Profilo Sara Martera

Mi chiamo Sara Martera e già il nome parla di me.

Sara in ebraico significa principessa … un po’ mi ci sento e , sinceramente, se quel tipo vestito di azzurro sul cavallo bianco si decidesse ad arrivare a me non farebbe schifo, mi accontenterei anche di un asino. MARTEra … si dice che le donne vengano da Venere, io sento di venire anche un po’ da Marte, per la mia concretezza, la mia razionalità, che ho dovuto, però,  imparare a dosare, a controllare e far si che non impedisse il liberarsi delle mie emozioni e della parte dolce … che alla fine c’è ed è grande …

Sono nata nel bel mezzo della primavera, per rimanere fedele alla frase di quella canzone che da sempre tutti mi cantano legandola al mio nome “Sara svegliati è primavera”.  Sara svegliati invece me lo sono sentito dire tante volte, da mia mamma la mattina  quando dovevo andare a scuola. Mi piace troppo dormire, riesco farlo in qualunque posto, a qualunque ora.

Sono nata in una piccola città sul mare, ho avuto la fortuna di vivere la mia infanzia e adolescenza in luoghi di una straordinaria bellezza naturalistica, a 19 anni ho lasciato il mare alle volte della grande metropoli, volevo trovare quello che, rimanendo a casa, non avrei trovato. E così mi sono innamorata di una città apparentemente grigia, che però riesce a regalarti il sole, se la conosci bene. Mi ha regalato la possibilità di studiare finalmente ciò che amavo e di dedicarmi seriamente al teatro. Mi ha fatto diventare grande. Poi qualche mese fa anche questa storia d’amore è finita, non pensavo di farlo ma io e Milano ci siamo lasciati. Devo dire però che siamo rimasti in buoni rapporti! Pronta ad aspettarmi c’era di nuovo la mia piccola città, con il suo sole il suo mare e delle buone opportunità per me. Non credevo.

Al momento sono qui, non so cosa sarà di me, né dove andrò, forse sta volta mi fermerò. Mi sono accorta di avere dei calli nella mano destra: sono il risultato del trolley che da anni è il prolungamento del mio braccio. Forse è davvero arrivato il momento di prenderci una pausa, a 26 anni ammetto che la voglia di qualcosa di stabile c’è. Purtroppo mi rendo conto di essere nata nel periodo storico e sociale più sbagliato che ci potesse essere per avere la stabilità … e allora continuerò a spostarmi, a prendere treni, insieme al mio trolley … sempre incontro ai miei sogni.

PS: mi sono scordata di citare un tratto fondamentale del mio carattere, ma sicuramente l’avrete capito da questi mesi e anche da questa presentazione … ho una forte ironia e un’altrettanto forte autoironia … io lo considero un dono, ma devo imparare a dosarlo, soprattutto con i permalosi! Non è un caso che mi trovi così bene con i disabili, perché in questo sono come me! 

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