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La Flotta sommergibile della kuk Kriegsmarine 1914 -1918

                                                                   di                                                                      
  Leo von Falkenstein

 

Non ci fu mai nella storia navale un’arma così rivoluzionaria come il sommergibile, che nel primo conflitto mondiale trovò il suo vero impiego operativo e che fu capace di stravolgere le dottrine navali sulla base delle quali erano state allestite le flotte di tutti gli schieramenti, basate essenzialmente su costosissime e mastodontiche navi da battaglia monocalibro. L’eccezionale rapporto costo-benefici, la sua capacità operativa,  la sua versatilità d’impiego, il suo variegato armamento che andava dai siluri, alla mine ed al pezzo di coperta, diede la possibilità al sommergibile di dare scacco alle marine belligeranti costringendole ad adottare la tattica della “Flotta in potenza” e nel contempo poter attuare una “guerra di corsa” nei confronti del naviglio mercantile tagliando le linee di rifornimento di viveri e materie prime.

E’ interessante rilevare a riguardo una profetica osservazione di Leonardo da Vinci che pur avendo progettato nel ‘500 un mezzo subacqueo adatto a scopi militari, intuendone la sua micidiale pericolosità, preferì non divulgare la sua invenzione giustificandosi con la seguente frase: “E questo non pubblico o divolgo per le male nature delle omini, i quali userebbero le assasinamenti nel fondo dei mari col rompere i navili in fondo e sommergerli insieme colli omini che vi son dentro”.(Codice Hammer 1506-1508).

            Nonostante tutte le marine impegnate nel conflitto fossero dotate di flottiglie sommergibili e quelle dell’Intesa anche di seconda generazione, fu quella tedesca che riuscì ad impiegare tale mezzo con rara maestria, realizzando successi a dir poco inimmaginabili sino a pochi mesi prima dello scoppio delle ostilità, affondando o danneggiando in tutti i mari 143 navi militari per complessive 551.671 tonnellate di dislocamento ed oltre 7.250 navi mercantili per 14.687.231 tonnellate di stazza lorda, acquisendo un’esperienza che metterà poi a frutto anche nel secondo conflitto mondiale.

            All’inizio delle ostilità la k.u.k. Kriegsmarine, per sopperire all’esiguo numero della sua componente  sommergibile, che disponeva di solo quattro battelli pienamente operativi, ottenne il supporto della Marina Imperiale Tedesca, che inviò nello scacchiere del Mediterraneo e del Mar Nero 60 sommergibili di vario tipo dal 1915 al 1918. Questi operarono militarmente sotto il Comando in Capo della Flotta Austro-Ungarica, battendo bandiera austriaca e divisi in tre flottiglie:  la I Flottiglia del Mediterraneo con base a Pola, la II Flottiglia del Mediterraneo con base a Cattaro e la Flottiglia di Costantinopoli, attaccando il naviglio alleato, compreso quello italiano, anche se la Germania dichiarò guerra all’Italia appena il 28 agosto 1916. Agli Untersee Boote tedeschi vennero assegnati nuovi numeri identificativi austriaci, che rimasero in vigore sino al 1 ottobre 1916. Dopo tale data, la maggior parte di essi riprese quelli originali, tranne alcuni tra i più grandi che continuarono ad usare la numerazione austro-ungarica.

I sommergibili degli Imperi Centrali operarono quindi come una sola flotta, sotto il Comando in Capo austriaco, dividendo i compiti a seconda delle caratteristiche tecniche dei battelli, condividendo una strategia comune e le basi logistiche e come tale viene analizzata nel suo complesso.

