In questa sezione renderò disponibili gli esercizi che propongo durante i miei laboratori.
Ogni pagina indicherà anche quali sono le età a cui si rivolge l'esercizio stesso, quali aree di lavoro vanno a toccare ed alcuni "consigli d'uso".
Potrete quindi con il motore di ricerca interno qui sopra fare una ricerca in base all'età o all'area di lavoro che si intende stimolare.

NOTA BENE
Nell'ambito delle esercitazioni teatrali credo che sia praticamente impossibile stabilire la paternità di un esercizio. Io stesso ho acquistato e continuo ad acquistare libri di teatro che illustrano esercitazioni varie e quelli che preferisco sono segnalati nella pagina Bibliografia. 
Ho ritrovato esercizi molto simili se non identici in diversi libri e come chi conosce il lato pratico di questo mestiere non mi sono sorpreso.
Come sempre capita ogni conduttore adatta, modifica e fa suoi gli esercizi in base alle proprie esigenze.
Ed è giusto così.
Ovviamente non mancherò di segnalare quando fosse chiaro il libro di riferimento.

NOTA MOLTO BENE
Si possono conoscere a memoria migliaia di esercizi ma questo non ci rende un conduttore qualificato.
Sono molti gli aspetti che concorrono alla buona riuscita di un laboratorio e con il tempo spero di trovare il modo di condividere i miei pensieri in proposito su questo spazio; bastassero gli esercizi sarebbero capaci tutti.
Per dare il buon esempio comincerò proprio dagli esercizi che sono sicuro di aver inventato.

#esercizi

Gioco delle chiavi

pubblicato 4 apr 2019, 03:53 da Mirko Rizzi

Il Gioco delle chiavi è un esercizio che ho sviluppato dopo aver ascoltato Pierre Byland durante un seminario che illustrava un allenamento che si usava fare nella scuola di Lecoq quando lui lì insegnava e che serviva a migliorare la concentrazione.
Nella sua semplicità ha una presa incredibile anche con i bambini di 6 anni e con le classi più esuberanti.

Faccio sedere il gruppo in cerchio e mi assicuro che siano seduti comodamente.

Successivamente spiego loro che a breve metterò al centro del cerchio un mazzo di chiavi e poi conterò fino a tre.

Da quel momento dovranno rivolgere totalmente la loro attenzione al mazzo di chiavi e qual'ora io mi accorgessi della anche minima distrazione sarebbeo estromessi dal gioco.
Li vviso inoltre che pasato un minuto comincerò a distrarli parlando loro ma prometto che: non li toccherò nè urlerò.

E' molto importante essere severi e segnalare anche le minime distrazioni (gli occhi non mentono e si capisce subito se una persona sta pensando ad altro).

Nella prima gara di solito diversi bambini non arrivano ai trenta secondi ma insisteranno per ripetere il gioco a gara finita.

In breve tempo si crea un silenzio ed una tensione incredibile, in alcune classi sorprendente.
E negli anni mi è parso di capire come i bambini ed i ragazzi apprezzassero moltissimo questa dimensione di concentrazione assoluta, di silenzisso assoluto e di rigore.
Situazione che è molto rara da incontrare nella vita quotidiana.

Questo è uno dei giochi che più mi richiedono e in alcune classi, cronometri alla mano sono nati veri e propri campionati.

Palline da Ping Pong

pubblicato 28 feb 2019, 08:00 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 28 feb 2019, 08:29 ]

Le palline da Ping Pong sono un materiale interessante sul quale è possibile sviluppare percorsi di sperimentazione fisica e teatrale molto vasti. Qui di seguito illustrerò un percorso completo di attività. Personalmente non faccio mai fare tutto "in blocco" preferendo suddividere il percorso in pezzi che completo negli incontri con attività di altro tipo.
La pallina da Ping Pong presenta alcune cratteristiche interessanti:
  • è leggerissima quindi basta pochissimo a farla cadere
  • rimbalza poco a differenza di quelle di gomma
  • costa poco
Esercizi di riscaldamento

1. Passa e Scambia
Mentre il gruppo cammina occupando lo spazio distibuisco le palline mettendole gradualmente in mano ai partecipanti che devono liberarsene il prima possibile mettendole in mano al primo compagno che incontrano (è vietato evitarle o rifiutarle o scappare). Se questo ha già una pallina in mano se la devono scambiare. Questo fino al punto in cui tutti hanno una pallina in mano e la scambiano freneticamente.

