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Strada Folle e Rischio Idraulico negato sul PAT

pubblicato 10/ott/2011 06:51 da Massimo De Pieri   [ aggiornato in data 10/ott/2011 11:46 ]

In questi giorni una questione, scottante a dir poco, torna a tenere banco, parliamo dell’intervento 8bis - strada di collegamento via martiri/via Capitaneo, opera impropriamente definita “Complementare al Passante”, contro la cui realizzazione combatte da circa due anni il Comitato Viabilità Spinea. 

Sono molti i punti oscuri che caratterizzano questa vicenda e noi, senza voler rimarcare quanto altri hanno già evidenziato, vorremmo dare un nostro contributo alla vicenda, prendendo ispirazione dal lavoro recentemente realizzato sulla materia del PAT di Spinea.

Tra le osservazioni presentate sul PAT alcune sono relative il RISCHIO IDRAULICO, tema che diventa di attualità solo quando, a seguito di una pioggia un po’ più intensa o abbondante del solito, certe zone del nostro territorio sono puntualmente invase dalle acque con conseguenti disagi e danneggiamenti.

Si consideri che l'opera (collegamento 8bis) interessi un'area a RISCHIO IDRAULICO perché così individuata nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Venezia adottato con DGRV n. 104 del 05/12/2008 ed approvato con DGRV n. 3359 del 30/12/2010, per cui la progettazione di un'opera, come questa strada, che possa recare trasformazioni del territorio tali da modificarne il regime idraulico esistente, è assoggettata alle disposizioni di cui alla delibera di Giunta Regionale n. 3637 del 13.12.2002, così come modificata dalle delibere n. 1322/2006 e n. 1841/2007, che prevedere la totale compensazione della impermeabilizzazione del suolo mediante idonee misure tecniche da definire, caso per caso, in accordo con il competente Consorzio di Bonifica.


 Ciò che abbiamo rilevato sul PAT e segnalato con tra le osservazioni         presentate il 30/09/11, è che l’area interessata dalla realizzazione della strada (area a sud dello stadio) non è individuata come un’area a rischio idraulico (area a pericolosità di ristagno idrico) come risulta evidente dalla Tavola n°3 del PAT Carta delle Fragilità (sotto un estratto della Tavola n°3 relativa l’area in questione).





La stessa area invece nella corrispondente Tavola n°2 Carta delle Fragilità del PTCP di Venezia (approvato a fine 2010) risulta tra le aree classificate a Rischio Idraulico (art. 15 delle Norme Tecniche di Attuazione del PTCP).




Indipendentemente da quanto riportano le cartografie, basta riportare la memoria agli accadimenti degli ultimi anni per rendersi conto della condizione di elevata fragilità di questa porzione di territorio, basti ricordare i fatti del settembre 2007 (vedi Spinea Vivibile), del luglio 2010 e del marzo 2011.

Sono a noi incomprensibili le motivazioni per cui, a fronte di puntuali indicazioni normative superiori, nonché di comprovati avvenimenti, il Piano di Assetto del Territorio della nostra città, non assuma nella formazione del proprio quadro conoscitivo (la base di elementi ed informazioni sullo stato attuale del territorio su cui è formato il PAT), elementi di grande rilevanza quali l’individuazione di aree che sono state più volte oggetto di eventi che pongono a rischio l’incolumità dei cittadini e dei loro beni.

 Quindi viene da chiedersi se nella progettazione di questa strada si sia ottemperato alle sopracitate disposizioni di cui alla delibera di Giunta Regionale n.3637 del 13.12.2002, n.1322/2006 e n.1841/2007, che prevedono la totale compensazione della impermeabilizzazione del suolo mediante idonee misure tecniche da definire, caso per caso, in accordo con il competente Consorzio di Bonifica, perché il rischio è che la realizzazione del rilevato stradale del collegamento Martiri/Capitaneo, possa costituire una specie di diga che, in caso di abbondanti precipitazioni, può essere un ulteriore ostacolo al deflusso delle acque dalle aree urbane del Villaggio dei Fiori ed intorno ad esso, verso i terreni ed i canali a sud del centro abitato, creando un aggravio alle condizioni di rischio idraulico dell’area.

 Di più, viene da dire, che il programmato intervento del PN 18, l’ulteriore urbanizzazione di una consistente area agricola posta tra le vie Cici e Capitaneo, cui la realizzazione della suddetta strada appare funzionale, pone ulteriori serie preoccupazioni proprio in merito alle criticità idrauliche dell’area di via Capitaneo, poiché appare evidente come all’eccessiva cementificazione dei suoli, corrisponda un aumento dei fenomeni di allagamento, causa la riduzione delle superfici naturali permeabili, inoltre, collocandosi via Capitaneo ad una quota inferiore rispetto le aree urbanizzate circostanti di via Solferino ad ovest e del futuro PN18 a est, rischia di trasformasi un una sorta di catino, chiuso a sud dalla nuova strada; una situazione da non sottovalutarsi per cui confidiamo senz’altro in un’analisi attenta e scrupolosa.

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