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Ospedaletto e S. Agnese

    Cercare di descrivere tutti i sentieri con chiarezza e minuzziosità presenti in questa zona risulta quasi impossibile. Un labirinto di tracce, sentieri, strade sterrate copre la zona tra Sella S. Agnese e la borgata di Ospedaletto. Cerchermo di percorrerli tutti, o quasi, con calma e con ordine. Partiamo dal raggiungere la Sella, per poi passare ai sentieri che salgono verso il Cumieli, e spostarci infine sui sentieri in prossimità del Lago Minisini e dintorni.


Verso Sella S. Agnese

    Partendo da località Gleseute, si può raggiungere in poco meno di mezz'ora S. Agnese seguendo la Strade di Ledis, presente su Google Maps Probabilmente il nome è legao al fatto che proseguendo da S. Agnese si scendeva ai Rivoli Bianchi e da li si poteva risalire verso Ledis. Superato il guado si prosegue sotto il bosco che coprirà buona parte della strada di ghiaia; questa sale senza grosse pendenze, per questo motivo spesso è praticata da ciclisti o da corridori. 
Alla sinistra, salendo, oltre il Vegliato, possiamo vedere il Cuel di Dorondon, piccola altura posta a ridosso del campo da calcio. Durante la salita si incontrano alcune scorciatoie, che accorciano notevolmente il tratto. L'ultima scorciaotia ci permette di arrivare nell'ampio prato, senza proseguire lungo la strada che arriverebbe dietro la chiesetta. Una variante può essere fatta allungando di poco il tragitto: poco dopo superato il guado, sulla destra troviamo un cartello che indica l'inizio del sentiero che sale verso la Sella Foredôr. Percorrendo questo sentiero, dopo poco meno di 200 metri incontriamo un incrocio con altri 3 sentieri, svoltando a sinistra imbocchiamo un sentiero che segue parallelamente la strada sterrata, e che la ricongiungerà poco prima della prima scorciatoia.

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Subito dopo conclusa la prima scorciatoria, quella con un fondo ghiaioso, e prima dell'inizio della seconda, sulla destra troviamo una traccia che sale, non tanto verso S. Agnese, ma verso la Costa della Gringhiona. Questo sentiero 
risulta essere poco trafficato, ma dall'importanza storica non trascurabile. Infatti in poco tempo si arriva in prossimità di un pozzo, restaurato e reso ben visibile nel 2013, utilizzato dalle monache del convento che sorgeva sulla sella. Proseguendo arriviamo a ridosso del grande prato che copre la sella, ma non potremmo andare molto avanti. Questo infatti era un importante sentiero che collegava Sella S. Agnese, e quindi Gemona, con Scriç, chiuso dopo il terremoto del 1976 per delle frane che ne avevano compromesso la sicurezza. La percorribilità di questo sentiero è molto precaria, e dopo essermi consultato con altri che hanno intrapreso questo sentiero ho deciso di non percorrerlo.

    Saremmo potuti giungere a Sella S. Agnese partendo dai Rivoli Bianchi. Una volta imboccata la strada di ghiaia che ci porta all'inizio della salita verso Ledis, rivedete la scheda Cjampon e Ledis, possiamo svoltare a destra, fino a giungere in un vasto spiazzo, utilizzato dai militari come poligono di tiro. Da qui una strada sterrata, che segue il versante della montagna, si avvia in direzione Sud, prendendo a salire. Data la pendenza, ma soprattutto per il fondo molto rovinato dalla pioggia, la strada risulta praticabile quasi solo a piedi. Anche qui in poco meno di 30' si può giungere in Sella S. Agnese, passando prima per una fontana poco usata, ma dalla quale zampilla ancora acqua. Da Rivoli Bianchi ci sarebbe anche una seconda strada sterrata, dalle caratteristiche simili, ma che inizia poco più a valle di quella descritta precedentemente.

