Laboratori musicali per bambini 0-36 mesi e 3-5 anni


L’obiettivo principale dei laboratori guidare ogni bambino nel percorso di apprendimento del linguaggio espressivo musicale.
Come esiste naturalezza e spontaneità di apprendimento della lingua parlata, così si può strutturare l’apprendimento della musica fin dai primi momenti di vita del bambino, attraverso occasioni e stimoli che servono per fargli esprimere le potenzialità e conoscenze, presenti in questa prima fase di vita, densa di capacità di sviluppo.
Per il bambino l'universo sonoro rappresenta un modo per conoscere l'ambiente che lo circonda ed egli stesso utilizza messaggi sonori per esprimere e comunicare i propri bisogni.
L’attività proposta coinvolge attivamente il bambino (e la sua figura di riferimento affettiva) nella sua totalità, stimolandone la partecipazione emotiva, cognitiva, espressiva, motoria, utilizzando quindi la musica come uno strumento di formazione e di crescita.

La metodologia utilizzata prevede proposte di melodie cantate associate ai movimenti del corpo e l’uso di oggetti sonori e non. La voce è lo strumento prediletto, in quanto mezzo espressivo primario in questa prima fase di crescita. Di fondamentale importanza risulta la presenza degli adulti (genitori o nonni o persone che hanno un forte rapporto affettivo con il bambino), che partecipano in modo attivo agli incontri.
La Music Learning Theory (teoria di apprendimento musicale dedicata alla primissima infanzia con oltre 50 anni di ricerche e osservazioni) è stata ideata da Edwin E. Gordon ( ripresa poi da E. Bolton, allieva e stretta collaboratrice
di Gordon, docente dei formatori italiani di Musica in Culla) e descrive le modalità di apprendimento musicale del bambino a partire dall’età neonatale.
Si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo processi analoghi a quelli con cui si apprende il linguaggio, portando diverse e sostanziali novità nel campo dell’educazione musicale.
La MLT ha come obiettivo principale quello di favorire lo sviluppo dell’attitudine musicale di ciascun bambino secondo le sue potenzialità, le sue modalità e soprattutto i suoi tempi. La musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Le sue ricerche infatti dimostrano che l’ambiente musicale circostante incide
profondamente, nei primi anni di vita, sulle capacità di capire ed apprendere la musica. Ed è proprio la qualità di questo ambiente ad influenzare lo sviluppo dell’attitudine musicale (e non) del bambino in questo periodo.
Attitudine che non significa che “dovrà” fare il musicista da grande!
Dalla nascita i bambini vengono immersi in un mondo verbale, denso di sollecitazioni linguistiche: nessuno di noi si aspetta che comprendano o rispondano. La mamma si chiede se il bimbo non sia troppo piccolo, lei parla a suo figlio in maniera sintatticamente corretta, esprimendo anche concetti complessi. In tal modo lo sta aiutando a imparare, non solo a parlare, ma a comunicare. Durante il percorso di crescita il bimbo elabora tutti gli stimoli linguistici intorno a lui per costruire il linguaggio verbale e imparare a comunicare, passando attraverso più fasi. I bambini comprendono le regole della comunicazione interattiva. Nello stesso modo, varietà, ripetizione e complessità degli stimoli musicali daranno l'opportunità al piccolo individuo di costruire e ampliare il suo vocabolario musicale.
I neonati hanno la capacità di elaborare, eseguire e comprendere la musica in una modalità simile alla loro precoce capacità di elaborare il linguaggio.
Neonati fra i quattro e i sette mesi di età hanno una buona consapevolezza del fatto che stanno interagendo musicalmente. Danno l'impressione che stiano conversando, come se la melodia che hanno appena sentito presentasse il punto di vista di chi canta e loro volessero ora esprimere le proprie idee. Questo prendere e dare nella conversazione musicale tra un adulto che canta e un neonato sembra indicare la crescente capacità del bambino di comprendere la natura della conversazione. Ci sono parallelismiimportanti tra l'apprendimento del linguaggio e della musica. Alcuni neonati sembrano capire la natura dell'interazione; questi aspettano che l'adulto finisca di cantare la melodia e poi cominciano a vocalizzare: sembrano godere dell'interazione, impegnandosi per periodi estesi in uno scambio dialogico con l'adulto che canta (in molti neonati esposti a musica cantata dal vivo c'è uno sguardo di assorbimento prolungato e intenso).
Da studi scientifici, risulta che le capacità di apprendimento generale dei bambini che hanno ascoltato musica sono migliori di quelle che non l'hanno ascoltata.

Purtroppo, nel nostro paese, il panorama degli stimoli musicali negli ambienti frequentati dai bambini è spesso ancora povero di varietà: la maggior parte di canzoncine, filastrocche e ninne nanne sono nella stessa tonalità (maggiore) e nello stesso metro (binario). Questo fa si che il bambino non riesca ad applicare un passo fondamentale dell'apprendimento: imparare dalle differenze. Tanti più stimoli diversi avrà, tanto più affinerà la sua capacità discriminatoria, avendo a disposizione la possibilità di paragonare. E questa metodologia di apprendimento musicale, si fonda sulla diversità melodica e ritmica, utilizzando, non più le tonalità, ma le modalità.
Tutto questo non vuole essere un modo per creare tanti prodigi musicali. E’ importante invece, intervenire nell'apprendimento quando le potenzialità e le attitudini sono maggiori. Tutto questo significa regalare ai bambini una grande opportunità per fare della musica quello che è: non necessariamente una professione, ma uno straordinario mezzo di comunicazione, di espressione e di stimoli per tutti quelli che sono gli apprendimenti nella sua crescita (verbale, corporeo, scolastico, di relazione, affettivo…).

Gli incontri musicali avranno una durata di ca. 45 minuti ciascuno.
L’educatrice musicale agisce come "genitore musicale" all'interno della classe cantando, recitando ritmi e muovendosi in modo fluente in un’ atmosfera di grande comunicazione.
Di fondamentale importanza risulta la presenza delle figure affettive di riferimento, che partecipano in modo attivo alle classi, rafforzando i modelli dell’educatore musicale, sempre nel rispetto delle attitudini e dei tempi di ognuno.
Ai bambini non viene chiesto di fare; ma di sentire e di essere, nel rispetto dei tempi, dei modi e dell'individualità di ciascuno.
Superato lo stadio di assorbimento, in cui il bambino sente (a volte letteralmente incantato) ciò che gli succede musicalmente intorno, lui e solo lui deciderà di entrare negli stadi successivi, cominciando a interagire con gli insegnanti che prenderanno e rafforzeranno le sue risposte musicali, sino a una vera e propria fase di imitazione. La maggior parte di questo scambio musicale tra genitori, bambini, e insegnanti implica il gioco, uno dei mezzi di comunicazione più naturale per i piccoli. La musica diventa gioiosa, giocabile, uno scambio tra grandi e piccoli in cui entrambi ne traggono benefici. È molto importante per il bambino sentir cantare quando è molto piccolo, cosìche la musica divenga da subito familiare.

L’attività musicale viene proposta per almeno 20 incontri (indicativamente, 5 mesi è il periodo che consente ai bambini, educatrice e genitori, di creare una relazione musicale e di fiducia che consente l’assorbimento dell’attività) con cadenza settimanale.

Insegnante