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Come è nata la scienza & metodo Biostoria


Copertina saggio: A. Colamonico. Biostoria. Verso la formulazione di una nuova scienza. Campi, metodi, prospettive. Il filo, Bari 1998.



La Scienza & Metodo Biostoria (Biohistory of Knowledge), iniziò a prendere forma nella mia mente intorno al 1985, quando per motivi di lavoro, nella didattica, cominciai con le classi a confrontarmi con i primi elaboratori elettronici.

Essendo per formazione una pedagogista, attenta quindi alle ricadute sul piano mentale delle azioni, mi resi subito conto che l'innovazione tecnologica in atto aveva conseguenze importanti per l'organizzazione del pensiero, profondamente perturbato da quella novità che accelerava il processo di associazione delle idee (la logica aperta di Spazioliberina, per un'economia di tempo). Intravidi in ciò una forma di Rivoluzione Copernicana della stessa Carta Gnoseologica che mi condusse ad aprire la prima finestra storiografica, fortemente derisa dagli storici, quando nel '92 la presentai a Bellaria, al Convegno di Formazione per i nuovi programmi di storia, coordinato da Ivo Mattozzi.

La 1a Finestra Storiografica (historiographical window), da A, Colamonico. Fatto tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia. OPPI Quaderni, Milano 1993, p. 22.

In quell'occasione sperimentai la sordità del campo che rende pregiudizievoli le relazioni comunicative. Tale atteggiamento negativo, non mi spaventò, anzi mi spinse ad indagare per approfondire gli studi di Gregory Bateson sulla Ecologia della Mente.

Cercando conferma alle mie intuizioni scoprii gli studi sul metodo di Edgar Morin che aprono al Pensiero Complesso e quelli di H. R. Maturana e F. Varela sull' Autopoiesi dei sistemi vitali.

In seguito nel 2003 ebbi modo di conoscer E. Morin, in un viaggio in Italia, per una Conferenza a Nardò (LE), in quel periodo stavo scrivendo l'articolo americano Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity per World Futures, grazie all'interesse di Alfonso Montuori per le mie ricerche.

La consapevolezza del non essere su una strada errata, mi spinse all'approfondimento delle dinamiche comunicative nelle relazioni democratiche, tanto da giungere alle definizioni di Topologia delle Mente e Occhio Eco-Biostorico, funzionali alla rilettura della "cosa" storica in chiave democratica.

Quella finestra che suscitò tanta ilarità, oggi è la chiave di accesso alla moltiplicazione delle linee di lettura, come "lente-bussola cognitiva" che pone la 5a dimensione di lettura.




La finestra storica, grandezza variabile, si costruisce con gli assi cartesiani, ponendo  l'asse Tempo e quello Spazio, per lo studio e il trattamento dei Fatti. Tale visualizzazione si presenta come una lente-campo vuoto di lettura, applicabile all'osservazione dei Campi Storici.

Gli Eventi smettono, così, di essere una semplice successione di accadimenti passati (linearità) e acquisiscono lo status di correlazioni di forze che si perturbano a vicenda, producendo nuovi campi di eventi.

Per capirci meglio, la storia smette di essere una cosa morta e diventa un "oggetto" vivo, da osservare a tre campi: passato-presente-futuro:



Il cambiamento della carta di lettura permette, infatti, di moltiplicare e zoomare i campi d'indagine che si prestano, con l'utilizzo di modelli di rappresentazione che fungono da attrattori cognitivi, ad essere proiettati su di un piano: le carte di lettura. Tali operazioni funzionali all'indagine stessa, velocizzano gli apprendimenti e rendono fortemente dinamico il Pensiero.