    Una volta giunti sulla sella, abbiamo a disposizione alcuni itinerari molto interessanti, anche se alcuni dei quali poco praticati da escursionisti, ma ben conosciuti dai ciclisti.

Il Monte Cumieli

    Il primo percorso che si può seguire dalla sella, che è il più semplice, è quello che procede lungo la strada di ghiaia che sale verso il Cumieli, per poi scollinare verso Ospedaletto. Anche se un po' ripida dal versante occidentale, quello verso Ospedaletto, la strada risulta essere praticabile sia a piedi che in bicicletta. Dopo circa 200 metri di salita si arriva alla sommità della strada, dove a destra si può salire lungo uno stretto sentiero che in una decina di minuti ci porta sul M.te Cumieli, mentre a sinistra possiamo proseguire lungo una traccia che ci porta su un crinale, posto sopra la zona del Tiro a segno, permettendoci una buona visuale su Gemona. Procedendo lungo la strada e iniziando la discesa, sulla destra possiamo trovare una mulattiera, percorribile dai proprietari anche con delle jeep, che ci permette di raggiungere la cima seguendo un percorso leggermente più dolce. Nella foto una vista dalla sommità del Monte Cumieli.

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In questa zona possiamo notare numerose tracce lasciate dalla Grande Guerra: si possono scorgere molte gallerie e ripari scavati nella roccia, alcuni dei quali sono, ma solo in teoria, percorribili con una luce adeguata.

    Un secondo tracciato percorribile per raggiungere la sommità del M.te Cumieli ci porta lungo il versante Nord dello stesso, aprendo una visuale sui Rivoli Bianchi e sul Plauris, rendendo visibile anche Casera Ungarina. Dalla chiesetta proseguiamo in direzione Nord fino a giungere ad un bivio, a destra una stretta mulattiera, passando davanti ad una fontana, ci porta verso i Rivoli Bianchi,  quella a sinistra ci porta acnh'essa verso la medesima destinazione, ma più a valle rispetto alla prima, come accennato prima. Scegliamo quest'ultima. Dopo poche decine di metri svoltiamo a sinistra seguendo i cartelli del percorso ciclabile verde e rosso. Una beve salita e un falso piano ci portano ad un altro bivio: mentre a destra si discende di nuovo verso i Rivoli bianchi, noi svoltiamo ancora una volta a sinistra, quindi continuiamo lungo il percorso ciclabile verde, iniziando una salita non impegantiva, ma che ci porta ad un altro bivio. Mentre il percorso verde svolta a destra, noi procediamo sulla sinistra verso l'ultimo tratto: incontriamo successivamente due tracce, la prima sulla sinistra, essa proviene da una variante che parte dalla strada in ghiaia per salire da S. Agnese al Cumieli della quale abbiamo parlato poche righe sopra. Successivamente troviamo un secondo sentiero sulla destra, il quale si ricollega al percorso ciclabile verde lasciato poco fa. 

    Superati questi bivi, in breve tempo il sentiero si spiana, fino a giungere sulla radura che stabilisce l'arrivo in cima del Cumieli, dalla quale possiamo godere di un panorama limitato data l'alteza, ma che spazia da Nord a Sud, in tutte le direzioni.

    Poche parole le spendiamo anche per il Palombâr, la cima più avanzata di questo gruppo di cime delle quali il Cumieli vi fa parte. Per raggiungerlo dobbiamo scendere dalla sella cumieli verso la strada, quella che percorriamo per giungere al lago. Poco dopo lo scollinamento, sulla sinistra, troviamo un ingresso con una grossa catena. Questo ci indica che stiamo entrando in una proprietà privata, pertanto è d'obbligo chieersi se si possa proseguire. Il sentiero prosegue attraverso un prato posto dietro una piccola baita e poi si inalza sulla cima del monte che si può raggiungere in poco tempo. La cima è raggiungibile anche da una seconda traccia, ma essendo parecchio esposta e quasi non visibile, preferisco non citarla qui. Sarà futto di studi futuri. Sulla cima del Palombâr troviamo dei resti di una antica torre del castello di Goffumbergo (se le fonti non sono errate). Grossi alberi ci chiudono una bellissima visuale.

