I Greci

 
La guerra di Troia
 Intorno al 1300 a.C. i Micenei dominavano il Mar Egeo. Agamennone, re di Micene, stanco di pagare pedaggio per il passaggio verso il Mar Nero, decise di distruggere Troia. L'assedio duro’ circa dieci anni, finche’ Ulisse ideò un inganno per conquistare la città di Troia. Gli Achei costruirono un enorme cavallo di legno (il cosidetto cavallo di Troia), in cui i guerrieri si nascosero; lo portarono sotto le mura di Troia e finsero di andarsene. I Troiani portarono la struttura dentro la città,credendo che fosse un dono degli dei. Durante la notte, quando tutti i Troiani credevano di aver vinto la battaglia, i soldati greci uscirono dal cavallo e distrussero Troia.
Virginia e Andrea
 
Agamennone

 Agamennone fu uno dei personaggi principali della storia greca. Un giorno l’eroe si recò a Sparta dove sposò Clitemnestra dalla quale ebbe quattro figli: Ifigenia, Crisotemi, Laodice (Elettra) e Oreste. La preoccupazione aumento’ quando la moglie di suo fratello Menelao fu rapita da Paride. Allora i capi greci decisero di riportarla in Grecia con la forza delle armi. La lotta, in cui Agamennone fu il loro capo supremo, provocò la famosa guerra di Troia: ma questa è un’altra storia…Come già sappiamo i Greci sconfissero i Troiani e, come bottino di guerra, Agamennone ricevette la giovane figlia di Priamo, Cassandra. Da quest’ultima ebbe due figli, Telemaco e Penelope. Al suo ritorno, Agamennone fu ucciso da Egisto, che durante la sua assenza sedusse la moglie Clitemnestra. La sua morte fu vendicata dal figlio Oreste.
Andrea e Virginia
 

La falange

La falange e' un'antica formazione da combattimento composta da fanteria (cioe' soldati che combattono a piedi) i cui guerrieri combattevano con  lance, picche e scudi.

Falange greca - La falange nacque nel mondo ellenistico, ma venne adottata in seguito anche dagli Etruschi. La nascita della falange greca risale più o meno all’ VIII secolo a.C. (in quel periodo gli Etruschi si espandono in tutte le direzioni). I guerrieri che componevano una falange erano addestrati per avanzare in linea mantenendo una formazione  rettangolare, in modo da creare un muro difensivo composto da scudi e lance che coprivano le parti più scoperte e più deboli del corpo. Gli scudi, chiamati oplon, grandi 60 o 90 cm., riuscivano a coprire meta' del proprio corpo e meta' del corpo del compagno che avevano vicino. La falange greca era formata da due file di opliti armati, che indossavano un elmo e un'armatura .

Falange macedone -

Il simbolo della falange macedone era la sarissa, lancia lunga 5-6 metri. Alessandro (figlio di Filippo II) detto poi il Grande, sfrutto' la falange macedone e la sua cavalleria (i soldati piu' riccchi avevano i cavalli) per conquistare l'Impero persiano.
La vera forza della falange macedone era il posizionamento a forma di incudine con cui potevano bloccare il nemico, che veniva poi colpito con violenza alle spalle dalla cavalleria, come un martello, per questo motivo questa tecnica militare e' chiamata a "incudine e martello".

Valeria

I Cretesi


I  Cretesi sono un popolo proveniente dall’Asia Minore, vissuto tra il 2500 e il 1400  a.C.
La  loro  storia  si  divide  in  tre  periodi, Minoico Antico, Medio e Recente, perche’ la loro civiltà viene chiamata Minoica da Minosse, leggendario re  dell’isola.
I Cretesi vivevano a Creta, isola situata nel Mar Egeo, punto ideale per commerciare con gli altri popoli del

Mediterraneo Orientale.

I Cretesi erano ottimi navigatori, commercianti, abili pirati ed inoltre si dedicavano alla pesca ed all’agricoltura, producendo soprattutto grano, vino, olio; allevavano api che producevano miele; tutto questo era fonte di commercio. Erano anche ottimi artigiani creando preziosi gioielli, vasi di ceramica decorata, sculture, armi, utensili di bronzo.                                                                                            
Vivendo in un’isola non temevano invasioni e le loro città non erano protette da mura.
La città più importante era Cnosso con la reggia di Minosse, un edificio con stanze, saloni, uffici, officine, prigioni, cortili interni, colonnati in cui era facile perdersi; da qui il nome “ labirinto “.
Altra  città  importante  era  Festo.
I  Cretesi  erano  politeisti  ossia  credevano  in  tanti  dei,  la  più  importante  era  la  Grande  Madre  a  cui  dedicavano  cerimonie  e  feste  religiose.   
Per  circa  mille  anni  i Cretesi  furono  i  dominatori  del  mare  Egeo,  ma  intorno  al  1400  a.C. un  violentissimo  maremoto  distrusse  la  città.  La  civiltà   cretese  non  riuscì  a  risollevarsi  e  di  questo approfittarono  gli  Achei.
Gli  Achei  fin  dal  XVIII  a.C.  avevano  avuto  rapporti  con  i Cretesi  imparando  l’arte  della  navigazione  e  si  sostituirono  ai  Cretesi  nel  controllo  del  mare Egeo  pur  rispettando  la  loro  cultura  e  le  loro  usanze  da  quì  nacque  la  fusione  delle  due  civiltà  Minoica  ed  Achea.