Il Sapere smette, in tale organizzazione, di essere un sistema di parallele disciplinari che restano come tanti isolati informativi, limitati e prigionieri, in gabbie di significati e linguaggi a sé stanti, e si fa una Costellazione reticolare a uno/tutto di una Conoscenza a frattale, come spazio multi-proiettivo, dinamico e auto-propulsivo, che permette di viaggiare nel Sapere, utilizzando le discipline come semplici veicoli-vincoli semantici funzionali alla fioritura dei quanti informativi.



Isolai, già, nel 1988 la 5° dimensione di lettura che porta allo sdoppiamento delle linee del pensiero con cui si può, in simultaneità, operare su più registri di memoria. La scoperta fu così importante per il mio impegno pedagogico che mi spinse ad elaborare:

  • una nuova didattica con Le Palestre della Mente (per cui sono stata premiata a Milano nel 2001);
  • un nuovo campo epistemologico a cui diedi, nel 1992, il nome di BIOSTORIA (= bios-Vita + Storia-dinamica = la dinamica della Vita, quale campo di meta-storia di cui parla, negli scritti sul metodo, E. Morin)).

Presentai la mia "creatura" che affettuosamente chiamai "Spazioliberina" per la prima volta, nel 1995, al Convegno, a Ponte di legno, dell'OPPI di Milano e ricordo ancora l'abbraccio di Padre Mario Reguzzoni che mi disse:

  • Hai disegnato l'occhio di Dio, per la sua Vigna!


Era stato proprio lui l'editore, grazie al direttore di Quaderni OPPI il prof. Angelo Rovetta, ad aver pubblicato nel marzo 1993, il mio primo saggio "Fatto Tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia", presentandolo come la nuova architettura sistemica del sapere storiografico.

Studio che ha ricevuto l'encomio scritto, dell'allora Magnifico Rettore dell'Università di Bari, Prof. Aldo Cossu per il suo "alto valore scientifico e pedagogico" e tra gli altri, mi piace ricordare per il particolare significato di "memoria storica" del Dott. Lino Monchieri, Presidente dell'Associazione Nazionale Ex Internati - Ente morale dei reduci dai Lager Nazisti - Brescia "per il metodo di apprendimento e di organizzazione reticolare delle informazioni, con le sue implicazioni nell'ipotizzare, visualizzare, conoscere e capire le dinamiche della storia".

Quello che stavo piano, piano tracciando è, oggi, un'autentica biofisica storica, che permette di visualizzare le organizzazioni sistemiche degli spazi-tempi e dei fatti-eventi a campo profondo:

  • L'aver mutato la topografia della "res" storica, ha fatto emergere nella mia mente la topologia della storia come una forma a  spugna con vuoti e pieni, a uno/tutto; avendo, inconsapevolmente, come racchiuso la "Storia" in una forma geometrica finita, ma soggetta a infinite modifiche lungo il perimetro della sua superficie a multi-forma.





Copertina saggio: A. Colamonico. Ordini Complessi. Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a cinque dimensioni. Il filo, Bari 2002.



La consapevolezza di tutto ciò mi ha avvicinata ai fisici e ai biologi ed è stato Paolo Manzelli a volermi nel gruppo di Open Network for New Science; mentre Massimo Pregnolato mi ha inserita nel gruppo di Quantumbionet, attraverso il quale ho potuto avvicinarmi alla "Sfinge" quantistica di Ignazio Licata che mi ha permesso di dare una inquadratura più scientifica al mio "vuoto di spugna" storico-mentale.

Nel frattempo gli studi sul ruolo strutturale e storico del linguaggio con una particolare attenzione alla metafora poetica, mi ha avvicinata al mondo dell'arte e dei poeti. Le mie liriche sono state prese ad esempio di meta-poesia e di frattali di pensiero a campo profondo.

Grazie a Giovanna De Vita, poetessa e organizzatrice del premio O-Maggio Poetico, ho avuto modo di interrogarmi sulla "cosa" poetica che mi ha portata a scrivere le mie pagine sul Ruolo della Poesia nella Storia, che stanno aprendo una bella "finestra" di confronto con alcuni amici poeti tra cui Adriana Gloria Marigo.