La maggior parte, se non tutti, degli storici italiani che descrissero gli eventi bellici della I Guerra Mondiale, fanno apparire lo scontro navale nel Mediterraneo contro la Marina Austro-Ungarica, come un duello avvenuto solamente tra due avversari, con l’intento di pareggiare le perdite subite, dimenticando che la guerra venne combattuta tra le flotte mediterranee dell’Intesa (essenzialmente Italia, Gran Bretagna, Francia, con Russia e Giappone,) da una parte e quelle degli Imperi centrali (Austria-Ungheria, Germania e Turchia) dall’altra. Ed è solamente in quest’ottica che si ottiene un quadro preciso della condotta della guerra navale e dei risultati raggiunti che videro alla fine, un indubbio successo tattico degli austro-tedeschi, soprattutto per l’attività dei sommergibili, che misero sotto scacco le flotte avversarie sino agli ultimi giorni di guerra, terminata come si sa, con la vittoria dell’Intesa, ma per motivi diversi e non per merito determinante delle loro marine da guerra.

Senza nulla togliere al grande valore dimostrato dagli uomini della Regia Marina Italiana nello svolgere i loro compiti, la propaganda ne enfatizzò i risultati, facendoli sembrare ancor oggi, come degli eventi determinanti ad occhi non esperti. La k.u.k. Kriegsmarine perse nel conflitto tre grosse unità, le famose: Wien, Santo Stefano e Viribus Unitis. Ebbene la prima non era una corazzata come si voleva far credere, bensì una obsoleta nave da difesa costiera, classificabile come incrociatore, varata nel 1895 di appena 5.600 tonnellate, silurata con un’abile azione dal MAS 9 di Luigi Rizzo nel dicembre 1917 nella Baia di Muggia, nulla da dire sull’affondamento del Santo Stefano, questa si una corazzata di 20.000 tonnellate, anche questa silurata da Rizzo con il MAS 15 nel giugno del 1918, ma cosa pensare dell’affondamento del Viribus Unitis, avvenuto nella notte del 1 novembre 1918 a guerra praticamente finita, quando era già stato ceduto, come il resto della flotta, al neo costituito Stato dei Serbi, Sloveni e Croati e ribattezzato Yugoslavia? Non è dato sapere se il Comando Navale italiano fosse informato della mossa dell’Imperatore Carlo, ma senza dubbio voleva ottenere un importante risultato per contribuire alla vittoria che in quei giorni era di esclusivo appannaggio dell’esercito e probabilmente nel contempo stoppare le mire slave sull’Istria e Dalmazia, che erano state l’obbiettivo principale della guerra e che sarebbe stato vanificato se questi avessero posseduto la precedente marina austro-ungarica pressoché ancora intatta.

Infine non è mai stata posta nella giusta evidenza la geniale operazione di intelligence dell’Evidenzbüro della Marina Austro-Ungarica, che procurò notevolissimi danni ad infrastrutture terrestri italiane e che riuscì ad affondare sicuramente le corazzate Benedetto Brin e Leonardo da Vinci e forse anche il Regina Margherita.

I dati sono incontestabili: 22 navi da battaglia perse nel Mediterraneo dall’Intesa, contro 5 (3 austro-ungariche e 2 turche) degli Imperi Centrali, 35 cacciatorpediniere contro 7, 27 sommergibili contro 27, più il naviglio minore con affondamenti subiti per un totale di quasi 395.000 tonnellate, contro 94.902.

La Regia Marina Italiana perse le navi da battaglia Leonardo da Vinci di 22.380 tonn, Regina Margherita di 13.427 tonn, Benedetto Brin di 13.215 tonn, Amalfi di 10.000 tonn. e Garibaldi di 7.234 tonn, gli incrociatori ausiliari Città di Palermo, Città di Messina e Città di Sassari di 3.500 tonn, 8 cacciatorpedinieri ed 8 sommergibili.

            La Royal Navy perse nel Mediterraneo le navi da battaglia Britannia di 16.350 tonn, Irresistible di 15.805 tonn, Majestic di 14.900 tonn, Cornwallis di 14.000 tonn, Russell di 14.000 tonn, Ocean di 12.950 tonn, Goliath di 12.950 tonn. e Triumph di 11.985 tonn, oltre a 6 cacciatorpedinieri.

