MISTERI


 << Esistono dei luoghi, dei posti,che ad alcuni appaiono ma-    gici,ad altri appaiono insignificanti.A volte questi posti    sono fatati,altre volte sono maledetti.

    Di seguito troverete quelli che ho visitato. . .         >>

La Porta degli Inferi e l' Antro della
Sibilla Cumana

AVERNO

Il lago d'Averno costituisce il cratere di un apparato vulcanicoformatosi circa 3700 anni fa all'interno di un vecchio cratere, l'Archiaverno. Ad est del lago è presente il cono vulcanico di monte nuovo formatosi in seguito ad una eruzione del 1538.Considerato fin dalla antichità sede dei giganti, fu identificato con la dimora degli inferi e del popolo dei Cimmerii, abitanti delle
caverne. Si riteneva che il lago fosse senza fondo. Strabone lo descriveva circondato di folte selve e le esalazioni impedivano agli uccelli di sorvolarlo. La stessa derivazione del toponimo Avernum, dal greco aornos ( senza uccelli ) sembra essere confermata da alcuni versi di Lucrezio ( De Rerum Natura).
Le sue acque erano considerate imbevibili perchè collegate con lo STIGE, il fiume infernale. Tuttavia la consacrazione di questi luoghi alla magia e al mistero sarà però dovuta a Virgilio e lla sua ENEIDE, in esssa infatti l'Averno è indicato come la porta degli inferi. All'interno del cratere dell'averno, sul lato di Nord Ovest vi è l'accesso della grotta di Cocceio, realizzata nel 37 a.C. da Agrippa, generale di Ottaviano. la grotta costituisce un tunnel che partendo dall'Averno arriva fino a Cuma costituendo quindi una veloce via di comunicazione. La grotta è perfettamente rettilinea, lunga circa un chilomentro e larga abbastanza da farvi transitare comodamente due carri affiancati.
A Sud del Lago vi è forse la vera la grotta della sibilla, non quella ufficale, (secondo alcuni si tratterebbe di un camminamento che in epoca romana collegava l' Averno con il Lago Lucrino), visitare questa grotta è piuttosto suggestivo e avvventurosa, anche se difficile. L'entrata è nascosta da una folta selva e nessun cartello vi indica la direzione, in aiuto vi vengono delle scritte si muri che costeggiano la strade. Arrivati sul posto, se siete fortunati, trovereta ad aspettarvi un uomo sulla settantina ( l' au- tore delle scritte ) , che per pochi euro vi guiderà alla luce tremolante di una torcia, in un lunchissimo corridoio scavato nella montagna. Dopo aver strisciato un poco lungo tratti angusti, arriverete in misteriose stanze in cui sono parzialmente visibili splen- didi affreschi consumati ogni volta un pò di più dal fumo della torcia del nostro Caronte. Causa il poco ossigeno dell'ambiente e l'elevata umidità, domande inquie- tanti si fanno strada nella mente degli espolratori, domande del tipo:
1) E' esistita la Sibilla di Cuma e questo era effettivamente il suo antro o è tutto una
favola ?
2) Esiste in Italia un ministero che si occupa dei beni culturali o è tutta una favola?

Quando finalmente tornerete a rivedere il sole ( e ciò da sempre una certa soddisfa- zione ), non riuscirete a dare risposta a nessuno dei due quesiti.


La Sibilla Cumana



La sibilla Cumana è la più famosa fra le SIbille, figure profetiche della religione greca e romana. Il titolo di Sibilla era detenuto dalla somma sacerdotessa dell'oracolo di Apollo e di Ecate, quella di Cuma svolgeva la sua attività nei pressi del lago di Averno, in un antro conosciuto cme L'Antro della Sibilla, In tale antro la sacerdotessa, ispirata dalle divinità, trascriveva i suoi vaticini in esametri, su foglie di palma le quali, alla fine della predizione, venivano mischiate dai venti provenietni dalle aperture dell'antro. La sua importanza nel mondo Italico era pari a qualla del celebre oracolo di Apollo di Delfi in Grecia.
La leggenda narra che Apollo, innammorato di lei, le offrì qualsiasi cosa purchè diventasse la sua sacerdotessa, ed alla chiese l'immortalità, ma dimenticò di chiedere la giovinezza, così invecchio sempre dipiùfinchè il corpo divenne piccolo e consumato come quello di una cicala, deciserò quindi di metterla in una gabbietta nel tempio di Apollo, finchè il corpo non scomparve e rimase solo la voce.

La sede dell'oracolo venne identificata sul Lago Averno , in quella grotta che abbiamo sopra descritto, e per tutto il rinascimento questa loca- zione venne ritenuta valida. Solo alla fine della metà dell' 800 l'interesse degli archeologi si spostò su Cuma. Nel 1925 Maiuri credette di riconoscere l'antro in una galleria da lui scoperta, che attraversava il monte Cuma, ( la cosidetta Crypta Romana ). Resosi conto dello sbaglio ricominciò le ricerche e nel 1932 scoprì un ambiente a pianta quadrangolare scavato nel tufo e in parte interrato, sulla cui parete era visibile una apertura a sezione trapezoidale, questo ambiente, una volta liberato da tutti i detriti delle vecchie cave di tufo utilizzate in età borbonica, appariva molto simile a un dromos.
Il Maiuri poteva così fiduciosamente affetmare:
" Il lungo corridoio trapezoidale alto e solenne come la navata di un tempio, a le grotta a volta e a nicchioni, formavano un unico insieme. Era l'antro della Sibilla, la grotta del vaticino quale ci appariva dalla poetica visione di Virgilio e dalla prosaica e non meno commossa descrizione dell?anonimo scritto creistiano del IV Secolo ".
In questo ambiente misterioso, forse fatato, forse stregato, ti ritovi a porti domande sul futuro, ti chiedi se tutto è scritto e se possaimo fare qualcosa per cambiarlo. A me piace pensarla come Corto Maltese:

<< Quando ero bambino mi accorsi che non avevo la linea della fortuna sulla mano e allora presi il rasoio di
mio padre e zac... me ne feci una come volevo. >