Grazie al pittore Roberto Denti, devo poi l'incontro con il gruppo di artisti quantistici di Quantum Art and Science for a New Renaissance, ed è nata una bella amicizia con Daniela Biganzoli, Lella Casorali, Anna Paola Desiderio, artiste di tale corrente interpretativa della realtà.

La geometria proiettiva, insieme alle conversazioni con MarcelloMastroleo che mi sta porgendo l'occhio del matematico, oggi mi sta incanalando verso lo studio di una organizzazione unificata della relazione Osservato-osservatore-osservazione, per la Topologia della Storia/Pensiero a campo dentro/fuori, funzionale per la definizione del Ruolo/funzione dell'Osservatore Storico (in senso lato), nella scelta e costruzione di una realtà multi-proiettiva.

Il percorso fatto in questi 26 anni, anche se faticoso e impegnativo è stato molto stimolante per gettare le linee di una proposta di ridefinizione dell'intera organizzazione gnoseologica, per produrre le nuove carte pensiero, di spazio-tempo e di realtà che potrebbero confluire in quella che chiamo, affettuosamente in ricordo di zio Carmelo Colamonico, la Geografia della Mente, insomma di tutto l'insieme multi-sistemico a multi-strati che sta alla base della stessa azione storica che, in sintesi, è lo stesso Vivere.



Navigatore disciplinare: carta biostorica in Biostoria, p. 78. (1998).





I nidi-nicchie informativi

"... Ogni gemma-idea si annoda su una pregressa conoscenza, formando dei veri nidi cognitivi, funzionali al progresso scientifico-tecnologico-economico... dell'intera umanità, non essendoci in simile organizzazione naturale né frontiere, né confini ma esili filamenti gemmati come rami di pesco offerti a chi sa essere in grado di coglierli e trasformarli in conoscenze condivise. In tale visione allargata e stratificata non hanno più senso le signorie intellettuali, poiché la capacità di osservare non è un fatto di stampi in serie, come copie anonime di cerveli-menti prive di identità e quindi di storia, ma prerogativa di singolari intelligenze in grado di saper vedere, secondo un soggettivismo storico-epistemologico: - Come un vento, libero di vagare, la compressione aleggia e trova casa nella mente-cervello di chi è attrezzato a vedere, non tanto per capacità cerebrale, quanto per sensibilità emotiva che si fa poi cognitiva. Cum-prendere implica l'azione di annullamento del sé che rende antenna la privata spugna mentale. ..." Da A. Colamonico. Lo sguardo e la mente di Carmelo Colamonico. © 12 Maggio 2013.



Il piglio eco-biostorico - Esempio di una nicchia-saggio a nido informativo

Provando a dare un corpo al pensiero si scopre che, anche esso nel suo dialogare tra sé e il mondo e poi di nuovo con  il sé nel mondo, costruisce nicchie-nidi che si fanno case di consapevolezza, anfratti di certezze, approdi sicuri di serenità o meandri bui di insicurezze e trappole dei pensieri. Antonia Colamonico



La vetrina di Biostoria




Siti: Autrice

  • Biostoria Palestre - Itinerari di auto-apprendimento.
  • Biostoria Mappe - Le Carte Biostoriche - Gli acceleratori cognitivi in una Società a nanosecondi.
  • La Geografia della Mente ( the geography of mind) - Le regole del gioco in una topologia di conoscenza/coscienza a sistema unico. 







Buon viaggio nella spugna di un pensiero!

La mia utopia

La mia missione

(Antonia Colamonico)





Idea Editoriale
Di(a)logiche
in "progress"
Processo di scrittura a campi-reti "aperte".
Il saggio prende forma di sito, per superare il confine del libro.
Aperto al Mondo, come pagine di un quaderno da sfogliare,
in una nuova democrazia. L'autrice.





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