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perchè il sito

Come si legge nelle pagine del blog della scuola (www.scuolafacendo.blogspot.com) e sul sito della scuola (www.sites.google.com/site/scuolafedericofellini) il sito vuole essere un modo per far conoscere ed apprezzare il “mestiere dell’insegnante”.

Un mestiere ben conosciuto dagli addetti ai lavori, ma poco conosciuto dagli altri. Degli insegnanti si dice che … hanno tre mesi di vacanza all’anno, … lavorano quattro ore al giorno, …  I mezzi di comunicazione, gli istituti di ricerca dedicano a volte il tempo e la loro attenzione alla classe insegnante italiana. Abbiamo letto e ascoltato analisi e riflessioni sull’attività dei docenti, sul loro ruolo, sui loro problemi. Si sono espressi, nei termini più diversi, giornalisti, intellettuali, psicologi, politici e studenti. Chi non ha ancora preso la parola sul proprio ruolo e sul senso della propria professione, siamo proprio noi insegnanti. O meglio la massa silenziosa di noi.

Con questo sito voglio dare visibilità su ciò che significa oggi “insegnare,”. È qualcosa che va oltre le quattro ore, è qualcosa che va oltre i dieci mesi in cui le scuole sono aperte.

Il sito vuole raccontare, anzi ri…raccontare questo mestiere. Navigando nel sito, scoprendo le pagine di attività pensate e prodotte per il lavoro dei bambini, forse, anche i più ritrosi capiscono che fare l’insegnante, la maestra, è qualcosa di più.  È qualcosa che si deve oltre che sentire dentro, anche preparare.

Propongo, qui come altrove, alcuni interrogativi che possono contribuire a mettere a fuoco il senso di questa professione (il mestiere di insegnante).

C’è un’osservazione fondamentale da cui partire e l’ha suggerita Hannah Arendt:

L’insegnante si qualifica per conoscere il mondo e per essere in grado di istruire altri in proposito, mentre è autorevole in quanto, di quel mondo, si assume la responsabilità. Di fronte al fanciullo è una sorta di rappresentante di tutti i cittadini della Terra, che indica i particolari dicendo: ecco il nostro mondo”.

Proviamo a scomporne i molteplici aspetti di questa affermazione sotto forma di interrogativi:

-         l’insegnante conosce il mondo?

-         c’è la disponibilità a conoscere il mondo e la possibilità di farlo?

-         ha bisogno di un aiuto esterno?

-         quanto è come, di questo, si può portare in classe?

-         quanto pesano i ragazzi nella ridefinizione del mestiere di insegnante?

-         il nostro mestiere può prescindere da chi ci sta di fronte?

-         come si confrontano (incontrano, scontrano) gli insegnanti con le altre figure di riferimento (es. genitori)? Indifferenza? Conflittualità? Condivisione?

-         per chi insegna da tanti anni: è cambiato ciò che viene richiesto? È cambiato come?

-         chi è oggi il “bravo insegnante”?

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