            La Marina Francese perse le navi da battaglia Danton di 18.300 tonn, Leon Gambetta di 12.416 tonn, Bouvet di 12.000 tonn, Gaulois di 11.100 tonn, Chateaurenault di 8.018 tonn. e Amiral Charner di 4.750 tonn. e 9 cacciatorpedinieri.

            La Marina Imperiale Russa perse nel Mar Nero le navi da battaglia Imperatrista Mariya e Svobodnaya Rossiya entrambe di 24.000 tonn, e nel Mediterraneo il Peresviet di 12.674 tonn, oltre a 12 cacciatorpedinieri.
            

Il piano di costruzioni navali della k.u.k. Kriegsmarine prevedeva la costruzione di 12 sommergibili, ma all’inizio delle ostilità solamente sei erano effettivamente in servizio di cui due, l’ SMU-1 e l’ SMU-2 costruiti su licenza e progetto Lake, si erano rivelati non adatti a compiti operativi di gran portata e relegati quindi alla guardia dei porti di Trieste e Pola. I rimanenti quattro, gli SMU-3 e 4 costruiti dalla Germaniawerf di Colonia e gli SMU-5 e 6 costruiti dalla ditta Whitehead di Fiume su progetto americano Holland, nonostante le carenze tecniche, vennero impiegati immediatamente nelle operazioni  e  per compiti di carattere addestrativo. 

Altri cinque grandi sommergibili oceanici classe U-7 ordinati alla Germaniawerf di Colonia e varati tra l’aprile ed il luglio 1915 in corso di allestimento, vennero ceduti alla Marina Imperiale Tedesca in considerazione del fatto che le loro notevoli dimensioni non permettevano il  trasporto via ferroviaria e trasferirli in Adriatico, attraverso lo stretto di Gibilterra, sarebbe stato troppo pericoloso. Tale scrupolo dovette poi rivelarsi alla prova dei fatti infondato.

Come contropartita i tedeschi vendettero in seguito alla Kriegsmarine due battelli costieri d’attacco del tipo UB I costruiti nel medesimo cantiere, ma di dimensioni e prestazioni ridotte, ritenuti più idonei per i bassi fondali adriatici, ma tali da permettere il loro trasporto via terra ed il successivo riassemblaggio nei cantieri di Pola,  completi di equipaggio tedesco che doveva fungere anche da istruttore per i sommergibilisti austriaci. L’ SMU-10 (ex UB 1) e l’ SMU 11 (ex UB 15) entrarono quindi in servizio tra gennaio e febbraio del 1915 per passare poi definitivamente nei ranghi della flotta austro-ungarica nell’estate dello stesso anno.

Per sopperire alla carenza di organico la k.u.k. Kriegsmarine si vide costretta ad acquistare dalla ditta Whitehead & Co, un altro battello l’ SMU-12 (ex Spekulationbau SS 13) un prototipo di prova realizzato su disegni Holland che il cantiere aveva cercato di vendere senza successo ad altre marine e che non aveva mai superato i test di affidabilità come i suoi gemelli SMU-5 e 6. Tale battello venne affondato da una mina già nell’agosto del 1915 a Punta Sabbioni nella laguna veneta.

Il numero identificativo SMU-13 non fu assegnato, probabilmente per motivi scaramantici, mentre un vero colpo di fortuna fu la cattura del sommergibile francese Curie (classe Brumaire tipo Laubeuf) che rimase impigliato nelle reti di protezione del porto di Pola il 20 dicembre 1914 riportando alcuni danni. Messo in cantiere per le relative riparazioni, entrò in servizio il 15 giugno 1915 con l’identificativo SMU-14. Finalmente anche la marina austro-ungarica potè così disporre di un battello di grandi dimensioni dotato di sei tubi lanciasiluri, un cannone da 37 mm. (sostituito poi con uno da 88 mm.) che riportò poi successi per complessive 47.653 tonnellate di naviglio nemico affondato.

