Le civilta' italiche

    Il popolo dei Camuni

    I Camuni erano una popolazione Italica di origine Indoeuropea. Essi si stanziarono nella Val Camonica (che prende nome da loro, nell’attuale Lombardia) tra il 3000 e il 2000 a.C.

    La Val Camonica è la Valle più grande dell’attuale Bresciano ed è percorsa dal tratto superiore del Fiume Oglio. Essa è ricca da sempre di vigneti, castagneti e grandi pascoli che favorivano le loro attività:

    l’agricoltura;

    la caccia;

    la pastorizia.

    Gli abitanti della Val Camonica conoscevano la rotazione delle colture che permetteva di sfruttare al meglio il terreno in tutti i periodi dell’anno.

    Praticavano la transumanza cioè portavano il bestiame al pascolo estivo in alta montagna mentre durante l’inverno lo riportavano a valle dove vivevano.

    I Camuni abitavano in case con basamenti di pietra o in palafitte sorrette da pali. La loro religione si basava sulla magia, sul mondo animale e sui fenomeni naturali.

    Probabilmente furono i sacerdoti camuni a fare quelle meravigliose incisioni rupestri che troviamo ancora oggi sulle rocce di questa Valle.

    I Camuni raffiguravano nelle loro incisioni scene di caccia, di vita quotidiana, di divinità e scene rappresentanti la natura (soprattutto il Sole).

    Dopo qualche anno, nel XVI sec. a.C., i Camuni furono conquistati dai Romani; prima vivevano in pace e isolati.

    Questa è una breve storia dei Camuni…. speriamo che vi piaccia  !!!

    Livia,  Flavia R.,  Flaminia
     

    I Sardi


    I Sardi svilupparono la civiltà nuragica, che prende il nome dai nuraghi, caratteristici monumenti preistorici utilizzati come abitazioni oppure come monumenti per la sepoltura dei morti.

    I nuraghi erano costruiti con strati di mattoni e potevano raggiungere anche i 16 m. di altezza.

    La società dei Sardi era divisa in tribù, ognuna delle quali era governata da un sovrano. Egli veniva aiutato nell'amministrazione da nobili, guerrieri, proprietari terrieri e  sacerdoti.

    Al di fuori delle mura di ogni città, si praticavano la pastorizia e l'agricoltura che, specialmente sulle sponde dei fiumi, offriva grandi quantità di grano, orzo e ortaggi.

    Ulteriori fonti di ricchezza erano la pesca (specialmente del tonno), la caccia, dalla quale si ricavava ottima
    selvaggina e l'allevamento del bestiame (suini, bovini, asini e ovini).

    I Sardi inoltre erano molto abili nella lavorazione del bronzo con il quale realizzavano piccole statue raffiguranti gli dei : i cosiddetti "bronzetti".

    Il territorio sardo aveva e ha ancora oggi delle magnifiche grotte, dalle quali si  potevano ricavare materiali preziosi. Le condizioni climatiche erano favorevoli, cioè miti e mediterranee soprattutto lungo le coste, con scarse piogge, anche se più rigide in inverno.

    I Fenici e i Cartaginesi nel VII sec. a.C. colonizzarono le coste meridionali e occidentali del territorio sardo, impedendo così le invasioni dei Greci.

    Valeria

    Le palafitte

    La palafitta è una costruzione a capanne posta su di una piattaforma collegata al suolo da lunghi pali conficcati nel terreno.                               
    Nel II millennio a.C. venne adottata dalla popolazione italica delle "terramare", termine che significa "terre grasse" cioè fertili. 

    Queste dimore però vennero costruite fin dai tempi antichi in Svizzera, nella Francia occidentale, in Belgio, in Germania e in Europa centro orientale, fino in Boemia e in Croazia.

    In Italia sorsero numerose costruzioni di questo genere ai piedi delle Alpi e nella bassa Lombardia, sui laghi e sulle paludi. I popoli palafitticoli, dediti alla pastorizia e all'agricoltura, avevano addomesticato diversi animali come il cane, il bue, il maiale, la pecora e la capra; conoscevano il frumento, l'orzo e l'aceto e sapevano tessere il lino.

    Le palafitte erano diffuse in tutto il mondo, non soltanto sui laghi, lungo i fiumi e le coste ma anche su terreno asciutto. Il vantaggio di questo tipo di costruzione era la difesa dall' umidità e dalle aggressioni (dai nemici o dagli animali feroci). Ancora oggi risultano molto utili per alcune popolazioni del nostro pianeta, in particolare nei paesi europei sono utilizzate in campagna come fienili, granai e conigliere.
    Valeria e Margherita

    I Sanniti

    I Sanniti erano un antico popolo italico appartenente al gruppo degli Osco - Umbri. Erano molto simili ai Sabini se non addirittura loro antenati. Insieme con le altre tribù consanguinee emigrarono dalla Sabina e si stabilirono definitivamente nell'attuale Sannio.

    I Sanniti erano rudi e bellicosi montanari, dediti alla pastorizia e all’agricoltura, che vivevano in centri rurali.

    Le loro città non erano protette da mura ed erano governate dai magistrati (meddices).

    Le tribù più importanti erano: Irpini, Pentri, Caudini (da cui presero il nome le famose Forche Caudine, dove sconfissero i Romani) e Careceni o Carecini.

    I Sanniti erano abili guerrieri e combattevano con la spada corta, un grande scudo ovale ed  un elmo con visiera.

    I Sanniti dimostrarono la loro abilità di guerrieri combattendo contro i Romani le famose tre guerre Sannitiche che si svolsero dalla seconda metà del IV secolo a.C.

    In questa guerra i Romani ebbero la meglio e li assoggettarono.

    Arturo e Alberto

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