospenda ogni attività realizzativa per ragioni  di cautela. Circostanza prevista  in attuazione del principio di precauzione, sancito dalla normativa vigente nazionale ed internazionale.  Principio per la prima volta invocato, nel caso in questione,  dall’Arch Canacari, del gruppo Lavinio No-Biogas,  quando accennò al cumulo di fattori influenti, in occasione della Conferenza di Servizi che si tenne per discutere  della seconda centrale, quella di Via Amedeo Nazzari a Padiglione. Fattore ripreso da un intervento del  Consigliere C. Tontini durante il Consiglio Comunale del  10 febbraio. Naturalmente ne consegue il “riesame dell’AIA” che l’Autorità Regionale deve concedere in forza dell’art 7 del d.Lgs n 46 del 2014 per l’acquisizione delle nuove risultanze. Comprensibile il timore del Sindaco Bruschini per una decisione  che potrebbe essere ritenuta tardiva e generare azioni di rivalsa da parte di eventuali  danneggiati.   A questa considerazione è stata contrapposta la logica per cui il Sindaco non  entrerebbe nel merito dell’assenso dato da un suo delegato,  ma effettuerebbe tutte quelle necessarie verifiche preventive a protezione dei cittadini,  fatto che oggi egli ha l’obbligo di attuare,  come dovere non delegabile e che tanto meno fu delegato all’Assessore che lo rappresentò in quella  Conferenza dei Servizi di cui egli non era neanche  a conoscenza. Un obbligo che resta  oggi di sua esclusiva responsabilità. Su queste basi i rappresentanti del Comitato per Lavinio e di Lavinio-No Biogas  hanno anticipato la loro collaborazione. Il Sindaco ha annunciato la propria disponibilità in tal senso e l’intento di porre in atto questa proposta sia a livello di verifica epidemiologica sia di emissione di un’ordinanza in attuazione del principio di precauzione; si è riservato di verificare la formalizzazione di tali azioni sul piano della fattibilità tecnica e delle responsabilità legali. In tali circostanze  la presentazione della mozione proposta  dal Comitato per Lavinio viene sospesa, sia perché ribadiva aspetti già approvati, sia perché riguarda azioni che il Sindaco deve esercitare come dovere istituzionale e per le quali non necessita di ulteriori deliberati politici. Restano altre incombenze che derivano alla Giunta da quella mozione, incombenze importanti al fine di rendere più concreta e piu incisiva l’azione nel merito. Saranno i fatti e le azioni concrete che guideranno i comportamenti  e la collaborazione del Comitato per Lavinio e di Lavinio-No Biogas  con il Sindaco e l’Amministrazione  Comunale.

Comitato per Lavinio Lavinio-No Biogas


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23 novembre 2016  

Oggetto: Comunicato Stampa

 