La classe U-10 venne poi completata con l’entrata in servizio degli SMU-15, 16 e 17 sempre del tipo Weser UB I, ma le scarse qualità di questo modello che montava un apparato motore da soli 60 HP che permetteva una velocità di superficie di 6,5 nodi, un dislocamento di 127 tonnellate e scarsa autonomia non ottennero mai risultati apprezzabili.

La necessità poi di realizzare dei sommergibili d’alto mare nei propri cantieri senza dover dipendere da forniture estere, costrinse la Marina Austro-Ungarica a costruire le quattro unità della classe U-20 basandosi sul progetto danese Havmanden. Vennero realizzati a Fiume e Pola

tra il 1915 ed il 1917. La decisione d’aver politicamente diviso le costruzioni tra un’azienda austriaca a Pola ed una magiara a Fiume, fu causa di notevoli disagi a livello tecnico, che provocarono numerose modifiche e ritardi nella consegna. In realtà la scarsa affidabilità dell’apparato motore e le modeste ed antiquate caratteriste generali del progetto Havmanden, non resero competitivi questi battelli, forse non è un caso che nessuna di queste quattro unità riportò alcun successo e che due vennero perse.

La realizzazione di sei, dei dieci battelli classe U-27 venne affidata dopo difficili trattative e per ovvie ragioni politiche, ai cantieri privati Donau Dampfschiffahrts Gesellschaft D.D.S.G. di Budapest e trasportati via ferrovia a Pola per  il riassemblaggio. Dopo aver sopperito alle urgenti necessità con la costruzione delle classi precedenti ed il recupero del ex Curie, nel 1915 venne selezionato il progetto tedesco UB II concesso in licenza dalla AG Weser di Brema per la realizzazione di sei esemplari. Nella loro breve vita operativa tra il 1917 e 1918 riportarono significativi successi e solo  un battello l’ SMU-30 venne perso, il cui destino ancora ad oggi risulta sconosciuto. Dotati di un raggio operativo superiore a tutti i battelli precedenti (6.250 miglia a 7,5 nodi) li resero adatti a compiti nel Mediterraneo. Nelle prove, raggiunsero il 24 febbraio 1917 prima la profondità di 42 metri, successivamente il 7 marzo la profondità massima di 72 metri, che provocò la rottura di alcune tubazioni con varie perdite d’olio.

Infine la carenza dei materiali di costruzione e gli eventi bellici non portarono mai in servizio altri sommergibili d’alto mare commissionati ed in corso di costruzione come gli SMU-48 e 49 in cantiere a Budapest, l’SMU-50 in cantiere a Fiume e gli SMU-51, 52, 53, 56 e 57 ordinati allo Stabilimento Tecnico Triestino.

Una curiosità costituisce il mini sommergibile Loligo, costruito a Fiume dal cantiere Ganz Danubius & Co. nel 1914 per conto della Zoologische Station des Berliner Aquariums di Rovigno per studiare la fauna marina nel suo ambiente, che all’inizio delle ostilità venne requisito dalla Marina che provvide a riattarlo a fini bellici con l’intenzione d’impiegarlo nel Lago di Garda, non si hanno però notizie sul suo eventuale uso bellico e sul suo destino finale.

 

 

Sommergibili Austro-Ungarici 1914-1918

 

Comandante Direzione Sommergibili

Linienschiffskapitän Franz cav. von Thierry 1914-1918

Vice Comandante Direzione

Korvettenkapitän Urban Passerar

Comandante Stazione Sommergibili di Pola

Korvettenkapitän Otto Zeidler

Comandante Stazione Sommergibili del Golfo di Cattaro

Korvettenkapitän Georg cav. von Trapp

Direttore Scuola Sommergibili

Linienschiffsleutnant Ludwig Eberhardt

Comandante Nave Scuola Sommergibili Panther

Linienschiffsleutnant Rudolf von Singule

 

 

                                                                               Naviglio affondato          Nav. dann.    Nav.catt.

