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Ogni persona ha una passione. La nostra (io e mio fratello) è il viaggiare. Ogni passione è fatta di sogni. I nostri si chiamano Danmark, Normandie, Bretagne, Dolomiti, Liguria, Provence, London, Barcelona e tanti altri ancora. Ogni sogno è davvero importante, ma in cielo c’è sempre una stella che brilla più delle altre, giusto? La nostra è l’Ísland.
Un viaggio in Ísland può sembrare facile, e tutto sommato lo è davvero, ma per poterselo gustare veramente, senza troppe preoccupazioni, noi siamo andati in agenzia viaggi dalla Fiorella ed abbiamo scelto il tour «Nel regno della natura» della Giver Viaggi: a volo, noleggio auto e bed & breakfast ci pensano loro (a noi l'essere puntuali e il trovare quanto prenotato), tutto il resto sta alla nostra fantasia.
La preparazione è poi fatta di tanta bella carta da leggere ed organizzare: l'immancabile guida del Touring Club Italiano (una certezza), quella della Lonely Planet (una piacevole scoperta) - dalle quali è poi nata la nostra consueta guida - e la dettagliata carta stradale della Freytag & Berndt (era così nascosta in fondo ad uno scaffale che in libreria stanno ancora cercando di capire come mai l'avevano e, soprattutto, come siamo riusciti a trovarla).
Bene, abbiamo sognato, abbiamo prenotato, abbiamo studiato. Non ci restava che aspettare, trepidanti, l'arrivo del fatidico Sabato 9 Agosto 2008: questa data, e le nove successive, hanno scritto alcune delle pagine più belle della nostra vita, della nostra storia.
Si dice che l’Ísland sia una terra inospitale: freddo e ghiaccio, vulcani e terremoti, elfi e spiriti, strani cibi quanto lo è la gente. Ma dentro di noi sapevamo che non era poi così tutto vero, e l’unico modo di scoprire la verità è guardarla dritta negli occhi. Noi lo abbiamo fatto, andandoci, e la verità è che se l’Ísland la si vive intensamente, anima e corpo, anche solo per dieci giorni, ciò che può sembrare un inferno ti si schiude al cuore e alla vista rivelando un fremente paradiso.
Make heaven out of hell, fai dell’inferno il paradiso. Lo canta anche Toffoli Elisa.
Saremo anche stati fortunati a trovare bel tempo (più o meno, senza contare il vento) e a capitare in un periodo sismico tranquillo, ma dopo aver studiato ed esserci posti con mentalità aperta (e forse un po’ di sana incoscienza) eravamo preparati all’avventura che ci aspettava, ben sapendo o scoprendo lungo il cammino che: l'Ísland è una terra turbolenta perché "giovane" (geologicamente parlando) ...
E in attesa di tornare a prenderci quel pezzetto, o più facilmente di lasciarci là ancora qualche battito, viviamo di intensi ricordi che raccontiamo e condividiamo ben volentieri attraverso immagini e parole, come quelle trasportate in queste pagine.
Se, appunto, tra le righe di queste pagine già scorgerete l'entusiasmo e la passione per il nostro viaggiare in Ísland, allora non ci resta molto altro da dire; se non che, anche noi, come Roy Batty, abbiamo "visto cose che voi umani non potreste immaginare: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e raggi beta balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia".
Eh no, caro il mio Roy, qui ti sbagli: i nostri ricordi del viaggio in Ísland non andranno mai persi nel tempo, perché stanno così comodi, accucciati tra le pieghe del nostro cuore, che lì rimarrano, per sempre.
E se anche questa perdita di memoria dovesse mai capitare, ecco li pronte a sostituire i ricordi le nostre 2.410 fotografie (già tolte le venute male, s'intende) e qualche oretta di video ...
Bene, chi vorrà potrà ora curiosare in queste pagine il nostro viaggiare in Ísland ... buon viaggio!