La calce serviva non solo per le costruzioni, ma era anche un ottimo disinfettante e concime per l’agricoltura e tornava indispensabile anche per la concia del pellame e per la realizzazione delle ceramiche. La produzione di calce, in numerose zone della costa lombarda del Lago Maggiore, ha origini molto antiche (si parla del basso medioevo). Le pareti ricche di pietra calcarea e la possibilità di un'agevole via di comunicazione, costituita dalle acque del Verbano prima, del Ticino e dei Navigli poi (con le importanti piazze di smercio di Milano e Pavia), furono i motivi principali di un'attività a lungo florida. Nei pressi delle cave venivano costruite fornaci per completare il ciclo di lavorazione, fornaci che necessitavano di abbondante legna, ecco perché si trovano sempre nelle vicinanze di boschi. Oggi le fornaci sono considerate pregevoli esempi di archeologia industriale, di cui si trovano ancora tracce. Come qui ad Ispra.
Una volta raggiunta Piazza Ranci, si posteggia l'auto e - scendendo il prato sottostante il Mausoleo Castelbarco - si raggiunge il porto di Ispra e girando a destra si costeggia il lago. Oltrepassato il circolo velico, incomincia il tratto su scogliera con le indicazioni dell'Anello delle Fornaci.
L'Anello delle Fornaci di Ispra è una bella passeggiata che costeggia diversi esempi di fornaci, ancora bene conservate, alcune adibite ad abitazione privata. Accuratamente segnalato, è lungo km. 6,6 e il dislivello tocca m. 156. Il percorso si snoda tra passaggi quasi a filo dell'acqua e altri nel fitto bosco, con bei panorami sul lago e le montagne circostanti.