Il rigetto del ricorso al  T. A. R. ,  presentato dal Comune di Anzio contro la centrale biogas di Spadellata,  sta generando  reazioni da parte di chi, forse, sperava che quel ricorso avrebbe provocato qualche esito positivo quando esso, per logica evidente, avrebbe solo potuto, se accolto, peggiorare le cose. Quel ricorso avrebbe avuto un senso logico solo se il tempo impiegato per la sua trattazione fosse stato utilizzato per  agire a livello politico,  come previsto nella delibera presa all’ unanimità da parte del Consiglio Comunale,  sotto la spinta della gente infuriata. Cosa che assolutamente non è stata fatta. Ora si continua a cavalcare la tigre della centrale, con i soliti richiami al “biogas cattivo”; mentre non è il biogas che è cattivo ma cattivi sono  gli amministratori che prendono decisioni contro gli interessi della gente. Il gruppo NO-BIOGAS del Comitato per Lavinio, nella convinzione che i cittadini non hanno bisogno di bandiere di partito per confrontarsi con le istituzioni,  ha voluto  aprire un dialogo con gli amministratori di Anzio per sollecitare un’iniziativa condivisa che tuteli in modo fattivo gli interessi delle persone, in particolare di quelle  della zona in cui la centrale dovrebbe essere realizzata.  Si parla di azioni in buona parte già deliberate ma non attuate e di altre che rientrano oggi, allo stato delle cose, nella capacità decisionale dell’Amministrazione Comunale.  Il Comitato per Lavinio ha incontrato i consiglieri di opposizione, Fontana, Bernardone e Tontini per sondare la loro disponibilità a concorrere ad una proposta condivisa. Il 23 novembre ha incontrato rappresentanti della maggioranza che si sono sempre poste in prima fila in questa battaglia che è anche di legalità visto che è stata completamente ignorata la volontà popolare.  Il  lungo e proficuo confronto  è avvenuto nella saletta  interna di un noto bar di Lavinio ed ha visto la presenza di una rappresentanza del Comitato di Lavinio, gruppo NO-BIOGAS e la partecipazione delle Assessore Cafà e Nolfi e della Consigliera Salsedo.  L’invito rivolto a riappropriarsi della politica attraverso la  proposta è stato accolto con entusiasmo da parte delle tre rappresentanti  cittadine,  due delle quali sono anche abitanti nella zona interessata direttamente alla realizzazione delle centrali. Si tratta, in fondo,  di un genuino esempio di democrazia elementare  che sia  chi sta al potere, da una parte, sia  i movimenti che vivono di movimento, dall’altra,  tendono spesso a dimenticare con una convenienza che sembra divergente ma non lo è. Le chiacchiere dei soloni della materia e degli esperti della strategia politica stanno a zero.  Le alchimie delle convenienze di partito non possono far parte di un confronto che tende solo ai risultati ed agli interessi della gente. La proposta di sedere intorno al tavolo della buona volontà viene rivolta da cittadini senza bandiera di partito, che non si proporranno per essere eletti nelle prossime elezioni amministrative  ma che combattono contro il degrado del nostro territorio da dodici anni. Il rifiuto a sedersi a quel tavolo non ha scusanti se non nella vecchia logica delle alleanze e dell’opportunismo che ormai la gente ha imparato a comprendere e valutare e che ha portato al decadimento della politica nel nostro Paese ed al trionfo dell’antipartitismo populista. L’incontro è stato basato sullo spirito che prevalse in Commissione Ambiente e vide la proposta  Bernardone-Salsedo come azione comune verso un obiettivo comune . Si sono viste, successivamente, diatribe in Consiglio Comunale,  confronti ed argomentazioni  di lana caprina che non sono riuscite ad evitare l’approvazione della mozione congiunta.  Dall’attuazione di quella mozione si riparte. E’ stato deciso di preparare un documento di Lavoro condiviso da parte  di coloro che hanno come obiettivo prioritario quello dell’interesse pubblico prima e sopra l’interesse del partito di appartenenza. Un documento in cui si potrà  includere, ove condiviso,  la richiesta formale ed appropriata dello studio di pannello o di coorte, su cui l’Assessora  Cafà sta già lavorando da tempo con il Sindaco ed il Segretario Generale,  la costituzione della Commissione di Esperti,  la definizione di prescrizioni stringenti a livello di Concessione Edilizia, l’obbligo di elementi compensativi  per la popolazione direttamente interessata, le prescrizioni operative a salvaguardia degli abitanti della zona ecc.  La riunione  è stata estremamente produttiva ed ha visto la determinazione delle tre rappresentanti politiche che è sembrata sinceramente onesta e disposta ad andare oltre il proprio ruolo ed il proprio interesse di partito. L’incontro con i cittadini del  Comitato per Lavinio continuerà nei prossimi giorni,  in modo ristretto,  al fine di consolidare una proposta e verrà allargato quando una bozza di proposta sarà disponibile a tutte le persone che genuinamente vogliono dimostrare di avere a cuore l’interesse della gente di Anzio e non quello  del proprio giardinetto. Questi sono gli intenti e queste le promesse.  Misureremo  i fatti insieme alla gente.

 

Sergio Franchi                                                                                                                                                                   

Comitato per Lavinio 


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A:    Sindaco di Anzio via PecProt N. 171116

Oggetto:  Invito a ritirare l’assenso

 