2. Coppia al volo
Dopo aver formato delle coppie che hanno una pallina queste se la devono lanciare senza mai fermare il movimento della camminata e cercando di non farla cadere. NOTA BENE: è la coppia a determinare la distanza. Ricordare ai partecipanti che lo scopo è scambiarsela senza farla cadere. Quindi è inutile fare lanci lunghi che non soddisfino la richiesta. Meglio partire stando vicini e sperimentare la distanza lentamente.

3. Doppia coppia al volo
Come il precedente ma entrambi gli elementi della coppia hanno una pallina. Vanno lanciate contemporaneamente.

Non toccare
Lo scopo di queste attività è quello di stimolare il controllo e la gestione fisica ed emotiva e di allenare la delicatezza.
L'unica regola è che i partecipanti, ben distanziati nello spazio, dopo aver posato la pallina a terra, non la tocchino più.
Se la pallina venisse fortuitamente spostata solo il conduttore la può riposizionare.
  • guardarla da tutte le angolazioni possibili
  • passare prima un dito, poi le dita e le mani vicinissime ma senza toccarla anche velocemente
  • come sopra ma in piedi e con i piedi. Anche saltarla e ballarci intorno.
  • camminare nello spazio disseminato di palline saltandole ed evitandole in ogni modo ma ricordando la posizione della propria
  • spostare le palline senza toccarle: soffiando
  • ECCEZIONE: toccare la pallina così delicatamente da non spostarla neanche minimamente
Equilibrio
La ricerca dell'equilibrio della pallina non è un esercizio che mira all'aquisizione di una tecnica. 
La progressione delle richieste, come sempre, partirà da cose facilissime (valutando ovviamente l'età dei partecipanti) ad altre difficili. 
Lo scopo è quello di focalizzare i partecipanti sulla loro attenzione e concentrazione sviluppandone la sensibilità attraverso il gioco.
La sequenza proposta è puramente indicativa è può essere modificata ed ampliata in base alla fantasia ed alle esigenze del conduttore.
Tutte le proposte andranno eseguite prima a terra e poi in movimento.
L'unica regola è che: la pallina non deve cadere.

Sequenza: mano aperta - dorso della mano - tra due dita - tra le ginocchia - sui piedi - nella piega del gomito - nella piega del ginocchio - tra testa e spalla - nell'incavo dell'occhio - nell'incavo dell'orecchio - sulla nuca - sulla testa - sulla fronte - tenendola con due piedi sollevati- sulla suola - sulla schiena

Lanciare e riprendere con due mani - con una mano - da una mano all'altra - lanciare e riprendere dietro la schiena -colpire il pavimento e riprendere - colpire il soffito e riprendere - colpire il pavimento tutti contemporaneamente

Modifiche fisiche
Introduciamo elementi di espressione teatrale sperimentando come il nostro modo di rapportarci ad un oggetto può modificarne le proprietà fisiche usando appunto il gioco teatrale. Io normalmente lo faccio fare in costante movimento.
Non possono gettare la pallina ma la devono gestire senza perderne il controllo.
E' importante che i partecipanti non si facciano distrarre dagli altri e si mantengano focalizzati sul laoro lavoro e sul proprio sentire.

Fare finta che la pallina sia: attirata dal cielo - pesante - puzzolente - profumata - gelata - caldissima - molto luminosa - da cui esce un rumore assordante - da cui esce una bellissima musica ma ad un volume bassissimo - appiccicosa - disgustosa - scivolosa - pungente - tiri in tutte le direzioni - che non si riesca a spostare - eccetera...

Modifiche emotive
Successivamente sperimentiamo la possibilità di recitare dei sentimenti nei confronti della nostra pallina; le regole sono uguali al punto precedente:

Recitiamo: La mia pallina è più bella delle altre - è più brutta delle altre - voglio darla via ma nessuno la vuole - ho paura che me la rubino - la mostro orgogliosamente - mi fa ridere - cerco di farla ridere - ci raccontiamo segreti e pettegolezzi - mi  confesso - si confessa - parla sempre - non mi parla - la sgrido - mi scuso - sono geloso - disperato ho paura che mi lasci - mi ha lasciato - fatta pace - mi stressa - mi fa i dispetti - mi picchia - non ci parlo più - balliamo - la faccio addormentare - eccetera...