Il Monte Ercole

    Come detto in precedenza, una parte del sentiero che pratichiamo per salire sul Cumieli si sovrappone al percorso di mountanbike verde; procedendo lungo questo raggiungeremmo in circa mezz'ora il versante Ovest del Monte Ercole in prossimità di una costruzione, vicino al Cuel di Cum, in via di restauro che si affaccia su un grande prato. Nella stessa zona vi giunge pure il percorso ciclistico rosso, che dopo essere sceso verso i Rivoli Bianchi, risale verso il Monte Ercole lungo un sentiero che ha inizio poco più a valle rispetto al poligono di tiro. Da qui si ha una buona visuale su Venzone e su Bordano, oltre che sul monte S. Simeone. 

    Il Monte Ercole è la piccola cima posta alla sinistra, guardando verso Nord, del Monte Cumieli, dove troviamo l'antenna rossa e bianca. Non è ricco di sentieri, oltre ad alcune tracce che collegano i vari appezzamenti privati, ma vi troviamo una costruzione molto importante: il Forte del Monte Ercole, costruzione risalente alla Prima Guerra Mondiale in parte ancora visitabile. Si tratta di alcune costruzioni in muratura o sassi, probabilmente le caserme, e una trincea semi interrata con delle strette finestre che danno sulla piana del Tagliamento, visuale parzialmente coperta dalla vegetazione. 

    Dal forte possiamo scegliere di proseguire a sinistra, lungo la strada che ci porta sul Monte Cumieli per poi scollinare verso Sella S. Agnese, oppure proseguire verso destra. Una strada, ora parzialmente ricoperta da un manto di cemento, ci porta verso il Lago Minisini, passando prima per alcuni bivi. Poco dopo il Forte troviamo una strada, utilizzata dai poprietari dei terreni per passare con i mezzi, che si collega alla casa di cui parlavamo all'inizio, passando dietro il Forte. Proseguendo ancora passiamo davanti ad una costruzione ormai in fase di degrado, ad una stretta mulatiera a destra che ci porta verso la ferrovia e dunque sulla strada asfaltata che parte da dietro la chiesa di Ospedaletto. Poco più avanti arriviamo in prossimità di una casa, a sinistra si dirama una mulattiera che ci porta fino all'imbocco di due senteri, uno scende verso il Tiro a Segno, uno che prosegue in direzione S. Agnese, passando vicino alla sorgente del torrente Drendesime, mentre di fronte all'ingresso della casa troviamo una strada comunale, Via del Lago, con fondo ghiaioso, che ci porta anch'essa ad incontrare prima la mulattiera  di cui parlavamo sopra, quindi a raggiungere il sottopasso della ferrovia e successivamente la chiesa.

    Da qui proseguendo lungo la strada principale arriviamo in pocotempo al lago.

    Ritorniamo brevemente alla mulatiera di poche righe sopra. Lasciata la casa sulla destra, la stradina inizia a salire portandoci vicino a delle proprietà private, lo dicono gli stessi cartelli, poste sulla destra. Sulla sinistra possiamo scorgere qualche traccia tra i pungitopo: uno di queste ci porta, con non poca difficoltà data la pendenza, alla strada in sassi che scende dal Cumieli, in prossimità della galleria. Appena la mulattiera di cui stiamo parlando inizia a spianare, scorgiamo due deviazioni secondarie. A sinistra imbocchiamo il sentiero, che si collega alla traccia di cui parlavamo poco fa, che sale fino a giungere in prossimità della galleria.  Percorrendo quella di destra, in 10 minuti circa, e dopo alcuni tratti in pendenza, giungiamo sul Monte Cjamparis, piccola altura posta davanti al Palombâr. Qui da poco è stata installata una croce con dei tubi in materiale plastico. La visuale è, ancora una volta, notevole: l'angolazione ci a vedere un lungo tratto del torrente Vegliato e la borgata di Stalis ci sembra ora più vicina. Ritornando al bivio lasciato per giungere sul Cjamparis, possiamo proseguire e, continuando a vedere alcune tracce sulla sinistra, in poche decine di metri giungiamo al bivio che scende verso il Tiro a Segno o che ci porta verso i Tôrs, sotto la sella, come descritto sopra.

