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telaio: attività tessile sul Gargano

Il telaio rappresenta il simbolo della civiltà agro-pastorale, fino agli anni Sessanta del Novecento componente fondamentale dell'economia pugliese, ma non solo. Fu una costante di tutta l'area mediterranea. Fino a qualche tempo fa, in Sardegna, la nascita di una bambina veniva salutata con una frase emblematica: 'Hamus una filonzana!', 'Abbiamo una filatrice!'.
Le candide telerie pugliesi erano apprezzate in tutto il Mediterraneo fin dai tempi più remoti. Nelle zone archeologiche dell'area oggi inclusa nel Parco Nazionale del Gargano sono stati ritrovati dei reperti tipici di questa antica attività, come i pesi da telaio e le spole. Testimoniano, se mai ce ne fosse bisogno, la diffusione a tappeto dell'arte della tessitura nelle nostre contrade. E questo è attestato fin dal tardo Neolitico.

In epoca greca, l'attività è documentata dall'iconografia vascolare. E dalla figura-simbolo di Penelope che, in attesa del ritorno ad Itaca del suo errante Ulisse, 'finchè il giorno splendea, tessea la tela/superba, e poi la distessea la notte/al complice chiaror di mute faci(Odissea, libro II)'. Anche tra i ruderi delle antiche 'villae' romane di Santa Maria di Merino (Vieste), di Agnuli (Mattinata), di Avicenna (Piana di Carpino) di Sant'Annea (Sannicandro ) sono stati trovati antichi pesi da telaio.
Per l'età medievale, il 'Codice diplomatico di Tremiti' ed il 'Regesto di San Leonardo' di Siponto documentano che la realizzazione di panni di seta, di lana e di lino era un'attività esercitata presso i monasteri femminili, oltre che dalle tessitrici laiche. Erano 'le donne di Dio' a confezionare i capi di vestiario dei frati di Pulsano, come testimoniano le 'lamentazioni' delle Monache del Convento di Santa Cecilia di Monte Sant'Angelo, dipendenti dal suddetto cenobio.

L'attività tessile si affinò sempre più. Il frate minore Michelangelo Manicone, autore di una delle più singolari opere dell'illuminismo europeo, 'La Fisica Appula', in una lettera all'Intendente di Capitanata datata 8 luglio 1809, afferma che le telerie che si lavorano in Vico del Gargano, suo paese natale, "potrebbero gareggiare con quelle delle Fiandre, se vi si introducesse il metodo d'imbiancar le tele, e di darle il lustro, come in quella Nazione si usa".

La 'Statistica' del prefetto Scelsi elenca il numero dei telai e delle tessitrici di tutta la Capitanata nel 1866: l'arte della tessitura è esercitata in 39 comuni con 2426 telai. Il numero delle addette è pari al numero di telai presenti in ogni paese, ma le apprendiste non vengono contate. L'attività è concentrata quasi esclusivamente sul Gargano: si distinguono Vico (800 telai), Rodi (250 telai), Carpino (200 telai), Monte Sant'Angelo (130), Cagnano Varano (80), Vieste (60), San Severo (50), Peschici (48), Ischitella (42). Fanalino di coda: Foggia con 12 telai e Cerignola con 10.




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