Cessione del movimento
La cessione del movimento rientra nell'animazione d'oggetto. E' interessante far notare ai partecipanti come questa volta l'attenzione riguardi solo l'oggetto e non l'animatore. Gli animatori dovranno cercare di far muovere la pallina come se fosse altre cose (vive o meccaniche) "prestandole" il movimento necessario. Serve costante attenzione alla pallina. Un gesto fatto distrattamente è vuoto e totalmente privo di significato (oltre che impreciso o errato).

Muovere la pallina come se fosse: una lumaca - un serpente - una rana - un grillo - un pesciolino - una farfalla - un'ape - una mosca - una goccia che cade - un'aquilone - l'acqua di una fontana - di un fiume - del mare - una mongolfiera - un paracadute - una bolla di sapone - una nuvola - un pesciolino - lancetta dei secondi - un pendolo - lancetta dei secondi - frullatore - ventilatore - eccetera


Avanti Indietro

pubblicato 14 ago 2018, 14:33 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 14 ago 2018, 14:33 ]

OBIETTIVI: attenzione, concentrazione

Età: dai 6 anni

"Avanti Indietro" è un gioco molto semplice nelle regole che serve a scardinare quell'atteggiamento di attenzione sufficiente che si dedica ad una attività che sbagliando consideriamo troppo facile.
Spesso lo uso come gioco riscaldamento per riscaldare l'attenzione dei partecipanti e migliorare la loro concentrazione nei riguardi dell'attività.

Per poter fare questo gioco serve un po' di spazio perchè il gruppo dei partecipanti dovrà spostarsi da un punto A ad un punto B che devono distare tra loro almeno una decina di metri.
In assenza di ulteriori comandi, raggiunto il punto relativo al comando, ci si dovrà fermare in attesa del comando successivo.
Questi spostamenti dovranno essere fatti seguendo le indicazioni di una coppia di parole per volta; ogni volta che una coppia di parole sarà ben interiorizzata dal gruppo si potrà aggiungere la successiva che rappresenta un grado di difficoltà maggiore.

Prima coppia: AVANTI - INDIETRO
Con il comando AVANTI bisogna camminare sempre e solo dal punto A al punto B.
Con il comando INDIETRO bisogna camminare sempre e solo dal punto B al punto A.

NOTA BENE: so che sembra l'esercizio più inutile del mondo. Ma se dopo qualche ripetizione proverete una sequenza di comandi tipo AVANTI - INDIETRO - AVANTI - INDIETRO - AVANTI - AVANTI succederà che qualcuno dando per scontato il comando e avendo smesso di ascoltare con attenzione si girerà (invece di proseguire tranquillamente) o avrà un'incertezza nel movimento. A quel punto comincerà ad essere chiaro a tutti il senso concreto dell'esercizio.

Seconda coppia: DI QUA - DI LÀ
Con il comando DI QUA bisogna camminare sempre e solo dal punto A al punto B ma all'indietro.
Con il comando DI LÀ bisogna camminare sempre e solo dal punto B al punto A ma all'indietro.

Terza coppia: IN Sù - IN GIù
Con il comando IN Sù bisogna saltellare sempre e solo dal punto A al punto B.
Con il comando DI LÀ bisogna saltellare sempre e solo dal punto B al punto A.

Quarta coppia: VERSO Lì - VERSO Là
Con il comando DI QUA bisogna ballare sempre e solo dal punto A al punto B.
Con il comando DI LÀ bisogna ballare sempre e solo dal punto B al punto A.

Si può continuare ad inventare coppie di parole ricordando ovviamente che devono essere parole che non diano alcun suggerimento sul modo di spostarsi.