009-Cumieli, M.teErcole e Drendesime

    Nella mappa sopra è segnato un percorso che parte dal guado sulla strada per S. Agnese, può essere percorso in entrambi i sensi. In senso orario, scendiamo verso un sentiero che costeggia il Vegliato, che imbocchiamo sulla sinistra dopo aver superato il guado. Anche qui troviamo molteplici tracce che percorrono la zona, ma tenendo una direzione Ovest, superiamo il torrente Drendesime e iniziamo la salita. Dopo aver scollinato arriviamo vicino alla casa, descritta sopra. Il percorso procede verso il forte, per poi aggirare l'altra casa, la prima della quale abbiamo parlato, sale lungo il percorso verde fino ad arrivare in sommità al Cumieli. Da qui scende verso Nord, giunge sulla strada che sale dai Rivoli Bianchi e poi scende, in questo caso lungo le scorciatoie, per ritornare al punto di partenza. Il percorso non è impegnativo, se non per la lunghezza, e può richiedere anche 2 ore per essere percorso.


Il lago Minisini

Il Lago Minisini, o Laghetto di Ospedaletto, è una piccola pozza d'acqua che si era chiusa alcuni anni fa diventand una torbiera, ma che con opere di bonificazione ha acquistato di nuovo il suo aspetto originario. Vi passa la strada comunale Via Monte Ercole che parte da Via Cjamparis per arrivare dietro la chiesa di Ospedaletto, lungo Via del Lago.

    Anche se la zona presenta numerose tracce di piccoli sentieri che collegano tra loro le proprietà, o si collegano ad altre zone limitrofe, non sono di particolare interesse. Inoltre data la grande quantità di piccoli sentieri, descriverli tutti è impossibile: vi consiglio di percorrerli con calma e ricordandosi da dove si proviene, potrebbe essere utile nel caso si perda la retta via.

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    Mi preme sottolineare un percorso, tra i tanti. Possiamo trovare un sentiero, stretto, che compie il giro dell'intero lago. Proveniendo da Via Monte Ercole, giungiamo al lago dopo una leggera discesa. Proseguiamo ancora e superiamo una corva a sinistra. Poco prima di una leggera salita, svoltiamo a sinistra per una traccia che in pochi metri ci porta a bordo lago. Da qui possiamo trovare, senza grosse difficoltà, una traccia che ci fa percorrere il perimetro del lago a pochi centimetri dall'acqua. Dopo aver superato una cavità, probabilmente un antico scolo del lago, il sentiero o continua sulla sinistra costeggiando il lago, oppure si stacca da questo e prosegue sulla destra, rendendo quota. In breve arriviamo ad una piccola sommità che ci offre una buona vista verso il lago e verso il Cumieli, ma avida dall'altra parte, a causa di numerosi alberi. Scendendo, un po' a braccio, giungiamo su una strada sterrata che, se teniamo la sinistra, ci porta in prossimità di una vecchia costruzione in legno, alla fine della leggera discesa percorsa per arrivare al lago.



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    Qui a fianco un particolare che possiamo notare durante il giro del lago. Questa è una estremità di un canale che collega il lago Minisini alla Roggia che passa attraverso Ospedaletto. Una volta questa apertura era una sorta di troppo pieno: da qui defluiva l'acqua nei peridi di forti piogge, in modo da evitare un'esondazione del lago. Fonti locali spiegano che successivamente, per evitare che il lago si copra di canna, aiutato anche in parte dalla poca acqua presente, è stata posizionata una chiusa all'altra estremità del canale, questo per impedire che troppa acqua possa defluire dal lago.