Il profilo di Bergamo che si vede dal piano, disegnato sullo sfondo di monti, è quello di Bergamo Alta: appartata, silenziosa, antica, stratificazione di strutture urbane e memoria storica tra le più riuscite non solo di Lombardia ma anche d'Italia. A una quota più bassa di un centinaio di metri, al margine della pianura, presso lo sbocco delle valli Brembana e Seriana, ferve Bergamo Bassa, la città moderna, peraltro già da secoli inserita nelle logiche dello sviluppo terziarizzato del territorio.
Piazza Vittorio Veneto, Piazza G. Matteotti, Piazza D. Alighieri e Piazza della Libertà formano il centro di Bergamo Bassa: il loro ordinato sistema, sorto nell'area della demolita fiera di S. Alessandro, è un moderno complesso urbanistico realizzato fra il 1914 e il 1934 su progetto di Marcello Piacentini.
Viale Vittorio Emanuele II, parte del lungo tracciato rettilineo disegnato fra il 1837 e il 1857 col nome di Strada Ferdinandea, collega la città bassa alla città alta e costituisce ancora oggi l'arteria fondamentale della Bergamo moderna. A metà percorso, dove il viale piega sotto le mura, è la stazione inferiore della funicolare per la città alta, costruita nel 1886-87.
Sottopassando un arcone della Cittadella, si sbocca sulla spianata detta Colle Aperto, chiusa in fondo dalla cinquecentesca Porta S. Alessandro, dalla quale si esce nei pressi della stazione della funicolare che porta al Colle S. Vigilio. Ma, data la bellissima e calda giornata, si opta anche qui per una risalita a piedi.
Giunti alla stazione superiore della funicolare, si prosegue per la sommità del Colle S. Vigilio (m. 497 s.l.m.) alla volta del Castello, semplice roccaforte difensiva di cui rimangono resti di mura e avanzi di quattro torri cilindriche. Dalla spianata, sistemata a parco pubblico, incredibile panorama sulla città, sulla pianura e sui monti.
S. Maria Maggiore è una complessa costruzione romanica della seconda metà del sec. XII, il cui interno, con stucchi e dorature, fu rinnovato alla fine del '500 e nel sec. XVII. Priva di facciata, apre nel transetto sinistro un portale preceduto da un superbo protiro del 1353 su leoni stilofori. Facendo il giro esterno verso sinistra si coglie la mossa e articolata architettura: un altro portale del 1367, l'edificio rinascimentale della sagrestia nuova (1491), l'abside ad arcatelle e loggetta, il campanile (sec. XIV-XVI), il transetto destro con due absidiole e un portale munito di protiro (1360).
La Cappella Colleoni (1476), fatta costruire come proprio sacello funerario da Bartolomeo Colleoni, il capitano che fu al servizio della Repubblica Veneta, è un gioiello di architettura e decorazione, capolavoro del rinascimento lombardo. Tutti gli elementi che compongono la preziosa facciata, lesene, portale, finestre, rosone, loggette, si fondono nel gioco cromatico del rivestimento marmoreo bianco e rosa. L'interno, dalla decorazione settecentesca, custodisce la tomba del Colleoni, la tomba della figlia Medea e affreschi del Tiepolo.