Quattro angoli

pubblicato 24 lug 2018, 06:11 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 24 lug 2018, 06:12 ]

OBIETTIVI: gestione dell'emotività sotto stress, percezione dello spazio e dei compagni

Età: da 6 anni in sù  

Questo gioco può essere usato come esercizio di riscaldamento oppure come momento gioco alla fine dell'incontro.
Le regole sono molto semplici ma ha molti aspetti interessanti e, per la mia esperienza, piace molto ai partecipanti.
Si individuano i  uno spazio abbastanza grande quattro angoli distanti tra loro e si stabilisce l'ordine ovvero qual è il primo angolo, il secondo e così via...
I partecipanti devono camminare nello spazio e ad un certo punto il conduttore griderà una sequenza di 4 numeri che corrispondono al numero di posti liberi presenti in ogni angolo nell'ordine stabilito precedentemente.
Esempio: se la sequenza gridata fosse 6 - 3 - 8 - 5 nel primo angolo possono andare solo 6 prtecipanti, nel secondo 3, nel terzo 8 e nell'ultimo 5 per un massimo di 22 posti.

All'inizio, per far comprendere bene il gioco, faccio in modo che per qualche turno la somma dei posti complessiva sia sempre superiore al numero di partecipanti in modo che tutti comprendano le regole del gioco e trovino alla fine sempre un posto.
Successivamente faccio in modo che la somma sia sempre di due o tre unità inferiore al numero dei partecipanti; chi non troverà posto in tempo verrà eliminato fino ad avere un vincitore finale.
Per quella che è una mia personale statistica è raro che un partecipante vinca due volte di fila e vincono più spesso le femmine.
Nota bene:
  • In questo gioco NON VINCE chi corre di più o è più veloce. VINCE chi pensa più in fretta. Vedrete troppi partecipanti schizzare verso il primo angolo senza neanche sentire gli altri 3 numeri mentre qualcuno troverà posto CAMMINANDO.
  • I partecipanti devono resistere all'emozione che li vorrebbe far scattare immediatamente: devono RAGIONARE per valutare la loro posizione nello spazio e decidere quale angolo gli è più facile raggiungere dopo AVER ASCOLTATO tutti e quattro i numeri.
  • Se per età o indole faticano a capire questo meccanismo necessario (anche a litigare su chi è arrivato prima, eccetera...) si può introdurre il secondo movimento ovvero: alla chiamata dei numeri bisogna immobilizzarsi (pena esclusione) poi al successivo battito di mani si può correre
  • Per i più piccoli sostituisco l'ordine degli angoli (primo, secondo,....) con quattro colori (angolo rosso, giallo, ...). Chiamando la sequenza  aggiungo al numero il colore (8 rosso, 4 giallo, ...)
  • Li incoraggio ad autoregolarsi in caso non si capisca chi è arrivato prima... nel dubbio tengo entrambi.

Locandine

pubblicato 17 lug 2018, 08:11 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 17 lug 2018, 08:12 ]

OBIETTIVI: sottolineare il valore della composizione corale e riflessione sull'importanza dei dettagli 

Età: da 6 anni in sù  

Ho creato questo esercizio come ulteriore possibilità del lavoro collettivo sulle statue. L'idea è quella, a partire da storie conosciute dai partecipanti (io di solito parto dalle fiabe classiche), di costruire le locandine. I partecipanti saranno seduti davanti allo spazio scenico: dato il titolo della storia dovranno proporsi per interpretare la statua del soggetto e dell'oggetto scelto che non deve essere comunicato precedentemente. I compagni dovranno riconoscere le interpretazioni dei compagni chiamati precedentemente e cercare di capire cosa possono aggiungere per rendere più completa, ricca e bella la locandina.
Questo esercizio permette anche una riflessione sull'importanza degli elementi che si rappresentano e sulla loro posizione nello spazio.

Ad esempio: se si volesse ricostruire una locandina di Cappuccetto Rosso con una classe di 25 bambini probabilmente i primi andranno ad interpretare i cinque personaggi principali (Cappuccetto, Lupo, Nonna, Cacciatore e Mamma) che dovranno essere posizionati nella zona centrale (Cappuccetto e Lupo) scalando verso i lati esterni a seconda dell'importanza (Nonna, Cacciatore e Lupo). 
E tutti gli altri?
Assegnati i principali e più ovvi personaggi gli altri partecipanti potranno, singolarmente o in gruppo, aggiungere elementi quali le case, gli alberi (un bosco fatto da un albero non è un bosco), gli animali del bosco, fino a ruscelli, sassi, cespugli, nuvole, eccetera...
Quello che conterà sarà il risultato complessivo.
Non manco mai di sottolineare (magari a queli partecipanti che difettano in quel momento di una idea che li soddisfi) che ci sono elementi molto importanti che non vanno trascurati che non vengono in mente immediatamente come : il cestino di Cappuccetto, il cappuccio stesso, il fucile del cacciatore, la porta della casa della nonna... che ben si prestano ad interpretazioni molto divertenti.
Naturalmente l'interpretazione di tutti gli elementi è libera ma bisogna ricercare la credibilità e la riconoscibilità del soggetto rappresentato
Di solito, a locandina completata, scatto una fotografia che poi giro all'insegnante che se loritiene potrà svilupparla successivamente con altri lavori (grafici, pittorici, eccetera...)