Signor Sindaco,

Il Consiglio Comunale del Comune di Anzio, come avviene per  le altre amministrazioni comunali, viene periodicamente convocato  per prendere tutte quelle decisioni che vanno oltre la normale gestione amministrativa. Nel Consiglio Comunale la Giunta si confronta con il Consiglio nell’esercizio della democrazia rappresentativa: la Giunta è l’espressione del Sindaco eletto mentre il Consiglio rappresenta la globalità dei cittadini di cui esso è espressione.  Le ricordo cose che Lei può insegnare a tutti visto che sono decenni che Lei, in una funzione o nell’altra, esercita il Suo potere in questo Comune. In Consiglio Comunale vengono a volte discussi argomenti banali e di scarsa rilevanza  e prese decisioni di impatto nullo sulla cittadinanza ma, nel Consiglio Comunale di Anzio, non è mai stato discusso un progetto di fortissimo impatto ambientale e sociale e cioè quello relativo alla realizzazione di una  Centrale per  il trattamento di fanghi e di rifiuti organici per la produzione di bio-metano. Mi riferisco a quello presentato  nel 2014 dalla Società  CO.GE.C. di  Latina per la realizzazione di un impianto complesso del valore totale di circa 30 milioni di Euro da realizzarsi in via della Spadellata nelle vicinanze di un  centro abitato. Un impianto che servirà per trattare i rifiuti di Roma e  che porterà danni e degrado in tutta la zona. Una persona da Lei delegata ed a Sua insaputa ha deciso di  dare il parere favorevole a tale realizzazione a nome e per conto della Comunità di Anzio che, penso nella sua totalità,  sia contro una centrale del genere ed in quella località. Davanti a decine di cittadini esasperati, Lei ha ribadito che tale assenso è stato dato senza che Lei ne fosse informato e, ricordo  che Lei  in Consiglio,  interpellò il Dirigente dell’Ambiente a conferma di tale circostanza.  Quindi Lei , Signor Sindaco,  è contrario a tale realizzazione e ricordo che lo ha chiaramente affermato nella Conferenza dei Servizi quando  si discusse  della realizzazione di un altro impianto simile a pochi centinaia di metri del precedente. Contro la Sua volontà e di quella  della quasi totalità dei cittadini di Anzio,  la centrale è stata approvata e, nonostante un ricorso al TAR,  la cui  adeguatezza si può leggere nel testo della sentenza, la realizzazione della stessa può avviarsi verso una fase esecutiva. Mi permetta una domanda che rivolgo al cittadino di Anzio e non al politico: ma è possibile accettare una situazione del genere, così grave e cosi banalmente trattata?  Come fa il Sindaco di Anzio accettare un fatto del genere? Come fa Lei, Portodanzese  di razza, a tollerare che ciò avvenga senza opporsi in tutti i modi? Lei è il responsabile dell’amministrazione di questo Comune e della salute pubblica di questo territorio e non può tollerare che ciò avvenga; Lei  ha gli strumenti legali per farlo, sia nella fase di attuazione di cui Lei dovrà approvare il progetto esecutivo, sia nei limiti che può porre, sia con le prescrizioni che può imporre:tutto per gridare a gran  voce quello che i cittadini Le  chiedono di fare e visto che, probabilmente la Sua carriera in questo Comune finisce con questo mandato, per lasciare ai posteri un atto di forte valore sociale. Dia un calcio all’ opportunità di parte e dia seguito a quanto la gente, che Lei rappresenta, Le chiede a gran voce. Cominci ripudiando sul piano formale la decisione che fu presa contro la Sua volontà e senza che il Consiglio Comunale si pronunciasse: contatti formalmente la Regione Lazio e ritiri un assenso che Lei non ha mai  dato e che non intendeva dare.  Smentisca apertamente chi ha agito in modo sconsiderato contro l’ interesse primario  dei cittadini. Non so quale esito tale atto formale potrebbe avere ma  Lei avrebbe fatto il Suo dovere dando, almeno,  un segno di  coerenza.

Sergio Franchi                                                                                                                                                          Comitato per Lavinio Lavinio-NOBIOGAS

 


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Salve,
La situazione dei rifiuti nel Comune di Anzio è sempre più drammatica. Il grosso problema della realizzazione della centrale BIOGAS (che del ciclo dei rifiuti fa parte)  ha avuto l'evoluzione prevista e cioè il ricorso che il Comune ha presentato è stato perso anche  per le forti carenze di chi doveva gestire il procedimento e cioè il Comune di Anzio. L'Assessore che ha data l'autorizzazione per la realizzazione dell' impianto,  senza interpellare ne il Sindaco ne i cittadini,  continua a sedere al suo posto ed a gestire le contraddizioni di un sistema diventato insostenibile da parte della gente. Il Comitato per Lavinio-Lavinio NO-BIOGAS discuterà nelle prossime riunioni le varie situazioni che si sono create e cercherà di dare le risposte che il consenso gli permetterà di sostenere. Abbiamo cercato di attrarre la collaborazione di altre associazioni ma molte di queste non intendono collaborare perché spinte da motivazioni di partito inconciliabili con l' apartiticità del nostro gruppo. Ogni proposta percorribile e di qualche effetto verrà presa in esame e posta in atto. La collaborazione da parte di tutti, anche di coloro che non possono dare un apporto in termini di presenza fisica, è importante.
Abbiamo recepito l'invito di un gruppo che collabora con noi (l'Intesa dei Cittadini del Lido delle Sirene) a sottoscrivere la petizione per la riduzione della TARI in attuazione della legge Legge 27 dicembre 2013, n. 147 a causa della forte inadempienza nella gestione del servizio. Non so quanto questa azione potrà sortire effetti pratici in un a Giunta abbarbicata al suo sottopotere ma invito tutti a firmare. Basta andare al Link:

http://google.us12.list-manage.com/track/click?u=bc5fbc7123322de6dd4dad4f6&id=8fbe868abc&e=878f3190cb


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IL T. A. R. BOCCIA IL RICORSO AVANZATO DAL COMUNE DI ANZIO
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Il Litorale Romano a rischio di spazzatura



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ARTICOLO DI ROCCO CHIRIACO, SUL LITORALE


pagina 4
Articolo di Rocco Chiriaco sulle centrali bio-gas.
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LETTERA APERTA AL SINDACO DI ANZIO
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A:    Sindaco di Anzio  via PEC

     p.c.   Assessore all’Ambiente Patrizio Placidi via Pec.

 

Egregio Signor Sindaco,

è  in atto un’altra subdola e pericolosa aggressione  nei confronti del territorio di Lavinio che una

politica miope ed arrogante sembra voler permettere. Da oltre tre mesi è stato inviato, alla Sua attenzione,  un progetto per la realizzazione, in località Padiglioni, di una centrale per il trattamento di rifiuti e la produzione di biogas: un prodotto che di bio ha solo il nome ingannevole perché, se serve ad una combustione non particolarmente dannosa, certamente ne è fortemente impattante la produzione. Una programmazione regionale, che cerca di spalmare sul Lazio i rifiuti della capitale, rischia di provocare danni incalcolabili a cittadine come la nostra che vorrebbe fare, del proprio mare e della propria natura, una risorsa economica ed una ragione di orgoglio.  Tranne che da parte di qualche rappresentante della politica e di qualche associazione “schierata”,  nessuna voce istituzionale si è levata contro un progetto che solo chi è informato sa quanto è negativo per il territorio. Una disinformata Commissione Ambiente lo ha analizzato esprimendo un parere negativo senza entrare nelle motivazioni che tale parere dovrebbero giustificare. E’ noto che queste  iniziative sono soggette ad un preponderante peso decisionale da parte dell’ente regionale e che, la dove esse sono state bloccate,  è solo perché una comunità guidata dal proprio sindaco  ha impedito che esse venissero realizzate. Il Suo grido di dolore, Signor Sindaco, non è stato udito, dai cittadini di Lavinio di Sacida e di Lido dei Pini, zone sui cui l’impatto della centrale è particolarmente sentito. Il Gruppo Operativo No-Biogas del Comitato per Lavinio che, come forse Lei sa,  rifiuta nettamente ogni logica di partito,  è in contatto con l’Assessore all’Ambiente, con cui ha avuto un primo incontro per discutere l’argomento, pur nelle modalità che distinguono le responsabilità fra utenza ed  amministrazione. Il riserbo del responsabile per l’ambiente è comprensibile sia per le ragioni politiche, che sottendono decisioni di questo tipo, sia per la mancanza di elementi di valutazione di un’analisi che è ancora in corso. Ma, Signor Sindaco, a prescindere dai luoghi comuni e dalle analisi dell’impatto non ci vuole Leonardo da Vinci per sapere quale realtà si cela dietro la gestione  reale di impianti di questo genere e, visto che l’impatto occupazionale e vicino allo zero, visto che il solo abbinamento di una centrale per biogas al nome di Lavinio ne offusca l’immagine, visto che nessun  vantaggio di nessun genere è previsto per la gente di Lavinio e di Anzio e che, dove tali centrali sono state realizzate,  è accertato un crollo del valore degli immobili del 40-60%, e considerando,infine, i  tanti atti di illegalità e di conflitto di interessi, che tali realizzazioni  possono comportare,  ci domandiamo perché non si è sentita ancora alta e forte la Sua voce in difesa di cittadini che Lei rappresenta: una difesa di principio, e quindi prima politica e poi tecnica.

Gruppo Operativo NO_BIOGAS Lavinio (comitatoperlavinio@hotmail.com)



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