                        Periodo di servizio bellico            Mercantile   Militare 

 

SMU-1            27.07.1914 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-2            27.07.1914 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-3            27.07.1914 – 13.08.1915                      -                     -                      -                 -

SMU-4            27.07.1914 – 31.10.1918                   11.030 t.     7.234 t.            8.898 t.       13 t.

SMU-5            27.07.1914 – 31.10.1918                     7.929 t.   12.641 t.               -           1034 t.

SMU-6            27.07.1914 – 13.05.1916                      -                  756 t.                -                  -

SMU-10          12.07.1915 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-11          17.06.1915 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-12          21.08.1914 – 08.08.1915                     1.065 t.           -                22.189 t.      20 t.

SMU-14          31.01.1915 – 31.10.1918                   47.653 t.           -                      -                 -

SMU-15          04.06.1915 – 31.10.1918                     8.044 t.        745 t.                -                  -

SMU-16          06.10.1915 – 17.10.1916                          25 t.        330 t.                62 t.            -

SMU-17          06.10.1915 – 31.10.1918                      -                  680 t.                 -                 -

SMU-20          20.10.1917 – 04.07.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-21          15.08.1917 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-22          23.11.1917 – 31.10.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-23          23.11.1917 – 21.02.1918                      -                     -                      -                 -

SMU-27          24.02.1917 – 31.10.1918                   14.542 t.         765 t.                665 t.       3 t.

SMU-28          26.05.1917 – 31.10.1918                   44.743 t.           -                    5.592 t.        - 

SMU-29          17.02.1917 – 31.10.1918                   14.798 t.           -                    7.350 t.        -

SMU-30          17.02.1917 – 01.04.1917                      -                     -                      -                  -

SMU-31          20.04.1917 – 31.10.1918                     4.088 t.           -                    5.250 t.        -

SMU-32          29.06.1917 – 31.10.1918                     3.728 t.           -                    3.060 t.        -

SMU-40          04.08.1917 – 31.10.1918                     9.838 t.           -                    7.423 t.        -

SMU-41          19.02.1918 – 31.10.1918                     4.604 t.           -                      -                  -

SMU-43          30.07.1917 – 31.10.1918                     -                      -                    4.016   t.      -        

SMU-47          30.07.1917 – 31.10.1918                     6.467 t.           351 t.           -                    -

 

Totale naviglio mercantile affondato     n. 87/ 179.000 tonn.

Totale naviglio militare affondato         n.   9/   23.502 tonn.

Totale generale naviglio affondato          n. 96/ 202.502  tonn.

 

Totale naviglio mercantile danneggiato n.  7/   24.254 tonn.       

Totale naviglio militare danneggiato      n.  4/   40.189 tonn.

Totale generale naviglio danneggiato        n. 11/  64.443 tonn.

 

Totale naviglio catturato                         n.   9/    1.132 tonn.

 

Totale generale naviglio affondato, danneggiato o catturato: n. 116/ 268.077 tonn.

 

Media per battello di tonnellaggio affondato, danneggiato o catturato: 9.928,77 tonn.

Media per battello di navi affondate, danneggiate o catturate: 4,2

Missioni effettuate: non disponibile

 

Sommergibili entrati in servizio dal 1914 al 1918 : n.27

Sommergibili in servizio per anno di guerra:

1914 n.7                    

1915 n.8                    

1916 n.11

1917 n. 22

1918 n. 19

 

Sommergibili persi nel corso del conflitto n. 7:

 

Anno    Attacco nemico   Mine e sbarramenti      Sconosciute    

 

1914                 -                              -                                -                            

1915                1                              1                                -                          

1916                1                              1                                -                          

1917                -                               -                                1

1918                2                              -                                 -     

Totale              4                             2                                1

 

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