Sviluppo 1: usare titoli di cartoni animati o film contemporanei (ma tutti devono conoscerli)

Sviluppo 2 : inventare una locandina a partire da titoli inventati (nessuno può conoscerli)

Ingresso ed Accoglienza

pubblicato 30 apr 2018, 04:25 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 30 apr 2018, 04:26 ]

OBIETTIVI: sottolineare il valore della presenza scenica anche di chi non è dialogante

Età: da 6 anni in sù  

Ho creato questo esercizio che si sviluppa in due momenti per far capire ai partecipanti quanto sia importante "essere" un personaggio riconoscibile da un lato e quanto sia importante che i compagni di scena riconoscano i personaggi che entrano in scena dopo di loro avvalorandone il ruolo.

Parte 1 - Ingresso
Semplicissimo ma sempre importante: entrare in scena facendosi riconoscere dal pubblico senza dire una parola ma comportandosi da personaggio. Di solito consiglio di non rivolgersi al pubblico ma, al contrario, di ignorarlo. Questo perchè il mio obiettivo è quello di aumentare la concentrazione dei partecipanti sulla loro azione e sull'ascolto del loro personaggio.
Naturalmente, proporzionato all'età dei partecipanti, va sottolineato e sostenuto il concetto di credibilità che è successivo e più complicato del concetto di comprensione.

Parte 2 - Accoglienza
In questo caso l'attività è svolta da tutto il gruppo tranne che da un partecipante che a turno esce.
L'idea è quella di accogliere il compagno che rientrerà in un modo tale (cercando sempre la credibilità) che questi dovrà capire in chi è stato trasformato.
Si dimostra così come il gruppo abbia la capacità di trasformare un compagno in un personaggio a sua insaputa.
Valutando, dopo la sorpresa che può essere potente, la reazione dei compagni al proprio ingresso ogniuno dovrà capire chi è diventato.
Esempi: entra una star del cinema, una modella (accolta da fotografi seri e professionali), uno sportivo, una sposa, una strega, un mostro, una maestra cattivissima (nessuno osa far nulla), un neonato, una bara, uno odiato da tutti, un gigante, un comico, un ridicolo (cambia il modo di ridere e il motivo), uno rimpicciolito, il Papa, una rockstar durante il concerto, uno per cui provare pena, uno che passa inosservato, uno invidiato, uno bellissimo, uno bruttissimo, uno strano, uno noioso, eccetera...



Prove di dialogo

pubblicato 5 feb 2018, 03:23 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 14 ago 2018, 14:09 ]

OBIETTIVI: contestualizzare un testo fisso liberamente o a partire da stimoli preordinati.

Età: da 11 anni in sù  

Questo esercizio serve a far lavorare i gruppi su un testo predefinito, quindi senza doversi preoccupare di inventare le parole, che sono obbligate. E' importante considerare che:

Regole
  • Ogni membro del gruppo può recitare una sola battuta
  • Le battute obbligatoriamente vanno recitate in ordine
  • Se i gruppi sono formati da meno di 7 persone si tagliano le battute successive (mai meno di 5 però)
Nel primo assegnamento di tempo (5 minuti) il gruppo dovrà interpretare la scena liberamente. 
Successivamente si analizzerà se siano riusciti o meno a determinare il contesto ovvero: 

chi sono? dove sono? cosa è successo?

Dalle battute queste cose non si capiscono; saranno i gesti ed il modo di recitare la scena che potranno spiegarci ciò che il testo non dice.
Esiste quindi un lavoro di gruppo che serve a determinare la situazione generale e poi un lavoro su ogni singola battuta che serve a determinarne il senso in relazione al contesto.

Successivamente i gruppi saranno chiamati a reinterpretare il testo con queste variazioni obbligate sempre nel tentativo di ricostruirne un senso "nuovo".