Jacopo e Alberto

I Cretesi

I Cretesi provenivano dall’Asia Minore e si stabilirono a Creta, la quinta isola del Mar Mediterraneo per estensione. Il nome di quest’isola proviene dalla presenza di una grandissima quantità di creta (materiale con cui gli abitanti costruivano utensili e vasi).

I Cretesi si stabilirono nell’isola tra il 2400 e il 2500 a.C. e la fine della loro civiltà fu determinata da due grandi eventi: nel 1600 a.C. il vulcano dell’attuale isola Santorini (anticamente chiamata Thera) eruttò e provocò un terribile maremoto che rase al suolo l’isola, la quale fu presto conquistata e ricostruita dagli Achei. Per questo motivo l’ arte cretese viene chiamata anche “ minoico – micenea”. I Cretesi erano abili artigiani e architetti. Costruirono splendide abitazioni, le quali si sviluppavano intorno ad un cortile interno su cui si affacciavano le camere. Costruirono anche gli splendidi palazzi di Cnosso e Festo,le città-stato più importanti. A proposito: la civiltà era divisa in città-stato governate, ognuna, da un re-sacerdote aiutato dagli scribi e dai funzionari.

I Cretesi  svolgevano anche altre attività, come l’agricoltura, il commercio, (commerciavano con i Fenici e con  gli Egizi), la pesca (essendo una civiltà marittima) e la pastorizia, praticata solo dagli uomini. Le donne, invece, facevano i lavori di casa e si “curavano”, cioe’ seguivano la moda: indossavano vestiti eleganti, scarpe con tacchi e si mettevano il rossetto.

I Cretesi infine avevano un culto religioso: la dea maggiore era la Grande Madre, la protettrice della natura. Praticavano uno sport chiamato salto del toro, che faceva parte del culto religioso. Questa è la storia dei Cretesi: possiamo dire che era una civiltà molto ricca, vero?

Flavia R. e Filippo S.

Archimede

Archimede fu un grande matematico, filosofo, fisico, ingegnere e astronomo.

Visse dal 287 al 212 a.C. a Siracusa.

Fece una grande scoperta sul galleggiamento dei corpi, il cosiddetto principio di Archimede.

Durante le guerre puniche, difese la sua città utilizzando degli specchi che, riflettendo la luce del sole contro le navi romane, le incendiava.

Fu ucciso da un soldato romano mentre stava studiando le figure geometriche.

Sulla sua vita sappiamo che è stato ad Alessandria, dove ha incontrato i discepoli di Euclide.

Cicerone dice che ha scoperto il suo sepolcro e di averlo riconosciuto grazie alla sfera ed al cono incisi su esso.

Un' altra sua scoperta è la forza di gravità.

Le sue opere sono giunte fino a noi e spiegano la regola per calcolare il volume delle figure solide.

Un suo teorema molto famoso è quello per il calcolo del volume della sfera contenuto nell' opera: Perì sfàiras kài kylìndrou cioè "Sulla sfera e il cilindro".

Per calcolare il volume della sfera, Archimede ha trovato questa regola:

V= 4× 1 ⁄ 3π ×r = 4 ⁄ 3 π r³.

Uno fra i suoi allievi fu Apollonio di Perge, famoso per un’opera in otto libri intitolata Le Coniche che parla delle linee che si ottengono dividendo il cono.

Chiara, Elisa e Raquel

 

La vita quotidiana dei Greci

 

 

L’abbigliamento dei Greci si è evoluto nel tempo diventando sempre più raffinato, soprattutto nell’età classica. Il vestito maschile più diffuso era il chitone, una lunga tunica stretta alla vita da una cintura, mentre quello femminile era il peplo, una specie di mantella di lana o di lino che si indossava sopra la tunica e scendeva fino ai piedi.

Le donne ornavano i propri capelli con spille molto lunghe fatte d’avorio, d’osso o di metalli preziosi con le immagini delle divinità.

Alcune donne portavano con sé un ventaglio di legno di mirto, di acacia o di un materiale prezioso e specchietti di bronzo e di argento decorati con immagini e cornici d’oro tempestate con pietre preziose. Anche le donne umili si ornavano con bracciali, collane, orecchini e anelli.

I Greci oltre a divertirsi nel vestirsi, amavano la musica, che fin dai tempi antichi si insegnava a scuola ma soprattutto si suonava durante i banchetti, dove si intratteneva la gente anche con le danze.

I bambini preferivano giocare all’aperto con la palla, l’altalena, il cerchio, la trottola; i più piccoli invece usavano giocattoli più semplici.

Per i Greci lo studio e l’educazione erano a totale carico dei genitori e solo le famiglie ricche potevano permettersi di mandare i propri figli a scuola. Le materie che si studiavano nei primi anni erano la grammatica, la musica e la ginnastica; poi iniziavano gli studi filosofici.

Dopo aver terminato gli studi c’era il lavoro; i lavori più pesanti erano affidati agli schiavi, mentre gli uomini liberi lavoravano commerciando o dedicandosi all’arte. Le donne si dedicavano a lavori come tessere e filare.

Margherita

 

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