La Musicoterapia

La musica è un linguaggio universale, in grado di convogliare gli stati emozionali di una persona perché capace di evocare stati emotivi appartenenti a vissuti individuali.

La musica ha per l’uomo una funzione di rappresentazione e attraverso essa può elaborare i propri vissuti, i propri desideri e la proprio visione del mondo in modo unico ed irripetibile.

Con la musicoterapia questo processo viene ascoltato, accolto e rielaborato mediante la relazione che si instaura con il musicoterapista che in questo scambio viene a costruire un ponte attraverso cui  viene dato accesso privilegiato ai bisogni di dare e di avere espressi dal soggetto.

Tutto questo nel rispetto della persona della sua unicità e caratterizzazione.

La partecipazione alla creazione di questo ponte è attiva da parte di entrambi i soggetti (utente e musicoterapista): sarà cura del musicoterapista fornire al soggetto gli strumenti a lui utili e possibili e che possano influire positivamente sul suo stato iniziale.

La metodologia è basata su tecniche operative che utilizzano come mediatore il suono, creato, strutturato ed elaborato a partire dai bisogni della persona, il corpo, nelle sua potenzialità espressive e comunicative e la voce, con le sue importanti caratteristiche di espressione intima degli stati interiori e di personalità dell’individuo.

L’uso di tali tecniche permette di attuare interventi sia con finalità preventive, per uno sviluppo integrato ed armonico della persona, sia con finalità riabilitative e terapeutiche per educare, sviluppare, recuperare e mantenere autonomie personali e per favorire l’integrazione del soggetto nel contesto sociale.

 

“La polifonia imitativa: tutte le voci si muovono

 alla stessa velocità e partecipano allo sviluppo melodico.”

 
 
 “Il secondo mattino, intorno alle undici, il re in persona e il seguito di nobili, di cortigiani e di dignitari, dopo aver preparato tutti i loro strumenti musicali sonarono con essi per tre ore consecutive, sicché fui completamente rintronato dal rumore, né mi fu possibile arguire il significato finché non fui informato dal mio precettore. Mi disse che la popolazione della loro isola aveva gli orecchi conformati in modo da udire la musica delle sfere che sonavano sempre in certi periodi; e i componenti della corte erano ora preparati a sostenere la propria parte su qualsiasi strumento in cui eccellevano grandemente.”

(Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver - viaggio a Laputa-)

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