Testo

1. Adesso qualcuno mi deve spiegare come questa cosa sia potuta accadere.
2. Io non c'entro, non c'ero, non ho visto niente
3. Figuriamoci! Adesso viene fuori che è colpa mia. Non è giusto.
4. Ma chi può essere stato? Qualcuno che conosciamo?
5. Per favore non facciamoci prendere dal panico. A tutto si può trovare una soluzione.
6. Siamo Finiti. Siamo rovinati. Questa cosa cambierà le nostre vite per sempre.
7. Mi sembra di capire che è successo qualcosa ma forse non ho capito bene.

Variazioni
  • Tutti piangono uno ride
  • Tutti ridono uno piange
  • Vietato rispondere alla battuta precedente
  • Gestuale senza parole
  • Nessuno sta parlando con nessuno dei presenti
  • Scambiando ordine delle battute
  • Ordine delle battute opposto
  • Rimescolamento delle battute spezzate: 
    • 1. Forse non ho capito bene. Adesso qualcuno mi deve spiegare.
      2. Come è potuta accadere questa cosa. Io non c'entro.
      3. Non c'ero, non ho visto niente. Figuriamoci! Adesso viene fuori che è colpa mia.
      4. Non è giusto. Ma chi può essere stato?
      5. Qualcuno che conosciamo? Per favore non facciamoci prendere dal panico
      6. A tutto si può trovare una soluzione Siamo Finiti. Siamo rovinati. 
      7. Questa cosa cambierà le nostre vite per sempre. Mi sembra di capire che è successo qualcosa.
  • Si parla a coppie e un trio


Riscaldamento con le sedie

pubblicato 6 dic 2017, 02:24 da Mirko Rizzi

OBIETTIVI: gestione dello spazio, attenzione ai compagni. 

Questo è un semplice esercizio che uso come riscaldamento.

Età: da 6 anni in sù  

Regole

1 passaggio: camminare nello spazio dove sono sparpagliate un certo numero di sedie; al comando tutti devono sedersi. Il conduttore toglie progressivamente le sedie; chi non trova la sedia è momentaneamente eliminato.

2 passaggio: al comando bisogna cercare di far sedere qualcun'altro

3 passaggio: tutti partono seduti su una sedia; al comando bisogna cambiare sedia velocemente cercando di sedersi sulla sedia prescelta evitando di farsi precedere da un compagno.

4 passaggio: al comando bisogna salire sulla sedia. Il numero delle sedie diminuisce progressivamente e i partecipanti devono cercare di accogliere i compagni sulla propria sedia. Lo scopo è riuscire ad arrivare al minor numero possibile di sedie usate; appena qualcuno non riesce a salire il gioco finisce.

Sostegni

pubblicato 24 ott 2017, 01:24 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 24 ott 2017, 01:25 ]

OBIETTIVI: equilibrio, fiducia, gestione del corpo. 

Questo gioco apparentemente è puramente fisico. In realtà dai tre tocchi in poi, cioè da quando comincia a complicarsi un po', ho ricavato una spiegazione sull'equilibrio che non è solo ginnico ma diventa esempio di sostegno a 360° dei compagni*

