Poetica la guida TCI a presentare Mantova: "Il Mincio indugia intorno alla città, slargandosi nei tre laghi che i due ponti dei Molini e di S. Giorgio separano, per cui vi si arriva, salvo che da sud, come a Venezia, varcando acque e vedendone il profilo specchiato". E ancora: "Nel tessuto urbano, tranquille strade, dense tonalità, un'uniformante patina neoclassica, da cui tuttavia si staccano incisivi i monumenti del Medioevo e, oltre, del Rinascimento".
I due edifici a portici della fine del sec. XIII, che prospettano su Piazza Sordello, fanno parte con numerosi altri corpi di fabbrica, eretti in periodi diversi (sec. XIII-XVIII), del Palazzo Ducale dei Gonzaga, fastoso complesso tra i più ricchi dell'Italia delle Signorie. Autentica "città nella città", si sviluppa verso le rive del Lago Inferiore, comprendendo palazzi, chiese, piazze interne, giardini e porticati che ben testimoniano il fervore architettonico ed artistico dell'età gonzaghesca.
Il Duomo, di origine medievale ma ricostruito nel sec. XVI, conserva un massiccio campanile romanico e dei resti gotici sul fianco destro. La facciata del '700 si ispira alla tradizione manieristica e barocca romana; l'interno (1545) è a cinque navate su colonne architravate, d'impronta classica. Dalla navata sinistra si accede alla Cappella dell'Incoronata (1480).
Un monumentale androne del '500 e con tracce di affreschi, conduce da Piazza Sordello a Piazza Castello, con tre lati porticati e comunicante per un emiciclo col castello. Un passaggio sulla destra dà accesso alla Piazza S. Barbara, con tre lati porticati e la facciata a triforio di S. Barbara, costruita come basilica palatina nel 1562-72. Un ulteriore passaggio riporta in Piazza Sordello, passando da Piazza Paccagnini e da Piazza Lega Lombarda.
Incorporato nel complesso di Palazzo Ducale, il Castello di S. Giorgio domina in posizione scenografica il passaggio tra Lago di Mezzo e Lago Inferiore. Eretto alla fine del '300, ha quattro torri angolari merlate ed è cinto da ampio e profondo fossato. E' in una delle sue torri che si trova la famosa Camera degli Sposi, già Camera Picta, affrescata dal Mantegna (1465-74) con scene della vita dei Gonzaga.
Su Piazza Mantegna domina S. Andrea, rinascimentale opera eretta dal 1472 su disegno di Leon Battista Alberti, completata in due riprese tra il 1597-1600 e il 1697-99; del 1732-65 la cupola di Filippo Juvarra. La facciata classica si apre in una maestosa arcata, coronata da timpano e con vestibolo dalle volte a cassettoni. Sul lato sinistro il gotico campanile del 1413 con grandi trifore. Interno riccamente decorato a navata unica, volta a botte e transetto. La prima cappella a sinistra è quella funeraria del pittore Andrea Mantegna.
Da Piazza Mantegna a Piazza delle Erbe, superando all'angolo una casa del '400 dalle decorazioni in cotto. Vi si affaccia il Palazzo della Ragione (sec. XIII), a trifore e merli, con portico del sec. XV. Chiude in fondo la piazza il Palazzo del Podestà (sec. XII, rimaneggiato nel '400), il cui fronte sull'attigua Piazza Broletto è segnata da un'alta torre che, in una nicchia, ospita una statua di Virgilio in cattedra. All'angolo, le due trifore e la loggia sopra il voltone sono un resto dell'Arengario del '300).
Leggermente ribassata rispetto alla piazza, la romanica Rotonda di S. Lorenzo, che risale al sec. XI, è stata pian piano inglobata nelle case del ghetto ebraico, riemergendone fuori solamente nel 1908 in seguito a un radicale ripristino. All'interno, deambulatorio intorno al vano centrale ad arcate su colonne, con in alto matroneo a loggiato e cupola.