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Il Sorriso dell'Essere





    Se cerchi la completezza di una pace incorruttibile, di una felicità che non dipenda dal piacere, dove sentirti finalmente a casa, allora quello che cerchi è già qui, adesso.

 

        Se cerchi Dio, dato che è Onnipresente, potrebbe non essere già qui, adesso?

        Se cerchi la vera Realtà, dato che è Tutto, potrebbe non essere già qui, adesso?

        Se cerchi il tuo vero Sé, dato che tu sei presente, potrebbe non essere già qui, adesso?


    Qualsiasi parola usi per indicare 'Ciò che è', puoi non vederlo, puoi non sapere che cosa sia, ma di sicuro dev'essere qui, adesso. 

    Quindi non c'è alcun bisogno di fare qualcosa, percorrere una via o praticare un metodo per raggiungerlo.


    Come puoi avvicinarti di più a 'qui'?

    Come puoi diventare più te stesso di quanto non sei già?

    Quanto tempo ci vuole per raggiungere il presente?       


    Guardati intorno.

    Quello che cerchi è tutto questo straordinario spettacolo: suoni, odori, colori, sapori, sensazioni, pensieri, ricordi, emozioni, che appaiono e scompaiono come in un meraviglioso caleidoscopio.

     La risposta a tutte le tue tormentose domande sulla vita non è nel pensiero, è la vita stessa, che pulsa, vortica ed esplode in tutto questo:

 

        il battito del tuo cuore

        il respiro che va e viene

        i rumori della strada

        le voci dei famigliari nella stanza accanto

        la sensazione di stare seduto

        la luce del sole che entra dalla finestra

        la mosca che ti ronza intorno

        il torcicollo

        le nuvole che veleggiano nel cielo

        e via via su in alto fino alla galassia che non smette mai di ruotare, impiegando milioni di anni per compiere un solo giro

        e via via giù in basso fino all’infinitamente piccolo, dove le particelle subatomiche vorticano incessantemente, compiendo milioni di giri in un solo secondo. 


    La parola ‘non dualità’ indica il semplice fatto che nella realtà ci sono infinite differenze, ma nessuna vera separazione.

    Anche la scienza ci dice che l’universo è un tutto integrato da cui non si può separare o isolare nulla, se non convenzionalmente e astrattamente attraverso il linguaggio.

    Per la scienza infatti l'universo è un unico, indivisibile processo, simile a un grande fiume. Noi, come tutto il resto, assomigliamo a un gorgo d'acqua: prova a prenderlo con un secchio, e avrai solo un secchio d’acqua stagnante. Il gorgo, infatti, sembra un’entità separata e individuale, ma in realtà non si può isolare dal fiume, per il semplice fatto che è solo un movimento dell'intera corrente: è il modo in cui essa appare in quel determinato punto. C’è solo la corrente del fiume e ciò che chiamiamo 'gorgo' è semplicemente una sua azione.

    Proprio come il gorgo, ognuno di noi crede di essere un’entità isolata dal tutto, ma in realtà siamo l'azione dell'intero universo, inseparabili da esso: un unico grande processo che non nasce e non muore.

    Nemmeno il confine fra soggetto e oggetto è reale: ‘coscienza’ e ‘mondo’ sono semplicemente due modi diversi (in ‘prima’ o in ‘terza’ persona) di descrivere un’unica indivisibile realtà, proprio come ‘salita’ e ‘discesa’ sono due nomi diversi per indicare lo stesso pendio, a seconda del verso in cui lo si percorre. 

 

    La vera e unica non dualità, pura e senza compromessi, è estremamente rara da incontrare e impossibile da capire o accettare con la mente: essa non si rivolge all'individuo separato (di cui segna la scomparsa, anche se si tratta della fine di qualcosa che non è mai veramente esistito) ma a quel vedere (da parte di nessuno) che ci illumina tutti dell'unica coscienza che c'è.

    Nessuno di noi può mai 'capire' la non dualità.

    Per fortuna, non ne abbiamo alcun bisogno, perché la siamo: è l'unica cosa che c'è, magnificamente ignota ed evidente al tempo stesso.

    In realtà, siamo sempre in caduta libera nell'Ignoto e la vita ordinaria, con tutte le sue apparenti divisioni e costrizioni, non è separata dal nostro volo: sé e mondo coincidono alla luce della Presenza che siamo.

 

    Il fatto è che, di fronte al Mistero della Vita, cerchiamo la risposta nel pensiero, passando da un'idea all'altra, ognuna delle quali sembra darci il sollievo solo momentaneo di una ‘spiegazione’ sempre insufficiente.

    Ma la risposta al Mistero della Vita non sta nel pensiero: è la Vita stessa, che palpita, pulsa ed esplode nella meraviglia di ogni istante.

    La realtà, Ciò che tu veramente sei, non è qualcosa che la mente possa comprendere col pensiero.

    Ma appena ti fermi un attimo (e questo può accadere in qualsiasi momento), ecco di nuovo chiara ed evidente la Presenza silenziosa che è sempre qui, sempre adesso, a mostrarti il fatto inaudito e meraviglioso che ci sei e sei cosciente.

 

    Qual è il senso di tutto ciò?

    Se l’Essere è Uno, perché ci sono tutte queste apparenti separazioni?

    La risposta breve è: perché no?

    La risposta lunga è che non c'è un perché, non c'è un senso.

    La vita non ha bisogno di uno scopo per esserci: per questo è così magnifica.

    Ciò che suscita la nostra meraviglia ci tocca nel profondo proprio perché va ben oltre la nostra capacità di conferirgli un senso.

 

    A questo proposito, potremmo narrare una storia: 

Un giorno Dio voleva giocare a nascondino, ma, essendo Solo, non aveva nessun altro con cui giocare se non Se stesso.

Decise allora che alcune parti di Sé avrebbero dimenticato di essere Dio e si sarebbero credute persone separate e limitate, vale a dire 'noi'.

Così Egli si nascose a noi, in noi.

Noi continuiamo sempre ad essere Dio (che è Onnipresente), ma ora l’abbiamo dimenticato e ci sentiamo piccoli, limitati, carenti e incompleti, per cui cerchiamo con ogni mezzo di raggiungere Dio o la Totalità.

Come ingenue onde che si sforzano di raggiungere il mare, crediamo di essere caduchi e cerchiamo l'eternità che invece già abita in noi.

Quando, durante la nostra effimera esistenza, riemerge il ricordo di essere Dio, facciamo finalmente ‘tana’ e finisce così il gioco del nascondino: l’onda che va e viene comprende di essere sempre stata l’acqua che non nasce e non muore e ci riconosciamo in Dio. 

    Ecco, se proprio vogliamo trovare un ‘senso’ alla nostra apparentemente effimera esistenza, è proprio questo: la meraviglia di scoprire che siamo l'eterna Presenza che non smette mai di danzare.

    Ma anche se non lo scopriamo, siamo sempre e comunque la Presenza.

    Tutto questo non è altro che il sorriso dell'Essere.


                                                                                                                                                Mauro Bergonzi