Età: da 6 anni in sù  

Regole
I partecipanti dovranno camminare nello spazio libero e al comando prestabilito nel più breve tempo possbile dovranno:
  • toccare un compagno con un arto (mano o piede)
  • toccare due compagni diversi con due arti diversi (mano-mano oppure mano-piede oppure piede-piede)
  • toccare tre compagni diversi con tre arti diversi
  • toccare quattro compagni diversi con quattro arti diversi
  • toccare cinque compagni diversi (arti + testa)
  • toccare cinque compagni diversi (arti + testa+ ginocchio)
  • aggiungendo ginocchia poi gomiti poi sedere si può arrivare a 10 ma da 5 in poi diventa davvero difficile
NOTA BENE:
  • Non si passa al livello successivo se il precedente non è stato fatto bene da tutti
  • Dal terzo livello, per poter andare ai successivi, bisogna necessariamente correggere alcuni difetti tipo
    • bambini che fanno spaccate impossibili per raggiungere i compagni: è inutile rendere difficile una cosa facile, basta avvicinarsi e stare comodi e più equilibrati
    • bambini che si toccano solo per gruppi ristretti: rende tutto più complicato, meglio avvicinarsi agli altri e ingrandire il gruppo
  • ragionare insieme sul fatto che è meglio toccare i compagni più vicini con i piedi (mentre tendenzialmente inieranno sempre con le mani). Le gambe sono sì più lunghe ma devono contemporaneamente sostenerci in posizione eretta. Doverle allungare mina il nostro equilibrio quindi meglio mettere i piedi in posizione comoda e stabile ed allungare successivamente le mani.
  • se si nota che qualcuno si appoggia eccessivamente agli altri (magari facendo ficire tutti per terra) spiegare il seguente ragionamento
    • "Ci sono tre modi per toccare una persona in questo esercizio due sono sbagliati mentre uno è corretto. Vi mostro degli esempi appoggiandomi al muro. Il PRIMO modo scorretto è quello di appoggiare il nostro peso sui compagni. Perchè dobbiamo farlo? E' come se dicessimo "Ehi io mi butto tocca a voi tenermi su". Capite bene che questo atteggiamento è EGOISTA. Non c'è alcun motivo per cui i nostri compagni dovrebbero sobbarcarsi il nostro peso. Il SECONDO modo scorretto è quello di toccare senza appoggiare il peso. Questo è scorretto perchè è un atteggiamento MENEFREGHISTA ed è come se dicessimo "io non mi appoggio a te, tu non ti appoggi a me ognuno pensi solo a sè. Il TERZO modo , quello corretto, è di toccare i nostri compagni mettendoci in posizione di SOSTEGNO, come se fossimo pronti a tenerli se perdessero l'equilibrio. Come se dicessimo "Lo so che sai stare in piedi, ma se avessi bisogno di me io sono già pronto ad aiutarti"
Questa spiegazione è il cuore dell'esercizio e permette loro di raggiungere agevolmente i 4 ed i 5 tocchi. Per dimostrargli che avevo ragione quando sono attaccati a 4 o cinque vado lì e li scuoto. Sostenendosi a vicenda si sentiranno saldi ed in equilibrio; nessuno cadrà più per terra.

Dai 6 tocchi diventa davvero difficile; faccio notare però loro che basta che uno si sdrai per terra perchè possa facilitare il lavoro di tutti. Naturalmente se si sdraiano in troppi l'aiuto svanisce. Bisogna capire cosa è necessario al gruppo per raggiungere l'obbiettivo andando oltre i nostri egoismi.

Calamite a coppie

pubblicato 9 ott 2017, 02:14 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 9 ott 2017, 02:15 ]

OBIETTIVI: uso dello spazio, relazione con i compagni. 

Questa è una semplice sequenza di camminate a coppie. Normalmente le coppie le faccio a caso e così faccio sempre anche per i gruppi: è importante che i partecipanti imparino a lavorare con tutti; quando si rendono conto che sempre faccio le coppie o i gruppi a caso e che quindi come gli può capitare un compagno non gradito può anche capitargli un loro amico accettano volentieri questa mia regola. Volendo ad ogni passo successivo della sequenza si possono variare le coppie se non si perde troppo tempo.

Età: da 3 anni in sù  

Regole
I partecipanti divisi in coppie e tenendosi per mano dovranno muoversi camminando in uno spazio libero in silenzio e cercando di occupare lo spazio disponibile camminando più possibile lontani dagli altri. Dovranno essere attaccati al compagno assegnato per la parte del corpo assegnata. Nella logica delle coppie a caso volutamente non faccio coppie di corporatura simile: I più alti dovranno abbassarsi, i più bassi sforzarsi verso l'alto, eccetera...

Sequenza delle camminate
  • Attaccati per la punta di un dito di una mano
  • Spalla
  • Gomito
  • Lato di un piede
  • Orecchio
  • Sedere
  • Schiena (camminando lateralmente per sicurezza)
  • Fronte
  • Guancia
  • Punta del naso (NdA: i bambini di 3 anni lo fanno senza problemi con gli adolescenti è molto difficile, valutate se farlo, non deve mai essere una forzatura)
  • Piante di entrambi i piedi (e quindi da seduti)
  • Una mano sulla testa ed una su un ginocchio (entrambi contemporaneamente)
  • Una mano sulla schiena e una sulla pancia
  • Proponete ai partecipanti di inventare loro un contatto e fatelo fare agli altri...

1-10 of 13